Aquisgrana Nome ufficiale: Aachen Stato:  Germania Land: Renania Settentrionale-Vestfalia Distretto gov.: Colonia Distretto: {{{distretto}}} Circondario: Aquisgrana Circondario: {{{circondario}}} Comunità amm.: {{{comunitàamministrativa}}} Comunità amm.: {{{verwaltungsgemeinschaft}}} Comunità amm.: Coordinate: 50°46′N 06°06′E / 50.767°N 6.1°E / 50.767; 6.1Coordinate: 50°46′N 06°06′E / 50.767°N 6.1°E / 50.767; 6.1 Altitudine: 125-410 m s.l.m. Superficie: 160,83 km² Abitanti: 258.770  (31-12-2006) Densità: 1.609 ab./km² Comuni contigui: CAP: 52062 – 52080 Prefisso tel: (+49) 0241, 02403, 02405, 02407, 02408 Targa: AC Status: Città[1] Codice comunale: 05 3 54 032 Sindaco: {{{note}}} Sito istituzionale Coordinate: 50°46′N 06°06′E / 50.767°N 6.1°E / 50.767; 6.1 Aquisgrana (ted. Aachen ascolta?·info) è una città di 259.334 abitanti del Nord Reno-Westfalia, in Germania. È capoluogo della omonima regione urbana (StädteRegion), un ente sovracomunale che esercita funzioni simili a quelle di un circondario. Indice 1 Geografia 2 Storia 2.1 Origini 2.2 Dal V secolo al Sacro Romano Impero 2.3 Il declino della città 2.4 Dai trattati di Aquisgrana alla Prussia 2.5 XIX secolo 2.6 XX secolo 3 Luoghi di interesse 4 Economia 5 Trasporti 6 Personalità legate ad Aquisgrana 7 Gemellaggi 8 Sport 8.1 Calcio 9 Note 10 Bibliografia 11 Voci correlate 12 Altri progetti 13 Collegamenti esterni modifica Geografia La città di Aquisgrana, sita in prossimità del confine con il Belgio e con i Paesi Bassi, sorge in una valle circondata da alture boscose, la valle del Wurm, un affluente del Roer, fiume tributario della Mosa. Per questa sua posizione è la città più occidentale della Germania. Centro termale e rilevante polo industriale, fu sede della corte di Carlo Magno, che vi fece costruire la celebre Cattedrale, che, dal 1978, è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità. modifica Storia modifica Origini Come attestano le tracce di sfruttamento di una cava di selce presso il Lousberg risalenti alla prima metà del III millennio a.C., la zona era già frequentata nel neolitico. Tuttavia l'insediamento più antico della città deve la sua origine alle sue salubri sorgenti termali, le cui acque calde furono utilizzate probabilmente dalle popolazioni celtiche della zona. In ogni caso, un vero e proprio centro venne fondato solo nel I secolo d.C., legato ad un campo fortificato romano (Aquae Granni, dal nome di un dio celtico della salute, Grannus). modifica Dal V secolo al Sacro Romano Impero A partire dal V secolo la zona fu occupata dai Franchi Ripuari e il rinvenimento di tombe franche della metà del VII secolo attesta la continuazione del centro abitato in quest'epoca. Sembra che Aquisgrana sia stata sede di una corte reale già sotto i Merovingi, ma fu sotto Carlo Magno che divenne particolarmente importante, poiché la scelse come suo luogo di residenza preferito, la impreziosì con un maestoso palazzo imperiale ed una cappella nella quale diede ordine di essere sepolto. La prima menzione della città (Aquis villa) si trova nello storico carolingio Eginardo, il quale racconta che il re dei Franchi Pipino il Breve vi trascorse il Natale del 765 e la successiva Pasqua.[2] Visita di Carlo Magno al cantiere del palazzo e della cappella di Aquisgrana, miniatura di Jean Fouquet nelle "Grandes Chroniques de Frances", XV secolo Nel 768 Carlo Magno vi trascorse il Natale, decidendo di stabilirvi la propria residenza invernale. Nel 936 Ottone I fu il primo imperatore incoronato nella Cattedrale e, da quel momento, fino a Ferdinando I, nel 1531, 37 imperatori del Sacro Romano Impero vennero incoronati "Re dei Germani" ad Aquisgrana. Nel 1002 fu sepolto nella Cattedrale anche l'imperatore Ottone III. Nel 1165 l'imperatore Federico I Barbarossa conferì alla città, dichiarata città libera imperiale e sede imperiale, il diritto di tenere mercato e di battere moneta. Nel 1171 venne costruita la prima cinta di mura. Nel 1248 la città venne conquistata da Guglielmo d'Olanda, dopo un assedio durato sei mesi. Nel 1257 si iniziò la costruzione di una seconda cinta di mura, più esterna, completata cento anni dopo. Per tutto il Medioevo, le preziose reliquie ottenute da Carlo Magno e da Ottone III per la cappella imperiale furono oggetto di grandi pellegrinaggi (i cosiddetti "Pellegrinaggi al Santuario "), che attiravano torme di pellegrini da Germania, Austria, Ungheria, Inghilterra, Svezia ed altri paesi. Dalla metà del XIV secolo, divenne uso comune esporre le quattro reliquie una sola volta ogni sette anni. Questi pellegrinaggi, le incoronazioni degli imperatori tedeschi, il fiorente commercio ed i privilegi conferiti dai vari imperatori contribuirono a rendere Aquisgrana una delle prime città dell'Impero. modifica Il declino della città La decadenza di Aquisgrana iniziò con le lotte religiose che furono conseguenza della Riforma protestante. Nell'anno 1524, Albrecht von Muenster portò in città, per la prima volta, il protestantesimo, di cui, successivamente, fu vietata la predicazione. Il predicatore fu messo a morte per due omicidi attribuitigli durante il suo soggiorno nelle città di Maastricht e di Wesel. Tuttavia, ben presto ad Aquisgrana si formò una nuova comunità protestante che, gradualmente, raggiunse una forza tale da determinare, nel 1581, l'elezione di un borgomastro protestante. Nel 1597 la città fu sottoposta ad embargo, fatto rispettare dal duca di Julich, signore cattolico della città. Nel 1600, i cattolici furono ripristinati nel godimento dei loro diritti ed invitarono i Gesuiti. In un censimento del 1601 la città contava ancora circa 14.000 abitanti. Nel 1611, tuttavia, i protestanti insorsero, saccheggiarono il collegio dei Gesuiti e, nel 1612, scacciarono i funzionari cattolici aprendo le porte della città alle truppe provenienti dal Brandeburgo. L'impero impose nuovamente l'embargo alla città, fatto osservare dal generale spagnolo Ambrogio Spinola. In seguito a tali eventi, i capi protestanti furono processati o mandati in esilio. Questi problemi, insieme ad un grande incendio che, nel 1656, distrusse circa 4000 case, misero fine alla prosperità della città. Veduta di Aquisgrana in una stampa di Matthäus Merian (1647) modifica Dai trattati di Aquisgrana alla Prussia Nel XVII e nel XVIII secolo, nella città, furono conclusi due importanti trattati di pace. Col Trattato di Aquisgrana del 2 maggio 1668, Luigi XIV si accordò con la Tripla Alleanza della Haye (formata da Inghilterra, Olanda e Svezia) per porre fine alla cosiddetta guerra di devoluzione contro la Spagna, con la quale si era impossessato dei Paesi Bassi spagnoli e della Franca Contea. Per non impantanarsi in una guerra europea, Luigi XIV acconsentì a restituire i territori conquistati in cambio di 12 piazzeforti fiamminghe. Il secondo trattato, sottoscritto 18 ottobre 1748, pose fine alla guerra di successione austriaca. Negli anni 1793 e 1794, Aquisgrana fu occupata dai francesi, nel 1798 fu annessa alla Repubblica francese e, nel 1802, divenne, di fatto, la capitale del Dipartimento del Roer. Infine, nel 1815, Aquisgrana passò sotto la Prussia. Dal 30 settembre all'11 novembre 1818, nella città si tenne una conferenza tra i sovrani di Russia (Alessandro I), Austria (Francesco I) e Prussia (Federico Guglielmo III) ed i plenipotenziari di Francia ed Inghilterra per determinare le relazioni tra la Francia e le Potenze. La Francia ottenne una riduzione delle indennità di guerra, la partenza anticipata dell'esercito di occupazione, e l'ammissione nella Santa Alleanza; le altre quattro potenze garantirono, contro future rivoluzioni, il trono di Francia ai Borbone. modifica XIX secolo Nel corso del XIX secolo, sotto il dominio prussiano, Aquisgrana tornò alla prosperità, soprattutto grazie allo sviluppo delle miniere di carbone site nelle sue adiacenze, che permisero il sorgere delle prime grandi industrie (siderurgiche e tessili per lana e seta), ma anche in conseguenza del gran numero di visitatori che affollavano le sue terme. Nel 1830 si ebbe una rivolta operaia, sanguinosamente repressa. La città, comunque, si espanse oltre la cinta delle mura giungendo ad integrare, alla fine del secolo, la cittadina di Burtscheid e a superare i 100.000 abitanti. Con l'inaugurazione del Teatro (1825) e della prima Biblioteca municipale (1831) vi fu anche lo sviluppo anche la vita culturale. Nel 1865, infine, si assistette alla fondazione del cosiddetto Politecnico ("Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule", o "Scuola tecnica superiore della Renania-Westfalia", abbreviata in "RWTH" e conosciuta anche con il nome internazionale di "RWTH Aachen University"). modifica XX secolo Dopo la prima guerra mondiale, la parte occidentale del territorio cittadino passò al Belgio. Nel 1930 divenne sede episcopale. Subì pesanti danni durante la seconda guerra mondiale, sia per le conseguenze di cinque bombardamenti, subiti a partire dal 1941, sia per i combattimenti, durati sei settimane, che portarono alla sua presa da parte degli Alleati il 21 ottobre del 1944: il 65% degli edifici cittadini andò distrutto e gli abitanti si ridussero a circa 11.000. Fu la prima città tedesca ad essere conquistata dagli alleati. Facciata dell'ospedale universitario inaugurato nel 1985. La successiva ricostruzione, iniziata nel 1945, sotto l'occupazione prima americana, quindi britannica e infine belga, e il ritorno degli abitanti fece rinascere la città in forme moderne. Nel 1972 la popolazione raggiunse i 237.108 abitanti in seguito all'integrazione dei comuni di Brand, Eilendorf, Richterich e Walheim. Nel 1950 si ebbe la prima edizione del "Premio internazionale "Carlo Magno" della città di Aquisgrana", destinato a premiare l'impegno di persone o associazioni a favore dell'integrazione europea. Nel 1985 è stato inaugurato il nuovo ospedale universitario, ("Universitätsklinikum Aachen", o "Ospedale universitario di Aquisgrana", abbreviato in "UKA"), il maggiore edificio ospedaliero d'Europa, i cui lavori, iniziati nel 1972, sono stati considerati "il più grande cantiere d'Europa". L'ospedale è un centro di ricerca ed ospita le facoltà di medicina della "RWTH". modifica Luoghi di interesse Il Teatro cittadino, del 1825. Cattedrale e Cappella Palatina; Antico Municipio; Antiche porte cittadine di Ponttor e Marschiertor e resti delle mura (Ehrenmal); Elisenbrunnen, o "Fontana di Elisa" (sistemazione di una delle sorgenti di acqua calda) e Teatro, opere dell'architetto Friedrich Schinkel; Elisabethhalle, edificio termale storico, con due sale art nouveau tuttora in uso. Nei dintorni sono attrazioni turistiche: il Dreiländereck, punto di incontro delle frontiere di Germania, Belgio e Paesi Bassi; lo zoo Drimborner Wäldchen, la foresta di Aachen. modifica Economia Bandiera di Aachen Il settore maggiormente sviluppato dell'economia cittadina è tuttora quello industriale, nel quale, oltre alle tradizionali attività tessili e siderurgiche, si sono sviluppati anche i settori meccanico, chimico e delle telecomunicazioni (Ericsson). Nel campo alimentare vi si produce un dolce regionale ("Printen"). Fa parte della prima zona industriale europea, sviluppata tra Aquisgrana e la città olandese di Heerlen. Importante è anche il settore turistico, sia come città d'arte, sia per le sue acque minerali e le terme. modifica Trasporti L'economia cittadina è favorita dalla sua posizione all'incrocio di importanti vie di comunicazione: autostrade A4 (Colonia-Maastricht) e A44 (Düsseldorf-Liegi); linea ferroviaria della rete Thalys ad alta velocità (Colonia-Parigi), che servono quattro stazioni ferroviarie (Hauptbahnhof, Westbahnhof, Rothe Erde e Schanz); aeroporto internazionale di Maastricht-Aachen (situato nei Paesi Bassi). aeroporti internazionali di Colonia/Bonn (80km) e Düsseldorf (100km) I trasporti urbani sono assicurati da 41 linee di autobus. modifica Personalità legate ad Aquisgrana Benedetto d'Aniane, monaco, santo Ludwig Mies van der Rohe, architetto Joseph Kreutzer, musicista Edith Frank, nata Hollander, madre di Anna Frank modifica Gemellaggi Questa voce o sezione sull'argomento Germania non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Liegi Reims Toledo Ningbo Naumburg Montebourg Halifax Arlington modifica Sport modifica Calcio L'Alemannia Aachen milita nella seconda divisione tedesca. modifica Note ^ Nonostante Aquisgrana non possieda lo status di città extracircondariale, ne esercita alcune funzioni. ^ Eginardo e altri, Annales regni Francorum, DCCLXV (testo in latino con traduzione in francese). modifica Bibliografia Catholic Encyclopedia, Volume I. New York 1907, Robert Appleton Company. Nihil obstat, 1 marzo 1907. Remy Lafort, S.T.D., Censor. Imprimatur +Cardinale John Murphy Farley, Arcivescovo di New York. modifica Voci correlate Cattedrale di Aquisgrana Diocesi di Aquisgrana Alemannia Aachen Regione urbana di Aquisgrana Trattato di Aquisgrana modifica Altri progetti Commons Wikizionario Wikimedia Commons contiene file multimediali su Aquisgrana Wikizionario contiene la voce di dizionario «Aquisgrana» modifica Collegamenti esterni (DE, EN, FR) Sito ufficiale della città (EN, DE) Galleria fotografica (DE) ASEAG - Trasporti urbani di Aquisgrana (DE, EN, FR, NL) Maastricht Aachen Airport - Aeroporto di Maastricht-Aachen (DE) Karlspreis - Premio Carlomagno (DE, NL) Scuola tecnica superiore del Reno-Westfalia (DE, EN, FR) Ospedale universitario di Aquisgrana v · d · m Città e comuni della regione urbana di Aquisgrana Città Alsdorf · Aquisgrana · Baesweiler · Eschweiler · Herzogenrath · Monschau · Stolberg (Rhld.) · Würselen Comuni Roetgen · Simmerath v · d · m Libere Città Imperiali del Sacro Romano Impero Le ultime 51 nella Reichsmatrikel del 1792 Aalen · Amburgo · Augusta · Aquisgrana · Biberach · Bopfingen · Brema · Buchau · Buchhorn · Colonia · Dinkelsbühl · Dortmund · Esslingen · Francoforte sul Meno · Friedberg · Gengenbach · Giengen · Goslar · Heilbronn · Isny · Kaufbeuren · Kempten · Leutkirch · Lindau · Lubecca · Memmingen · Mühlhausen · Nordhausen · Norimberga · Nördlingen · Offenburg · Pfullendorf · Ratisbona · Ravensburg · Reutlingen · Rothenburg · Rottweil · Schwäbisch Gmünd · Schwäbisch Hall · Schweinfurt · Spira · Überlingen · Ulma · Wangen · Weil · Weißenburg · Wetzlar · Wimpfen · Windsheim · Worms · Zell Città private dell'immediatezza imperiale, oppure separatesi dall'Impero in diverse circostanze, prima del 1792 Basilea · Berna · Besançon · Cheb · Chemnitz · Colmar · Costanza · Donauwörth · Duisburg · Düren · Essen · Feuchtwangen · Friburgo · Gelnhausen · Germersheim · Haguenau · Herford · Kaiserslautern · Kaysersberg · Landau · Losanna · Lucca · Lucerna · Magonza · Markgröningen · Metz · Mulhouse · Munster · Nimega · Neckargemünd · Neuenburg am Rhein · Obernai · Oberwesel · Oppenheim · Rheinfelden · Rosheim · San Gallo · Sciaffusa · Sélestat · Seltz · Soest · Soletta · Strasburgo · Toul · Turckheim · Verden · Verdun · Weinsberg · Wissembourg · Zurigo · Zwickau


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