'Asir
Ṣalāt
1750
1902
1913
1926
1927
1932
1938
1945
1980
1992
1999
2000
2003
20 maggio
23 settembre
24 ottobre
29 gennaio
8 gennaio
Aash Al Maleek
Abcasia
Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Sa'ud
Abd al-Aziz Al Saud
Abha
Afghanistan
Africa
Aglio
Al-Andalus
Al-Baha (provincia)
Al-Hasa
Al-Hudud al-Shamaliyya
Al-Husayn ibn Ali (Sceriffo di Mecca)
Al-Madina
Al-Qasim (provincia)
Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa'udiyya
Al-Riyad
Al-Sharqiyya
Al Jawf (provincia)
Alcool
Algeria
Angola
Anni 1960
Anni 1990
Apostasia
Arabi
Arabia Saudita
Aramco
Area
Armenia
Asia
Autorità Nazionale Palestinese
Azerbaigian
Bahrain
Bandiera dell'Arabia Saudita
Bangladesh
Barriera corallina
Beduino
Bhutan
Bibbia
Bilancio dello Stato
Birmania
Brunei
Califfo
Cambogia
Camicia
Capitale (città)
Carlo Alfonso Nallino
Catena montuosa
Caucaso
Chiesa (architettura)
Chilometro quadro
Chilowatt
Cicer arietinum
Cina
Cipro
Città
Città del Vaticano
Clima
Continente
Corano
Corea del Nord
Corea del Sud
Costa
Costituzione
Cotone (fibra)
Densità di popolazione
Deserto
Dhu l-Hijja
Dinastia Saudita
Diritti umani in Arabia Saudita
Dominio di primo livello
Dromedario
Ecuador
Egitto
Elettricità
Emirati Arabi Uniti
Esportazione (commercio)
Est
Faysal dell'Arabia Saudita
Ṣalāt
1750
1902
1913
1926
1927
1932
1938
1945
1980
1992
1999
2000
2003
20 maggio
23 settembre
24 ottobre
29 gennaio
8 gennaio
Aash Al Maleek
Abcasia
Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Sa'ud
Abd al-Aziz Al Saud
Abha
Afghanistan
Africa
Aglio
Al-Andalus
Al-Baha (provincia)
Al-Hasa
Al-Hudud al-Shamaliyya
Al-Husayn ibn Ali (Sceriffo di Mecca)
Al-Madina
Al-Qasim (provincia)
Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa'udiyya
Al-Riyad
Al-Sharqiyya
Al Jawf (provincia)
Alcool
Algeria
Angola
Anni 1960
Anni 1990
Apostasia
Arabi
Arabia Saudita
Aramco
Area
Armenia
Asia
Autorità Nazionale Palestinese
Azerbaigian
Bahrain
Bandiera dell'Arabia Saudita
Bangladesh
Barriera corallina
Beduino
Bhutan
Bibbia
Bilancio dello Stato
Birmania
Brunei
Califfo
Cambogia
Camicia
Capitale (città)
Carlo Alfonso Nallino
Catena montuosa
Caucaso
Chiesa (architettura)
Chilometro quadro
Chilowatt
Cicer arietinum
Cina
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Città
Città del Vaticano
Clima
Continente
Corano
Corea del Nord
Corea del Sud
Costa
Costituzione
Cotone (fibra)
Densità di popolazione
Deserto
Dhu l-Hijja
Dinastia Saudita
Diritti umani in Arabia Saudita
Dominio di primo livello
Dromedario
Ecuador
Egitto
Elettricità
Emirati Arabi Uniti
Esportazione (commercio)
Est
Faysal dell'Arabia Saudita
Arabia Saudita (KSA)
(dettagli)
Dati amministrativi
Nome completo
Regno Arabo Saudita
Nome ufficiale
المملكة العربيّة السّعوديّة
Lingue ufficiali
Arabo
Capitale
Riyād (3.500.000 ab. / )
Politica
Forma di governo
Monarchia assoluta
Re
ʿAbd Allāh b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Indipendenza
Unificazione nel 1932 fra regno (conquistato) del Hijaz e Sultanato del Najd
Ingresso nell'ONU
24 ottobre 1945 1
Superficie
Totale
2.248.000 km² (13º)
% delle acque
0 %
Popolazione
Totale
24.293.844 ab. (2003) (45º)
Densità
12 ab./km²
Geografia
Continente
Asia
Fuso orario
UTC +3
Economia
Valuta
Riyāl
PIL (PPA)
593.385 milioni di $ (22º)
PIL pro capite (PPA)
23.813 $ (2008) (39º)
ISU (2007)
0,843 (alto) (59º)
Consumo energetico
0,63 kW/ab.
Varie
TLD
.sa
Prefisso tel.
+966
Sigla autom.
KSA
Inno nazionale
ʿĀsha al-Malik (Viva il Re)
Festa nazionale
23 settembre
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
L'Arabia Saudita è uno stato dell'Asia.
Confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen.
È bagnato dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest. Ha una superficie di 2.218.000 km2. La capitale è Riyad.
Questa nazione ha un nome composto: occupando gran parte della penisola arabica porta il nome di Arabia ("terra degli arabi", che a sua volta deriva dal termine semitico arab, cioè nomade), mentre il termine Saudita deriva dalla Dinastia Saud, che fece nascere la nazione e la portò al massimo splendore commerciale ed economico.
Indice
1 Storia
2 Geografia
2.1 Clima
3 Popolazione
3.1 Etnie
3.2 Religioni
3.3 Lingue
4 Ordinamento dello Stato
4.1 Suddivisioni amministrative
4.2 Istituzioni
4.2.1 Forze Armate
5 Politica
5.1 Politica interna
6 Economia
6.1 Forza lavoro
7 Arte
7.1 Architettura
7.2 Pittura e scultura
8 L'Islam in Arabia Saudita
9 Tradizioni
9.1 Gastronomia
9.2 Festività
10 Note
11 Bibliografia
12 Voci correlate
13 Altri progetti
14 Collegamenti esterni
modifica Storia
Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Arabia Saudita.
La Penisola arabica, specialmente nelle regioni meridionali yemenite, è considerata una delle quindici aree del pianeta in cui si è organizzata la società umana ed è per questo motivo che la zona è definita "culla dell'umanità".
Un'entità statale saudita nacque nell'Arabia centrale circa nel 1750 quando il Sultano del Najd, Muhammad ibn Saʿūd, unì le sue forze sotto la spinta ideale fornita da un riformatore islamico neo-hanbalita, Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb, con lo scopo di creare una nuova realtà politica e statuale. Nei centocinquanta anni successivi, le fortune della famiglia dei Sa‘ūd sono cresciute e decadute molte volte, poiché la famiglia contendeva il potere e il territorio sulla Penisola araba all'Egitto, all'Impero ottomano e ad altre famiglie arabe. Il moderno Stato della famiglia Saʿūd ( Āl Saʿūd ) fu fondato dal re ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (spesso noto internazionalmente come Abdul Aziz Ibn Saud). Nel 1902 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd conquistò la città di Riyāḍ, la capitale ancestrale della dinastia degli Āl Saʿūd, sottraendola alla famiglia rivale degli Āl Rashīd. Successivamente ʿAbd al-ʿAzīz sottomise al-Hasa, la provinciaal-Qaṭīf, il resto di Najd e lo Ḥijāz fra il 1913 ed il 1926. L'8 gennaio 1926 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd diventò il re del Ḥijāz, strappandolo all'hascemita re ʿAlī ibn al-Husayn, figlio dello Sharīf della Mecca al-Ḥusayn b. ʿAlī che aveva proclamato nel corso della prima guerra mondiale la Rivolta Araba contro l'Impero ottomano e che era stato compensato con l'attribuzione ai suoi figli di varie entità arabe erette a monarchia (Transgiordania, Iraq e, appunto, Regno di Ḥijāz). Il 29 gennaio 1927 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd assunse il titolo di re del Najd (il suo titolo precedente era sultano). Dal trattato di Jedda, firmato il 20 maggio 1927, la Gran Bretagna riconobbe l'indipendenza del regno di ʿAbd al-ʿAzīz (allora conosciuto come il regno di Hijāz e Najd). Il 23 settembre 1932 queste regioni furono unificate sotto la dizione di Regno dell'Arabia Saudita (al-Mamlakat al-ʿarabiyya al-saʿūdiyya ). La scoperta del petrolio nel marzo del 1938 ha trasformato economicamente il paese e ha dato al Regno l'autorevolezza di cui gode, malgrado la struttura integralista delle sue istituzioni giuridiche e sociali (l'Arabia Saudita è ufficialmente wahhabita) e il suo gigantesco finanziamento per l'edificazione, nel mondo islamico e non, di moschee e centri culturali di orientamento fondamentalista e di partiti e movimenti politici che al Wahhabismo direttamente o indirettamente si richiamano (il caso più vistoso è la Fratellanza Musulmana). Diversi miliardi di dollari che non hanno impedito all'Arabia Saudita di mantenere strette relazioni con le molte nazioni occidentali che comprano il suo petrolio e, in particolare, con gli Stati Uniti d'America, alla cui politica estera il Regno è da sempre fedelmente allineato.
modifica Geografia
Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Arabia Saudita.
Vista della scarpata Tuwaiq da ovest.
Il regno saudito occupa circa l'80% della penisola araba. Nel 2000 Arabia Saudita e Yemen firmarono un accordo ponendo termine alle controversie sulla linea di confine.[1] Ma per buona parte i confini meridionali del paese, rispettivamente con Emirati Arabi Uniti e Oman non sono precisamente definiti, e pertanto la dimensione esatta del paese resta sconosciuta. Il governo saudita la stima in 2.217.949 km². Altre stime variano tra 1.960.582 km²[2] e 2.240.000 km². L'Arabia Saudita è convenzionalmente indicata come il 14° stato più grande del mondo. La geografia Arabia Saudita è variegata. Dal deserto umido (Tihamah) posto al livello del Mar Rosso, ci si innalza lungo la catena montuosa del Jabal al-Hejaz che ad ovest taglia in lunghezza la penisola. Oltre questa catena si trova l'altopiano di Nejd che si estende nella parte centrale del paese. La regione sud-occidentale dell'Asir presenta montagne che raggiungono i 3.000 metri sul livello del mare e possiede il clima più verde e più fresco, ed attira molti sauditi in località come Abha nei mesi estivi. L'est è principalmente una pianura roccioso o sabbioso che si estende fino alle rive del Golfo Persico. Lungo i confini meridionali si trova il deserto del Rubʿ al-Khālī.
Per lo più disabitato, la gran parte della massa continentale del paese è costituita da deserto con un clima semi-arido. Meno del due per cento della superficie totale del paese è coltivabile. I centri abitati principali si trovano lungo le coste o in prossimità delle oasi interne come Hofuf e Buraydah. L'Arabia Saudita non ha fiumi o laghi permanenti per tutto l'anno, tuttavia la sua linea di costa si estende per 2.640 km.
modifica Clima
Il clima è asciutto, ma desertico, con grandi sbalzi di temperature. Il regime delle precipitazioni rende il paese arido o semi-arido, con terreno principalmente stepposo e talora a prevalenza sabbiosa. Nella maggior parte del regno la vegetazione è spontanea e arbustiva. La zona costiera del mar Rosso, specialmente le barriere coralline, ha una fauna marina molto ricca. D'estate la temperatura può raggiungere i 50 gradi, d'inverno è mite con temporali vicino al canale dell'Egitto.
modifica Popolazione
Evoluzione demografica dell'Arabia Saudita.
La popolazione saudita nel 2006 è stimata essere circa 27,02 milioni, includendo circa 6,4 milioni di stranieri residenti. Il tasso di natalità è di 29,74 nascite per 1.000 abitanti; il tasso di mortalità è di soli 2,66 morti ogni 1.000 abitanti. Fino agli anni sessanta, la maggior parte della popolazione era nomade o semi-nomade. A causa del rapido sviluppo economico ed urbano, più del 95% della popolazione ora è sedentarizzato. All'inizio degli anni novanta la distribuzione della popolazione variava notevolmente fra le città delle zone costiere ad est e ad ovest del paese, le oasi interne densamente abitate e la maggioranza delle aree interne desertiche e, quindi, quasi totalmente disabitate. Alcune oasi hanno una densità di popolazione di più di 1.000 abitanti per chilometro quadrato.
modifica Etnie
La maggior parte dei Sauditi è di etnia araba. Alcuni hanno un'origine etnica mista e sono discendenti di turchi, iraniani, indonesiani, indiani, africani e di altre etnie, la maggioranza delle quali immigrò come pellegrina del hajj, fissando la propria residenza nella regione del Ḥijāz, lungo il litorale del Mar Rosso. Molti Arabi dei paesi vicini lavorano nel regno saudita. Ci sono inoltre numerosi asiatici, immigrati per lavoro principalmente dall'India, dal Pakistan, dal Bangladesh, dall'Indonesia e dalle Filippine. Gli occidentali sono meno di 100.000 in tutta l'Arabia Saudita.
Re ʿAbd Allāh
modifica Religioni
La religione ufficiale dell'Arabia Saudita è l'Islam, nella sua versione giuridico-teologica del hanbalismo wahhabita.
La libertà religiosa è molto limitata. Pur non essendoci restrizioni per coloro che praticano la propria fede privatamente, è impossibile per i non musulmani edificare luoghi per i loro culti[3]. L'ordinamento prevede, inoltre, la pena di morte per apostasia.
A nessun non musulmano è permesso diventare cittadino dello stato saudita. Fra i lavoratori immigrati ve ne sono anche di religione cristiana[4]. In Arabia Saudita i cristiani possono essere arrestati e fustigati per la pratica della loro fede in pubblico o per il possesso di "materiale propagandistico", inclusi libri della Bibbia. Gli incontri di preghiera dei cristiani possono essere interrotti dalla polizia.
modifica Lingue
La lingua araba è la lingua ufficiale dello stato.
modifica Ordinamento dello Stato
Re Faysal dell'Arabia Saudita
La forma di governo dell'Arabia Saudita è la monarchia assoluta, il nome ufficiale dello stato è Regno arabo saudita (المملكة العربيّة السّعوديّة).
Le leggi fondamentali del Regno (facenti funzione di una Costituzione, assente perché la "costituzione" è il Corano) furono promulgate nel 1992 con la dichiarazione secondo la quale l'Arabia Saudita è una monarchia governata dai discendenti del sultano del Najd ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, primo re dell'Arabia Saudita (Dinastia Saudita).
Tali leggi si basano su quella islamica, Sharīʿa, composta dal Corano e dalla Sunna del profeta Muḥammad. Non è dato invece grande spazio all'Ijmāʿ e al Qiyāṣ che, pur non facendo parte in senso stretto della Sharīʿa, sono da molti madhhab (ma non da quello hanbalita) riconosciuti come fonti del diritto islamico.
La Sharīʿa è applicata da tribunali coranici. Non esistono elezioni parlamentari né esistono partiti politici nel paese. Nel 2005 si sono tuttavia organizzate elezioni locali.
modifica Suddivisioni amministrative
L'Arabia Saudita è divisa in 13 province (manātiq, al singolare mintaqa).
Al-Bāha
al-Hudūd al-Shamāliyya
Al-Jawf
Al-Madina
al-Qaṣīm
al-Riyāḍ
al-Sharqiyya (Provincia Orientale)
'Asir
Ḥāʾil
Jāzān
Makka (Provincia Occidentale)
Najrān
Tabūk
modifica Istituzioni
modifica Forze Armate
L'Arabia Saudita spende miliardi di dollari per equipaggiare le proprie forze armate, spesso comprando armamenti dagli Stati Uniti. Come mostra il grafico l'Arabia Saudita è al nono posto al mondo per spesa militare. Le Forze armate saudite sono composte da:
Regia Aeronautica Militare Saudita
Regia Forza Terrestre Saudita
Regia marina saudita
modifica Politica
modifica Politica interna
Per approfondire, vedi le voci Politica dell'Arabia Saudita e Diritti umani in Arabia Saudita.
modifica Economia
L'economia dello stato verte sul petrolio, con forti controlli statali sulle attività economiche più importanti. L'Arabia Saudita possiede il 24% del totale stimato delle riserve del petrolio mondiale; figura come la più grande esportatrice di petrolio e svolge un ruolo principale nell'OPEC.
Il settore del petrolio rappresenta approssimativamente il 75% delle entrate del bilancio, il 40% del PIL ed il 90% degli incassi dovuti all'esportazione. Circa il 35% del PIL viene dal settore privato.
Nel 1999 l'Arabia Saudita fu decisiva nello sforzo dell'OPEC e di altri paesi, di realizzare con successo l'aumento del prezzo del petrolio, portandolo ai livelli più alti dall'epoca della guerra del Golfo tra Iraq e Alleati degli USA. Questo intento venne concretizzato riducendo la produzione. Infatti il prezzo del petrolio nel mese di luglio del 2008 raggiunse all'incirca i 160$ al barile per poi scendere in picchiata ed essere nel novembre, sempre del 2008, ai 55$ al barile. I prezzi del petrolio rimangono elevati, ma nonostante tutto, Riyāḍ ha grandi disavanzi di bilancio, in parte causati dagli aumenti della spesa per la formazione ed altri programmi sociali.
L'Arabia Saudita ha annunciato il varo di programmi per avviare la privatizzazione delle aziende produttrici di elettricità nel 1999, preceduta dalla privatizzazione delle aziende impegnate nel settore delle telecomunicazioni.
Il governo spera di continuare a sviluppare il settore privato per diminuire la dipendenza del regno dal petrolio e per poter così anche aumentare le possibilità d'impiego per la popolazione saudita che sta aumentando costantemente. La scarsità d'acqua e la veloce crescita della popolazione obbligheranno il governo a modificare i propri sforzi per aumentare l'autosufficienza nella produzione di prodotti agricoli.
Negli anni recenti, l'Arabia Saudita ha sperimentato una significativa contrazione dei proventi dal petrolio, combinata con un elevato tasso di crescita della popolazione. Queste cause hanno fatto precipitare il reddito pro capite da 25.000 US$ nel 1980 a 8.000 US$ nel 2003; nel 1999 era di circa 7.000 US$.
Il declino registrato tra il 1980 ed il 1999 ha segnato un record mondiale negativo di cui non si conoscono precedenti nella storia delle nazioni in periodo di pace.
modifica Forza lavoro
I lavoratori stranieri in Arabia Saudita provengono prevalentemente da Bangladesh, India e Pakistan (da 1 a 1,5 milioni di persone). Dall'Egitto, Sudan e Filippine provengono circa 900 mila persone e 500 mila dall'Indonesia. L'Arabia Saudita ha recentemente lanciato una nuova campagna per favorire l'impiego dei giovani sauditi nel settore privato, al fine di ridurre il numero di lavoratori stranieri nel paese.[5]
In Arabia Saudita le principali aziende di costruzione contraenti sono poco entusiaste di inviare le loro squadre per realizzare progetti per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Le società non saranno in grado di realizzare un grande profitto dal progetto di ricostruzione, come il re saudita ʿAbd Allāh aveva promesso $ 1 miliardo in aiuti ai palestinesi. I timori delle società saudite ruotano attorno alla questione della sicurezza nella Striscia.[6]
modifica Arte
modifica Architettura
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modifica Pittura e scultura
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modifica L'Islam in Arabia Saudita
Il Wahhabismo di Stato in Arabia Saudita comporta una serie di misure ufficiali miranti a garantire la rigorosa osservanza delle prescrizioni giuridiche e sociali islamiche degli abitanti del Regno, musulmani o meno che siano.
Il fatto più appariscente è la separazione esistente a livello pubblico e privato dell'elemento femminile, inserita a pieno titolo in ambito educativo e lavorativo nel tessuto istituzionale ma tenuta a una rigida separazione dall'elemento maschile e a una sorveglianza da parte parentale. Una donna non potrà guidare un'autovettura, fosse anche una diplomatica non musulmana, né potrà fare shopping da sola qualora le manchi un accompagnamento da parte di un componente della sua famiglia.
Un altro fatto che spesso suscita reazioni negative e polemiche nell'ambito del mondo occidentale è la mancanza di edifici di culto non-islamici (sinagoghe, chiese, templi di varia natura religiosa), salvo quanto è garantito all'interno dei compounds dell'Aramco (la società petrolifera statale).
La norma non deriva da una rigorosa prescrizione coranica ma dal decreto emesso dal secondo califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb (reg. 634-644) che stabilì la sacertà dell'intera Jazīrat al-ʿArab (Penisola Araba) come estensione del principio di sacralità (ḥaram) garantito al territorio della Mecca.
Occorre chiarire tuttavia che questa assenza di luoghi di culto non-islamici riguarda solo ed esclusivamente l'Arabia Saudita che, a causa della sua intrinseca natura istituzionale, è paragonabile non già a uno Stato laico del pianeta ma a uno Stato strutturalmente definibile come teocratico, come poteva essere un tempo il Tibet prima dell'annessione cinese e come è attualmente lo Stato della Città del Vaticano, all'interno dei quali infatti non erano e non sono permesse presenze estranee al culto religioso dominante e qualificante.
L'islamicità del Regno trova una sua appariscente sottolineatura nell'istituzione dei mutawwīn, incorporati nel servizio civile della burocrazia saudita fin dagli anni ottanta. Con maniere talora assai spicce e ricorrendo talora anche a repressioni di tipo fisico, essi sono incaricati ufficialmente di sorvegliare che siano osservati alcuni precetti islamici di natura tanto giuridica quanto sociale, quali il controllo dell'osservanza dell'obbligo delle cinque preghiere giornaliere (ṣalāt) da parte dei musulmani, la loro astinenza da cibo, bevande e fumo nel corso delle fasi diurne del mese di ramadan. I mutawwīn - definiti come "Commissari per la Propagazione delle Virtù e la Prevenzione del Vizio" (esiste in proposito un ministero statale con tale nome), o "Commissari per la Pubblica Morale" - sono anche responsabili del controllo della chiusura degli esercizi commerciali nel corso dei "momenti di elezione" (awqāt) delle preghiere obbligatorie e vigilano che un abbigliamento consono per modestia sia ostentato in pubblico. Le donne straniere subiscono pressioni crescenti perché indossino abiti che coprano braccia e gambe e misure repressive possono essere adottate verso persone di ambo i sessi per il fatto di viaggiare insieme in autovettura.
modifica Tradizioni
Il patrimonio culturale è celebrato nella festività annuale, chiamata Jenadriya.
La cultura saudita ruota quasi interamente in funzione dell'Islam. I due luoghi più sacri dell'Islam (Mecca e Medina) sono nel Regno, sul cui territorio nel VII secolo d.C. si espresse la religione islamica.
Per approfondire, vedi la voce Islam.
Uno dei rituali folcloristici più rappresentativi dell'Arabia Saudita è l'Ardha, il ballo nazionale del paese. Questo ballo della spada è basato sulle tradizioni antiche dei beduini: i suonatori di tamburi tengono un ritmo sostenuto e un poeta canta i versi mentre gli uomini che portano la spada ballano spalla a spalla. La musica ha origini nella Spagna musulmana (al-Andalus). A Mecca, a Medina e a Jedda il ballo e la canzone sono eseguite al suono del mizmar, uno strumento di legno simile all'oboe.
Il vestito saudita è fortemente simbolico, rappresenta i legami della gente alla terra, il passato e l'Islam. Gli indumenti sono principalmente larghi ed ondeggianti, riflettono la praticità della vita in un paese desertico così come l'enfasi conservatrice islamica. Tradizionalmente, gli uomini portano solitamente una camicia lunga fino alla caviglia, tessuta con fibre di lana o cotone (conosciuto come thawb), con una ghutra (un grande quadrato di cotone tenuto fermo da una corda) portata sulla testa. Per i rari giorni freddi, gli uomini sauditi portano un mantello di pelo di dromedario indossato sopra i vestiti.
I vestiti delle donne sono decorati con motivi tribali, monete, lustrini, fili metallici e paramenti. Tuttavia, alle donne saudite è imposto di portare un cappotto nero lungo (abaya) e il velo (niqāb) quando lasciano la casa, al fine di "proteggere il loro pudore".
modifica Gastronomia
La legge islamica proibisce il consumo della carne suina e delle bevande alcoliche; questa legge è seguita in modo rigoroso nell'Arabia Saudita. Il pane arabo, detto khubz, è consumato durante quasi tutti i pasti. Altri generi alimentari molto apprezzati sono il pollo alla griglia, i felāfel (ceci bolliti e fritti dopo essere stati impastati con prezzemolo e cumino), la shawārma (agnello arrostito su un girarrosto verticale e quindi affettato) ed il fūl (fave bollite, aglio e limone)
modifica Festività
La festa nazionale è la ʿĪd al-aḍḥā, o ʿĪd al-naḥr ("Festa del sacrificio"), detta anche ʿĪd al-kabīr ("Festa grande"), del 10 Dhu l-Hijja che, essendo un mese lunare, non ha un preciso corrispettivo nel calendario solare.
modifica Note
^ Yemen, Saudi Arabia sign border deal, BBC News, 12 giugno 2000, accesso 25 giugno 2008.
^ CIA World Factbook - Rank Order: Area
^ «"Non musulmani preghino in casa"». TGCOM, 09 02 2009. URL consultato in data 05-09-2009.
^ Secondo alcune stime, i lavoratori immigrati in Arabia Saudita di religione cristiana sono circa un milione.
^ Arabia Saudita, piano per diminuire il numero dei lavoratori stranieri. Doron Peskin, Infoprod 05.04.09
^ Contraenti Sauditi paura a inviare lavoratori a Gaza, Doron Peskin, Infoprod 18.02.09
modifica Bibliografia
(in ordine alfabetico)
ʿAbd al-Raḥmān ʿAbd al-Raḥīm, al-Dawla al-saʿūdiyya al-ūlā (Il primo Stato saudita), Il Cairo, 1969.
A. Al-Yassini, Religion and State in the Kingdom of Saudi Arabia, Londra, Boulder, 1986.
Wahba Ḥāfiẓ, Jazīrat al-ʿArab fī l-qarn al-ʿishrīn (La Penisola Araba nel XX secolo), Il Cairo, 1961.
J. Kostiner, The Making of Saudi Arabia: from Chieftaincy to monarchical State, Oxford, 1993.
Carlo Alfonso Nallino, L'Arabia Saʿudiana, I volume dei suoi Scritti editi e inediti (a cura di Maria Nallino), Roma, Istituto per l'Oriente, 1939.
James P. Piscatory, "The Role of Islam in Saudi Arabia's political Development", in (John L. Esposito ed.), Islam and Development. Religion and socio-political Change, Syracuse, 1980 (pp. 123-38).
modifica Voci correlate
Linea di successione al trono dell'Arabia Saudita
Diritti umani in Arabia Saudita
Re dell'Arabia Saudita
Petrodollari
Wahhabismo
modifica Altri progetti
Commons
Wikinotizie
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Arabia Saudita
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Arabia Saudita
Wikiatlas contiene una voce d'atlante su Arabia Saudita
modifica Collegamenti esterni
Scheda dell'Arabia Saudita dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI
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Si puede seguir haciéndolo y durante cuánto tiempo dependerá de proyectos como el que se desarrolla aquí, en las arenas del desierto junto a la frontera entre Arabia Saudita y Kuwait. Arabia Saudita se convirtió en el mayor productor mundial de ...
http://online.wsj.com/article/SB130628172543818777.html
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Saudi Arabia - Wikipedia, the free encyclopedia
Hyperlinked encyclopedia article covers the country's history, government and politics, geography, economy, demographics, language and culture.
El G-8 planea un paquete de US$40.000 millones para países árabes
Arabia Saudita, Qatar y Kuwait. Sarkozy también sugirió que el presidente de Estados Unidos, Barack Obama, ha dado su aprobación a la elección de la ministra francesa de Finanzas, Christine Lagarde, para dirigir el Fondo Monetario Internacional.
http://online.wsj.com/article/SB130651239014019721.html
Arabia Saudita, Qatar y Kuwait. Sarkozy también sugirió que el presidente de Estados Unidos, Barack Obama, ha dado su aprobación a la elección de la ministra francesa de Finanzas, Christine Lagarde, para dirigir el Fondo Monetario Internacional.
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Arabia Saudita - Wikcionario
Arabia Saudita. Pronunciación: [ a.ˈɾa.βja saw.ˈði.ta ] (AFI) ... Wikipedia tiene un artículo sobre Arabia Saudita. Obtenido de "http://es.wiktionary.org ...
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