1471
1529
1947
613 mitzvòt
Abramo
Agiografi
Alessandria d'Egitto
Alleanza
Anglicana
Antico Testamento
Antilegomena
Apocalisse
Apocalisse di Giovanni
Apocrifo
Aramaico
Ariani
Atti degli Apostoli
Babilonia
Bibbia
Bibbia CEI
Bibbia Diodati
Bibbia Rahlfs
Bibbia TOB
Bibbia di Gerusalemme
Bibbia di Gutenberg
Bibbia di Lutero
Bibbia di Re Giacomo
Bibbia ebraica
Biblia Hebraica Stuttgartensia
Bibliomanzia
Bontà
Bruce Metzger
Cambridge
Canone della Bibbia
Cantico dei Cantici
Carlo Maria Martini
Catholic Encyclopedia
Chiesa anglicana
Chiesa cattolica
Chiesa dell'Unificazione
Chiese cristiane
Chiese protestanti in Italia
Cisgiordania
Codex Aleppo
Codex Alexandrinus
Codex Bezae
Codex Cairensis
Codex Ephraemi Rescriptus
Codex Lenigradensis
Codex Sinaiticus
Codex Vaticanus
Concilio Vaticano II
Concilio di Nicea
Conferenza Episcopale Italiana
Consustanzialità
Copta
Creazione
Cristianesimo
Cristianesimo#Classificazione secondo i Concili ecumenici
Cristiano Grottanelli
Cristo
Critica biblica
Culto
Daniele (profeta)
Delitto e castigo nella Bibbia
Deuterocanonici
Dieci comandamenti
Dieci tribù perdute d'Israele
Dio
Domenico Ghirlandaio
Domiziano
Ebioniti
Ebraica
Ebraico
Edessa (Mesopotamia)
Efrem
Era (tempo)
Ermeneutica biblica
Ermeneutica della Bibbia
Esegesi
Esilio
Esodo (evento storico)
Eternità
Figlio
Fonti del testo ebraico della Bibbia
Fonti del testo greco della Bibbia
Generi letterari
Genesi
Gesù
Giacobbe
Giacomo I d'Inghilterra
Giobbe
Giovanni Diodati
Giovanni Filoramo
Giuseppe
Gnostici
Greco antico
I secolo
Incarnazione
Inerranza della Bibbia
1529
1947
613 mitzvòt
Abramo
Agiografi
Alessandria d'Egitto
Alleanza
Anglicana
Antico Testamento
Antilegomena
Apocalisse
Apocalisse di Giovanni
Apocrifo
Aramaico
Ariani
Atti degli Apostoli
Babilonia
Bibbia
Bibbia CEI
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Bibbia di Lutero
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Cantico dei Cantici
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Concilio Vaticano II
Concilio di Nicea
Conferenza Episcopale Italiana
Consustanzialità
Copta
Creazione
Cristianesimo
Cristianesimo#Classificazione secondo i Concili ecumenici
Cristiano Grottanelli
Cristo
Critica biblica
Culto
Daniele (profeta)
Delitto e castigo nella Bibbia
Deuterocanonici
Dieci comandamenti
Dieci tribù perdute d'Israele
Dio
Domenico Ghirlandaio
Domiziano
Ebioniti
Ebraica
Ebraico
Edessa (Mesopotamia)
Efrem
Era (tempo)
Ermeneutica biblica
Ermeneutica della Bibbia
Esegesi
Esilio
Esodo (evento storico)
Eternità
Figlio
Fonti del testo ebraico della Bibbia
Fonti del testo greco della Bibbia
Generi letterari
Genesi
Gesù
Giacobbe
Giacomo I d'Inghilterra
Giobbe
Giovanni Diodati
Giovanni Filoramo
Giuseppe
Gnostici
Greco antico
I secolo
Incarnazione
Inerranza della Bibbia
Una Bibbia di Gutenberg.
La Bibbia (dal greco βιβλίον, plur. βιβλία, lett. libri) è il libro sacro della religione ebraica e di quella cristiana.
È formata da libri differenti per origine, genere, composizione e datazione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era[1].
La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa presente che:
« Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni punti. Mentre la scomposizione della Genesi e anche di altri libri o di parti di essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso, ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età monarchica[2] di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici; l'attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica[3]) di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi detti "Profeti anteriori" come opera di una personalità o scuola detta "deutoronimistica" per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo successiva a quella Deutoronimista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi senza) un relativo abbassamento della fonte detta "deutoronimistica" »
(Cristiano Grottanelli. La religione d'Israele prima dell'Esilio in Ebraismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, 2007, pag. 6-7)
Rispetto al Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha aggiunto nel suo canone numerosi libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del "ministero"[4] di Gesù, e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza), che descrive l'avvento del Messia. La parola "Testamento"[5] presa singolarmente significa "patto", un'espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio.
Indice
1 Bibbia ebraica e samaritana
2 Bibbia cristiana
2.1 Antico Testamento
2.2 Nuovo Testamento
3 Generi letterari
4 Messaggio teologico
5 Lettura e interpretazione
6 Il testo
6.1 Fonti del testo ebraico
6.2 Fonti del testo greco
7 Versioni della Bibbia
8 Nelle altre religioni
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni
modifica Bibbia ebraica e samaritana
Manoscritto del Pentateuco samaritano di Nablus (XIII secolo).
Per approfondire, vedi le voci Tanakh e Canone della Bibbia.
Il termine "Bibbia ebraica" è solitamente usato per indicare i testi sacri della religione ebraica. Tale uso è però improprio: l'etimologia di Bibbia è greca (significa semplicemente, come si è visto, libri), e il termine non è consueto presso i seguaci del monoteismo giudaico. Il termine usato è Tanakh, acronimo privo di significato nella lingua ebraica e formato dalle iniziali delle parti nelle quali vengono raggruppati i 36 libri:
Torah (= Legge o anche Insegnamento; Pentateuco = 5 astucci in greco)
Neviim (= Profeti) a loro volta divisi in profeti anteriori e posteriori
Ketuvim (= Scritti; Agiografi = scritti sacri in greco)
Tutti i libri della Bibbia ebraica sono stati scritti principalmente in ebraico con alcune piccole parti in aramaico.
Nell'ambito dell'ebraismo antico alcune correnti, in particolare i sadducei, consideravano come sacra la sola Torah, e dall'antichità i samaritani hanno mantenuto una posizione simile, considerando canonici solo il Pentateuco e il libro di Giosuè.
Le antiche comunità ebraiche di lingua greca, oggi estinte, seguivano invece un canone più ampio dell'attuale canone ebraico, il cosiddetto canone alessandrino, derivato dalla versione dei Settanta della Bibbia. Nel I secolo d.C. per l'ebraismo venne considerato come definitivo il canone palestinese, più ristretto di quello alessandrino.
modifica Bibbia cristiana
Per approfondire, vedi la voce Canone della Bibbia.
La Bibbia cristiana comprende l'Antico Testamento ed il Nuovo Testamento, specifico cristiano, cioè la parte relativa a Gesù e alla nascente Chiesa apostolica.
La maggior parte delle chiese protestanti, seppure con differenze a seconda dei periodi, segue per l'Antico Testamento il canone ebraico. La Chiesa cattolica e quelle ortodosse seguono invece il canone alessandrino (con qualche differenza), che comprende libri sia in ebraico che in greco. I libri che non appartengono al canone della Bibbia ebraica sono detti deuterocanonici dai cattolici e apocrifi dai protestanti, i quali il più delle volte li inserivano come appendice a parte fra i due testamenti.
Anche per il Nuovo Testamento, scritto in greco (anche se forse l'evangelista Matteo compose il suo libro in ebraico o aramaico), in età antica vi erano state differenze fra le varie chiese sul numero dei libri da recepire come ispirati. In particolare erano sorti dubbi sulle epistole non attribuite a Paolo di Tarso e sull'Apocalisse. I libri controversi del Nuovo Testamento furono detti nell'antichità antilegomena.
modifica Antico Testamento
Per approfondire, vedi la voce Antico Testamento.
Una suddivisione tradizionale cristiana in base al contenuto può essere quella in quattro parti, cioè il Pentateuco, i Libri Profetici (anteriori = Libri Storici e posteriori = profetici propriamente detti), Scritti (tra i quali i Libri Sapienziali), Deuterocanonici. Il numero, l'ordine ed il titolo dei vari libri varia a seconda dei diversi canoni. I libri contenuti al suo interno sono 46 e parlano del popolo ebraico, dei suoi padri, re e profeti insieme a testi di tipo differente appartenenti all'epoca ellenistica e comunque prima della nascita di Gesù.
modifica Nuovo Testamento
Per approfondire, vedi la voce Nuovo Testamento.
Il Nuovo Testamento, facente parte della sola Bibbia cristiana, redatto originariamente in greco con numerosi semitismi, è composto dai quattro Vangeli, dalle lettere dell'apostolo Paolo, dalle Lettere cattoliche, dagli Atti degli Apostoli e dall'Apocalisse, per un totale di 27 scritti (tra parentesi l'abbreviazione usata nelle citazioni bibliche). Tra le diverse confessioni cristiane (cattolica, ortodossa, protestante) c'è un sostanziale accordo sul numero e l'ordine dei libri, con la sola differenza che nell'ordine luterano gli ultimi libri sono i deuterocanonici neotestamentari, cioè Ebrei, Giacomo, Giuda e Apocalisse, separando Ebrei dal corpus paolino e Giacomo e Giuda dalle lettere cattoliche.
modifica Generi letterari
La Bibbia contiene generi letterari diversi fra loro. Non è casuale che la parola di origine (biblia) sia un plurale per indicare questa varietà di generi letterari. In precedenza la trasmissione degli avvenimenti era orale e rischiava di disperdersi. In particolare si intrecciano insieme due tradizioni orali, quelle del Nord e del Sud della Palestina; non è trascurabile neanche l'influenza delle culture orientali con cui vennero a contatto i primi scrittori in terra babilonese.
I generi letterali presenti all'interno dei libri biblici possono essere ricondotti, con larghe approssimazioni, ai seguenti:
genere storico: si tratta dei testi che forniscono descrizioni contestualizzate storicamente di persone o eventi. La effettiva attendibilità storica di tali narrazioni è variegata. Per esempio, i primi 11 capitoli della Genesi che descrivono la creazione del mondo fino ad Abramo (inizio II millennio a.C.) sono ormai dagli esegeti cristiani unanimemente interpretati come simbolici (racconto creazione, peccato originale, diluvio...). Anche nei romanzi ellenisti di Tobia, Giuditta, Ester la contestualizzazione storica funge solo da cornice per narrazioni con precisa finalità teologica. Al contrario, i libri che presentano intenti storici veri e propri (Samuele, Re,senza fonte Maccabei, le narrazioni evangeliche e Atti) forniscono informazioni che, nell'insieme, raramente risultano in contrasto con le fonti del tempo extra-bibliche. Per le storie dei patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele, Giuseppe) contenute in Genesi, gli storici delle religioni sono oggi unanimemente d'accordo nel ritenerle delle pure finzioni narrative prive di alcun valore storiografico[6].
genere legislativo: include i testi normativi in ambito sociale o religioso, particolarmente presenti all'interno della Torah (p.es. Levitico è un libro interamente legislativo).
genere profetico: riguarda gli oracoli profetici, vale a dire esortazioni morali pronunciate da uomini che si presentavano come inviati di Dio. Tali esortazioni sono sempre rivolte a destinatari ben definiti (re, singoli individui, determinate comunità credenti, il popolo nel suo insieme) che, con la loro condotta, si sono allontanati dalla retta via. Anche le esortazioni (o parenesi) presenti nelle epistole neotestamentarie possono essere avvicinate al genere profetico. Vedi Profeta (Bibbia).
genere apocalittico: include testi simbolici e razionalmente spesso incomprensibili aventi la finalità di mostrare il vittorioso e definitivo disegno di Dio sulla storia. Appaiono in periodo di forte incertezza della comunità credente, originata da persecuzioni politiche che potevano portare i fedeli a sentirsi abbandonati da Dio. I libri di Daniele e Apocalisse raccolgono la quasi totalità dei testi apocalittici. Circa Apocalisse in particolare, pertanto, essa non va vista come una descrizione di ciò che sarebbe dovuto accadere in un futuro remoto, ma come la rassicurazione alla Chiesa di allora, ferocemente perseguitata dall'imperatore romano Domizianosenza fonte, che il Risorto avrebbe avuto l'ultima parola.
genere sapienziale: in tale ampia categoria vengono inclusi tutti i testi che non rientrano nelle precedenti. Include preghiere (p.es. Salmi), poemi erotici (p.es. Cantico dei Cantici), lamentazioni (libro omonimo), meditazioni o proverbi sapienziali di vario genere (Ecclesiaste, Proverbi, Giobbe).
modifica Messaggio teologico
Risulta impossibile una delineazione univoca del messaggio teologico dei libri biblici. Da essi, infatti, hanno avuto origine un numero elevato di confessioni religiose e diramazioni settarie, ognuna delle quali fornisce una propria lettura e interpretazione del testo biblico. Cercando alcuni fondamentali concetti teologici comuni alle varie confessioni, si possono delineare tali nuclei attualmente largamente condivisi:
Esiste un essere perfetto, puro spirito, non rappresentabile sotto alcuna forma, eterno, immutabile, onnipotente, onnisciente.
Nell'Antico Testamento ebraico viene indicato col nome comune Dio (El o Elohim), col nome comune Signore (Adonay), col nome proprio YHWH e con numerosi altri nomi eccelsi: Altissimo, Eterno, Santo, Signore degli eserciti, Dio degli eserciti. Nell'Antico Testamento greco e nel Nuovo Testamento viene indicato coi nomi comuni Dio (Theos) e Signore (Kyrios). Peculiarità del Nuovo Testamento è la definizione di Dio come Padre.
Dio ha creato liberamente e dal nulla l'universo e l'uomo, vertice della creazione, caratterizzati da una bontà originaria.
A un certo punto della storia, l'uomo, nella sua libertà, ha scelto di essere indipendente da Dio, (peccato originale), introducendo le malattie, la morte, ed il peccato (il male) nel creato.
Dio stabilì immediatamente la 'speranza': un Seme che avrebbe annullato gli effetti di tale scelta. Ecco il perché dell'Alleanza con Abramo e la sua discendenza, il popolo d'Israele, in vista della salvezza dell'umanità, impegnandosi a sostenere lungo la storia il suo popolo ed esigendo il culto dedicato a lui solo. L'intervento di Dio è particolarmente evidente in alcuni eventi: liberazione dall'Egitto (Esodo, XIII secolo a.C.); conquista della Terra Promessa (XIII-XI secolo a.C.); dispersione delle 10 tribù idolatre del nord (VIII secolo a.C.); esilio a Babilonia e ritorno (VI secolo a.C.).
Dio donò a Mosè la legge, insostituibile e immodificabile, consistente di 613 mitzvòt (precetti) e riassumibile nei dieci comandamenti, con la promessa di ricompensare chi ne obbedisce le prescrizioni e punirne i trasgressori.
Il popolo d'Israele si allontanò ripetutamente dalla legge o la applicò in maniera esteriore e formale, e per questo fu punito e rimproverato da uomini chiamati in tal senso da Dio, i profeti.
Dio invia infine, nel tempo prefissato, il Messia per la salvezza dell'umanità. La speranza.
La sua vita in sacrificio compensa quella persa dal primo uomo, Adamo, con il peccato originale. Il battesimo, è il riconoscimento nella propria vita dell'accettazione con fede di tale riscatto, e il condurre da quel momento in poi una vita di dedicazione a Dio.
Alla fine dei tempi, Dio interviene negli affari umani per il ripristino delle condizioni originali esistenti prima del peccato e annullando il male e la morte. E con la risurrezione di tutti coloro che sono vissuti nelle varie epoche storiche. Per una risurrezione di 'vita' o di 'giudizio'. Il dono del libero arbitrio non può più rendere l'uomo totalmente indipendente da Dio: gli effetti negativi di tale scelta saranno stati evidenti fino ad allora. Ha così adempimento il 'Progetto' di Dio.
Nel Nuovo Testamento, accettato dai cristiani ma non dagli ebrei, le chiese di tradizione conciliare identificano altri concetti:[7]
Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Gesù, il Messia atteso (e per questo appellato come Cristo), figlio di Dio incarnato, ha portato a perfetto intendimento la legge di Mosè, che è riassumibile nell'amore a Dio e nell'amore al prossimo.
Per la sua morte e risurrezione, tutti coloro che credono in lui sono salvati e riconciliati con Dio.[8]
modifica Lettura e interpretazione
Per approfondire, vedi le voci Ermeneutica biblica e Lettura e interpretazione della Bibbia.
La comprensione del significato della Bibbia, il modo in cui viene letta e la sua interpretazione, disciplina detta anche ermeneutica della Bibbia, è un fatto teologico, dipendente cioè dalle varie comunità religiose. Differisce dall'esegesi in quanto questa consiste nell'estrarre il senso di una parte del testo, con l'aiuto di discipline come la filologia e la storia, mentre l'ermeneutica cerca di rendere il senso più ampio che l'autore del testo ha voluto dare anche in relazione al suo pubblico. Ad esempio nel Nuovo Testamento, e in particolare in Paolo di Tarso, si trova una nuova ermeneutica delle scritture sacre ebraiche.
Perciò la prima grande differenza nell'ermeneutica della Bibbia è quella fra ebrei e cristiani: sebbene ci sia una parziale affinità fra le due religioni (e certe forme di dialogo), dal momento che condividono una parte del canone delle scritture, esse hanno sviluppato diverse tradizioni di fede e quindi diversi metodi interpretativi ed ermeneutici.
modifica Il testo
modifica Fonti del testo ebraico
Per approfondire, vedi la voce Fonti del testo ebraico della Bibbia.
Foglio 474a del Codice di Leningrado (1008-1009), riferimento principale del testo ebraico.
Circa le fonti dell'Antico Testamento ebraico, i testimoni più antichi sono i manoscritti biblici di Qumran, ritrovati nel 1947, che contengono frammenti più o meno ampi di tutti i testi della Bibbia ebraica. Nel complesso risalgono a un ampio periodo che va dal 250 a.C. circa al 68 d.C.
I testimoni più autorevoli prodotti dai masoreti e che sono risultati sostanzialmente concordi coi manoscritti biblici di Qumran sono:
Codice del Cairo, datato 895-896 d.C.
Codice di Aleppo (A), datato 925-930 d.C.
Codice di Leningrado b19A (Codex Lenigradensis, L). Risale al 1008-1009 d.C.
Il testo critico (cioè che tiene conto delle varianti dei principali testimoni) usato attualmente come modello per il testo ebraico è quello della Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS), basato su L, realizzato da Karl Ellinger e W. Rudoph nel 1966 (1977, 1983, 1990) della Deutsche Bibelgesellschaft di Stoccarda (Stuttgart, donde il nome).
modifica Fonti del testo greco
Per approfondire, vedi la voce Fonti del testo greco della Bibbia.
Pagina del Codice Vaticano (IV secolo), riferimento principale del testo greco.
Circa le fonti del Nuovo Testamento e dell'Antico Testamento greco, i testimoni più antichi sono alcuni papiri risalenti al II secolo d.C. Si sono poi conservati complessivamente oltre cinquemila manoscritti. Di questi i più autorevoli sono:
Codice Alessandrino (A), datato inizio o metà del V secolo.
Codice Vaticano (B), composto probabilmente in Egitto nel IV secolo.
Codice di Efrem (C), che è un Palinsesto così detto perché fu scritto sopra alcuni testi, prima raschiati via, del teologo siriano Efrem. Si crede che risalga al V secolo.
Codice di Beza (D) o Cantabrigensis (di Cambridge), così chiamato perché appartenne al calvinista Teodoro di Beza. Risale al V secolo.
Codice Sinaitico (S o א): risalente alla metà del IV secolo
Il testo critico (cioè che tiene conto delle varianti dei principali testimoni) usato attualmente come modello per il testo dell'Antico Testamento in greco, includente i libri deuterocanonici è l'edizione realizzata nel 1935 dal filologo tedesco Alfred Rahlfs (vedi Bibbia Rahlfs).
Il testo critico usato attualmente come modello per il testo greco del Nuovo Testamento è quello del The Greek New Testament (GNT), basato su B, curato da K. Aland, M. Black, Bruce Metzger, A. Wikgren, Carlo Maria Martini, B. Aland. United Bible Societies. Edizioni: 1966, 1968, 1975, 1983 e 1993.
modifica Versioni della Bibbia
Per approfondire, vedi la voce Versioni della Bibbia.
San Girolamo nel suo studio, di Domenico Ghirlandaio
Tra le migliaia di traduzioni del testo biblico in tutte le lingue del mondo sono particolarmente degne di nota:
Pentateuco samaritano (Torah e Giosuè). Fissato nel IV secolo a.C., non si tratta propriamente di una traduzione dei 6 libri ebraici, essendo scritto anch'esso in ebraico, ma differisce notevolmente dal testo masoretico canonico. È il testo ufficiale della piccola comunità samaritana tuttora esistente in Israele ed in Cisgiordania.
Peshitta (=semplice, sottinteso 'traduzione'). In aramaico, realizzata secondo la tradizione dal vescovo della città di Edessa, Rabbula (morto nel 435), è il testo ufficiale delle varie chiese di tradizione siriaca presenti per lo più nel Vicino Oriente.
Settanta (o Septuaginta, o LXX, dal numero dei traduttori originali). È la versione greca dell'Antico Testamento, più antica della fissazione dello stesso Testo masoretico, scritta ad Alessandria d'Egitto tra il IV e II secolo a.C. Fu usata prima dagli ebrei di lingua greca e poi diffusa in ambito cristiano. Unitamente al testo greco del Nuovo Testamento, è la versione ufficiale delle chiese ortodosse.
Vulgata (= resa nel linguaggio del volgo, diffusa per il popolo). San Girolamo tradusse in latino l'intero testo biblico nel IV secolo. Per secoli ha rappresentato il testo ufficiale della Chiesa e della liturgia cattolica. Dopo il Concilio Vaticano II, le varie chiese cattoliche nazionali hanno elaborato e adottato nel culto liturgico versioni nelle varie lingue nazionali.
Nel periodo dal XIII al XV secolo, assistiamo, in Italia, alla produzione di parziali traduzioni in volgare del testo biblico, fino a che, nel 1471, viene pubblicata, in italiano, la prima versione della Bibbia in una lingua moderna[9].
Ritratto di Martin Lutero (Lucas Cranach, 1529)
Bibbia di Lutero. Versione biblica tedesca per eccellenza, ha avuto una notevole influenza sulla stessa lingua tedesca. Il riformato terminò il NT nel 1522 e l'intero testo biblico nel 1534. È la versione di riferimento, in testo originale o nelle sue traduzioni, di molte chiese protestanti.
Bibbia Diodati, realizzata dal calvinista lucchese Giovanni Diodati (1607), è il testo di riferimento delle chiese protestanti in Italia.
Bibbia di Re Giacomo (King James Version, KJV). È la Bibbia inglese per eccellenza. Fu commissionata dal re inglese Giacomo I d'Inghilterra. Pubblicata nel 1611, rappresenta la versione ufficiale della Chiesa anglicana e di molte chiese protestanti anglofone.
La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (New World Translation of the Holy Scriptures) è una traduzione realizzata dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. In lingua inglese apparve in vari volumi tra il 1950-60. È stata in seguito tradotta in varie lingue.
La Bibbia di Gerusalemme (Bible de Jérusalem), realizzata in francese tra il 1947-1955 è opera dalla École Biblique de Jérusalem. Ha una fondamentale importanza per l'impiego sistematico nelle note e introduzioni del metodo storico-critico. Il suo apparato critico tradotto è presente in numerose versioni in altre lingue.
La Bibbia TOB (abbreviazione di Traduction Oecuménique de la Bible, ma anche buono in ebraico), pubblicata in francese nel 1975-1976, è stata realizzata congiuntamente da esegeti cattolici e protestanti, avallata infine da studiosi ortodossi. Al pari della Bibbia di Gerusalemme, contiene un utilissimo apparato critico, che tradotto accompagna numerose versioni in altre lingue.
Bibbia CEI (Editio Princeps 1971, revisione 1974, revisione NT 1997, revisione definitiva 2008), è il testo ufficiale della Chiesa cattolica italiana.
modifica Nelle altre religioni
Secondo i musulmani la Bibbia è originariamente ispirata da Dio ma manipolata dall'uomo, al pari di altri testi religiosi. La bibbia è il testo sacro anche del rastafarianesimo ortodosso[10].
modifica Note
^ Cristiano Grottanelli in La religione d'Israele prima dell'Esilio in Ebraismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, 2007, pag.3, fa presente che una forma 'embrionale' di tale canone di può far risalire al III secolo a.C.
^ Tra il X e il VI secolo a.C.
^ Quindi decisamente successiva al 539 a.C.
^ Termine che nella religione cristiana indica un'attività missionaria, o redentrice, assunta per vocazione.
^ Dal latino Testamentum che rende il greco antico Διαθήκη (Diatēkē) a sua volta per rendere l'ebraico מִילָה (Běrīt) con il significato di "patto", "accordo" ma anche "promessa".
^
« The quest for the historical Moses is a futile exercise. He now belongs only to legend »
(John Van Seters. Moses in Encyclopedia of Religioni vol.09. New York, MacMillan, 2005, pag.6199)
« I tre periodi più antichi, invece, dall'età detta dei Patriarchi (da Abramo, il più antico antenato, a Giuseppe) all'età "mosaica" alla Conquista e poi al tempo dei Giudici, sono certamente finzioni bibliche. »
(Cristiano Grottanelli. La religione d'Israele prima dell'Esilio in Ebraismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, 2007)
« Alla storicità delle figure dei Patriarchi, e dei relativi racconti che troviamo nella Genesi, nemmeno gli studiosi più tradizionalisti credono più; l'Esodo dall'Egitto, la marcia attraverso il deserto e la conquista della Palestina (la "terra di Canaan") sono oggi negati da alcuni studiosi, mentre coloro che accettano una qualche credibilità storica non sono d'accordo fra loro quanto alla datazione, alla portata e al contesto degli eventi che propongono di collegare al racconto biblico dell' Esodo e dei libri connessi e del libro dei Giudici »
(Cristiano Grottanelli. La religione d'Israele prima dell'Esilio in Ebraismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, 2007)
« Nel corso degli ultimi due secoli la critica biblica ha dapprima smantellato la storicità della creazione e del diluvio, poi quella dei Patriarchi, (poi sempre seguendo l'ordine cronologico) quella dell'Esodo e della conquistà, di Mosé e di Giosué, del periodo dei Giudici e della "Lega delle 12 tribù" arrestandosi per al regno unito di David e Salomone considerato sostanzialmente storico [...] La più recente critica al concetto stesso di regno unito ha messo in crisi totale il racconto biblico. »
(Mario Liverani. Oltre la Bibbia, Bari, Laterza, 2009, pag.VII-VIII)
^ I dogmi della natura divina di Gesù e della Trinità sono stati stabiliti dal Concilio di Nicea del 325 e sono accettati dalla maggior parte delle chiese cristiane contemporanee (cattolica, ortodossa, protestante, anglicana, copta, nestoriana, siriaca), dette di tradizione conciliare. Una minoranza di movimenti religiosi antichi (tra i quali ebioniti, gnostici, ariani) e contemporanei (tra i quali Testimoni di Geova, Mormoni, Chiesa dell'Unificazione) non riconoscono i dogmi della natura divina di Gesù e della Trinità come stabiliti da Nicea.
^ Nonostante le lettere di San Paolo affermino che il perdono di Dio si estende anche a coloro che non credono in lui.
^ http://www.sismelfirenze.it/bibbieItaliane/ita/bibbia.htm
^
« The historical root of the movement in Jamaica— the Order of Nyahbinghi—is arguably the most traditionally “religious” (including its populous offshoot, the Bobo Dreads of the Ethiopia Africa Black International Congress). These are the most churchical groups, the houses (or denominations) of Rastafari that are the most biblically based (especially attending to the Hebrew Scriptures), the most fervently black nationalist in orientation, as well as the most tightly structured around ceremonial worship. Although there is no universally recognized Rastafari orthodoxy at this point, Carol D. Yawney and John P. Homiak (2001) have pointed to an important trend within the House of Nyahbinghi to assume responsibility for upholding traditional Rastafari doctrine, especially in its overseas missions. At the other extreme, those who enter the movement via its broad cultural appeal and who may not belong to any particular house tend to be more open to other dimensions of spirituality and may not relate significantly to the Bible, worship with any special congregation, or even have any commitment to relocate to the continent of Africa. There are also clusters of Rastas who link with more directly political organizations, like the Rastafari Centralization Organization in Jamaica, which attempts to coordinate the different houses and focus them on political issues (for example, challenging the ganja [marijuana] laws or setting up a practical program for relocation to Africa) »
(Richard C. Salter e Ikael Tafari. Encyclopedia of Religion, vol.11. NY, MAcmillan, 2005, pag.7623)
modifica Bibliografia
Scripture e The Bible in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
La Bibbia e le sue trasformazioni, Queriniana, Brescia, 1984
La Diodati: piccola storia di una grande Bibbia, in La parola, IX, maggio-agosto 1994
Enciclopedia Biblica Illustrata, Marietti, Casale Monferrato, 1981
La Bibbia al rogo, Il Mulino, Bologna, 1997, pp. 17
modifica Voci correlate
Antico Testamento
Bibliomanzia
Canone della Bibbia
Critica biblica
Delitto e castigo nella Bibbia
Ermeneutica biblica
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Per studiare la Sacra Bibbia - puoi visualizzare e ricercare la Sacra Bibbia online, scaricare un programma gratuito, un dizionario biblico o un vocabolario greco ...
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Overview of the Bible with information on the Hebrew Bible, Christian Bible, canonization of Scripture, different bible versions, and an introduction to biblical ...
La Sacra Bibbia
LA SACRA BIBBIA. Edizione CEI - Indice - Genesi. Esodo. Levitico. Numeri ... Vangelo secondo Matteo. Vangelo secondo Marco. Vangelo secondo Luca. Vangelo secondo ...
Roma 17 Convegno nazionale dell apostolato biblico L esperienza di questo tipo di convegni unico nel suo genere a livello nazionale dura dal 1992 con una vitalit che ne giustifica la durata le cui motivazioni appaiono sempre pi
http://www.testimoni.org/2009/02/27/ministero-della-parola-e-animatori-biblici
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LND - The Italian La Nuova Diodati 1991 (LND), Copyright © 1991, La Buona ... The La Nuova Diodati was prepared by: Antonio Consorte Tel: (514) 626-9388 4979 ...
Inerrancy e Infallibility della Bibbia
Inerrancy per quanto riguarda la Bibbia è piuttosto diverso da quello che un sacco di gente sembra! ... Pertanto, essi sostengono che non è vero Inerrancy della Bibbia. ...
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