1700
1738
1744
1748
1754
1757
1759
1761
1763
1771
1800
1816
1825
1860
1982
1985
1990
1997
1999
2001
26 giugno
9 luglio
A.C.
Acqua
Acqua reticolare
Aeronautica
Albisola Superiore
Albissola Marina
Alchimista
Allach
Allach (porcellana)
Allumina
Alluminio
Amedeo Benedetti
Ansbach
Antica Grecia
Antoine Watteau
Anversa degli Abruzzi
Argilla
Argille
Ariano Irpino
Art Nouveau
Ascoli Piceno
Assemini
Asti
Atene
Atomizzatore
Avventurina (vetro)
Barbottina
Bassano del Grappa
Beozia
Berlino
Bologna
Bow
Bristol
Burgio
Calamaio
Calenzano
Caltagirone
Cambridge
Campi Bisenzio
Caolino
Capodimonte (NA)
Capodimonte (Napoli)
Capraia e Limite
Castellamonte
Castelli (Italia)
Castelli (TE)
Catanzaro
Caterina II di Russia
Cava de' Tirreni
Cava dei Tirreni
Cavillatura
Ceramica
Ceramica greca
Ceramica sigillata
Cerreto Sannita
Chantilly
Chelsea (Londra)
Cina
Cipriano Piccolpasso
Città della Ceramica
Civita Castellana
Clinker
Collesano
Copenaghen
Cottura
Cristalline
Cutrofiano
Decarbonatazione
Decreto
Delft
Derby (Derbyshire)
Deruta
Dresda
Essiccamento
Essiccazione
Este
Estrusione
Etruria
1738
1744
1748
1754
1757
1759
1761
1763
1771
1800
1816
1825
1860
1982
1985
1990
1997
1999
2001
26 giugno
9 luglio
A.C.
Acqua
Acqua reticolare
Aeronautica
Albisola Superiore
Albissola Marina
Alchimista
Allach
Allach (porcellana)
Allumina
Alluminio
Amedeo Benedetti
Ansbach
Antica Grecia
Antoine Watteau
Anversa degli Abruzzi
Argilla
Argille
Ariano Irpino
Art Nouveau
Ascoli Piceno
Assemini
Asti
Atene
Atomizzatore
Avventurina (vetro)
Barbottina
Bassano del Grappa
Beozia
Berlino
Bologna
Bow
Bristol
Burgio
Calamaio
Calenzano
Caltagirone
Cambridge
Campi Bisenzio
Caolino
Capodimonte (NA)
Capodimonte (Napoli)
Capraia e Limite
Castellamonte
Castelli (Italia)
Castelli (TE)
Catanzaro
Caterina II di Russia
Cava de' Tirreni
Cava dei Tirreni
Cavillatura
Ceramica
Ceramica greca
Ceramica sigillata
Cerreto Sannita
Chantilly
Chelsea (Londra)
Cina
Cipriano Piccolpasso
Città della Ceramica
Civita Castellana
Clinker
Collesano
Copenaghen
Cottura
Cristalline
Cutrofiano
Decarbonatazione
Decreto
Delft
Derby (Derbyshire)
Deruta
Dresda
Essiccamento
Essiccazione
Este
Estrusione
Etruria
Disambiguazione – "Terracotta" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo colore, vedi Terra cotta.
La ceramica (dal greco antico κέραμος, kéramos, che significa "argilla", "terra da vasaio") è un materiale composto inorganico, non metallico, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura . Con la ceramica si producono diversi oggetti, quali stoviglie, oggetti decorativi, materiali edili (mattoni e tegole), rivestimenti per muri e pavimenti di abitazioni. Specifiche composizioni ceramiche inoltre, trovano impiego nei rivestimenti ad alta resistenza al calore per il suo alto punto di fusione. Il colore del materiale ceramico varia, a seconda degli ossidi cromofori contenuti nelle argille (ossidi di ferro, da giallo, arancio, rosso a bruno; ossidi di titanio, da bianco a giallo), può venire smaltata e decorata. La ceramica è usualmente composta da diversi materiali: argille, feldspati, di sodio, di potassio o entrambi, sabbia silicee, ossidi di ferro, allumina e quarzo. Una composizione così articolata determina la presenza di strutture molecolari appiattite dette fillosilicati. La forma di questi, in presenza di acqua, conferisce all'argilla una certa plasticità e ne rende la lavorazione più facile e proficua.
Fangotto in Ceramica, manifattura di Caltagirone, 2008.
Indice
1 Tipi di ceramiche
1.1 Le terrecotte
1.2 Il grès
1.3 La porcellana
2 L'argilla
3 Prodotti in ceramica
4 Cenni storici
5 Il ciclo produttivo
5.1 Produzione artigianale
5.1.1 Selezione e preparazione dell'argilla
5.1.2 Lavorazione dell'argilla
5.1.3 Modellazione
5.1.3.1 Modellazione a mano libera
5.1.3.2 Modellazione a colombino
5.1.3.3 Modellazione a lastre
5.1.3.4 Modellazione al tornio
5.1.3.5 Modellazione a stampo
5.1.4 Essiccazione
5.1.5 Cottura
5.1.6 Smaltatura e decorazione
5.2 Produzione industriale di piastrelle ceramiche
5.2.1 Preparazione delle materie prime, essiccazione, cottura
5.2.2 Smaltatura e ricottura
6 Produzione di ceramica in Italia
6.1 Comuni di produzione ceramica
6.2 Altri centri di produzione ceramica
7 Produzione di ceramica in Giappone
8 Produzioni di porcellana in Europa nel XVIII secolo
8.1 Porcellana di Allach
8.2 Porcellana di Ansbach
8.3 Porcellana di Berlino
8.4 Porcellana Biscuit
8.5 Porcellana di Bow
8.6 Porcellana di Capodimonte
8.7 Porcellana di Doccia
8.8 Porcellana di Bristol
8.9 Porcellana di Chantilly
8.10 Porcellana di Chelsea
8.11 Porcellana di Copenaghen
8.12 Porcellana di Delft
8.13 Porcellana di Derby
8.14 Porcellana di Dresda
8.15 Porcellana di Frankenthal
8.16 Porcellana di Fulda
8.17 Porcellana di Fürstenberg
8.18 Porcellana di Höchst
8.19 Porcellana di Limoges
8.20 Porcellana di Ludwigsburg
8.21 Porcellana di Madrid Buen Retiro
8.22 Porcellana Medici
8.23 Porcellana di Meissen
8.24 Porcellana di Mennency
8.25 Porcellana di Minton
8.26 Porcellana di Mosca
8.27 Porcellana di Nymphenburg
8.28 Porcellana di Nove
8.29 Porcellana di Parigi
8.30 Porcellana di San Pietroburgo
8.31 Porcellana di Roma
8.32 Porcellana di Rouen
8.33 Porcellana di Saint Cloud
8.34 Porcellana di Sèvres
8.35 Porcellana di Strasbourg
8.36 Porcellana di Venezia
8.37 Porcellana di Vienna
8.38 Porcellana di Vincennes
8.39 Porcellana di Vinovo
8.40 Porcellana di Vische
8.41 Porcellana di Zurigo
9 Curiosità
10 Note
11 Bibliografia
12 Voci correlate
13 Note
14 Altri progetti
modifica Tipi di ceramiche
La ceramica è una lavorazione antica e molto diffusa in aree anche molto distanti tra loro. Esistono tipi diversi di ceramiche:
ceramiche a pasta compatta. Rientrano nel gruppo i gres e le porcellane. Hanno una bassissima porosità e buone doti di impermeabilità ai gas e ai liquidi. Non si lasciano scalfire neanche da una punta d'acciaio.
ceramiche a pasta porosa. Sono tipicamente le terraglie, le maioliche e le terracotte. Hanno pasta tenera e assorbente, più facilmente scalfibile.
I quattro tipi di ceramiche principali sono la terracotta o coccio, le terraglie, il gres e la porcellana, che può essere tenera o dura.
Deposito di terrecotte
modifica Le terrecotte
Sono ceramiche che, dopo il processo di cottura presentano una colorazione che varia dal giallo al rosso mattone, grazie alla presenza di sali o ossidi di ferro. La cottura si effettua a 930 - 960 °C. La presenza di ossido di ferro, oltre a dare il colore tipico, migliora anche la resistenza meccanica della ceramica cotta, contribuendo alla vetrificazione e quindi riducendo la porosità del manufatto.
Sono utilizzate sia senza rivestimento superficiale che con rivestimento. Le prime come ceramica strutturale e ornamentale: mattoni, tegole, coppi, vasi, brocche, ecc. Le seconde anche come vasellame da cucina: tazze, piatti.
modifica Il grès
Per approfondire, vedi la voce Grès porcellanato.
Si ottiene per mescolanze argillose naturali che producono ceramiche dette, appunto, greificate. È necessaria una temperatura tra 1200 °C a 1350 °C. I colori variano a seconda dei composti ferrosi presenti. Per ottenere grés bianchi si utilizzano impasti artificiali a base di argille cuocenti bianche e rocce quarzoso-feldspatiche che inducono la greificazione della massa. Possono venire smaltate: come per tutte le altre ceramiche, dopo la cottura vengono colorate allo stesso livello dell'impasto, che contiene, di solito, un 33% circa di argille caolinitiche (bianche), un 50% di fondenti (principalmente feldspato) e la percentuale restante di materiali inerti (sabbie o quarzo).
modifica La porcellana
Per approfondire, vedi la voce Porcellana.
È considerata il più "alto" livello di produzione ceramica per gli orientali. Principale componente ne è una particolare argilla bianca: il caolino idrosilicato di alluminio - Al2O3*2SiO2*2H2O. È stata inventata in Cina attorno al VIII secolo ed è realizzata appunto con caolino, silice (o sabbia quarzosa) e il feldspato.
Il caolino conferisce, ma non sempre, le proprietà plastiche e il colore bianco della porcellana; il quarzo è il componente inerte e svolge la funzione di sgrassante (inoltre consente la vetrificazione); infine il feldspato che viene definito fondente, perché, fondendo a temperature più basse del caolino, abbassa notevolmente la cottura dell'impasto ceramico (1280 °C). Esistono tipi anche molto diversi di porcellana, tipici delle diverse tradizioni di produzione.
modifica L'argilla
Per approfondire, vedi la voce Argilla.
La temperatura di cottura dell'argilla è in funzione del tenore di Allumina in essa contenuta. L'argilla è naturalmente molto malleabile, in quanto la presenza di acqua nella sua struttura ne migliora le caratteristiche plastiche ed è quindi molto facile da lavorare anche con le mani. Quando è asciutta, ma non ha ancora subìto il processo di cottura, diventa rigida e fragile. Se sottoposta ad un intenso riscaldamento, diventa permanentemente solida.
modifica Prodotti in ceramica
Con ceramica non si intende solo il materiale, ma per estensione anche il prodotto che di quel materiale risulta composto. I prodotti in questione possono essere moltissimi. Tra i più frequenti merita ricordare:
ceramici tradizionali. Sono utilizzati nell'industria edilizia;
da rivestimento e da copertura. Sono le tegole e le piastrelle;
strutturale. Sono i laterizi;
sanitari;
meccanici e aeronautici, soprattutto nei motori e turbine.
Le piastrelle, inoltre, possono venire suddivise in:
non smaltate: cotto, grès rosso, clinker e, in alcuni casi, gres porcellanato;
monocottura: può essere rossa, bianca e clinker.
Questi due tipi danno luogo a ceramiche tecniche, con assorbimento di acqua da scarso a nullo.
in bicottura: prevalentemente la maiolica.
in cotto forte e terraglia.
Entrambe caratterizzate da un forte assorbimento di acqua.
Esistono anche padelle con rivestimento interno in ceramica (smalti bassofondenti per lamiera), che conferisce caratteristiche di antiaderenza e non presenta il rischio del Teflon di rilasciare tetrafluoroetilene ad alte temperature.
Acquasantiera settecentesca in ceramica di Cerreto Sannita.
modifica Cenni storici
La ceramica è conosciuta fin dai periodi preistorici e si suppone che la sua invenzione sia avvenuta solo due volte nella storia dell'umanità: tra le popolazioni sahariane e in Giappone[1]. Da questi luoghi d'origine si è poi diffusa in tutto il mondo.
I primi manufatti sono del neolitico, e si compongono di vasellame cotto direttamente sul fuoco. I manufatti considerati più antichi risalirebbero al XI millennio a.C. e sono stati ritrovati in Kyushu, Giappone.
Successivamente l'arte vide l'introduzione del tornio, che consentì di ottenere facilmente oggetti aggraziati e di perfetta simmetria rispetto all'asse di rotazione. La ceramica dipinta venne esportata dall'Anatolia e dai territori siriaci verso l'Europa intorno al III millennio a.C., dove però prevalse l'interesse per le forme e per le anse. L'introduzione della verniciatura vetrosa, in uso a partire dal II millennio a.C. in Mesopotamia, migliorò ulteriormente la resistenza all'usura e le caratteristiche estetiche. Una vera rivoluzione si ebbe con la scoperta della lavorazione della porcellana, che si fa risalire all'VIII secolo d.C. in Cina Altri centri antichi di notevole importanza risultarono quelli iraniani, come ad esempio Tepe e indiani, come Daro e Harappa.
L'antica Grecia ereditò la tecnica della ceramica dalla civiltà minoico-micenea. Dal VI al V secolo a.C. Atene dominò i mercati con la sua produzione di vasi, ma nel IV secolo a.C. questa decadde. Sorsero altre fabbriche locali in Beozia, Etruria, Magna Grecia e Sicilia. La produzione di queste lasciò un segno tanto profondo che, molti secoli, dopo, Josiah Wedgwood chiamò Etruria la sua manifattura di porcellane, destinata a diventare una delle più famose del mondo.
In età augustea si diffuse la ceramica aretina, con decorazione a rilievo. A questa seguì in tutto l'Occidente romano la ceramica. a rilievo detta "terra sigillata"', che rimase in uso fino al termine dell'impero.
Intorno all'anno mille sorse in Europa, nel tentativo di imitare i prodotti orientali, la maiolica. Nel tardo Medioevo le ceramiche venivano realizzate con il tornio, cotte al forno e impermeabilizzate con una vernice vetrosa. Dopo il XIII secolo si incominciano ad usare anche altri colori e decorazioni più sofisticate. In questo periodo l'Italia centrale, sviluppò i maggiori centri di produzione: Orvieto, Siena e Faenza. Nel XV si elaborarono varie forme decorative, sia per la coloristica sia per le cosiddette storie o racconti descritti e raffigurati. Il secolo XVII fu al centro di una grande importazione di prodotti cinesi che influenzò il gusto europeo. Solamente agli inizi del Settecento l'alchimista tedesco Böttger a Meissen riuscì a produrre una ceramica dura, almeno quanto quella cinese, la porcellana, grazie alla scoperta del caolino.[2]
Verso la fine del 1800 la produzione di ceramica prende corpo, grazie all'introduzione di alcune tecniche industrializzate. In Italia, nel modenese, si mette a punto una tecnica che permette di aumentare la produzione di piastrelle, all'epoca in uso quasi solo in cucina e bagno. Negli anni cinquanta si introducono altre consistenti migliorie, quali la pressa automatica e il forno a tunnel. Con queste varianti alla produzione si riesce infine a raggiungere una produzione su scala medio-larga, necessaria per sostenere un mercato in forte espansione. Ma è negli anni sessanta e settanta che il mercato della ceramica in Italia vede una vera impennata. La produzione viene completamente automatizzata in tutte le sue fasi e viene introdotto un nuovo macchinario: l'atomizzatore.
Questo consentì di sostituire i filtri pressa usati nella preparazione ad umido degli impasti. Dagli anni ottanta in poi, infine, ci si è concentrati soprattutto sulle tecniche di cottura veloce (cottura rapida monostrato) e sulla riduzione dell'impatto ambientale della produzione. Da pochi anni vengono utilizzati anche per la costruzione di dischi per impianti frenanti, mescole di carbonio e ceramica, in grado di diminuire l'effetto del fading; e poi anche per il suo peso contenuto; ancora in fase di progetto viene montato solo su vetture di alto livello, come Ferrari, Porsche e Lamborghini.
modifica Il ciclo produttivo
Il ciclo produttivo prevede vari passaggi, a seconda del risultato che si desidera ottenere e a seconda che la produzione sia artigianale o industriale.
modifica Produzione artigianale
modifica Selezione e preparazione dell'argilla
L'argilla viene anzitutto selezionata per la lavorazione che si intende portare avanti. I tre tipi di argilla usata sono:
Caolino. Presenta bassa plasticità, colore bianco, scarso potere essiccante ed è refrattario. È usato nelle porcellane cinesi.
Argilla sabbiosa. Presenta alta plasticità e grana fine.
Argille refrattarie. Sono specialmente resistenti al fuoco.
Quale che sia l'argilla che si utilizzerà, essa non è direttamente utilizzabile per il processo se si trova ancora al suo stato naturale. Deve venire ripulita dalle impurità e per ottenere questo si procede alla fase della stagionatura. Successivamente viene sciolta in acqua per la lavatura, che causa la dispersione dei sali solubili. Infine subisce una ulteriore depurazione per eliminare le residue impurità e soprattutto per affinarla, togliendo le particelle a granulometria più grossolana.
modifica Lavorazione dell'argilla
Selezionata e ripulita, si procede a impastare l'argilla. Questa fase tende a eliminare eventuali bolle d'aria e a renderla compatta, per prevenire il formarsi di crepe nel prodotto finito. All'impasto si aggiunge, talvolta, della "chamotte", ovvero polvere ottenuta dalla macinazione della ceramica precedentemente cotta, con lo scopo soprattutto di rendere il prodotto resistente agli sbalzi repentini di calore. L'aggiunta della chamotte è, ad esempio, quasi indispensabile nel Raku Giapponese e nel Raku Americano a Fumo.
modifica Modellazione
Un'arte tanto antica ha accumulato nei secoli varie tecniche di modellazione. Tra di esse ricordiamo:
modifica Modellazione a mano libera
È la più antica ed è simile a quanto fanno i bambini quando giocano con la plastilina: si prende una porzione di argilla e, con il solo uso delle mani, si modella la forma desiderata. È possibile avvalersi dell'ausilio di alcuni strumenti, come le stecche o gli occhielli per le rifiniture dell'oggetto modellato.
modifica Modellazione a colombino
Prevede l'uso e l'assemblaggio dei colombini di argilla. Si dividono blocchi di argilla delle dimensioni di un sigaro e si stendono con i palmi delle mani, ottenendo dei lunghi cilindri simili a lunghi grissini. Si arrotolano questi colombini gli uni sopra gli altri, si uniscono fra di loro e si lisciano per ottenere una superficie compatta. Con questa lavorazione, ugualmente antica, si modellano soprattutto vasi e ciotole.
modifica Modellazione a lastre
Si prende un pane d'argilla e se ne tagliano lastre di spessore omogeneo usando un filo o stendendole con un matterello. Successivamente le lastre vengono tagliate a stampo oppure giuntate tra loro con l'aiuto di incisioni spalmate con barbottina.
modifica Modellazione al tornio
È usata soprattutto per la produzione di vasellame in cui vi sia una simmetria rispetto all'asse di rotazione. Il tornio è un formato da un supporto girevole, simile ad un piatto la cui velocità viene stabilita tramite un pedale, come nel tornio antico, o tramite motorino regolato da reostato, ai giorni nostri.
Si pone una data massa di argilla al centro del piatto girevole, avendo cura di posizionarla perfettamente in centro. Quindi si modella con uso delle mani o di altri strumenti mentre si regola la rotazione del tornio stesso. La massa di argilla che si è deciso di usare all'inizio deve essere sufficiente a formare tutto l'oggetto, dal momento che non è possibile aggiungerne in corso d'opera senza pregiudicare la forma data con la modellazione. Questo non è vero in termini assoluti, per vasi di grandi dimensioni ,con altezze e diametri superiori agli 80 cm è comune nei tornianti professionisti la pratica di aggiungere colombini di terra all'oggetto in formatura e proseguire nella lavorazione per raggiungere dimensioni notevoli.
modifica Modellazione a stampo
In questa modellazione si prepara, anzitutto, uno stampo in gesso, che replica l'oggetto che si intende riprodurre. Quindi vi si cola dentro argilla liquida chiamata anche colaggio e dopo un tempo adeguato in cui il gesso fornisce all'oggetto sufficiente spessore, assorbendo l'acqua del colo, il colaggio superfluo viene versato e si attende pazientemente che l'oggetto asciughi , Viene quindi estratta dallo stampo e rifinita a mano. Dopo un tempo utile all'asciugatura, il pezzo verrà poi messo in forno per la 1° cottura (biscotto).
Vi sono altri tipi di formatura con stampo in gesso a calco, si forma una lastra di argilla di circa 10/15 mm di spessore a seconda della grandezza del pezzo, si procede fornendo una pressione omogenea all'impasto argilloso per non variare gli spessori dell'oggetto da riprodurre sino a coprire tutta la superficie dello stampo.
Un altro procedimento è chiamato a pressatura (o procedimento RAM). Viene usata argilla più dura e vengono usate due matrici di stampo, una maschio e una femmina, e una che si incastra sull'altra lasciando all'interno il vuoto che viene occupato dall'argilla. Gli stampi si montano su una macchina che si chiama pressa, ponendoli uno di fronte all'altro, con una dose di argilla sufficiente per foggiare l'oggetto quando la macchina inizia il suo ciclo. Le due superfici si avvicinano e foggiano l'argilla all'interno dello stampo.
modifica Essiccazione
Qualunque sia la tecnica che si è adottata, è necessario che i manufatti in argilla essicchino completamente all'aria. A questa fase va dedicata una particolare cura. Una essiccazione omogenea e uniforme è garanzia di durevolezza dell'oggetto finito e soprattutto della coerenza della sua forma: una essiccazione non uniforme può generare deformazioni. Solo dopo questa fase si può procedere alla cottura. L'essiccazione, infatti, consente che l'oggetto perda l'umidità residua e la sua plasticità. Viene così fissata la forma che si è inteso dargli.
Dopo un certo periodo di essiccazione l'argilla raggiunge lo stadio adatto ad essere incisa e decorata. Tale stadio è detto della stadio della durezza cuoio: l'argilla è infatti già indurita, ma mantiene ancora una certa residua plasticità.
modifica Cottura
Terminata la delicata fase dell'essiccazione si procede con quella della cottura. Questa avviene in forni appositi, che raggiungono temperature che possono andare parecchio oltre i 1000 °C fino i 1500 °C. Il processo può durare anche molte ore. È infatti necessario che la temperatura segua curve di crescita e decrescita graduali e prestabilite, e che tutte le varie fasi abbiano una durata prestabilita. In seguito alla cottura il prodotto subisce un'ulteriore riduzione di volume.
Poiché la cottura modifica la struttura del prodotto finale, modulandola si possono ottenere risultati diversi:
Terracotta - si ottiene mantenendosi tra 960 e 1030 °C
Terraglia tenera - si ha tra 960 e 1070 °C
Terraglia dura - si ha tra 1050 e 1150 °C
Gres - si ottiene tra 1200 e 1300 °C. Il Gres è un prodotto fortemente vetrificato, impermeabile e poco poroso. Prodotti quali il klinker, il ball clay, e il fireclay appartengono a questa famiglia
Porcellana tenera - si ha tra 1200 e 1300 °C, previo utilizzo di caolino. A questo stadio otteniamo sia la vetrificazione, sia la traslucidità, sia l'impermeabilità.
Porcellana dura - si ha tra 1300 e 1400 °C. È di solito di uso industriale.
Ceramica High-Tech - si ottiene tra 1400 e 1700 °C, previo utilizzo di sostanze aggiuntive, quali caolino e allumina.
Nelle diverse fasi della cottura, inoltre, avvengono varie trasformazioni:
tra la T ambiente e 200 °C - si elimina l'acqua igroscopica residua nell'impasto e quella contenuta da alcuni sali, come ad esempio il gesso
tra i 250 °C e i 350 °C - le materie organiche vanno in combustione. Viene liberata l'acqua zeolitica chimicamente combinata
tra i 450 °C e i 850 °C - si decompongono i minerali delle argille, liberando l'acqua reticolare
850° C - si decompongono i carbonati (decarbonatazione) e si ossidano i solfuri
tra i 1100 ° e 1200 °C - fondono i feldspati, e si ottiene la vetrificazione
Va ricordato, infine, che la presenza di ossigeno in camera di combustione determina il degrado delle sostanze organiche presenti, nonché l'ossidazione delle sostanze minerali. Come risultato si ottiene un prodotto di color rosso ruggine per azione dell'ossigeno (ossidante) sul ferro. Si otterrà, invece, un colore nero scuro per azione del vapore e monossido di carbonio (riducente).
modifica Smaltatura e decorazione
Ci sono molti modi di decorare e colorare la ceramica, anche in relazione al tipo di risultato che si desidera ottenere e alla cottura cui si sottoporrà il pezzo. I colori da ceramica sono essenzialmente di tre tipi:
Ingobbio - sono specifici colori per la decorazione della ceramica composti da argille già cotte e finissimamente triturate, caolino, sostanze minerali e ossidi. Sono, di fatto, smalti adatti a poter venire applicati sull'oggetto essiccato, ma ancora crudo e da cuocere. Questo permette di saltare un passaggio e cuocere l'oggetto una sola volta, dal momento che questi colori particolari tollerano l'alta temperatura cui si sottopone la ceramica. Gli ingobbi non sono tanto largamente diffusi, essendo costosi e dalle tinte tenui. Perché raggiungano la vetrificazione, inoltre, è necessario portare l'oggetto alla medesima temperatura dell'argilla che si ritrova nella composizione dell'ingobbio. Molti ceramisti che apprezzano la tecnica preparano da sé gli ingobbi che desiderano usare.
Cristalline, dette anche Vetrine. Sono rivestimenti di tipo vetroso, impermeabili e lucidi . Usualmente trasparenti, solo occasionalmente sono colorate. Lasciano intravedere l'argilla sottostante. Alle cristalline si aggiungono fondenti, quali il germano (che sostituisce il tossico ossido di piombo), gli alcali o i borati. Questo allo scopo di abbassare il punto di fusione.
Smalti - anch'essi di tipo vetroso. A differenza delle cristalline non sono trasparenti, ma coprenti. Ciò è determinato dalla presenza di componenti quali il feldspato potassico o sodico, stagno ossido, titanio ossido, alluminio ossido (allumina), zirconio ossido o silicato ed altri ancora. Possono avere aspetto lucido o satinato: nel secondo caso la presenza di ossido di calcio e/o zinco nello smalto, provvedono, in fase di raffreddamento, ad una cristallizzazione sulla superficie dello smalto devetrificandolo, ossia togliendo brillantezza.
La smaltatura di un pezzo in ceramica ha lo scopo di proteggere il pezzo dall'usura, di facilitarne la pulitura e la manutenzione e di decorarlo.
Se il pezzo viene smaltato e non colorato all'ingobbio la smaltatura avviene dopo la cottura e si utilizzano appositi smalti composti da una miscela in vari rapporti di vetro, opacizzanti, fondenti e terre. La smaltatura classica, pertanto è detta applicata al biscotto, ovvero all'oggetto già passato in cottura. Anche per la smaltatura vi sono svariate tecniche, tra le quali ricordiamo:
smaltatura ad aerografo
smaltatura per immersione
pittura a smalto
smaltatura a campana
smaltatura elettrostatica
Dopo che si sia provveduto a smaltare la superficie dell'oggetto, si passa alla decorazione pittorica che è usualmente fatta a mano con pennello e colori ceramici. Questi colori ceramici sono ottenuti da ossidi minerali oppure da ossidi metallici addizionati di fondenti o indurenti. Dopo la smaltatura e la decorazione si procede con una seconda cottura, il cui scopo è quello di fissare lo smalto all'oggetto.
Vaso in Ceramica Maiolicata. Moderna manifattura di Caltagirone, 2007.
Come si è detto, gli oggetti sottoposti a smaltatura classica devono subire una seconda cottura per fissare i colori. Tale cottura si attua in forno ad una temperatura compresa tra i 850 e i 970 °C, a seconda dei fondenti utilizzati nello smalto e sempre al di sotto della temperatura utilizzata per la prima cottura.
Questa seconda cottura porterà lo smalto a vetrificare, rendendolo lucido e impermeabile. Poiché l'umidità dello smalto è scarsa e i pericoli di rottura sono conseguentemente bassi, la curva della temperatura può essere innalzata più velocemente.
modifica Produzione industriale di piastrelle ceramiche
I processi fondamentali sono due:
monocottura - la materia prima viene generalmente approntata con processo a processo ad umido e l'essiccazione è a spruzzo. Vi è una sola fase di cottura, dopo che il pezzo è stato essiccato e smaltato. Durante questa cottura singola avvengono anche i processi di sinterizzazione e stabilizzazione dello smalto.
bicottura - in questo caso la preparazione della materia prima segue quasi sempre un processo a secco. Vi sono due fasi di cottura. Nella prima avviene la sinterizzazione del supporto. Segue la cottura dello smalto.
Il ciclo produttivo industriale è composto da varie fasi. Tra queste ricordiamo: preparazione delle materie prime, formatura, essiccamento, smaltatura, cottura e scelta. I due terzi della produzione industriale italiana attuale sono occupati dal Grés porcellanato, di cui la metà viene smaltata.
modifica Preparazione delle materie prime, essiccazione, cottura
Lo scopo della preparazione delle materie prime è ottenere un impasto di composizione omogenea, con una distribuzione granulometrica e forma dei grani appropriata. La granulometria fine permette una giusta velocità di essiccamento e una corretta reattività in fase di cottura. La forma dei grani e l'umidità dell'impasto influenzano l'uniformità del pressato.
Infine l'impasto deve presentare un contenuto d'acqua adatto al sistema di formatura che si è scelto. I sistemi di formatura sono:
pressatura - interessa soprattutto il settore delle piastrelle e comporta un 5-6% di acqua.
estrusione - è in uso soprattutto per i laterizi e comporta un 20 % di acqua
colaggio - è il sistema adottato per i sanitari e presenta un contenuto di acqua del 40%
Dopo la formatura ha luogo il processo di essiccazione e successivamente quello di cottura. I materiali ceramici possono essere ottenuti da polveri tramite un processo detto di sinterizzazione. Questo processo chimico-meccanico avviene in forni ad altissime temperature dove le polveri si fondono dando origine ai materiali ceramici. In particolare il feldspato, portato ad alte temperature, forma un eutettico, assieme al quarzo della sabbia e ai prodotti di decomposizione dell'argilla, che fondendo avvolge le rimaneti parti. Dopo l'essiccazione normalmente i prodotti modellati subiscono il processo di cottura, che conferisce maggiore resistenza meccanica ai manufatti ed elimina l'acqua residua rimasta dopo l'essiccamento.
modifica Smaltatura e ricottura
La smaltatura può avvenire tra la prima cottura e la seconda o prima della cottura unica. Lo scopo, è duplice: da un lato estetico, dall'altro pratico. Che lo smalto sia vetrina trasparente o smalto colorato il risultato finale è l'impermeabilizzazione e l'isolamento termico. Nelle ceramiche si aggiungono ossidi di piombo agli smalti, per abbassarne il punto di cottura e risparmiare sui costi. Le porcellane, usano la vetrina senza piombo e la ricottura a 1500 °C.
modifica Produzione di ceramica in Italia
L'Italia è leader nel commercio internazionale della ceramica con una quota del 40% in termini di volumi e di valori.
modifica Comuni di produzione ceramica
Segue l'elenco dei comuni riconosciuti col marchio di ceramica artistica e tradizionale - antiche terre di produzione ceramica, istituito concesso con Decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato del 26 giugno 1997 in attuazione della Legge 9 luglio 1990. A lato il periodo di riferimento in cui hanno importanza per la storia della ceramica (XIV-XVIII secolo).
Albissola Marina (SV)
Albisola Superiore (SV) nel XVI-XVIII secolo
Ariano Irpino (AV)
Ascoli Piceno nel XVII secolo
Assemini (CA)
Bassano del Grappa (VI) anche in Angarano. nel XVII-XVIII secolo
Burgio (AG) nel XVI-XVII secolo
Caltagirone (CT) nel XVI-XVIII secolo
Capodimonte (NA) nel XVIII secolo
Castellamonte (TO)
Castelli (TE) nel XVI-XVIII secolo
Cava dei Tirreni (SA)
Cerreto Sannita (BN) nel XVIII secolo
Civita Castellana (VT)
Deruta (PG) nel XV-XVIII secolo
Este (PD)
Faenza (RA) nel XIV-XVIII secolo
Grottaglie (TA)
Gualdo Tadino (PG)
Gubbio (PG) nel XV-XVII secolo
Impruneta (FI)
Laterza (TA)
Lodi nel XVIII secolo
Mondovì (CN)
Montelupo Fiorentino (FI) nel XIV-XVIII secolo
Nove (VI) nel XVIII secolo
Oristano
Orvieto (TR) nel XIV-XVII secolo
Pesaro (PU) nel XVI-XVII secolo
Santo Stefano di Camastra (ME)
Sciacca (AG) nel XVI-XVIII secolo
Sesto Fiorentino (FI)
Squillace (CZ)
Urbania (PU) Casteldurante nel XV-XVII secolo
Vietri sul Mare (SA)
modifica Altri centri di produzione ceramica
Segue l'elenco di altri comuni italiani in cui nel corso dei secoli si è registrata una produzione di ceramica:
Anversa degli Abruzzi (AQ) dal XV al XX secolo
Asti (AT)
Bologna nel XVIII secolo
Calenzano (FI)
Campi Bisenzio (FI)
Capraia Fiorentina
Collesano (PA)
Cutrofiano (LE)
Ferrara (FE) nel XIV-XVI secolo
Forlì, soprattutto fino al XVI secolo
Laveno-Mombello (VA) dalla metà del XIX secolo
Milano nel XVI-XVIII secolo
Monte San Savino (AR)
Padova nel XV-XVI secolo
Pisa (PI) dal XIII al XVI secolo
Rapino (CH) dal XVIII al XX secolo
Rimini nel XV-XVI secolo
Roma nel XVI-XVIII secolo
San Piero a Sieve (FI) la fabbrica dei Medici in Cafaggiolo nel XV-XVII secolo
San Quirico d'Orcia (SI) nel XVII-XVIII secolo
Sassuolo (MO) nel XVIII secolo
Savona nel XVI-XIX secolo
Siena nel XIV_XVIII secolo
Torino nel XVIII secolo
Trapani (TP) nel XVI-XVII secolo
Urbino (PU) nel XV-XVII secolo
Vico Equense (Na)
Torrita di Siena (SI)
modifica Produzione di ceramica in Giappone
Raku. Il termine giapponese Raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di Kyōto da cui veniva estratta l'argilla nel sedicesimo secolo. Questa tecnica nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L'origine del Raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l'un l'altro. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.
Porcellana di Imari
Porcellana Kakiemon
modifica Produzioni di porcellana in Europa nel XVIII secolo
modifica Porcellana di Allach
Per approfondire, vedi la voce Allach (porcellana).
modifica Porcellana di Ansbach
Ansbach fu sede di una produzione di maioliche sin dai primi anni del 1700. Fu grazie al Margravio, che aveva assunto maestranze provenienti da Meissen se intorno al 1757 iniziò a realizzare manufatti a pasta dura (porcellane). La sede della manifattura durante la direzione di uno dei più grandi modellatori e pittori della storia della porcellana, Johann Friedrich Kaendler, era nel castello di Bruckberg, ed ebbe fra gli artisti che vi lavorarono: il capo dei pittori J. M. Schollhammer, il pittore di paesaggi J. Stenglein e J. K. Gerlach che era arrivato ad Ansbach da Meissen nel 1759. Produsse deliziosi servizi dipinti a soggetto naturalistico e delicati gruppi e statuine sempre più sensibili al gusto di Berlino che a quello di Meissen. La fabbrica ebbe vita lunga fino al 1860 quando cessò la sua produzione.
modifica Porcellana di Berlino
A Berlino una piccola produzione di porcellane fu iniziata da Wilhelm Caspar Wegely con la protezione di Federico II di Prussia. S'ispirarono a Meissen e alla fabbrica francese di Vincennes per le decorazioni con riferimenti alle scene tratte da Watteau e produssero anche grandi vasi modellati con fine repertorio floreale. Fra i lavoranti di maggior rilevo figurano Isac Jacob Clauce e per le plastiche E. H. Reichard. La marca di questo periodo è una W impressa nella pasta. Poco dopo, nel 1761, nacque a Berlino un'altra fabbrica di porcellane, quella di Johann Ernst Gotzkowsky, dove lavorarono maestri provenienti sia da Wegely sia da Meissen. Successivamente, nel 1763, Federico II volle far sua la fabbrica acquistandola e dandole nuovo impulso.
La fabbrica prese il nome di Koenigliche Portzellan Manufaktur con la sigla KPM sormontata da un'aquila, impressa o dipinta negli oggetti. La produzione di questo periodo è distinta da servizi da tavola (Zuppiere, vassoi, alzate, piatti ecc.) con decori che guardano ai dipinti di Watteau, Boucher e dei Teniers, mentre per il modellato e le figure, in particolare, i pezzi più pregevoli si rifaranno ai soggetti mitologici e naturalistici. Federico II di Prussia volle regalare alla zarina Caterina di Russia un imponente servizio da tavola, per dar lustro al suo casato con questa nuova impresa nel campo delle arti. Il grande servizio è oggi conservato all'Ermitage di Leningrado. Gli stili che si susseguono ricalcano il mutamento del gusto che trapassa dal Rococo al primo Neoclassicismo per trionfare nell'Impero.
Come per molte altre fabbriche di porcellana europea i soggetti in quest'ultimo periodo prediligono i ritratti, le vedute di città e monumenti, e una discreta produzione di biscuit. Inoltre si produrranno a Berlino nella K. P. M. placche a rilievo con scene sacre e mitologiche e raffinate placche dipinte a soggetti anche di paesaggio e nature morte. Fra i modellatori degni di rilievo si ricorda J. G. Schadow per le sue plastiche in biscuit. La fabbrica ha continuato a lavorare per tutto l'ottocento fino a produrre pregevoli manufatti secondo i canoni stilistici dell'Art Nouveau.
modifica Porcellana Biscuit
Per approfondire, vedi la voce Porcellana Biscuit.
modifica Porcellana di Bow
La fabbrica di Bow fu fondata, dal pittore di origine irlandese Thomas Frye e da Edward Heylyn, fra il 1744 e il 1748, in Stratford Langthorne nelle vicinanze di Londra. Sin dai primissimi anni si produssero le porcellane a pasta tenera di un color bianco candido, così reso dall'aggiunta nella pasta di polvere di ossa. Nell'eseguire con ottima qualità i manufatti, la porcellana di Bow, s'ispirò sin dagli inizi ai decori delle porcellane orientali e alla tipologia Kakiemon in particolare. Per questo fu coniata per la produzione del primo periodo l'espressione "New Canton" e dal 1754 la fabbrica iniziò ad arricchire la produzione di tipologia all'orientale con la tecnica della decalcomania. Si distinguono nelle plastiche o nelle pitture, sia la presenza dei fiori di pruno, ben noti a Meissen, sia le conchigliette.
Gli oggetti tipici di questa manifattura furono: tazzine, calamai, zuccheriere, figurine della "commedia dell'arte", sia in gruppi o singole, i gruppi mitologici e le classiche scene galanti. Il colorato riflette il gusto rococò, che risulta allo stesso tempo vivace e ricercato. Nei soggetti rimasero celebri quelli di Kitty Clive tratta dalla farsa Lethe di Garrick e di cui un esemplare è conservato al Fitzwilliam Museum di Cambridge. Furono realizzate anche Civette, plastiche tratte da soggetti di Boucher e famosa rimane la serie delle nove Muse da cui prenderà il nome l'ancora ignoto modellatore Muses Modeller. Ma la qualità purtroppo declinò rapidamente e la fabbrica fallì nel 1763. Riacquistata venne inglobata nella fabbrica di Derby, che da quel momento in poi poté giovarsi dell'esperienza maturata dalla manifattura di Bow.
modifica Porcellana di Capodimonte
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di Capodimonte.
Nel 1738 Carlo di Borbone sposa Maria Amalia di Sassonia, nipote di Augusto il Forte, che aveva patrocinato la prima fabbrica di porcellana dura europea. Carlo volle avviare una produzione che fosse alla pari di quella, ormai famosissima, di Meissen e fece avviare i lavori per la prima fabbrica.
Questa sorse poco distante dal suo palazzo, sulla collina di Capodimonte e venna quindi detta Real Fabbrica di Porcellana di Capodimonte. Furono addetti alla fabbrica pochi artigiani specializzati: Livio Vittorio Schepers e suo figlio Gaetano Schepers, Giovanni Caselli furono incaricati dell'impasto. Lo scultore fiorentino Giuseppe Gricci venne ingaggiato come modellatore. Il pittore Giuseppe Della Torre e l'intagliatore Ambrogio Di Giorgio chiudevano l'equipe artistica. Furono, come in tutti gli altri casi, necessari vari esperimenti per trovare la giusta formula della porcellana. Solo alla scoperta di un deposito di caolino presso Catanzaro fu, infine, possibile avviare una produzione venne ben presto considerata superiore a quella francese.
Nel 1759, tuttavia, Carlo successe a Filippo V come Re di Spagna e diede ordine che tutta la produzione, artisti e operai inclusi, venissero in blocco trasferiti presso il Palazzo Reale di Buen Retiro, a Madrid. Qui la fabbricazione cessò nel 1808. Perdurò ininterrotta, invece, a Napoli.
Carlo di Borbone ebbe un figlio, Ferdinando. Questi successe al trono di suo padre in Napoli come Ferdinando IV Re di Napoli (1759-1816) e, successivamente, con il nome di Ferdinando I Re delle due Sicilie (1816-1825). Volle avviare una nuova produzione di porcellane, cosa che fece nel 1771 nella Reggia di Portici, e successivamente nel Palazzo Reale di Napoli.
Nacque così la Real Fabbrica Ferdinandea le cui opere furono contrassegnate da una lettera N coronata, in colore azzurro. Il periodo di maggior splendore fu dal 1780 al 1799, tuttavia nel 1806 Napoli venne conquistata dai Francesi. Questi non avevano alcun interesse a mantenere una produzione in concorrenza con la loro e vendettero le attrezzature ad imprenditori locali, tra cui Giovanni Poulard-Prad. Questo permise alla zona di mantenere viva la sua tradizione artistica, fiorente ancora oggi e famosa per i suoi fiori in porcellana.
modifica Porcellana di Doccia
Per approfondire, vedi la voce Porcellana Ginori a Doccia.
modifica Porcellana di Bristol
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Chantilly
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Chelsea
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di Chelsea.
modifica Porcellana di Copenaghen
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Delft
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Derby
Per approfondire, vedi la voce Royal Crown Derby.
modifica Porcellana di Dresda
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Frankenthal
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Fulda
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Fürstenberg
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Höchst
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Limoges
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Ludwigsburg
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Madrid Buen Retiro
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana Medici
Per approfondire, vedi la voce Porcellana Medici.
modifica Porcellana di Meissen
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di Meissen.
modifica Porcellana di Mennency
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Minton
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Mosca
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Nymphenburg
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di Nymphenburg.
modifica Porcellana di Nove
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Parigi
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di San Pietroburgo
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di San Pietroburgo.
modifica Porcellana di Roma
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Rouen
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Saint Cloud
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Sèvres
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Strasbourg
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Venezia
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Vienna
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Vincennes
Per approfondire, vedi la voce Porcellana di Vincennes.
modifica Porcellana di Vinovo
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Vische
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Porcellana di Zurigo
Questa sezione è ancora vuota. Aiutaci a scriverla!
modifica Curiosità
Questa sezione contiene «curiosità» da riorganizzare.
Contribuisci a migliorarla integrando se possibile le informazioni nel corpo della voce e rimuovendo quelle inappropriate.
I kwevri sono contenitori in terracotta utilizzati ancor oggi in Georgia per la fermentazione dei mosti e la vinificazione.
modifica Note
^ Cavalli-Sforza Geni, popoli e lingue, Milano, Adelphi, 1996. ISBN 88-459-1200-0
^ Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. III, pag. 268-273
modifica Bibliografia
Cipriano Piccolpasso, I tre libri dell'arte del vasajo : nei quali si tratta non solo la pratica, ma brevemente tutti i secreti di essa cosa che persino al di d'oggi e stata sempre tenuta nascosta,del cav. Cipriano Piccolpassi Durantino, Roma, dallo Stabilimento tipografico, 1857.
T. Emiliani, E. Emiliani, Tecnologia dei Processi Ceramici, Società Editrice Ceramurgia s.r.l., Faenza, novembre 1982
Daniela Di Castro e Roberto Valeriani, Il valore delle porcellane europee, Umberto Allemandi Editore, 1985
Enciclopedia Italiana Grolier, Grolier Hachette International, 1994
G.P. Emiliani, F. Corbara, Tecnologia Ceramica “Le Materie Prime”, vol.1, Faenza, Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., gennaio 1999
G.P. Emiliani, F.Corbara, Tecnologia Ceramica “Le Lavorazioni”, vol.2, Faenza, Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., settembre 1999
G.P. Emiliani, F. Corbara, Tecnologia Ceramica “Le Tipologie”, vol.3, Faenza, Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., aprile 2001
Amedeo Benedetti, "Vetro, terracotta e ceramica", in Bibliografia Artigianato. La manualistica artigiana del Novecento: pubblicazioni su arti e mestieri in Italia dall'Unità ad oggi, Genova, Erga, 2004, pp. 350-367. ISBN 88-8163-358-2
Andrea Ciaroni, Maioliche del Quattrocento a Pesaro. Frammenti di Storia dell'arte ceramica dalla bottega dei Fedeli, Firenze, edizioni Centro Di, 2004. ISBN 88-7038-404-7 [1]
La ceramica in Italia quando l'Italia non c'era, Edipuglia 2006
LE CLASSI CERAMICHE. SITUAZIONE DEGLI STUDI. Atti della 10ª Giornata di Archeometria della Ceramica, Edipuglia 2009
modifica Voci correlate
Argilla
Materiale ceramico
Nero fratta
Paper clay
Maiolica
Porcellana Maiolicata
Cavillatura
Avventurina (vetro)
Ceramica greca
modifica Note
modifica Altri progetti
Commons
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ceramica
Italia · Città della Ceramica
Albissola Marina (SV) · Albisola Superiore (SV) · Ariano Irpino (AV) · Ascoli Piceno · Assemini (CA) · Bassano del Grappa (VI) · Burgio (AG) · Calenzano (FI) · Campi Bisenzio (FI) · Capodimonte (NA) · Caltagirone (CT) · Castellamonte (TO) · Castelli (TE) · Cava de' Tirreni (SA) · Cerreto Sannita (BN) · Civita Castellana (VT) · Cutrofiano (LE) · Deruta (PG) · Faenza (RA) · Grottaglie (TA) · Gualdo Tadino (PG) · Gubbio (PG) · Impruneta (FI) · Lodi · Montelupo Fiorentino (FI) · Monte San Savino (AR) · Nove (VI) · Oristano · Orvieto (TR) · Pesaro (PU) · San Lorenzello (BN) · Santo Stefano di Camastra (ME) · Sassuolo (MO) · Sciacca (AG) · Squillace (CZ) · Sesto Fiorentino (FI) · Urbania (PU) · Vico Equense (NA) · Vietri sul Mare (SA)
Portale Arte
Portale Chimica
Portale Materiali
Potential of using ceramic materials as biomaterial is studied
Researchers in Spain are working on a project that analyzes the use of new reinforced hydroxyapatite compounds as replacements for bones.
Ceramica Inc. Personalized and Engraved Stone and Tile
Since 1988, Ceramica Inc, Indianapolis, Indiana based manufacturer of engraved fundraising brick pavers campaign, limestone address stones, name brick, and granite markers.
Roux prevails in sprint to Longwy
Anthony Roux (FDJ) took a strong sprint victory in Longwy at the first stage of the Circuit de Lorraine, outpowering Romain Feillu (Vacansoleil) and Laurent Mangel (Saur Sojasun) for second and third.
com as pontas dos dedos Aguarde secagem sem tocar por mais algumas horas e decore a pea com cordes corda palha e bolinhas de cermica pintadas com as tintas Decorfix Para obter mais informaes sobre os produtos Corfix e endereos dos pontos de venda desses materiais consulte o site www corfix com br ou
http://www.cristinabottallo.art.br/tecnicas/tecnica24.htm
Ceramica supply a wide range of quality Sanitary Ware, Baths ...
Ceramica supply a wide range of quality Sanitary Ware, Baths, Bathrooms, Showers, Tiles and Timber Flooring. Our showroom is located in Kilkenny City Ireland.
Kittel claims opening stage in Orchies
Marcel Kittel of Skil-Shimano won the mass sprint deciding the first stage at the Four Days of Dunkirk. The German beat Denis Galimzyanov (Katusha) and Giacomo Nizzolo (Leopard Trek) for stage honours.
Cerámica - Wikipedia, la enciclopedia libre
La cerámica (palabra derivada del griego κεραμικός keramikos, "sustancia quemada") es el ... La historia de la cerámica va unida a la historia de casi todos los ...
Chavanel strikes for first win in three years
Sebastien Chavanel (Europcar) prevailed in a sprint to win the the 164km second stage of the Circuit de Lorraine between Briey and Commercy. Australian Zak Dempster (Rapha Condor Sharp) was second with Roman Feillu (Vacansoleil) third.
delle firme aumenta man mano che si scende verso il basso e si crea cos una sorta di effetto gravitazionale della luce Ecco l autore fotografato davanti a un particolare del suo progetto L incontro con Bellini che coincideva con la festa della web TV Ultrafragola prevedeva una serie di altri ospiti il conduttore televisivo Andrea Pezzi il giornalista Roberto D Agostino e
http://www.designtalestudio.com/it/quarta-giornata-di-trascreativity-con-mario-bellini-roberto-dagostino-fabio-novembre-e-andrea-pezzi
Ceramica - Wikipedia, the free encyclopedia
Ceramica is a museum in Burslem, Stoke-on-Trent, which explores the history of the pottery industry in the area. It is located in the old Burslem Town Hall. ...
Riccò may return to racing in June with Amore & Vita
Riccardo Riccò may return to racing for the Italian Continental Amore & Vita squad at the upcoming Giro delle Toscana, a 196km one-day race from Sesto Fiorentino to Arezzo on June 19, provided the embattled Italian rider adheres to several conditions from team owner Ivano Fanini.
Ceramica-Ceramica Manufacturers, Suppliers and Exporters on ...
Choose Quality Ceramica Manufacturers, Suppliers, Exporters at Alibaba.com. ... Related Searches: ceramica de ceramica, iris ceramica, vases ceramica, floor ceramica View all ...
Circuit de Lorraine: Sébastien Chavanel breaks three-year drought to take stage two
Romain Feillu holds onto race lead
Ceramica García
Ceramica Garcia: Manufaturer and dsitributors of talavera pottery with the most extensuve variety of designs and colors of great quality. ...
Designs for the future
AS an innovative Swiss watchmaker, Rado is constantly finding new ways to excite its fans.
Italian ceramics web site - Italian producers & suppliers
Portale della ceramica italiana - Produttori e fornitori della ceramica ... Il portale della Ceramica italiana è nato per promuovere i nostri produttori nel mondo. ...
Quatre Jours de Dunkerque: Unstoppable Marcel Kittel makes it three out of three
Neo-pro German sprinter maintains perfect race
Rado Ceramica Watches
Browse our Rado Ceramica Watches here at Jomashop.com with deep discounts! ... Jomashop offers a 30 day money back guarantee on all Rado Ceramica Watches. ...
EuroTrash Thursday!
“Top Story” The “Top Story” has to be the Giro d’Italia. It’s probably the most popular stage race in the PEZ virtual office, more exciting than its French sister and in recent year's harder than La Vuelta.
Emil Ceramica Buy Online at the Every Floor Store
Emil Ceramica Mosaic and Porcelain Tiles at Every Floor
EuroTrash Monday!
“Top Story” The Giro Team’s Presentation We’re on to stage 3 (Monday) already and just about everyone thinks this year’s Giro d’Italia is the hardest in living memory. The one thing everyone is agreeing on is that Friday’s Team Presentation in Turin was not so good.
Un muestrario de las actividades y produccin de los integrantes de nuestras carreras Solicitar aqui informacin sobre las carreras Profesor de Grado Universitario en Cermica Artstica 4 aos Licenciado en Cermica Artstica 4 aos y
http://www.fad.uncu.edu.ar/contenido/index.php?tid=1&mid=639&itemaction=ampliar&M_Item=87&%2Fcontenido=6cc66bf431ef812fd691d03a609cc08c
LLADRO VENDEDORA DE CERAMICA
Only $239.99















