1436
1633
1698
1752
1797
1910
1967
1969
1973
1974
1984
1993
1995
2003
20 marzo
339 a.C.
Acqua
Agosto
Agro Romano
Alba Longa
Albalonga
Albano Laziale
Ariccia
Aricia
Aurunci
Campagna romana
Campania
Caput Aquae Ferentinum
Castel Gandolfo
Castel Savello (Albano)
Castelli Romani
Celio
Ciampino
Classificazione sismica
Clima mediterraneo
Colli Albani
Colli Albani (disambigua)
Colonna (Italia)
Comune medievale
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Curiazi
Falisci
Febbraio
Frascati
Gennaio
Genzano di Roma
Giovanni Giustino Ciampini
Grecale
Grottaferrata
Inversione termica
John Robert Cozens
Lago Albano
Lago di Nemi
Lanuvio
Lanuvium
Lariano
Latini
Lazio
Libeccio
Lingua latina
Luglio
Magma
Marana delle Pietrare
Marino
Maschio delle Faete
Medioevo
Metri sul livello del mare
Monte Artemisio
Monte Cavo
Monte Compatri
Monte Gentile
Monte Porzio Catone
Nemi
Nord
Orazi
Ovest
Pagina principale
Parco degli Acquedotti
Parco regionale dei Castelli Romani
Pavona
Peperino
Ponente
Pratoni del Vivaro
Provincia di Roma
Quaternario (geologia)
Regione Lazio
Rocca Priora
Rocca di Papa
Roma
Romolo e Remo
Savelli (famiglia)
Scirocco
Settembre
Stau
Storia dei Castelli Romani
Sud
Tevere
Tramontana
Tullo Ostilio
Tuscolo
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1698
1752
1797
1910
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Lago di Nemi
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Lanuvium
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Sud
Tevere
Tramontana
Tullo Ostilio
Tuscolo
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Colli Albani (disambigua).
Panorama da sud-ovest dei Colli Albani dalla campagna lanuvina.
I Colli Albani sono un gruppo di rilievi che si innalzano nella Campagna romana a sud-est di Roma, costituiti dalla caldera e dai coni interni di un vulcano quiescente.[1] Si tratta del cosiddetto Vulcano Laziale. Originario del Periodo Quaternario, ne rimangono tracce ben visibili nei laghi, nel lago Albano e nel lago di Nemi formatisi da due dei suoi numerosi crateri.
Indice
1 Geografia fisica
1.1 Clima
1.2 Territorio
1.2.1 Idrografia
1.2.2 Orografia
2 Storia
3 Note
4 Altri progetti
modifica Geografia fisica
I Colli Albani visti da nord-est (in primo piano Rocca di Papa).
modifica Clima
Dal punto di vista termico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Fanno eccezione alcuni altipiani e conche presenti nel territorio, come i Pratoni del Vivaro dove in notti serene possono registrasi minime anche di -12 °C causa il fenomeno dell'inversione termica. Le precipitazioni si aggirano sui 900 - 1000 mm annui, con una diminuzione da gennaio-febbraio a luglio-agosto e un brusco aumento a settembre [2]. Ai Colli Albani si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, come Velletri, Genzano di Roma ed Ariccia, ciononostante anche le alture dell'anello interno (Monte Cavo e Rocca di Papa) e quelle settentrionali intercettano ottimi quantitativi di pioggia.
Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponente. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale. La velocità del vento può superare gli 80 km/h come in diverse circostanze è stato rilevato dalla stazione meteorologica di Monte Compatri.
modifica Territorio
I Colli Albani in una foto satellitare: si notino l'altura di Monte Cavo con il lago Albano ed il lago di Nemi.
Monte Cavo, comune di Rocca di Papa, in una cartolina del 1910 (con errata altitudine).
Il territorio dei Castelli Romani è un'area di natura vulcanica, originata dal collassamento del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 m s.l.m.). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli.
Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[3] la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2[4], cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano Laziale, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio 2003[5][6]
I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l’area Tuscolana (Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, Colonna) facente perno su Frascati, l’area Appia o Albana (Castel Gandolfo, Albano Laziale e Ariccia) facente perno su Albano Laziale e l’area Lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio, ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area Artemisia, sono un'area a sé stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area Tuscolana e Albana.
È ancora in corso un dibattito accesso sull'esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio Migliorini[7] elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, specificandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separatezza; anche Lidia Piccioni[8] elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanzialmente differente. Armando Ravaglioli[9] invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli.
Ad ogni modo possiamo affermare che i comuni "storici" dei Castelli Romani sono quattordici:
Comune
Estensione
Popolazione
Albano Laziale
23,80 km2
38.215
Ariccia
18,36 km2
18.060
Castel Gandolfo
14,71 km2
8619
Colonna
3,50 km2
3603
Frascati
22,41 km2
20.671
Genzano di Roma
18,15 km2
22.742
Grottaferrata
18,36 km2
20.422
Lanuvio
43,91 km2
12.019
Marino
26,10 km2
37.684
Monte Compatri
24,38 km2
9506
Monte Porzio Catone
9,36 km2
8695
Nemi
7,36 km2
1946
Rocca di Papa
40,18 km2
14.669
Rocca Priora
28,07 km2
11.282
A questi quattordici, se ne aggiungono ormai altri due:
Comune
Estensione
Popolazione
Lariano
27 km2
11.818
Velletri
113,21 km2
51.105
Velletri è dubbiosamente accolta tra i Castelli perché dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un "castello".
Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Savelli, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1969 rimase una frazione di Velletri. Tuttavia convenzionalmente le due località, geograficamente parte dei Colli Albani, sono considerate Castelli a tutti gli effetti.
Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino.
I Castelli Romani in sedici così coprono un'estensione di 435,86 km2 e ospitano una popolazione di 291.056 abitanti. Il comune dei Castelli con la maggiore estensione territoriale è Velletri, seguita da Lanuvio, mentre il comune più piccolo è Colonna; il comune con il maggior numero di abitanti è ancora Velletri, seguita da Albano Laziale e da Marino, invece il comune con il minor numero di abitanti è Nemi. Velletri è il settimo comune della provincia di Roma per numero di abitanti, mentre Albano Laziale è il decimo e Marino il dodicesimo.
modifica Idrografia
Il Lago Albano e Castel Gandolfo.
Il Lago di Nemi e Genzano di Roma in un dipinto del pittore britannico John Robert Cozens (1752-1797).
L'Agro Romano visto dall'alto del paese di Rocca di Papa.
Per approfondire, vedi le voci Lago Albano e Lago di Nemi.
La principale risorsa idrica dei Castelli è rappresentata dai due laghi vulcanici Albano e di Nemi. Entrambi i laghi, insieme ad altri bacini in seguito prosciugati, sono nati durante la fase idromagmatica del Vulcano Laziale, dall'incontro del magma e dell'acqua nel sottosuolo, tra i 100.000 ed i 6.000 anni fa.
Oltre al Lago Albano ed al Lago di Nemi vanno menzionati i laghi prosciugati di Campovecchio a Grottaferrata, del Laghetto di Turno o di Pavona a Castel Gandolfo e del Laghetto di Giuturna oggi Valle Pozzo ad Albano Laziale, di Vallericcia ad Ariccia, del Pantano della Doganella a Rocca di Papa, di Pantano Secco e di Prata Porci a Monte Porzio Catone, e del leggendario Lago Regillo a Frascati.
Tutto il territorio dei Castelli Romani è bagnato da piccoli corsi d'acqua a carattere torrentizio, chiamati fossi o marane. Fra questi ricordiamo:
Marana delle Pietrare o di Patatona, che interessa i comuni di Rocca di Papa e Marino;
Fosso della Torre o di Montelungo, che interessa i comuni di Castel Gandolfo e Marino;
Fosso di Cancelliera, che interessa i comuni di Albano Laziale ed Ariccia;
Fosso di Montagnano, che interessa i comuni di Albano Laziale, Genzano di Roma e Ariccia;
Fosso di Valle Caia, che interessa i comuni di Genzano di Roma e Velletri;
Fosso di Anatolia, che interessa il comune di Velletri;
Marana di Valle Marciana, che interessa il comune di Grottaferrata.
Il territorio castellano abbonda di acque sorgive: tra le sorgenti idriche più conosciute ricordiamo quelle di:
Acqua Algidiosa, nel territorio di Rocca Priora, che assicura l'approvvigionamento idrico a Frascati e all'area tuscolana;
Squarciarelli, nel territorio di Grottaferrata, che dà origine alla Marana dell'Acqua Mariana e assicura l'approvvigionamento idrico a Grottaferrata;
Caput Aquae Ferentinum, nel territorio di Marino, che dà origine alla Marana delle Pietrare e assiura l'approvvigionamento idrico a Marino;
Acqua Preziosa, nel territorio di Grottaferrata;
Malafitto, nel territorio di Ariccia, che assicura l'approvvigionamento idrico a Castel Gandolfo, Albano Laziale ed Ariccia;
Acqua Donzella, nel territorio di Lariano;
Faiola, nel territorio di Velletri, che assicura l'approvvigionamento idrico a Genzano di Roma e Velletri.
modifica Orografia
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Vulcano Laziale
La zona dei Colli Albani in origine era costituita unicamente dal Vulcano Laziale, che iniziò la sua attività circa 500.000 anni fa. Il processo di sviluppo del vulcano si divide in più parti:
Origine: l'accumulo dei materiali vulcanici determinò l'edificio centrale, che si sviluppava tra il Mar Tirreno ed i rilievi appenninici.
Questa fase, iniziata 500.000 e conclusasi 360 mila anni fa, si chiuse con la formazione di una grande caldera il cui orlo costituisce il recinto esterno del vulcano medesimo, ovvero la cinta montuosa costituita dalle alture del Tuscolo e dell'Artemisio, e che viene appunto definito recinto tuscolano-artemisio
Seconda fase (500-300 mila anni fa): grazie alla continua ed incessante attività vulcanica si forma un cono minore all'interno del recinto tuscolano-artemisio, avente come cratere la zona dei Campi d'Annibale, e l'orlo, dato dalle propaggini di Monte Cavo e del Maschio delle Faete, che costituiscono il recinto interno.
Terza fase, detta di Attività idromagmatica (150-6 mila anni fa): la terza ed ultima fase si caratterizzò per le forti esplosioni legate al contatto tra magma ed acqua. Queste esplosioni furono all'origine della formazione di crateri eccentrici, i quali, riempitisi d'acqua, formarono i laghi Albano, di Nemi, e quelli prosciugatisi di Valle Ariccia e di Valle Marciana.
Il lago di Nemi
La cime più elevate dei Colli Albani sono le seguenti:
Montagna
Altitudine
Comune
Maschio delle Faete
956 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Cavo
949 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Peschio
939 m s.l.m.
Velletri
Lariano
Colle Jano
938 m s.l.m.
Rocca di Papa
Maschio dell'Ariano
891 m s.l.m.
Lariano
Monte de' Ferrari
886 m s.l.m.
Velletri
Rocca di Papa
Malepasso
864 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Vescovo
822 m s.l.m.
Rocca di Papa
Colle la Gigna
820 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Sarapullero
816 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Artemisio
812 m s.l.m.
Velletri
Monte Ara
785 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Salomone
778 m s.l.m.
Monte Compatri
Rocca Priora
766 m s.l.m.
Rocca Priora
Monte Ceraso
766 m s.l.m.
Rocca Priora
La Montagnola
750 m s.l.m.
Monte Compatri
Colle dei Guardiani
747 m s.l.m.
Rocca di Papa
Monte Spina
731 m s.l.m.
Nemi
Colle Marcone
726 m s.l.m.
Rocca Priora
Monte Fiore
723 m s.l.m.
Rocca Priora
Colle Tondo
686 m s.l.m.
Rocca di Papa
Tuscolo
670 m s.l.m.
Monte Porzio Catone
Grottaferrata
Frascati
Monte Compatri
Colle della Mola
640 m s.l.m.
Rocca Priora
Monte Tagliente
625 m s.l.m.
Rocca Priora
Colle dei Cappuccini
615 m s.l.m.
Albano Laziale
Colle Capo Rosso
600 m s.l.m.
Rocca Priora
Colle Bello
600 m s.l.m.
Velletri
Tuttavia, sotto i 600 m s.l.m. si elevano un po' dovunque altre alture importanti, come Colle Tondo (596 m s.l.m.) e Colle Caldaro (467 m s.l.m.) in comune di Genzano di Roma, Monte Gentile (568 m s.l.m.) in comune di Ariccia, l'altura del centro storico di Nemi (521 m s.l.m.), le alture del centro storico di Castel Gandolfo (392 m s.l.m.) e di Villa Vaselli (381 m s.l.m.) in comune di Castel Gandolfo, Monte Crescenzio (379 m s.l.m.) e Belpoggio (376 m s.l.m.) in comune di Marino, il Colle dei Cappuccini (380 m s.l.m.) e Colle degli Olmi (405 m s.l.m.) in comune di Velletri e Monte Savello (280 m s.l.m.) in comune di Albano Laziale. Sono da menzionare anche le altitudini dei centri storici di Monte Compatri (576 m s.l.m.), Monte Porzio Catone (451 m s.l.m.) e Lanuvio (327 m s.l.m.).
Monte Cavo: la Via Sacra o Trionfale
modifica Storia
Per approfondire, vedi le voci Vulcano Laziale, Castelli Romani, Storia dei Castelli Romani e Parco regionale dei Castelli Romani.
La zona dei Colli Albani (Albanus Mons in latino), abitata sin dal paleolitico, ha visto un primo forte incremento demografico a seguito della cessazione degli ultimi fenomeni vulcanici (circa 30-50.000 anni fa) che ne hanno fissato l'attuale conformazione.
I primi insediamenti con caratteristiche di aggregati urbani, riferibili a popolazioni di origine latina, sono posti dalla tradizione storica romana nel XII secolo a.C. (quattro secoli prima della fondazione di Roma) e corrispondono alle antiche città-stato di Alba Longa, Tusculum, Aricia e Lanuvium, vicine tra di loro; altri insediamenti di popolazioni agricole di etnia latina si ebbero sui colli tufacei del Lazio e della Campania: i Falisci sul medio corso del Tevere e gli Aurunci più a sud dei 'Colli Albani'.
La città latina di Alba Longa, la più importante tra le città latine dei colli e quella da cui il mito fa discendere Romolo e Remo, sorse da un insediamento di villaggi agricoli insediati sulla linea pedemontana tra i laghi vulcanici e deve il suo nome all'andamento lineare dell'insediamento che costeggiava i bordi del lago, da cui il nome di "longa" cioè allungata.
Gli abitanti latini dei colli rimasero per secoli una spina nel fianco di Roma, e nonostante la distruzione di Albalonga e la deportazione della sua popolazione sul colle Celio, per opera del re di Roma Tullo Ostilio come conseguenza della sconfitta dei Curiazi ad opera degli Orazi, furono definitivamente sottomessi solo con la battaglia presso Trifano del 339 a.C. ed il conseguente scioglimento della Lega Latina dell'anno successivo.
Panorama da nord-ovest dei Colli Albani dal Parco degli Acquedotti di Roma
modifica Note
^ Vulcani italiani attivi. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. URL consultato il 12-12-2009.
^ S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 17-45.
^ Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967.
^
« Manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (v7). »
(Carta Geologica d'Italia, foglio 150.)
^ Riclassificazione sismica del Lazio 2003
^ Anche secondo le categorie sismiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. n° 3274 20 marzo 2003 Albano era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i Colli Albani.
^ Memoria illustrativa della carta dell'utilizzazione del suolo nel Lazio, in La carta dell'utilizzazione del suolo in Italia, CNR 1973.
^ I Castelli Romani, Laterza 1993.
^ I Castelli Romani, in Alla scoperta del Lazio, Newton Compton Editori 1995.
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all esterno del cratere L intera vallata sotto l abitato di Marino riempita da detriti di materiale vulcanico che si sono compattati formando la roccia chiamata peperino di Albano Questa visibile lungo la Via dei Laghi prima di Marino e si pu osservare da vicino nel Parco del peperino di Marino ricavato ai piedi del paese nell area di alcune vecchie cave
http://vulcan.fis.uniroma3.it/italia/lazio/collialbani/albani.html
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Portale dedicato ai magnifici Colli Albani con informazioni sul territorio, sull'origine e sulla formazione di questi monti, sulla storia antica del ...
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I Colli Albani sono un gruppo di rilievi che si innalzano nella Campagna romana a sud-est ... I Colli Albani visti da nord-est (in primo piano Rocca di Papa) ...
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The Colli Albani volcano (also Alban Hills volcano) is the large quiescent volcanic field ... The Colli Albani is one of the most explosive mafic calderas in the ...
interno del Raccordo Anulare tra l Appia Antica e l Ardeatina si pu vedere una delle colate di lava scese dal cono delle Faete tra 290 000 e 270 000 anni fa detta di Capo di Bove La colata lunga 11 km si estende da Marino verso Santa Maria delle Mole e arriva fino alla tomba di Cecilia Metella sull Appia Antica
http://vulcan.fis.uniroma3.it/italia/lazio/collialbani/albani.html
Gruppo Radioamatori Colli Albani
Gruppo Radioamatori Colli Albani è un gruppo dove potete trovare informazione sulle radio, radiotecnica e tutto il mondo burocratico che gira in torno ala radio
questa direzione le lave formano un a piattaforma di circa 30 m di spessore costituita da pi colate emesse lungo fratture radiali che si dipartivano dalla zona centrale del vulcano Intorno a 500 000 anni fa buona parte del Lazio doveva essere sconvolta dalle eruzioni Infatti all intensa attivit esplosiva a Sud del Tevere quasi contemporanea quella
http://vulcan.fis.uniroma3.it/italia/lazio/collialbani/albani.html
Colli Albani wine, Rome's most powerful white wine
Wine of Colli Albani, tasting notes, wine names, grapes, production zone, features, color, smell, flavor,taste, serving temperature, matching foods, glass.
argille sabbie e ghiaie di una spiaggia che era in posizione pi interna rispetto a quella odierna La presenza di zolfo evidente nella colorazione giallo ocra assunta dalle rocce La forte acidit dell acqua e del suolo di Tor Caldara consente particolari forme di vita animali e vegetali Nell area si trova anche una torre costruita da Marcantonio Colonna nella
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