École des Beaux-Arts
Émile-Jacques Ruhlmann
1400
1740
1756
1765
1770
1774
1778
1779
1780
1784
1786
1787
1800
1817
1830
1889
1890
1910
1917
1925
Accademia Tadini
Acquerello
Alexander Pope
America
American Renaissance
American museum of natural history
Amore e Psiche
Amore e Psiche (Canova)
Anni 1950
Antonio Canova
Antonio Rinaldi
Apollonio di Rodi
Architettura
Architettura moderna
Architettura neobarocca
Architettura neobizantina
Architettura neoclassica
Architettura neogotica
Architettura neogreca
Architettura neomicenea
Architettura neorinascimentale
Architettura neoromanica
Aristotele
Art Deco
Arte
Arte antica
Arte greca
Arte romana
Arti visive
Auguste Perret
Barocco
Barocco edoardiano
Basilica
Bassorilievo
Battaglia delle piramidi
Bertel Thorvaldsen
Cattedrale di Santa Croce
Cosimo Morelli
Daniel Defoe
Dinastia Ming
Dinastia Song
Domus Aurea
Doratura
Duomo di Novara
Eclettismo (arte)
Edimburgo
Ellenismo
Ercolano
Europa
Ezra Pound
Faust (Goethe)
Fidia
Filosofia
Forlì
Francia
Fregio
Friedrich Hölderlin
Friedrich Schiller
Frontone
Frontoni
Giovan Battista Piranesi
Giovanni Battista Piranesi
Giovanni Paolo Pannini
Giuseppe Parini
Giuseppe Piermarini
Goethe
Grottesche
Ifigenia in Tauride (Goethe)
Il giuramento degli Orazi
Illuminismo
Impero Romano
Io (psicologia)
Isadora Duncan
Italia
Jacques-Louis David
Jean-Auguste-Dominique Ingres
Jean Auguste Dominique Ingres
Jean Racine
Émile-Jacques Ruhlmann
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Amore e Psiche (Canova)
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Giovan Battista Piranesi
Giovanni Battista Piranesi
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Ifigenia in Tauride (Goethe)
Il giuramento degli Orazi
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Jacques-Louis David
Jean-Auguste-Dominique Ingres
Jean Auguste Dominique Ingres
Jean Racine
« Il Neoclassicismo è una corrente del gusto che ha subìto una lunga elaborazione teorica prima di esplodere nella breve e intensa fioritura dello stile Impero, dopodiché si è disgregato sotto l’azione dei fermenti romantici che recava in sé fin dalle origini »
(Mario Praz)
Neoclassicismo è il nome dato ad un movimento culturale sviluppatosi in Europa e in America tra il XVIII ed il XIX secolo. Come dice il termine esso nasce da un rinnovato interesse per l’arte antica, quella greco-romana in particolare. Grande influenza nello stile Neoclassico ebbero gli scavi di Pompei, avviati alla meta' del '700 da Carlo di Borbone, re di Napoli, che ispirarono lo stile di Luigi Vanvitelli, primo vero sperimentatore neoclassico. Fu variamente caratterizzato ma ben riconoscibile nelle varie arti, nella letteratura, in campo teatrale, musicale e nell’architettura e arti visive.
Novara, particolare del duomo neoclassico
Forlì, la neoclassica Cattedrale di Santa Croce
L’esigenza fondamentale di ogni "neo"-classicismo è la realizzazione di uno status canonico su qualsiasi opera, possibilmente quella classica.
Il neoclassicismo è essenzialmente un’arte di idee. Un artista ben istruito a cui sia familiare il canone, non lo ripete in una riproduzione senza vita ma sintetizza la tradizione in ogni opera.
Ma un artista neoclassico che non riesce a realizzare tutto ciò, può creare opere mediocri.
Novità, improvvisazione, espressione dell’Io dell’artista e cieca ispirazione non sono virtù neoclassiche: il neoclassicismo esibisce un perfetto controllo.
Non ricrea forme d’arte con un progetto nuovo come il modernismo voleva. "Make it new" era il credo del poeta modernista Ezra Pound.
Il termine "neoclassicismo" implica una particolare aderenza ai canoni classici, in ogni tipo di arte. Tali canoni, ad esempio, sono riconoscibili in Virgilio nella poesia, Raffaello e Poussin nella pittura, Haydn nella musica. Le altre culture avevano altri canoni classici, tuttavia, la tensione ricorrente nel neoclassicismo sembra essere stata l’espressione naturale di ogni cultura in un dato momento della sua evoluzione. Infatti una cultura che voglia essere consapevole di se stessa, e della propria tradizione, sentirà inderogabilmente la necessità di riappropriarsi di un qualcosa che le è sfuggito e che fa parte del suo "patrimonio genetico": Apollonio di Rodi è uno scrittore neoclassico; le ceramiche della dinastia Ming sono un omaggio alle porcellane Song; gli umanisti italiani del 1400 inventarono una scrittura "romanica"; nell’Impero persiano la religione "classica" di Zarathustra, lo Zoroastrismo, è riproposta dopo secoli, per "ri-persianizzare" una cultura ormai scaduta; la riscoperta dell’arte egizia nel XVIII secolo sfociata, dopo la spedizione in Egitto di Napoleone, in una vera e propria "egittomania" per tutta la prima metà dell’ottocento.
All'interno della cultura occidentale, il primo movimento motivato da un'aspirazione neoclassica è quello dello stile Romano che fu distinto per primo da Friedrich Hauser, storico d'arte che pubblicò, nel 1889, "La scultura Neoattica" ("Die Neuattische reliefs"). Hauser identifica lo stile chiamato "Neo-attico" fra le sculture prodotte dal movimento Ellenista durante gli ultimi secoli dell'Impero Romano: ciò che Hauser chiama "Neo-attico" consiste in bassorilievi modellati su vasi decorativi e placche, impiegando uno stile figurativo che cerca il suo canone di modello classico fra il quinto e quarto secolo in Atene e Attica.
Indice
1 Architettura e arti visive
1.1 I valori
1.2 Il ruolo dell’arte
1.3 Copia e imitazione
1.4 Gli esponenti principali
2 Gli interni
3 Il Neoclassicismo velato negli stili architettonici moderni
4 Neoclassicismo letterario
5 Novecento: neoclassicismo tra le guerre
6 Neoclassicismo in immagini
7 Bibliografia
8 Altri progetti
modifica Architettura e arti visive
Per approfondire, vedi la voce Architettura neoclassica.
Amore e Psiche di Antonio Canova.
Nelle arti visive, il movimento neoclassico, di ampiezza europea, ha cominciato a svilupparsi dopo il 1765 circa, sia come reazione al tardo-barocco e al Rococò, che come desiderio di ritornare alla magnificenza dell’arte antica, alimentato dal pensiero illuminista. I campi espressivi più utilizzati dagli artisti neoclassici sono la scultura e l’architettura.
Un’importanza sempre maggiore in questi anni viene assunta dal problema urbanistico, in relazione alla crescita delle città.
Ogni "neo-classicismo" seleziona determinati modelli all’interno di una gamma di possibili "classici" e ignora tutti gli altri. Tra i Neoclassici del 1765-1830, in particolare gli scultori si rivolgevano a un ideale fidiaco, anche se in realtà le opere prodotte si avvicinano di più alle copie romane della scultura ellenistica, ignorando la scultura greca arcaica.
L’apprezzamento neoclassicista per l’architettura greca, impossibile da vedere di persona per la situazione politica del periodo, venne mediato da disegni e incisioni, che in qualche modo corressero e restaurarono i monumenti antichi, non sempre con cognizione di causa.
Anche le antiche pitture greche erano perdute, ma l’immaginazione dei neoclassicisti settecenteschi la riportò in vita sia attraverso l’esempio della generazione di Raffaello ispiratasi alle grottesche affrescate nella Domus Aurea di Nerone, sia con la riscoperta di Nicolas Poussin ed i contemporanei scavi di Pompei.
Il Neoclassicismo si diffuse in Francia grazie alla generazione di artisti che si recavano in Italia (a Napoli per esempio c'erano gli scavi di Pompei, molto apprezzata fu anche Ercolano) per studiare dal vero i reperti antichi, ma soprattutto fu influenzato dagli scritti di Johann Joachim Winckelmann.
Una seconda ondata neoclassica, più severa e contenuta, è associata all’apice dell’impero di Napoleone, che in particolare in Francia si manifestò con lo stile "Luigi XVI", prima, e con lo stile "Impero", poi.
L’apice della pittura neoclassica è rappresentato da Jacques-Louis David e Jean Auguste Dominique Ingres; Joseph-Marie Vien, maestro di Jacques-Louis David, è considerato dai suoi contemporanei come il «padre del neoclassicismo francese», ancora quello del Vien è un neoclassicismo timido; nell’ambito della scultura si ricordano invece Antonio Canova, Luigi Acquisti e Bertel Thorvaldsen.
modifica I valori
Una forte volontà di rottura con la cultura tradizionale anima inoltre il Neoclassicismo, accompagnata dalla grande fedeltà alla natura e alla ragione. Questi diventano così valori universali, validi cioè per tutti gli uomini. Tali principi sono infatti condivisi sia dai filosofi illuministi sia dagli artisti neoclassici.
In architettura, questo stile riprende alcuni elementi dell’architettura classica greco-romana. Dopo un secolo di orge di stili, tra Barocco e Rococò il neoclassicismo ripristina un equilibrio architettonico di cui quasi si sentiva l’esigenza. I palazzi che sono stati eretti intrisi di questa filosofia traspirano serietà e imponenza, riprendendo sostanzialmente forme semplici come il cubo o il triangolo.
modifica Il ruolo dell’arte
L’arte acquista in questo periodo un valore morale e sociale. Essa deve spingere l’uomo alla virtù, attraverso i grandi esempi del passato, che diventano modelli di un mondo puro e incorrotto. Il neoclassico è un'arte di idee, dove i pittori possono esprimersi in vari modi.
modifica Copia e imitazione
Avvicinare l’arte alla natura per l’artista neoclassico non significa riprodurre la realtà in modo naturalistico (fedele nei particolari), ma estrarne l’essenza, l’atteggiamento psicologico e mentale tipico dell’artista dell’età classica.
Ci riferiamo quindi al periodo classico in cui si rappresenta l’ideale; il Neoclassicismo riproduce quindi l’età classica. La ricerca della natura ideale è dunque il motivo determinante dell’interesse degli artisti neoclassici per le opere antiche. Da questa concezione idealizzata dell’arte classica discende la netta distinzione tra copia e imitazione: la prima riproduce l’aspetto esteriore dell'arte antica; la seconda ne estrae al contrario l’essenza, lo spirito, ed è quindi un’interpretazione, pertanto, originale.
modifica Gli esponenti principali
Giovan Battista Piranesi e Johann Joachim Winckelmann sono i maggiori esponenti in arte del Neoclassicismo, due importanti teorici, rispettivamente sostenitori dell’arte romana e greca. Entrambi privilegiano l’imitazione dell’arte alla sterile copia. Nelle vedute romane di Piranesi si nota maggiormente lo spirito della Roma antica.
Villa Reale di Monza, di Giuseppe Piermarini di stile neoclassico.
La culla del neoclassicismo è Napoli, o meglio, il fulcro della divulgazione neoclassica; il forte interesse per l’antico di questi anni è alimentato principalmente dalla "resurrezione" delle città di Ercolano e Pompei in seguito agli scavi archeologici effettuati intorno al 1740; i tesori scoperti ad Ercolano mostrarono che anche i più classici interni barocchi o le stanze romane di William Kent erano basati sulla struttura architettonica esterna del tempio e della basilica. Questo lo si può notare dalle dorature negli specchi dei frontoni delle finestre: i tesori emersi furono esposti nella capitale borbonica, dove accorsero centinaia di persone da tutto il vecchio continente e non solo. In questo periodo fiorisce anche il mercato dell’antiquariato e nascono i primi collezionisti d’arte.
In Italia, fra i più noti esponenti del Neoclassicismo figurativo compaiono anche: Antonio Canova, Luigi Acquisti e Cosimo Morelli.
modifica Gli interni
Per quanto riguarda gli interni, il neoclassicismo scoprì il gusto per l’autentico arredamento classico, sulla scia delle scoperte effettuate a Pompei ed Ercolano, scavi iniziati verso la fine del decennio del 1740 ma la cui eco aveva raggiunto il grande pubblico solo nei decenni successivi, grazie anche alla pubblicazione dei primi lussuosi volumi (dal 1757 al 1792) della monumentale opera Le Antichità di Ercolano del Bayard. Le illustrazioni mostravano come anche gli interni più classicheggianti di epoca barocca, o le più romane tra le stanze realizzate da William Kent fossero basate sullo stile architettonico degli esterni di basiliche e templi, il che si traduceva in: cornici delle finestre munite di frontone, specchi dalle cornici dorate e caminetti sormontati da simil-frontali come quelli dei templi, tutte cose che ora sembrano eccessivamente pompose e piuttosto assurde. Il nuovo stile cercò di ricreare invece un vocabolario architettonico autenticamente romano, servendosi di motivi decorativi più piatti e meno pesanti, come fregi scolpiti a bassorilievo o dipinti in monocromia come dei piccoli quadretti, che rappresentavano medaglioni, vasi, busti, bucrani o altri motivi appesi a nastri o rami d'alloro, con snelli arabeschi come sfondo, realizzati in rosso pompeiano o altre tinte pastello, oppure con colori che imitavano quello delle pietre naturali.
Questa moda in Francia, chiamata "goût Grèc", fu inizialmente appannaggio dei cittadini di Parigi, ma non fu accettata a corte; solo quando il paffuto giovane Re salì al trono nel 1774 permise a sua moglie Maria Antonietta, seguace delle mode, di introdurre lo stile Luigi XVI nei palazzi reali, ma soprattutto nel suo Petit Trianon.
Sulla facciata della Royal Scottish Academy di Edimburgo, l’architetto James Playfair ha realizzato un portico Dorico ottastilo.
A partire dal 1800 l’apprezzamento per i modelli architettonici greci, diffusi per mezzo di stampe e incisioni, diede un nuovo impulso al movimento neoclassico, chiamato Revival greco. Il neoclassicismo continuò ad essere uno dei principali movimenti artistici per tutto il XIX secolo ed oltre — in costante contrapposizione con il Romanticismo e il movimento neogotico — anche se a partire dalla fine del XIX secolo è stato spesso considerato uno stile antimoderno o addirittura reazionario da importanti circoli di critici d’arte. dalla metà del XIX secolo in avanti diverse città europee - in particolare San Pietroburgo e Monaco - furono sostanzialmente trasformate in veri musei dell'architettura neoclassica.
Nell’architettura statunitense, il neoclassicismo fu una delle espressioni del movimento dell’American Renaissance (1890-1917 circa); la sua ultima manifestazione si ebbe nell’Architettura Beaux-Arts, i cui ultimi grandi progetti pubblici furono il Lincoln Memorial (molto criticato all'epoca della costruzione), la National Gallery of Art di Washington e il Roosevelt memorial presso l’American museum of natural history di New York. Con queste opere lo stile si era già avviato verso il declino e il progetto di città monumentale ideato per Nuova Delhi da Sir Edwin Lutyens rappresentò il glorioso viale del tramonto del neoclassicismo: ben presto la seconda guerra mondiale distrusse tutte le illusioni.
modifica Il Neoclassicismo velato negli stili architettonici moderni
Nel frattempo, architetti modernisti moderati come Auguste Perret in Francia, mantennero i ritmi e le proporzioni dell’architettura colonnare persino nella costruzione di edifici industriali. Lì dove un colonnato sarebbe stato additato come reazionario, una serie di pannelli scanalati simili a pilastri sotto ad una fascia ornamentale ripetitiva apparivano come progressisti. Pablo Picasso fece alcuni esperimenti con motivi classicheggianti negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale e lo stile Art Deco, che ebbe il suo picco con l’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi nel 1925, spesso si ispirò a motivi neoclassici senza però mostrarlo in maniera evidente. Vari ne sono gli esempi: i severi e robusti cassettoni di Émile-Jacques Ruhlmann o di Sue et Mare, i vestiti alla moda drappeggiati a ricordare le linee greche, la danza artistica di Isadora Duncan, gli uffici postali e i tribunali statunitensi costruiti in stile Streamline Moderno non più tardi degli anni cinquanta. Temi di tipo neoclassico si possono trovare anche nella Smith Tower di Seattle.
modifica Neoclassicismo letterario
Le arti non vanno sempre al passo e il "neoclassicismo" in letteratura inglese è associato con gli scrittori augustani del primo XVIII secolo, tutte eredità di John Dryden di Milton.
Il maggiore dei poeti latini da cui si ispirarono era Publio Virgilio Marone. I maggiori scrittori del periodo sono Daniel Defoe, Jonathan Swift, Alexander Pope.
In Francia, il neoclassicismo è tipico del teatro di Jean Racine, con i suoi versi bilanciati, limitatezza nelle emozioni, rifinimento nell’espressione, senza eccessi, la sua consistenza artistica, così che il tono tragico non era compensato da momenti di realismo o humor (come in Shakespeare), e la sua aderenza formale alle "unità classiche" riprese dalla Poetica di Aristotele.
In Italia i più importanti esponenti della letteratura neoclassica furono Ludovico Savioli, Giuseppe Parini, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo.
Nel 1786, lo scrittore tedesco Goethe finì il suo periodo di Sturm und Drang con il suo Viaggio in Italia, le cui esperienze raccolse in volume nel 1817. In seguito, egli, come il suo collega Friedrich Schiller, emulò i temi e la sensibilità della tragedia greca in opere come Ifigenia in Tauride, le Elegie romane, e il Faust.
.Tuttavia per quanto riguarda Goethe,e tutto il movimento dello Sturm und Drang,è necessario precisare che le caratteristiche principali e fondanti-la sregolatezza,il genio,la furia compositiva e l'apparente mancanza di freni-sono propri del Romanticismo europeo. Temi neoclassici che dominano le opere del poeta tedesco Hölderlin.
modifica Novecento: neoclassicismo tra le guerre
Vi è stato nel XX secolo un intero movimento artistico denominato neoclassicismo. Esso includeva almeno la musica, la filosofia e la letteratura e si è sviluppato fra la fine della prima guerra mondiale e la fine della seconda. Vi è stato anche in questo periodo un "neoclassicimo semplificato" in architettura, che si è opposto al razionalismo. In Italia ciò è stato espresso dalle architetture di Marcello Piacentini.
Per maggiori informazioni della corrente musicale, vedi neoclassicismo (musica).
modifica Neoclassicismo in immagini
Classicismo tardo barocco: G. P. Pannini assembla i canoni delle rovine e delle sculture romane in una vasta e immaginaria galleria (1756)
Johann Heinrich Füssli: La disperazione dell'artista davanti all'imponenza dei frammenti antichi, 1778-79, Milano, Civica Raccolta Stampe Bertarelli. Nell'acquerello, l'artista esprime la dolorosa consapevolezza dell'impossibilità di ricostruire l'antica statua di Costantino
Un capolavoro dell’arte italiana trasferito in Russia: il vestibolo del Palazzo Gatchina visto da un allievo di Luigi Vanvitelli, Antonio Rinaldi, 1770 circa
Giovanni Battista Piranesi: disegno per un vaso, 1780 circa, Roma
Un monastero vicino a Ostashkov in Russia (immagine del 1910)
Lovere, Accademia Tadini
"Amore e Psiche", Antonio Canova
Il dipinto Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David (1784) è considerato uno dei più famosi dipinti neoclassici
La morte di Socrate di Jacques-Louis David, 1787, New York, Metropolitan
"Le Sabine", Jacques-Louis David
Apoteosi di Omero di Jean-Auguste-Dominique Ingres
modifica Bibliografia
Carlo Bertelli, Giuliano Briganti, Antonio Giuliano, Storia dell'arte italiana, vol IV, Milano 1990 ISBN 88-424-4525-8
Mario Praz, Gusto neoclassico, Milano, 2003 ISBN 88-17-10058-7
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come risposta ai versi dell amico Pindemonte fu autore di Poesie Campestri 1788 e Prose Campestri 1795 dove ricorrono momenti di dolce fantasticare davanti a paesaggi idillici Ai Pensieri Notturni di Young s ispirano le Notti Clementine 1775 di Aurelio Bertola scritte per la morte di papa Clemente XIV Bertola conoscitore della letteratura tedesca fu
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