1º gennaio
10 agosto
11 agosto
12 gennaio
12 ottobre
1431
1456
1458
1463
1466
1471
1472
1476
1488
1489
1492
1493
1494
1495
1496
1498
1499
1500
1501
1502
1503
1507
1511
1512
1518
1519
1521
17 aprile
17 settembre
18 agosto
1936
19 febbraio
21 gennaio
22 febbraio
24 ottobre
25 luglio
26 agosto
28 giugno
28 settembre
30 dicembre
31 dicembre
5 luglio
6 agosto
6 luglio
Abbazia di Saint-Denis
Adriano Castellesi
Albrecht Dürer
Aleria
Alfonso II d'Aragona
Alfonso II di Napoli
Alfonso I d'Este
Alfonso d'Aragona (1481-1500)
Alpi
Altobello Melone
Amanieu d'Albret
Angioina
Annuario Pontificio
Appartamento Borgia
Appia antica
Aragonesi
Arcidiocesi di Agrigento
Arcidiocesi di Avignone
Arcidiocesi di Benevento
Arcidiocesi di Besançon
Arcidiocesi di Bologna
Arcidiocesi di Bordeaux
Arcidiocesi di Cardiff
Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano
Arcidiocesi di Genova
Arcidiocesi di Lione
Arcidiocesi di Modena-Nonantola
Arcidiocesi di Monreale
Arcidiocesi di Oristano
Arcidiocesi di Pamplona e Tudela
Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Arcidiocesi di Reggio Calabria
Arcidiocesi di Rouen
Arcidiocesi di Salerno
Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino
Arcidiocesi di Siviglia
Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia
Arcidiocesi di Strigonio-Budapest
Arcidiocesi di Toledo
Arcidiocesi di Torino
Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie
Arcidiocesi di Valencia
Arcidiocesi di Vercelli
Arcivescovo di Canterbury
Arno
Arona
Ascanio Maria Sforza Visconti
Ascanio Sforza
Bartolomé Martí
Basilica di San Pietro
Battaglia di Fornovo
10 agosto
11 agosto
12 gennaio
12 ottobre
1431
1456
1458
1463
1466
1471
1472
1476
1488
1489
1492
1493
1494
1495
1496
1498
1499
1500
1501
1502
1503
1507
1511
1512
1518
1519
1521
17 aprile
17 settembre
18 agosto
1936
19 febbraio
21 gennaio
22 febbraio
24 ottobre
25 luglio
26 agosto
28 giugno
28 settembre
30 dicembre
31 dicembre
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6 agosto
6 luglio
Abbazia di Saint-Denis
Adriano Castellesi
Albrecht Dürer
Aleria
Alfonso II d'Aragona
Alfonso II di Napoli
Alfonso I d'Este
Alfonso d'Aragona (1481-1500)
Alpi
Altobello Melone
Amanieu d'Albret
Angioina
Annuario Pontificio
Appartamento Borgia
Appia antica
Aragonesi
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Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano
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Arcivescovo di Canterbury
Arno
Arona
Ascanio Maria Sforza Visconti
Ascanio Sforza
Bartolomé Martí
Basilica di San Pietro
Battaglia di Fornovo
Papa Alessandro VI
214º papa della Chiesa cattolica
Elezione
11 agosto 1492
Insediamento
26 agosto 1492
Fine pontificato
18 agosto 1503
Cardinali creati
vedi categoria
Predecessore
papa Innocenzo VIII
Successore
papa Pio III
Nome
Roderic de Borja i Borja
Nascita
Xàtiva, 1º gennaio 1431
Morte
Roma, 18 agosto 1503
Sepoltura
Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli
Alessandro VI, nato Rodrigo Llançol Borgia, (Xàtiva, 1º gennaio 1431 – Roma, 18 agosto 1503), fu il 214º papa della Chiesa cattolica dal 1492 alla morte.
Il 25 luglio 1492 moriva papa Innocenzo VIII, uomo mondano (padre di numerosi figli, dei quali era orgoglioso) e venale che aveva praticato il nepotismo e la simonia, mal amministrando le già dissestate finanze della Chiesa.[1] Tre mesi prima era scomparso anche Lorenzo il Magnifico, privando così l'Italia di un'importante personalità politica continentale e di un fondamentale punto di riferimento dell'equilibrio fra gli Stati italiani all'indomani della pace di Lodi.
Il contesto storico è completato dalla Reconquista della penisola iberica per mano dei sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia, mentre la scoperta dell'America (12 ottobre) sarebbe avvenuta solo tre mesi dopo l'elezione di Alessandro VI, anche se è singolare e per certi versi criptico che sulla tomba del suo predecessore vi sia un epitaffio che ricorda che la scoperta del nuovo mondo sia avvenuta sotto il pontificato di Innocenzo VIII.[2]
I tempi non erano ancora maturi però, per aspettarsi un pontificato molto diverso dal precedente. L'inizio del suo pontificato fu a dire il vero promettente, riportò ordine a Roma e cercò di unificare le forze cristiane contro il pericolo turco, ma ben presto si macchiò anche lui di nepotismo e di numerose depravazioni morali.[3]
Indice
1 Conclave
2 Note biografiche
3 Cesare e Lucrezia
4 Carlo VIII
5 Luigi XII
6 Savonarola
7 Il Valentino e le conquiste dei Borgia
8 Morte del Papa
9 Concistori
10 Epilogo
11 Note
12 Voci correlate
13 Altri progetti
14 Collegamenti esterni
modifica Conclave
Nel 1492 morì papa Innocenzo VIII e dopo furono solo 23 i cardinali che il 6 agosto 1492 si riunirono in conclave nella Cappella fatta costruire da papa Sisto IV pochi anni prima e che già mostrava i capolavori pittorici di Botticelli, Pinturicchio e del Ghirlandaio.
Nella notte tra il 10 agosto e l'11 agosto, il Sacro Collegio volle elevare al Soglio pontificio il cardinal Rodrigo Borja y Borja, valenzano. Fu incoronato in San Pietro il 26 agosto successivo con il nome di Alessandro VI. Aveva 61 anni.
Il Conclave era così composto:
Giuliano della Rovere, O.F.M. vescovo di Ostia e Velletri, arcivescovo di Bologna, amministratore dell'arcidiocesi di Avignone, Decano del Sacro Collegio dei Cardinali (eletto papa con il nome di Giulio II nel Conclave del 1503)
Rodrigo Lanzol-Borja y Borja (divenuto poi papa Alessandro VI), vescovo di Porto e Santa Rufina, arcivescovo di Valencia, sub-decano del Sacro Collegio dei Cardinali
Oliviero Carafa, vescovo di Albano
Giovanni Battista Zeno, vescovo di Frascati
Giovanni Michiel, vescovo di Palestrina
Jorge da Costa, vescovo di Albano, arcivescovo di Lisbona
Francesco Nanni Todeschini-Piccolomini, cardinale diacono di Sant'Eustachio, arcivescovo di Siena (Eletto papa con il nome di Pio III nel Conclave del 1503)
Girolamo Basso della Rovere, O.F.M., del titolo di San Crisogono, vescovo di Recanati e Macerata
Raffaele Sansoni Riario, O.F.M., del titolo di San Lorenzo in Damaso
Domenico della Rovere, titolare di San Clemente, arcivescovo di Torino
Paolo Fregoso (o Campofregoso), del titolo di San Sisto, arcivescovo di Genova
Giovanni Battista Savelli, cardinale diacono di San Nicola in Carcere
Giovanni Colonna, cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro
Giovanni de' Conti, del titolo di San Vitale
Giovanni Giacomo Sclafenati, del titolo di Santa Cecilia, vescovo di Parma
Giovanni Battista Orsini, cardinale diacono di Santa Maria Nuova
Ascanio Maria Sforza Visconti, cardinale diacono di Santi Vito e Modesto
Lorenzo Cibo de Mari, del titolo di San Marco, arcivescovo di Benevento
Ardicino della Porta, del titolo di Santi Giovanni e Paolo, vescovo di Aleria
Antoniotto Pallavicini, del titolo di Santa Prassede, vescovo di Orense
Maffeo Gherardo, O.S.B.Cam., del titolo di Santi Nereo e Achilleo, Patriarca di Venezia
Giovanni de' Medici, cardinale diacono di Santa Maria in Domnica (eletto papa con il nome di Leone X nel Conclave del 1513)
Federico Sanseverino, cardinale diacono di San Teodoro
Altri quattro Cardinali facenti parte del sacro Collegio risultarono assenti:
Luis Juan del Milà y Borja, vescovo di Lérida
Pedro González de Mendoza, del titolo di Santa Croce in Gerusalemme, arcivescovo di Toledo
André d'Espinay, del titolo di Santi Silvestro e Martino ai Monti, arcivescovo di Bordeaux e Lione
Pierre d'Aubusson, cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro e Gran Maestro dell'Ordine degli Ospitalieri.
modifica Note biografiche
Alessandro VI papa (da Pinturicchio).
Rodrigo, trasferitosi dalla nativa Valencia in Italia ancora giovanissimo, fu allievo di Gaspare da Verona e studiò poi giurisprudenza a Bologna[4].
Nipote di Papa Callisto III (al secolo Alonso de Borja), fratello della madre Isabella, fu da questi elevato alla porpora a soli 25 anni e volle italianizzare il suo nome in Borgia, così come aveva fatto in precedenza lo zio Papa. Successivamente ricoprì anche l'incarico di Vicecancelliere della Chiesa romana.
Rodrigo Borgia era un uomo dissoluto e un libertino impenitente e come tale si comportò per tutta la vita: da laico, da cardinale e da papa ancora di più, senza minimamente preoccuparsi di celare agli altri questa sua scandalosa condotta di vita.
Il suo percorso terreno fu disseminato di numerosi figli, ovviamente tutti illegittimi. Da una relazione con Giovanna Cattanei, detta Vannozza, nacquero quattro figli ed altri tre nacquero da una donna sconosciuta. Nel corso del suo pontificato gli nacquero altri due figli; la sua amante ufficiale fu Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini.
La storiografia oggi è ormai unanime nel ritenere che la scandalosa condotta di vita di Rodrigo Borgia, caratterizzata da un esasperato erotismo e da una continua ricerca del piacere fisico, debba essere attribuita ad una forma patologica della sua psiche.
Se l'elezione del Cibo, suo predecessore, fu certamente macchiata da trattative simoniache gestite dal cardinal Giuliano Della Rovere e dallo stesso cardinal Borgia, altrettanto lo fu l'elezione del Borgia, tant'è che, non appena eletto, questi si affrettò a provvedere immediatamente ad onorare gli impegni contratti nel corso del Conclave.
Il suo principale sostenitore, cardinal Ascanio Sforza, fu gratificato con la nomina di Vicecancelliere e con la cessione del palazzo padronale della famiglia Borgia. Ai Colonna furono ceduti la città di Subiaco e i vicini castelli. Il cardinale Orsini ottenne i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, mentre al cardinal Savelli fu ceduta Civita Castellana.
Agli inizi del suo pontificato il Borgia attuò importanti mutamenti nella disordinata Roma del tempo. Ristabilì, infatti, l'ordine nella città eterna, caduta nel caos più totale nel corso della sede vacante e adottò importanti provvedimenti di politica economica per il risanamento della finanza pubblica. Sembrava quindi avviato ad un pontificato decisamente dignitoso e forse anche animato da una ravvivata spiritualità, tramite un promettente abbandono di quella condotta libertina che ne aveva caratterizzato l'esistenza fino a quel momento.
modifica Cesare e Lucrezia
Dei sette figli avuti nel corso degli anni, due in particolare conquistarono il suo cuore e le sue attenzioni, e su di essi riversò per tutta la vita un grande affetto, oltre che un fiume di ricchezze: Cesare e Lucrezia.
Cesare, figlio di Vannozza Cattanei, era stato nominato Protonotario apostolico già alla tenera età di sei anni da Sisto IV. Innocenzo VIII lo nominò vescovo di Pamplona e il padre lo nominò arcivescovo di Valencia, conferendogli la porpora cardinalizia nel 1493, a soli 18 anni. Cinque anni dopo dismise la porpora, contrasse matrimonio con una cugina del re Carlo VIII di Francia, fu da questi nominato duca del Valentinois (da cui proviene il soprannome "Valentino") e si dedicò esclusivamente ad attività militari che avrebbero dovuto condurlo alla conquista di vasti territori. E così fu. Con astuzia e sagacia rare, Cesare riuscì ad impossessarsi di numerosi territori adriatici, creando un importante sbocco ad est per la Chiesa. La morte del padre segnò il declino delle fortune militari di Cesare, che morì a sua volta pochi anni dopo. Lucrezia, figlia anch'essa di Vannozza Cattanei, è passata alla storia come un personaggio molto controverso, donna dissoluta e forse incestuosa sia con il padre sia con il fratello Cesare. Così almeno si riteneva fino a parecchi anni fa; oggi si è persuasi del fatto che Lucrezia fosse una donna sfortunata ed al tempo stesso capace; i suoi rapporti con i familiari, sembrano agli storici d'oggi una calunnia dei suoi nemici. Contrasse un primo matrimonio, all'età di tredici anni, nel 1493, con Giovanni Sforza, conte di Pesaro. Alcuni anni dopo, il suo matrimonio fu dichiarato nullo in quanto non consumato. Una perizia medica accertò che a diciassette anni Lucrezia era ancora vergine.[5] All'età di diciotto anni, andò in sposa al principe di Bisceglie, Alfonso, figlio naturale di Alfonso II di Napoli. Ma Alfonso fu assassinato nell'agosto del 1500 per ordine di Cesare, forse ingelosito dal sincero amore della sorella per il marito. Il 30 dicembre 1501 Lucrezia sposò in terze nozze Alfonso I d'Este, e si trasferì a Ferrara, dove visse fino alla morte avvenuta nel 1519 a soli 39 anni a causa della setticemia, dopo aver dato al marito quattro figli: Ercole, Ippolito, Francesco, Eleonora.
modifica Carlo VIII
La Festa del Rosario, dipinto di Albrecht Dürer. Ai piedi del trono, sulla destra, l'artista ha raffigurato l'imperatore Massimiliano mentre viene incoronato dalla Vergine, mentre sulla sinistra figura papa Alessandro VI.
Il primo atto politico che Alessandro VI dovette affrontare, fu un confronto con Carlo VIII di Valois, Re di Francia, nel 1493, allorquando questi, mediante una serie di trattati stipulati con Enrico VII d'Inghilterra, Ferdinando e Isabella di Spagna e Massimiliano I d'Asburgo, si era assicurato un solido appoggio per la riconquista del Regno di Napoli, quale eredità angioina ma che era nelle mani degli aragonesi.
Le mire di Carlo VIII sul Regno di Napoli non erano condivise da papa Alessandro, soprattutto perché anche Ludovico il Moro, Duca di Milano si era alleato con il re francese dimostrando oltre a scarsa lungimiranza politica una forte stupidità. Ciò stava a significare che se la riconquista di Napoli da parte di Carlo VIII fosse andata a buon fine, lo Stato Pontificio si sarebbe trovato nella morsa dei francesi e ne avrebbe dovuto subire inevitabilmente il predominio.
Al fine di scongiurare questa infausta eventualità, papa Alessandro si affrettò a concludere con gli aragonesi di Napoli un'alleanza sancita anche dal matrimonio di suo figlio Jofré con Sancha, figlia di Alfonso II di Napoli e, successivamente, procedette all'incoronazione di Alfonso II d'Aragona a Re di Napoli.
Carlo VIII, giudicando un affronto queste iniziative del Papa, scese in Italia alla testa del suo esercito. Re Alfonso, intravvedendo una situazione di pericolo per la sua persona, cedette la corona di Napoli al figlio Ferdinando II e riparò in Sicilia. Lo stesso Papa si trovò in enorme difficoltà all'interno del suo Stato a causa della ribellione scatenata dai Colonna e da numerose famiglie nobili romane, cui non sembrava estranea la mano del cardinal Della Rovere.
Quando il 31 dicembre 1494 Carlo VIII entrò in Roma, non trovò alcuna resistenza, e il Papa era asserragliato in Castel Sant'Angelo. Avendo compreso che la posizione del Valois era vincente, Alessandro VI decise di scendere a patti con il sovrano francese, offrendo libero passaggio all'esercito francese sul suolo pontificio e mettendo a disposizione anche il figlio Cesare come guida fino ai confini con il Regno di Napoli, in cambio del giuramento di obbedienza del Re verso il Papa. La qual cosa avvenne in un pubblico concistoro. Dopo di che il Re francese entrava a Napoli, senza colpo ferire. Era il 22 febbraio del 1495.
Ma la facilità con cui Carlo VIII era riuscito a conquistare Napoli cominciò a spaventare tutti gli altri regnanti d'Europa, i quali formarono una nuova coalizione antifrancese, la Lega Santa, comprendente il Papa, la Spagna, Massimiliano d'Asburgo, la stessa Milano e Venezia. E quando gli spagnoli sbarcarono in Calabria, Carlo VIII capì subito che il vento cominciava a spirare contro di lui, per cui si affrettò a riprendere la via del ritorno risalendo la penisola.
Fu però raggiunto dall'esercito della coalizione al comando di Francesco II Gonzaga, che, in una sanguinosissima battaglia, combattuta a Fornovo, nel parmense, il 6 luglio 1495, ebbe la meglio sull'esercito francese. Carlo VIII, benché sconfitto, riuscì ugualmente ad attraversare le Alpi e riparare in Francia. Ferdinando II d'Aragona poté così ritornare sul trono di Napoli.
modifica Luigi XII
Nel 1498, scomparso senza eredi Carlo VIII, salì sul trono di Francia Luigi XII d'Orleans. Uno dei primi atti del nuovo Re fu quello di scacciare Ludovico il Moro da Milano, ritenendosi l'erede legittimo del Ducato, in forza del ben noto testamento dei Visconti che assegnava agli eredi di Valentina Visconti il Ducato, in caso di estinzione della dinastia. Poiché la dinastia Visconti si era estinta, Luigi XII avanzava pretese di eredità essendo egli discendente diretto di Valentina. Il Papa, però, intravide in questo atto grandi possibilità per il figlio Cesare, per cui si affrettò a concludere un'alleanza con il nuovo sovrano francese. Re Luigi, però, interpretò questa alleanza in una chiave del tutto diversa, cioè intravide un lasciapassare per la Francia verso la riconquista del Regno di Napoli, quale eredità dei suoi antenati angioini.
Orbene, per cementare i buoni rapporti ritrovati tra la Francia e il Papa, Luigi XII diede in moglie a Cesare Borgia, la principessa Carlotta d'Albret, sorella del Re di Navarra; gli assegnò anche il Ducato di Valentinois, gradito a Cesare anche perché gli consentiva di recuperare il soprannome di Valentino, con cui era già noto quando era Arcivescovo di Valencia, e gli promise di sostenerlo nella conquista di parte della Romagna, cui il rampante Cesare ambiva.
Questa alleanza produsse i suoi effetti pressoché immediatamente. Luigi XII aprì la campagna d'Italia e conquistò subito Milano con l'aiuto anche dei mercenari svizzeri che allora possedevano l'esercito più equipaggiato e meglio organizzato d'Europa. Tant'è che, in cambio dell'aiuto dato ai francesi, soprattutto nella vittoriosa battaglia di Novara del 1500, mediante il trattato di Arona del 1503 ottennero Bellinzona e l'intero Canton Ticino.
modifica Savonarola
Papa Borgia fu anche moralmente responsabile della morte del frate domenicano Girolamo Savonarola, condannato al rogo per eresia nel 1498 con condanna eseguita nel maggio dello stesso anno in Piazza della Signoria a Firenze e le sue ceneri sparse in Arno assieme ad altri suoi seguaci. Certo è che Savonarola fu vittima delle sue stesse prediche e di circostanze politiche più grandi di un uomo che per "amor di Dio" fu protagonista estremamente discusso e non sempre positivo della vita fiorentina [6] .
modifica Il Valentino e le conquiste dei Borgia
Presunto ritratto di Cesare Borgia, il duca Valentino. Opera di Altobello Melone.
Negli anni 1500-1503, Cesare Borgia, che ormai veniva da tutti chiamato "il Valentino" in quanto Duca di Valentinois, scatenò le sue soldataglie in Romagna alla conquista di quei territori a cui egli aspirava e in forza della promessa fattagli dal Re di Francia in occasione delle sue nozze con la principessa Carlotta.
Se, però, re Luigi gli assicurava l'appoggio politico, il Valentino aveva necessità di reperire molto danaro per sostenere il suo esercito. Gli venne in aiuto il padre mediante un'ennesima operazione di simonia. Papa Alessandro vendette, infatti, ben dodici titoli di cardinale. Il prezzo pagato fu molto alto e sufficiente per dare avvio all'impresa militare del figlio.
Con notevole audacia e sfrontatezza il giovane Borgia conquistò, in successione, prima Pesaro, Cesena e Rimini e poi anche Faenza, Urbino e Senigallia. Il 12 gennaio 1500 si arrese Forlì: il capoluogo romagnolo, governato fin dal 1488 da Caterina Sforza, madre di Giovanni dalle Bande Nere capitolò cedendo la Rocca di Ravaldino. Dopo di che, fu investito dal "Papa padre" del titolo di Duca di Romagna. Da quel momento lo Stato della Chiesa perdeva una parte cospicua del suo territorio che passava nelle avide mani della famiglia Borgia.
L'obiettivo ultimo dei Borgia era quello di trasformare lo Stato Pontificio in uno stato a guida laica sotto la loro influenza, sottraendolo al legittimo potere clericale e dando inizio ad una dinastia; in altri termini i Borgia intendevano secolarizzare lo Stato della Chiesa.
Per raggiungere quest'obiettivo era necessario eliminare tutti gli ostacoli rappresentati dalle potenti famiglie che costituivano la nobiltà romana; furono quindi confiscati i possedimenti ai Savelli, ai Caetani e ai Colonna e furono ridistribuiti tra i membri della famiglia Borgia: Giovanni, figlio di appena due anni dello stesso Papa, diventò Duca di Nepi; mentre Roderico, figlio di due anni di Lucrezia, divenne Duca di Sermoneta. Cesare stesso conquistò il Ducato di Urbino. Infine venne attaccata la famiglia Orsini, con l'eliminazione fisica del cardinale Giovan Battista e il bando decretato contro tutti gli altri componenti della famiglia.
I Borgia mirarono allora alla conquista della Toscana, per cui fu loro necessario ottenere nuove risorse che furono ricavate da Alessandro VI tramite la vendita di alte cariche curiali e nomine cardinalizie.
Queste azioni spregiudicate portarono all'insorgere di un clima di terrore nello Stato Pontificio.
modifica Morte del Papa
Si è sempre discusso molto, e se ne discute ancora, sulle circostanze e sulle modalità della morte di Papa Alessandro VI.
Forse fu la malaria a porre fine alla vita del Borgia. C'è, però, un'altra versione che vuole che la morte del Papa sia avvenuta per avvelenamento, ma per errore. Si dice che nel corso di una riunione conviviale presso la dimora del cardinale Adriano Castellesi di Corneto, fosse stato posto del veleno nel vino destinato al Cardinale, ma che per errore il vino fosse stato bevuto dal Papa, e annacquato da Cesare, che pure si ammalò gravemente, ma non morì. Altre cronache dell'epoca riferiscono, però, che al momento della dipartita del Papa anche il cardinal Castellesi e altre persone della servitù fossero stati colpiti dallo stesso male, avvalorando la tesi di un'intossicazione, magari involontaria, dei cibi.[7]
Alcune fonti indicano che il cadavere del Papa fosse molto gonfio e la lingua fosse di color violaceo sintomi di un forte avvelenamento. John Kelly, decano della St. Edmunt Hall di Oxford, afferma però che non ci sono le basi storiche per pensare ad un omicidio.[8] La morte di Papa Alessandro produsse il crollo di tutti i piani di conquista del Valentino. Venivano meno tutte le fonti di finanziamento, rendendo impossibile a Cesare Borgia il mantenimento del suo esercito. Il figlio prediletto di Papa Borgia si avviava così ad un triste declino. Riuscì a sopravvivere, comunque, anche in maniera piuttosto fortunosa, sia sotto il pontificato di Pio III che di Giulio II. Dopo di che, fu arrestato dal generale Consalvo di Cordova il Gran Capitano e condotto prigioniero in Spagna, dove morì nel 1507 cercando di difendersi da dei sicari, dopo essere sfuggito alla prigione. Aveva all'incirca 32 anni.
Il cadavere di Alessandro VI subì vicende travagliate. Fu prima deposto, senza alcuna celebrazione funebre, in San Pietro, quasi furtivamente, a causa dei disordini scoppiati all'indomani della sua morte. Fu successivamente traslato nei sotterranei del Vaticano. Molto tempo dopo la sua mummia fu nuovamente rimossa e sepolta nella Chiesa di Santa Maria di Monserrato, la chiesa degli Spagnoli in Roma, dove stette praticamente dimenticata per secoli fino alla sua definitiva sistemazione sul finire del XIX secolo.
modifica Concistori
Alessandro VI procedette alla nomina di ben 43 nuovi cardinali, nel corso di 9 concistori:
31 agosto 1492 (I Concistoro)
Juan Borgia, nipote del papa, arcivescovo di Monreale.
20 settembre 1493 (II Concistoro)
Jean de la Grolaye de Villiers (o Bilhères de Lagraulas), vescovo di Lombez, abate dell'abbazia di Saint-Denis, nei pressi di Parigi, ambasciatore del Re di Francia.
Giovanni Antonio Sangiorgio, vescovo di Alessandria, uditore della Sacra Rota
Bernardino López Carvajal, vescovo di Cartagena
Cesare Borgia, figlio del Papa, arcivescovo di Valencia
Giuliano Cesarini, protonotaro apostolico
Domenico Grimani, protonotaro apostolico
Alessandro Farnese, protonotaro apostolico, futuro papa Paolo III
Bernardino di Lunate (o Lunati), protonotaro apostolico
Raymund Pérault (o Peraudi), vescovo di Gurk
John Morton, arcivescovo di Canterbury
Fryderyk Jagiellonczyk, figlio del re di Polonia, economo di Cracovia
Ippolito d'Este, figlio del duca di Ferrara, Ercole, economo dell'arcidiocesi di Strigonio, creato cardinale a 14 anni
Maggio 1494 (III Concistoro)
Luigi d'Aragona (o Luis de Aragón o d'Aragonia), figlio di Enrico d'Aragona, a sua volta figlio naturale del re di Napoli Ferrante d'Aragona, nominato in pectore e reso ufficiale il 19 febbraio 1496
16 gennaio 1495 (IV Concistoro)
Guillaume Briçonnet, vescovo di Saint Malo. Deposto e scomunicato da papa Giulio II il 24 ottobre 1511 a causa della sua partecipazione al Concilio di Pisa (1511-1512)
21 gennaio 1495 (V Concistoro)
Philippe de Luxembourg, vescovo di Le Mans
19 febbraio 1496 (VI Concistoro)
Juan Llopis (o Lopez), vescovo di Perugia
Bartolomé Martí (o Martín), Segorbe e Albarracín
Juan de Castro, vescovo di Agrigento
Juan de Borja-Llançol de Romaní, nipote del Papa, vescovo eletto di Melfi
17 settembre 1498 (VII Concistoro)
Georges I d'Amboise, arcivescovo di Rouen
28 settembre 1500 (VIII Concistoro)
Diego Hurtado de Mendoza y Quiñones, arcivescovo di Siviglia
Amanieu d'Albret, protonotaro apostolico
Pedro Luis de Borja Llançol de Romaní, nipote del Papa e fratello del cardinale Juan de Borja Llançol de Romaní, cavaliere dell'Ordine di San Giovanni in Gerusalemme, arcivescovo eletto di Valencia
Jaime Serra, arcivescovo di Oristano
Pietro Isvalies (o Isuales, o Isuali, o Isuagles o Suaglio), arcivescovo di Reggio Calabria
Francisco de Borja, arcivescovo di Cosenza. Deposto e scomunicato da papa Giulio II il 24 ottobre 1511 a causa della sua partecipazione al Concilio di Pisa (1511-1512).
Juan de Vera, arcivescovo di Salerno
Ludovico Podocataro (o Podochatero, o Podocatharo, o Podocatharus, o Podacatharus, o Podocathro), cipriota, vescovo di Capaccio
Antonio (Giovanni) Trivulzio, vescovo di Como
Giovanni Battista Ferraro, vescovo di Modena
Tamás Bakócz, cancelliere del Regno d'Ungheria, arcivescovo di Strigonio
Marco Cornaro, protonotaro apostolico
Giovanni Stefano Ferrero, vescovo di Vercelli, nominato in pectore e reso ufficiale nel concistoro del 28 giugno 1502.
31 maggio 1503 (IX Concistoro)
Juan Castellar (o Castelar, o Castellà), arcivescovo di Trani
Francisco de Ramolins, arcivescovo di Sorrento
Francesco Soderini, vescovo di Volterra
Melchior von Meckau, vescovo di Bressanone
Niccolò Fieschi, vescovo eletto di Fréjus
Francisco Desprats, vescovo di León
Adriano de Castello (o de Corneto), vescovo di Hereford. Deposto per disobbedienza verso papa Leone X nel concistoro del 5 luglio 1518. Fu assassinato da un suo servo nel dicembre del 1521.
Jaime Casanova, ciambellano del Papa
Francisco Lloris (o Loriz, o Loris), vescovo eletto di Elne
Nell'Annuario Pontificio Cattolico del 1936, si fa menzione di altri tre Cardinali, nominati in segreto. Giovanni, ambasciatore del duca di Sassonia presso la Santa Sede, nominato nel 1499 e morto subito dopo. Pietro Ciera, veneziano, protonotaro apostolico, creato sub silentio il 17 aprile del 1501 e morto subito dopo senza che la sua nomina fosse stata resa pubblica. François Busleiden, arcivescovo di Besançon, creato segretamente nel 1501 e mai reso pubblico.
modifica Epilogo
Citando Gervaso "fu senza scrupoli, senza fede, senza morale", connotazioni incompatibili con il pontificato, ma che non gli impedirono di essere un politico e un monarca di altissimo livello,[9].
Una delle note positive ascrivibili al suo papato si deve al mecenatismo: per esempio sotto il suo pontificato il cardinale Jean Bilhères de Lagraulas, ambasciatore di Carlo VIII presso la Santa Sede, commissionò la celebre Pietà a Michelangelo. Gli appartamenti Borgia, nei palazzi vaticani, furono invece commissionati al Pinturicchio, che realizzò un notevole ciclo di affreschi in pieno stile rinascimentale (oggi ospitano la sezione di arte moderna dei Musei Vaticani).
Tra i suoi sostenitori, dopo la morte, troviamo il Ferrara e il Fusero che arrivarono a definirlo un "buon sacerdote". Pasquino nella saggezza popolare romana ne traccia forse il giusto epitaffio:
« Tormenti, insidie, violenze, furore, ira, libidine, siate spugna orrenda di sangue e crudeltà! Giace qui Alessandro VI; godi ormai libera, Roma, perché la mia morte fu vita per te »
Più recenti ricerche storiche, mentre confermano molte pecche di questo papa rinascimentale, ne attenuano o annullano altre non meno infamanti.
Si mette in risalto anche la sincera pietà religiosa di questo papa che passava facilmente da comportamenti "licenziosi" a sincere pratiche di pietà devozionali e penitenziali. Ha provveduto, tra l'altro, che tra il popolo si diffondesse la pratica quotidiana del rosario, ha favorito e consolidato il culto verso il Santissimo Sacramento. Questo contrasto tra il comportamento morale e la pietà religiosa ha fatto sorgere il dubbio che questo uomo soffrisse di qualche anomalia della personalitàsenza fonte.
L'appoggio dato al figlio Cesare "Valentino" negli eccessi aggressivi per il ripristino della sovranità dello Stato Pontificio in Romagna era, nel papa, orientato a difendere l'integrità dello stato più che a sete di potere. Per conseguire questa integrità dello stato e difenderlo egli non mancò di lasciare capire che era pronto a invadere territori degli stati confinanti.
Tra i suoi successi di indirizzo politico nelle avverse circostanze del tempo, non va sottovalutata la sua politica di tolleranza riguardo agli ebrei. Quando questi venivano espulsi dalla Spagna e poi respinti da Firenze, Napoli, Milano, Venezia, Alessandro VI ne accolse fino a 8000 e multò pubblicamente gli ebrei locali che, timorosi di perdere il loro status civile, insistettero, anche con regalie, presso le autorità pontificie perché non fosse concesso l'asilo. Aveva anche creato un centro di accoglienza per gli ebrei sull'Appia antica. Per questa sua tolleranza verso gli ebrei veniva chiamato il papa "marrano"; in un processo contro 180 marrani, egli volle fosse accettata la loro proposta di riconciliazione: purtroppo uno di questi, ostinatosi, subì la condanna a morte.[10]
modifica Note
^ Claudio Rendina, I Papi storia e segreti, 1993, ISBN 88-7983-155-0, pp. 486-490
^ Tomba di Innocenzo VIII Basilica di San Pietro, Roma
^ John N.D. Kelly, Vite dei Papi, 1995, Oxford University Press, ISBN 88-384-2290-7
^ Sarah Bradford, Lucrezia Borgia, Penguin, Londra 2004, pag. 13
^ Lorenzo Pingiotto, La leggenda nera di Papa Borgia, 2008, Verona ISBN 978-88-89913-88-8
^ Claudio Rendina, I Papi storia e segreti, 1993, ISBN 88-7983-155-0, p. 492
^ Claudio Rendina, I Papi storia e segreti, 1993, ISBN 88-7983-155-0, p. 494
^ John N.D. Kelly, Vite dei Papi, 1995, Oxford University Press, ISBN 88-384-2290-7
^ Claudio Rendina, I Papi storia e segreti, 1993, ISBN 88-7983-155-0, p. 495
^ Lorenzo Pingiotto, La leggenda nera di Papa Borgia, 2008, Verona ISBN 978-88-89913-88-8
modifica Voci correlate
Borgia
Cesare Borgia
Lucrezia Borgia
Nepotismo
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modifica Collegamenti esterni
Alcuni scritti di Alessandro VI
Cardinali nominati da Papa Alessandro VI
http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-alessandro-vi_(Dizionario-Biografico)/ Dizionario biografico Treccani]
Predecessore:
Cardinale diacono di San Nicola in Carcere
Successore:
Landolfo Maramaldo
Vacante dal 1415
1456-1471
Giovanni Battista Savelli
I
con
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III
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IV
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VI
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VII
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VIII
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X
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XII
con
XIII
con
con
Landolfo Maramaldo
Vacante dal 1415
{{{data}}}
Giovanni Battista Savelli
Predecessore:
Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata
in commendam
Successore:
Domenico Capranica
1458-1492
Juan de Borja Llançol de Romaní
I
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II
con
III
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IV
con
V
con
VI
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VII
con
VIII
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IX
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X
con
XI
con
XII
con
XIII
con
con
Domenico Capranica
{{{data}}}
Juan de Borja Llançol de Romaní
Predecessore:
Vescovo di Valencia
Successore:
Alfonso de Borja y Cabanilles
1458–1492
Titolo elevato ad Arcidiocesi
I
con
II
con
III
con
IV
con
V
con
VI
con
VII
con
VIII
con
IX
con
X
con
XI
con
XII
con
XIII
con
con
Alfonso de Borja y Cabanilles
{{{data}}}
Titolo elevato ad Arcidiocesi
Predecessore:
Cardinale Protodiacono
Successore:
?
1463-1471
Raffaele Sansone Riario
I
con
II
con
III
con
IV
con
V
con
VI
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VII
con
VIII
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IX
con
X
con
XI
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XII
con
XIII
con
con
?
{{{data}}}
Raffaele Sansone Riario
Predecessore:
Vescovo di Urgell e
Coprincipe di Andorra
Successore:
Giacomo de Cardona i de Gandia
1466-1472
Pietro de Cardona
I
con
II
con
III
con
IV
con
V
con
VI
con
VII
con
VIII
con
IX
con
X
con
XI
con
XII
con
XIII
con
con
Giacomo de Cardona i de Gandia
{{{data}}}
Pietro de Cardona
Predecessore:
Cardinale vescovo di Albano
Successore:
Ludovico Scarampi-Mezzarota Trevisano
1471-1476
Oliviero Carafa
I
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IV
con
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con
VI
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VII
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VIII
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IX
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con
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Ludovico Scarampi-Mezzarota Trevisano
{{{data}}}
Oliviero Carafa
Predecessore:
Cardinale vescovo di Porto-Santa Rufina
Successore:
Richard Olivier de Longueil
1476-1492
Giovanni Michiel
I
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II
con
III
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con
V
con
VI
con
VII
con
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IX
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X
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XI
con
XII
con
XIII
con
con
Richard Olivier de Longueil
{{{data}}}
Giovanni Michiel
Predecessore:
Vescovo di Mallorca
Successore:
Diego de Avellaneda
1489–1492
Giovanni Battista Savelli
I
con
II
con
III
con
IV
con
V
con
VI
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VII
con
VIII
con
IX
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X
con
XI
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XII
con
XIII
con
con
Diego de Avellaneda
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Giovanni Battista Savelli
Predecessore:
Arcivescovo di Valencia
Successore:
Titolo elevato da Diocesi
1492
César de Borja
I
con
II
con
III
con
IV
con
V
con
VI
con
VII
con
VIII
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IX
con
X
con
XI
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XIII
con
con
Titolo elevato da Diocesi
{{{data}}}
César de Borja
v · d · m
Papi della Chiesa cattolica
Pietro · Lino · Anacleto I · Clemente I · Evaristo · Alessandro I · Sisto I · Telesforo · Igino · Pio I · Aniceto · Sotero · Eleuterio · Vittore I · Zefirino · Callisto I · Urbano I · Ponziano · Antero · Fabiano · Cornelio · Lucio I · Stefano I · Sisto II · Dionisio · Felice I · Eutichiano · Caio · Marcellino · Marcello I · Eusebio · Milziade · Silvestro I · Marco · Giulio I · Liberio · Damaso I · Siricio · Anastasio I · Innocenzo I · Zosimo · Bonifacio I · Celestino I · Sisto III · Leone I · Ilario · Simplicio · Felice III · Gelasio I · Anastasio II · Simmaco · Ormisda · Giovanni I · Felice IV · Bonifacio II · Giovanni II · Agapito I · Silverio · Vigilio · Pelagio I · Giovanni III · Benedetto I · Pelagio II · Gregorio I · Sabiniano · Bonifacio III · Bonifacio IV · Adeodato I · Bonifacio V · Onorio I · Severino · Giovanni IV · Teodoro I · Martino I · Eugenio I · Vitaliano · Adeodato II · Dono · Agatone · Leone II · Benedetto II · Giovanni V · Conone · Sergio I · Giovanni VI · Giovanni VII · Sisinnio · Costantino · Gregorio II · Gregorio III · Zaccaria · Stefano II · Paolo I · Stefano III · Adriano I · Leone III · Stefano IV · Pasquale I · Eugenio II · Valentino · Gregorio IV · Sergio II · Leone IV · Benedetto III · Niccolò I · Adriano II · Giovanni VIII · Marino I · Adriano III · Stefano V · Formoso · Bonifacio VI · Stefano VI · Romano · Teodoro II · Giovanni IX · Benedetto IV · Leone V · Sergio III · Anastasio III · Lando · Giovanni X · Leone VI · Stefano VII · Giovanni XI · Leone VII · Stefano VIII · Marino II · Agapito II · Giovanni XII · Leone VIII · Benedetto V · Giovanni XIII · Benedetto VI · Benedetto VII · Giovanni XIV · Giovanni XV · Gregorio V · Silvestro II · Giovanni XVII · Giovanni XVIII · Sergio IV · Benedetto VIII · Giovanni XIX · Benedetto IX · Silvestro III · Benedetto IX · Gregorio VI · Clemente II · Benedetto IX · Damaso II · Leone IX · Vittore II · Stefano IX · Niccolò II · Alessandro II · Gregorio VII · Vittore III · Urbano II · Pasquale II · Gelasio II · Callisto II · Onorio II · Innocenzo II · Celestino II · Lucio II · Eugenio III · Anastasio IV · Adriano IV · Alessandro III · Lucio III · Urbano III · Gregorio VIII · Clemente III · Celestino III · Innocenzo III · Onorio III · Gregorio IX · Celestino IV · Innocenzo IV · Alessandro IV · Urbano IV · Clemente IV · Gregorio X · Innocenzo V · Adriano V · Giovanni XXI · Niccolò III · Martino IV · Onorio IV · Niccolò IV · Celestino V · Bonifacio VIII · Benedetto XI · Clemente V · Giovanni XXII · Benedetto XII · Clemente VI · Innocenzo VI · Urbano V · Gregorio XI · Urbano VI · Bonifacio IX · Innocenzo VII · Gregorio XII · Martino V · Eugenio IV · Niccolò V · Callisto III · Pio II · Paolo II · Sisto IV · Innocenzo VIII · Alessandro VI · Pio III · Giulio II · Leone X · Adriano VI · Clemente VII · Paolo III · Giulio III · Marcello II · Paolo IV · Pio IV · Pio V · Gregorio XIII · Sisto V · Urbano VII · Gregorio XIV · Innocenzo IX · Clemente VIII · Leone XI · Paolo V · Gregorio XV · Urbano VIII · Innocenzo X · Alessandro VII · Clemente IX · Clemente X · Innocenzo XI · Alessandro VIII · Innocenzo XII · Clemente XI · Innocenzo XIII · Benedetto XIII · Clemente XII · Benedetto XIV · Clemente XIII · Clemente XIV · Pio VI · Pio VII · Leone XII · Pio VIII · Gregorio XVI · Pio IX · Leone XIII · Pio X · Benedetto XV · Pio XI · Pio XII · Giovanni XXIII · Paolo VI · Giovanni Paolo I · Giovanni Paolo II · Benedetto XVI
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bolla Inter sollecitudines osservando il cerimoniale stabilito in precedenza da Papa Alessandro VI Durante quest anno fu riconosciuta dal Pontefice la Congregazione dei Cappuccini Papa Clemente VII Tela di Fra Sebastiano del Piombo 1550 MDL 10 Anno Santo Papa Giulio III Giovanni Maria Del Monte 1550 1555 apr l anno giubilare indetto da Papa Paolo
http://www.collezione-online.it/storia_anni_giubilari_pontefici%20chiesa%20cattolica.htm
Alejandro VI - Wikipedia, la enciclopedia libre
Alejandro VI (Játiva, Valencia, 1 de enero de 1431 – Roma, 18 de agosto de 1503) fue Papa nº 214 de la ... el cardenalato del Papa; y "Papa Alessandro VI secondo documenti e ...
PAPA ALESSANDRO VI - RODRIGO BORGIA - BIOGRAFIA
Era Sua Santità ALESSANDRO VI, cardinale RODRIGO BORGIA, salito alla ... Ma la morte di papa Rodrigo Borgia, Alessandro VI, che, salvo una vaga devozione, ...
Alexander VI
Many a saintlier pope than Alexander VI would have made the fatal mistake of ... cardinalate; and Leonetti "Papa Alessandro VI secondo documenti e carteggi del tempo" (3 ...
Alexander VI - Wikimedia Commons
Alexander VI. From Wikimedia Commons, the free media repository ... This page was last modified on 8 October 2010, at 06:48. Text is available under the ...
Storia dei Papi: Papa Alessandro VI (1492-1503)
Alessandro VI, nato Rodrigo Borja y Borja (italianizzato in Borgia) (Xàtiva, Spagna, 1 gennaio 1431 – Roma, 18 agosto 1503), fu Papa dal 1492 alla sua morte. ...
Alessandro VI Borgia quando Roma fu invasa da Carlo VIII di Francia ed anche da Papa Clemente VII quando Roma fu invasa dai Lanzichenecchi de diedero inizio al sacco di Roma Vedi PASSETTO CORRIDOIO VATICANO CASTEL SANT ANGELO
http://www.erboristeriaedaltro.com/camereciprobeb/RIONE%20PRATI%20ROMA%20camere_cipro_b.htm
YouTube - STORIA DEI PAPI- Papa ALESSANDRO VI Borgia -1a parte
UNA DELLE PAGINE PIU' VERGOGNOSE DELLA STORIA, segnata dalla corruzione della Chiesa e dall'orrore della "santa inquisizione"
Papa Alessandro VI - Wikiquote
[modifica] Citazioni su Papa Alessandro VI. La veste che indossava, di chierico prima, di cardinale poi, infine di papa mai gl'impedì d'abbandonarsi ...
YouTube - STORIA DEI PAPI - Papa Alessandro VI Borgia -2a parte
UNA DELLE PAGINE PIU' VERGOGNOSE DELLA STORIA, segnata dalla corruzuone della Chiesa, soprattutto dei papi e dei cardinali, dall'orrore della "santa inquisiz...
muro in tufo si trova Porta Borgiana dedicata dalla cittadinanza alla potente famiglia e inparticolare al governatore diventato poi Papa Alessandro VI Civita Castellana Piazza Matteotti con la Fontana dei Draghi foto Comune di Civita Castellana Nepi l etrusca Nepet una decina di km a sud ovest di Civita Castellana
http://agriturismo.agraria.org/lazio/orte-civita-castellana.htm


















