Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Pier Paolo Pasolini, vedi Petrolio (romanzo). Questa voce o sezione deve essere rivista e aggiornata appena possibile. Sembra infatti che questa voce contenga informazioni superate e/o obsolete. Se puoi, contribuisci ad aggiornarla. Pompa petrolifera di Sarnia, Ontario (Canada), 2001 Il petrolio (dal greco πέτρα, "roccia", e έλαιο, "olio"), anche detto oro nero, è un liquido infiammabile, denso, di colore che può andare dal nero al marrone scuro, passando dal verdognolo fino all'arancione, che si trova in alcuni giacimenti entro gli strati superiori della crosta terrestre. È composto da una miscela di vari idrocarburi (in prevalenza alcani, ma con variazioni nell'aspetto, nella composizione e nelle proprietà fisico-chimiche). Indice 1 Formazione 1.1 Teoria biogenica del petrolio 1.2 Teorie abiogene 2 Composizione 3 Tipi di petrolio 4 Storia del petrolio 5 Studi sulle riserve del petrolio 5.1 Paesi con le maggiori riserve di petrolio 6 Impatti ambientali del petrolio 7 Principali paesi produttori 8 Principali paesi consumatori 9 Lista di alcune compagnie petrolifere 10 Mercato del petrolio 11 Note 12 Bibliografia 13 Voci correlate 14 Altri progetti 15 Collegamenti esterni Formazione Teoria biogenica del petrolio Rappresentazione schematica di un reservoir di petrolio. La teoria biogenica del petrolio indica che il petrolio deriva dalla maturazione termica di materia organica rimasta sepolta (quindi in assenza di ossigeno), che si decompone in un materiale ceroso, noto come pirobitume o cherogene, che in condizioni di elevata temperatura e pressione libera idrocarburi.[1] Il primo a sostenere che petrolio e metano sono prodotti della trasformazione di materiale biologico in decomposizione in molecole di idrocarburi fu lo scienziato russo Lomonosov nel XVIII secolo. La sua teoria fu confermata nel 1877 da Mendeleev. Una volta prodotti, gli idrocarburi risalgono verso l'alto, grazie alla loro bassa densità, e si accumulano in rocce porose (dette anche rocce madri), che costituiscono le "trappole petrolifere" (o reservoir). Perché le rocce porose possano costituire un reservoir, è necessario che queste rocce siano al di sotto di rocce meno permeabili (normalmente argille o evaporiti), in maniera tale che gli idrocarburi non abbiano la possibilità di risalire sino alla superficie terrestre.[2] È perciò errato credere (nonostante l'idea comune possa suggerirlo) che il petrolio formi laghi o fiumi sotterranei. Il petrolio impregna rocce porose. Poiché nel giacimento vigono forti pressioni, il petrolio risale naturalmente verso la superficie in virtù del gradiente di pressione esistente nel momento in cui il giacimento è raggiunto in seguito ad una operazione di trivellazione. Una conformazione geologica che costituisce un caso tipico di "trappola petrolifera" à la piega anticlinale. Spesso all'interno della trappola si trova una miscela di idrocarburi liquidi e gassosi (in proporzioni variabili). Gli idrocarburi gassosi costituiscono gas naturale (metano ed etano) eriempono le porosità superiori. Quelli liquidi (nelle condizioni di pressione sistenti nel giacimento, cioè svariate centinaia di atmosfere) occupano le zone inferiori del reservoir. Poiché gli idrocarburi sono sovente associati ad acqua è frequente la situazione per la quale all'interno della roccia madre si trovino tre strati: uno superiore di gas naturale, uno intermedio costituito da idrocarburi liquidi ed uno inferiore di acqua salata. Nelle operazioni di messa in produzione di un giacimento si presta notevole attenzione alla profondità alla quale si situa lo strato di acqua perché questa informazione è necessaria per calcolare il rendimento teorico del giacimento. In particolare, se gli idrocarburi liquidi più pesanti presenti nel giacimento non superano i dodici-quindici atomi di carbonio (C12 - C15) si parla di un giacimento di gas e condensato. Se negli idrocarburi liquidi presenti sono rappresentate molecole più lunghe si parla di giacimento di petrolio propriamente detto. Teorie abiogene Molte teorie abiogene sono complementari, non mutuamente esclusive e generalmente non accettate dalla comunità dei ricercatori che operano nel campo delle scienze della Terrasenza fonte. La teoria abiotica è sostenuta da pochi studiosi (prevalentemente di scuola russa)senza fonte. Vi è un generale consenso, fra i ricercatori che non condividono questa teoria, sul fatto che i giacimenti di idrocarburi di possibile origine abiotica, se esistono, sarebbero comunque minoritari rispetto a quelli di origine biogenica presenti nella crosta terrestresenza fonte. Fra questi teorici, c'è il professor Thomas Gold che nel 1992 pubblicò la sua teoria della profonda biosfera calda, allo scopo di spiegare il meccanismo dell'accumulo di idrocarburi nei giacimenti profondi. Nel 2001 J. Kenney dimostrò che secondo le leggi della termodinamica non sarebbe possibile la trasformazione a basse pressioni di carboidrati o altro materiale biologico in catene idrocarburiche. Infatti il potenziale chimico dei carboidrati varia da -380 a -200 kcal/mole, mentre il potenziale chimico degli idrocarburi è maggiore di 0. Siccome le trasformazioni termodinamiche evolvono verso condizioni a potenziale chimico più basso, la trasformazione citata non può avvenire. Il metano non si polimerizza a basse pressioni ad alcuna temperatura. Talvolta, giacimenti di gas naturale e petrolio ritenuti in fase di esaurimento, si riempono di nuovo; questo processo può essere alimentato solo da depositi profondi, percorrendo la sequenza di fenomeni che portò alla formazione iniziale. La teoria abiotica sostiene che tutti gli idrocarburi naturali siano di origine abiotica, ad eccezione del metano biogenico (spesso chiamato gas di palude), che è prodotto in prossimità della superficie terrestre attraverso la degradazione batterica di materia organica sedimentata. Una teoria dell'origine abiotica del petrolio ritiene che al momento della formazione della Terra si siano formati dei significativi depositi di carbonio, ora preservati solo nel mantello superiore. Questi depositi, trovandosi in condizioni di elevata temperatura e pressione, catalizzerebbero la polimerizzazione di molecole di metano, fino a formare lunghe catene idrocarburiche.[3] Una variante di questa teoria prevede l'idrolisi di peridotiti del mantello, con conseguente formazione di un fluido ricco in idrogeno e con metalli catalizzatori (come nichel, cromo, cobalto o vanadio), che risalendo, dilaverebbe le rocce carbonatiche superiori, generando idrocarburi. Questa reazione chimica ipotizzata è la stessa che si avrebbe nel processo industriale della sintesi di Fischer-Tropsch. Composizione Bottiglia con un campione di petrolio non raffinato Il petrolio deriva da depositi naturali sotterranei di carbonio ed idrogeno, sottoposti ad elevate pressioni e ad elevata temperatura. Sia la fase liquida oleosa (petrolio) che la fase gassosa (gas naturale) tendono a spostarsi, migrando verso l'alto, attraverso le rocce porose finché incontrano strati impermeabili del sottosuolo, dove vengono intrappolati e si raccolgono. Dopo il processo di estrazione, il petrolio greggio viene trasportato verso stabilimenti (Raffinerie di petrolio), dove avvengono le operazioni di trasformazione che permettono di produrre a partire dal grezzo petrolifero una serie di prodotti di uso comune. I prodotti finali includono: GPL, benzina, cherosene, gasolio, olii lubrificanti, bitumi, cere e paraffine. Le operazioni attraverso le quali il grezzo viene traformato sono molteplici e di diversa natura. Esse tendono a separare le differenti classi di molecole, ad eliminare una serie di impurità indesiderate (tra le quali principalemte lo zolfo) ed a migliorare le proprietà dei prodotti finiti. Nelle raffinerie più moderne il grezzo è soggetto ad una serie di operazioni grazie alle quali, in funzione della domanda di mercato, si può orientare il rendimento dell'operazione di raffinazione verso determinati specifici prodotti. Il petrolio consiste per la maggior parte di molecole di idrocarburi alifatici sia lineari che ramificati e di idrocarburi aromatici (mono-, bi- e poli- ciclici), composti quasi esclusivamente da idrogeno e carbonio. Sono tuttavia presenti quantità di composti solforati (solfuri e disolfuri), azotati (chinoline e piridine) e ossigenati (acidi grassi e acidi naftenici), in percentuale variabile anche se la loro percentuale in massa, complessivamente, difficilmente supera il 7%. Nel petrolio si trovano anche tracce di metalli (come nichel, vanadio, cobalto, cromo, cadmio, piombo, arsenico e mercurio). Le catene molecolari nell'intervallo di C5-7 sono nafte leggere ed evaporano facilmente. Vengono usate come solventi, fluidi per pulizia a secco, e altri prodotti ad asciugatura rapida. Il cherosene è composto da catene nell'intervallo da C10 a C15, seguito dal combustibile per i motori diesel e per riscaldamento (da C10 a C20) e da combustibili più pesanti, come quelli usati nei motori delle navi. Questi prodotti derivati del petrolio sono liquidi a temperatura ambiente. Gli oli lubrificanti e i grassi semi-solidi (come la vaselina) sono posizionati nell'intervallo da C16 fino a C20. Le catene da C20 in avanti sono solidi a temperatura ambiente e comprendono la paraffina, poi il catrame e il bitume per asfalto. La tabella seguente indica, orientativamente, gli intervalli di temperature di ebollizione delle frazioni di distillazione del petrolio (a pressione atmosferica, in gradi Celsius), detti anche tagli petroliferi: Prodotto petrolifero Temperatura di ebollizione (°C) Utilizzi GPL -20 - 5 Gas di petrolio liquefatti (combustivile per autotrazione o per riscaldamento) etere di petrolio 0 - 70 solvente benzina leggera 60 - 120 combustibile per automobili benzina pesante 100 - 160 combustibile per automobili cherosene leggero 130 - 180 solvente casalingo e carburante cherosene 150 - 240 carburante per aviazione gasolio 210 - 300 carburante per motori Diesel / riscaldamento olio lubrificante > 300 olio per motori frazioni rimanenti bitume, asfalto pavimentazione stradale Ogni taglio petrolifero è costituito da molecole di lunghezza comparabile. Poiché l'operazione di distillazione non può essere perfetta, ogni taglio petrolifero contiene un po' del taglio più leggero ed un po' del taglio più pesante. Per questo motivo gli intervalli di ebollizione di un taglio "ricoprono" parzialmente quelli del taglio immediatamente più leggero ed immediatamente più pesante. In realtà, non esistono due petroli identici. E talvolta all'interno dello stesso giacimento la composizione tende a variare nel tempo o in funzione della localizzazione del punto di estrazione. Per questo motivo per poter caratterizzare ogni tipo di petrolio si ricorre all'operazione, detta di distillazione frazionata TBP (True Boiling Point). Questa metologia è descritta negli standards ASTM D86 e D2892, che definiscono le condizioni normalizzate per realizzare l'operazione. L'operazione è condotta prendendo una quantità predefinita di petrolio grezzo e sottoponendala a riscaldamento a pressione atmosferica. Sotto effetto del riscaldamento il campione di petrolio comincia ad evaporare, e per prime le frazioni più leggere. I vapori di petrolio che man mano evaporano sono raffreddati, condensati e raccolti in un recipiente graduato. Le frazioni più volatili (dette basso-bollenti) sono le prime ad evaporare ed in seguito evaporano quelle meno volatili (dette alto-bollenti). Durante questa operazione di distillazione il campione di petrolio diventa progressivamente sempre meno volatile e dunque occorre riscaldare il campione a temperature sempre più elevate per poterlo distillare. L'obiettivo del test è di misurare in funzione degli intervalli di temperatura ai quali è soggetto il campione quale è il rendimento percentuale della corrispondente frazione evaporata. Il test è interrotto quando il campione raggiunge la temperatura di 550 °C, perché a questa temperatura intervengono delle reazioni di cracking che modificano la natura chimica delle molecole. Il volume che resta a 550 °C è detto residuo. I risultati del test TBP sono di notevole interesse perché permettono di caratterizzare i diversi tipi di petrolio. Questo è essenziale per poterne definire il valore di mercato e per poter prevedere quali saranno i rendimenti quando il grezzo petroliferio arriva in in raffineria per essere raffinato. Da un punto di vista generale (anche se esistono delle eccezioni) i petroli che contengono una quantità più elevata di frazioni leggere sono più costosi. Un altro parametro che influenza il valore del petrolio grezzo è in contenuto in zolfo. Quest'ultimo infatti deve essere allontanato durante l'operazione di raffinazione e questa operazione di purificazione è tanto più onerosa quanto più alto è il tenore in zolfo. Altri parametri che influenzano il valore del grezzo sono la sua acidità ed il tenore in metalli pensanti, quali il Vanadio. La conoscenza di questi due ultimi parametri sono di grande importanza allorché si il grezzo è raffinato. Infatti petroli acidi o con contenuti di Vanadio elevati richiedono impianti particolarmente resistenti alla corrosione e dunque costruiti con acciai speciali. Tipi di petrolio Esistono centinaia di petroli diversi. Essi si differenziano per i differenti rendimenti, il tenore in zolfo, in metalli pesanti ed in funzione della loro acidità. Frequentemente (ma questa non è una regola) i grezzi più pesanti sono anche quelli che hanno un tenore in zolfo più elevato. È invece sistematico che per un determinato petrolio le frazioni alto-bollenti hanno un tenore in zolfo più elevato delle frazioni basso-bollenti. Per illustrare la variabilità delle composizioni si faccia riferimento alla distillazione TBP sull'intervallo 15-550 °C di due petroli ed al loro tenore in zolfo: Souedia (origine: Siria) e Zarzaitine (origine: Algeria). Zarzaitine (0,14% %S) Souedia (3,91 %S °C  % peso  % volume °C  % peso  % volume 015-080 6,685 8,219 015-080 4,028 5,613 080-150 15,904 17,497 080-150 7,841 9,801 150-230 15,914 16,378 150-230 9,751 11,204 230-375 27,954 26,977 230-375 20,619 21,529 375-550 21,303 19,409 375-550 25,263 24,159 550+ 9,497 8,044 550+ 31,193 26,179 È importante tenere presente che questi tagli petroliferi sono il risultato della sola operazione di distillazione e che in raffineria moltelplici altre operazioni sono condotte per produrre prodotti di uso finale. In effetti le frazioni risultanti dall'operazione di distillazione non sono pronte per l'uso e richiedono ulteriori stadi di lavorazione. Storia del petrolio Il petrolio accompagna la storia dell'uomo da secoli: la parola greca naphtha fu utilizzata inizialmente per indicare il fiammeggiare tipico delle emanazioni petrolifere. I popoli dell'antichità conoscevano i giacimenti di petrolio superficiali, che utilizzavano per produrre medicinali e bitume o per alimentare le lampade. Non mancarono anche gli usi bellici del petrolio. Già nell'Iliade, Omero narra di un "fuoco perenne" lanciato contro le navi greche. Il "fuoco greco" dei bizantini era un'arma preparata con petrolio, una miscela di olio, zolfo, resina e salnitro, che non poteva essere spenta dall'acqua; questa miscela era cosparsa sulle frecce o lanciata verso le navi nemiche per incendiarle. Il petrolio era conosciuto anche nell'antico Medio Oriente. Marco Polo, ne Il Milione, parla del petrolio con le seguenti parole: « Ancor vi dico che in questa Grande Erminia (Armenia) è l'arca di Noè in su una grande montagna, ne le confine di mezzodie in verso il levante, presso al reame che si chiama Mosul, che sono cristiani, che sono iacopini e nestarini (nestoriani), delli quali diremo inanzi. Di verso tramontana confina con Giorgens (l'attuale Georgia), e in queste confine è una fontana, ove surge tanto olio e in tanta abondanza che 100 navi se ne caricherebboro a la volta. Ma non è buono a mangiare, ma sí da ardere, e buono da rogna e d'altre cose; e per tutta quella contrada non s'arde altr'olio. » (Marco Polo, Il Milione) Il petrolio venne introdotto in Occidente soprattutto come medicinale, in seguito all'espansionismo arabo. Le sue doti terapeutiche si diffusero con grande rapidità e alcune fonti d'olio a cielo aperto, come l'antica Blufi (santuario della "Madonna dell'olio") e Petralia in Sicilia, divennero noti centri termali dell'antichità. Il valore del petrolio come fonte di energia trasportabile e facilmente utilizzabile, usata dalla maggioranza dei veicoli (automobili, camion, treni, navi, aeroplani) e come base di molti prodotti chimici industriali, lo rende dall'inizio del XX secolo una delle materie prime più importanti del mondo. L'accesso al petrolio è stato uno dei principali fattori scatenanti di molti conflitti militari, compresi la Seconda guerra mondiale e la guerra del Golfo. La maggior parte delle riserve facilmente accessibili è collocata nel Medio Oriente, una regione politicamente instabile. Campo di estrazione petrolifera in California, 1938 L'industria petrolifera nacque negli anni 1850 negli Stati Uniti (nei pressi di Titusville, Pennsylvania), per l'iniziativa di Edwin Drake. Il 27 agosto 1859 venne aperto il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo. L'industria crebbe lentamente durante il 1800 e non diventò di interesse nazionale (USA) fino agli inizi del ventesimo secolo; l'introduzione del motore a combustione interna fornì la domanda che ha poi largamente sostenuto questa industria. I primi piccoli giacimenti "locali" in Pennsylvania e in Ontario sono stati velocemente esauriti, portando ai " boom petroliferi" in Texas, Oklahoma, e California. Altre nazioni avevano considerevoli riserve petrolifere nei loro possedimenti coloniali, e incominciarono ad utilizzarli a livello industriale. Sebbene negli anni cinquanta il carbone fosse ancora il combustibile più usato nel mondo, il petrolio cominciò a soppiantarlo. Agli inizi del ventunesimo secolo circa il 90% del fabbisogno di combustibile è coperto dal petrolio. In conseguenza della crisi energetica del 1973 e della crisi energetica del 1979 si è sollevato l'interesse nella pubblica opinione sui livelli delle scorte di petrolio, portando alla luce la preoccupazione che essendo il petrolio una risorsa limitata essa sia destinata ad esaurirsi (almeno come risorsa economicamente sfruttabile). Il prezzo di un barile di petrolio è aumentato, dagli 11 dollari del 1998 a circa 147, per poi ripiegare (a causa della recessione globale, ma anche delle "prese di beneficio" degli speculatori), fino a 45 nel dicembre 2008. In seguito le quotazioni del greggio hanno ripreso a crescere per installarsi solidamente al di sopra dei 100 dollari nel marzo 2011. Data l'elevata volatilità del prezzo di un barile, l'OPEC ha preso in valutazione di tagliare la produzione per far aumentare i costi dell'oro nerosenza fonte (per fare un esempio: se un barile aumenta di un dollaro, negli Emirati Arabi Uniti arrivano oltre 100 milioni di dollari di guadagnisenza fonte). Tuttavia il re dell'Arabia Saudita ʿAbd Allāh si è detto disponibile ad aumentare l'estrazione di petrolio per riportarlo ad un prezzo ragionevolesenza fonte. Esistono e sono continuamente allo studio fonti alternative e rinnovabili di energia, sebbene la misura in cui queste possano rimpiazzare il petrolio e i loro eventuali effetti negativi sull'ambiente sono attualmente oggetto di dibattito. Studi sulle riserve del petrolio Grafico rappresentativo della produzione petrolifera, mostrante il picco di Hubbert. Per riserve di petrolio si intende la quantità di idrocarburi liquidi che si stima potranno essere estratti in futuro dai giacimenti già scoperti. Generalmente i volumi che potranno essere estratti da giacimenti non ancora sfruttati sono denominati riserve. La determinazione delle riserve è condizionata dalle incertezze tecniche ed economiche. Le incertezze tecniche derivano dal fatto che i volumi di idrocarburo contenuti nel giacimento sono stimati quasi esclusivamente attraverso dati ottenuti con metodi indiretti (tra i più diffusi la prospezione sismica e le misure di proprietà fisiche delle rocce nei pozzi). Le informazioni dirette sono necessariamente poche, se confrontate con l'eterogeneità delle rocce serbatoio, in quanto provengono dalla perforazione dei pozzi, che è molto costosa. Le incertezze di tipo economico includono la difficoltà di poter prevedere l'andamento futuro dei costi di estrazione e dei prezzi di vendita dell’idrocarburo (mediamente la vita produttiva di un giacimento è di 10-20 anni). Anche la disponibilità commerciale di nuove tecnologie di estrazione è difficilmente prevedibile con totale certezza. Il livello di incertezza sulle riserve è quindi massimo quando vengono stimati potenziali nuovi giacimenti, diminuisce nel momento della loro scoperta tramite perforazioni di pozzi, e durante il periodo produttivo e diviene nullo quando le riserve producibili del giacimento sono azzerate in quanto tutti gli idrocarburi estraibili sono effettivamente stati prodotti. Il grado di aleatorietà delle riserve è espresso attraverso la loro classificazione secondo categorie definite. Esistono diversi schemi di classificazione, quella della Society of Petroleum Engineers (SPE) è internazionalmente diffuso e distingue tra Risorse (idrocarburi non ancora scoperti o non commerciali) e Riserve (idrocarburi scoperti e commerciali). Le Riserve infine sono classificate come certe, probabili e possibili secondo un grado di incertezza crescente. Questo stesso schema è stato inserito all’interno del sistema di classificazione delle risorse naturali, esclusa l’acqua, pubblicato dalle Nazioni Unite nel 2004 sotto il nome di United Nations Framework Classification (UNFC). L'impossibilità di calcolare esattamente la quantità di riserve e di risorse, dà spazio a diverse previsioni più o meno ottimistiche. Nel 1972 uno studio autorevole, commissionato al MIT dal Club di Roma (il famoso Rapporto sui limiti dello sviluppo), affermò che nel 2000 sarebbero state esaurite circa il 25% delle riserve mondiali di oro nero. Il rapporto, però, fu frainteso, e i più pensarono che predicesse la fine del petrolio entro il 2000. La situazione oggi appare più grave di quanto il MIT avesse predetto. Dai dati pubblicati annualmente dalla BP si rileva che la quantità di petrolio utilizzata dal 1965 al 2004 è di 116 miliardi di tonnellate, le riserve ancora disponibili nel 2004 sono valutate in 162 miliardi di tonnellate. Con questi valori si può facilmente calcolare che, escludendo i nuovi giacimenti che saranno scoperti nei prossimi anni, è già stato consumato il 42% delle riserve inizialmente disponibili, in altre parole si avvicina il momento del raggiungimento del "picco" dell'estrazione. Secondo la BP, il petrolio disponibile è sufficiente per circa 40 anni a partire dal 2000, supponendo di continuarne l'estrazione al ritmo attuale, quindi senza tenere conto della continua crescita della domanda mondiale, che si colloca intorno al 2% annuo. Ma al momento dell'estrazione dell'ultima goccia di petrolio, l'umanità dovrà già da tempo aver smesso di contare su questa risorsa, in quanto man mano che i pozzi si vanno esaurendo la velocità con cui si può continuare ad estrarre decresce, costringendo a ridurre i consumi o utilizzare altre fonti energetiche. Diversi altri studi hanno in tutto o in parte confermato queste conclusioni; in particolare sono da menzionare quelli del geologo americano Marion King Hubbert (vedi anche picco di Hubbert) e in seguito, a partire da questi, quelli di Colin Campbell e Jean Laherrère. Secondo questi studi la quantità di petrolio estratto da una nazione segue una curva a campana e la massima estrazione di greggio per unità di tempo la si ha quando si è prelevato metà di tutto il petrolio estraibile. Questo è quanto si è verificato negli USA (i 48 stati continentali - lower 48 - esclusa l' Alaska) in cui l'estrazione di petrolio ha avuto un massimo nel 1971 (circa 9 milioni di barili al giorno) e poi è declinata come in una curva a campana secondo quanto previsto da Hubbert. Altri studi di diversa matrice (in gran parte di economisti) sostengono che la tecnologia continuerà a rendere disponibili per l'industria idrocarburi a basso costo e che sulla Terra ci sono vaste riserve di petrolio "non convenzionale" quali le sabbie bituminose, gli scisti bituminosi consentiranno nel futuro l'uso del petrolio per un periodo di tempo ancora molto lungo. L'Agenzia internazionale dell'energia nel 2008 ha stimato che la produzione di petrolio sia destinata a calare del 9,1% annuo, o almeno il 6,4% se aumentassero gli investimenti; le stime corrette dell'agenzia abbassano tale dato al 5%[4] e considerano più probabile il 6,7%.[5] Paesi con le maggiori riserve di petrolio Qui di seguito sono elencati i primi 20 paesi per riserve certe di petrolio all'anno 2009. Per vita media residua si intende la stima della durata delle riserve ai ritmi di estrazione dell'anno 2009.[6] N° Paese Milioni di barili (bbl)  % sul totale Vita media residua 1 Arabia Saudita 264.600 19,8% 74,6 2 Venezuela 172.300 12,9% 193,7 3 Iran 137.600 10,3% 89,4 4 Iraq 115.000 8,6% 126,9 5 Kuwait 101.500 7,6% 112,1 6 Emirati Arabi Uniti 97.800 7,3% 103,1 7 Russia 74.200 5,6% 20,3 8 Libia 44.300 3,3% 73,4 9 Kazakhstan 39.800 3,0% 64.9 10 Nigeria 37.200 2,8% 49,5 11 Canada 33.200 2,5% 28,3 12 USA 28.400 2,1% 10,8 13 Qatar 26.800 2,0% 54,7 14 Cina 14.800 1,1% 10,7 15 Angola 13.500 1,0% 20,7 16 Brasile 12.900 1,0% 17,4 17 Algeria 12.200 0,9% 18,5 18 Messico 11.700 0,9% 10,8 19 Norvegia 7.100 0,5% 8,3 20 Azerbaijan 7.000 0,5% 18,6   Resto del mondo 81.200 6,1% * Totale 1.333.100 100% 45,7 46 Italia 900 0,10% 27,2 I volumi si riferiscono alle riserve certe. Sono escluse le stime ufficiali delle sabbie bituminose canadesi (pari a circa 143.300 milioni di barili) relative ai progetti oggetto di sviluppo attivo, ai liquidi separati dal gas naturale ( “Natural Gas Liquids - NGL”) e ai liquidi condensati dai gas naturali (“ gas condensate “). Impatti ambientali del petrolio Per approfondire, vedi la voce Disastro petrolifero. Effetti sull'ambiente di un incidente ad una nave petroliera La presenza dell'industria petrolifera ha significativi impatti sociali e ambientali, da incidenti e da attività di routine come l'esplorazione sismica, perforazioni e scarti inquinanti. L'estrazione petrolifera è costosa e spesso danneggia l'ambiente. La ricerca e l'estrazione di petrolio offshore disturbano l'ambiente marino circostante. L'estrazione può essere preceduta dal dragaggio, che danneggia il fondo marino e le alghe, fondamentali nella catena alimentare marina. Il greggio e il petrolio raffinato che fuoriescono da navi petroliere incidentate, hanno danneggiato fragili ecosistemi in Alaska, nelle Isole Galapagos, in Spagna e in molti altri posti. Infine, la combustione, su tutto il pianeta, di enormi quantità di petrolio (centrali elettriche, mezzi di trasporto) risulta essere tra i maggiori responsabili dell'incremento riscontrato delle percentuali di anidride carbonica e di altri gas nell'atmosfera, incidendo sull'aumento dell'effetto serra. Principali paesi produttori Barili di petrolio. Qui di seguito vengono elencati i primi 20 paesi produttori di petrolio nel mondo nell'anno 2009[6]: N° Paese Milioni di barili (bbl)  % sul totale 1 Russia 3.662 12,9% 2 Arabia Saudita 3.545 12,1% 3 USA 2.627 9,0% 4 Iran 1.539 5,3% 5 Cina 1.383 4,7% 6 Canada 1.173 4,0% 7 Messico 1.088 3,7% 8 Emirati Arabi Uniti 949 3,3% 9 Iraq 906 3,1% 10 Kuwait 906 3,1% 11 Venezuela 889 3,0% 12 Norvegia 855 2,9% 13 Nigeria 752 2,6% 14 Brasile 741 2,5% 15 Algeria 661 2,3% 16 Angola 651 2,2% 17 Kazakistan 614 2,1% 18 Libia 603 2,1% 19 Regno Unito 529 1,8% 20 Qatar 491 1,7%   Resto del mondo 4.620 15,8% Totale 29.181 100% 49 Italia 95 0,1% Fonte: BP Statistical Review of World Energy - June 2010 Sono inclusi i volumi di petrolio estratti da sabbie bituminose e scisti bituminosi oltre che ai liquidi separati dal gas naturale ( “Natural Gas Liquids - NGL”). Sono esclusi i carburanti (liquid fuels) prodotti da altre fonti (es. carbone). Principali paesi consumatori Consumo di petrolio nel mondo, dal 1970 al 2025. Qui di seguito vengono elencati i primi 20 paesi consumatori di petrolio nel mondo nell'anno 2009: N° Paese Milioni di barili (bbl)  % sul totale 1 USA 6820 21,7% 2 Cina 3148 10,4% 3 Giappone 1604 5,1% 4 India 1161 3,8% 5 Russia 984 3,2% 6 Arabia Saudita 954 3,1% 7 Germania 884 2,9% 8 Brasile 878 2,7% 9 Corea del Sud 849 2,7% 10 Canada 801 2,5% 11 Messico 710 2,2% 12 Paesi Bassi 670 1,5% 13 Francia 669 2,3% 14 Iran 635 2,2% 15 Regno Unito 588 1,9% 16 Italia 577 1,9% 17 Spagna 545 1,9% 18 Indonesia 490 1,6% 19 Taiwan 370 1,2% 20 Singapore 366 1,2%   Resto del mondo 6985 24,0% Totale 30688 100% Fonte: BP Statistical Review of World Energy - June 2007 Lista di alcune compagnie petrolifere Americhe Anadarko, USA Chevron Corporation, USA ConocoPhillips, USA ExxonMobil, USA Gulf Oil, USA Irving Oil, Canada Marathon Oil, USA PDVSA, Venezuela Petrobras, Brasile Petróleos Mexicanos, Messico Petro Canada, Canada Pride Offshore, Stati Uniti YPF, Argentina YPFB, Bolivia Asia Iraq National Oil Company, Iraq Kuwait Petroleum Corporation, Kuwait National Iranian Oil Company, Iran Pertamina, Indonesia Petronas, Malesia Qatar Petroleum, Qatar Saudi Aramco, Arabia Saudita Europa BP, Regno Unito Eni, Italia Api, Italia IP, gruppo Api, Italia Ies, gruppo Mol, Italia Mol, Ungheria Repsol, Spagna Royal Dutch Shell, Paesi Bassi e Regno Unito Tamoil, Paesi bassi StatoilHydro, Norvegia Total, Francia YUKOS, Russia Petrol, Slovenia OMW, Austria Petrom, gruppo OMW, Romania Rompetrol, Romania LUKoil, Russia Africa National Oil Corporation, Libia Sonangol, Angola Sonatrach, Algeria Mercato del petrolio I due mercati principali per lo scambio di petrolio sono il NYMEX di New York e l'IntercontinentalExchange di Atlanta. Attualmente entrambi sono di proprietà statunitense. In precedenza il Brent era quotato al International Petroleum Exchange di Londra (IPE). Su questi due mercati sono quotati rispettivamente contratti (l'unità di scambio è costituita da lotti indivisibili di 1000 barili) per petrolio di qualità WTI (West Texas Intermediate) e Brent Blend per consegna immediata (spot) o futures rispettivamente a Cushing (Oklahoma, USA) e Sullom Voe (Gran Bretagna). In entrambi, il prezzo del petrolio e la quotazione avvengono in dollari. I contratti di scambio di questi due petroli in realtà agiscono solo come benchmark (oil marker) per la totalità delle altre transazioni. In realtà, le transazioni di petrolio WTI e Brent Blend costituiscono solo una piccola parte del totale degli scambi, ma i prezzi di questi scambi sono utilizzati come prezzo di riferimento per gli altri. IL Brent Blend è costituito da un paniere di 15 petroli estratti nel Mar del Nord. In passato si utilizzava il petrolio estratto da un solo campo petrolifero (Blend appunto). Verso la fine degli anni 90, il numero di transazioni riguardante questo petrolio era diventato insufficiente per garantire che gli scambi di petrolio Brent fossero rappresentativi del prezzo di scambio e dunque si è deciso di utilizzare un numero più ampio di transazioni e dunque di includere gli scambi riguardanti altri grezzi petroliferi. Il WTI è utilizzato principalmente per quotare petroli prodotti in Nord e Sud America; il Brent Blend è utilizzato per quelli prodotti in Europa (inclusa la Russia), Africa e Medio Oriente. Più del 60% delle transazioni sono fatte utilizzando come benchmark il Brent Blend. Altri benchmarks esistono (come il Dubai, Tapis e Isthmus) ma sono largamente meno utilizzati che il WTI ed il Brent Blend. Nella pratica commerciale, ogni petrolio è quotato rispetto al benchmark di riferimento più una differenza (detta premium), che puo' essere negativa o positiva. La differenza esistente tra il petrolio in questione ed il benchmark di riferimento è funzione essenzialmente della qualità. Petroli più leggeri o con un contenuto in zolfo minore del loro benchmark di riferimento saranno scambiati con un premium positivo; l'inverso se sono più pesanti o hanno un contenuto in zolfo più elevato. Il Brent ha toccato il suo minimo storico il 10 dicembre 1998 quando fu quotato a 9,55 $ al barile[7][8]. Il massimo storico è dell'11 luglio 2008 quando le quotazioni registrarono i 147,25 $ al barile[9]. Da allora il corso ha raggiunto un minimo di circa 40 $ nel 2009 per ritornare nel 2011 solidamente al di sopra dei 90 $. Andamento del prezzo del petrolio (in dollari al barile) dal 1861 al 2007. Note ^ Arduino, op. cit., p. 455 ^ Arduino, op. cit., p. 456 ^ Questa teoria non è in contraddizione col secondo principio della termodinamica. ^ La notizia è stata data inizialmente dal Financial Times del 28 ottobre 2008 (che cita come fonte una bozza del World Energy Outlook) e ripresa dal Guardian due giorni dopo. Fonte: Sergio Ferraris, Nessuno parli del picco, QualEnergia, novembre/dicembre 2008, p. 91. ^ George Monbiot, When will the oil run out?, The Guardian, 15 dicembre 2008. ^ a b Fonte : BP Statistical Review of World Energy - June 2010. ^ 10 anni fa il petrolio sotto i 10 dollari ^ Cala d 5 mila miliardi la bolletta petrolifera ^ Petrolio sopra 147 dollari, Borse a picco Bibliografia Gianni Arduino; Renata Moggi, Educazione tecnica, 1a ed., Lattes, 1990. Voci correlate Chimica e geologia Combustibili fossili Geochimica del petrolio Geologia degli idrocarburi Geostatistica Scisti bituminosi Fasi della produzione e del trasporto Estrazione del petrolio Raffinazione del petrolio Petroliera Floating storage and offloading unit Slop Industria petrolchimica Tipologie e prodotti del petrolio Greggio Naftalan (Tipo di petrolio) Gas naturale GPL Problematiche ambientali correlate Disastro petrolifero Energie rinnovabili (vedi anche biodiesel) Fonti di energia rinnovabili Gas serra Antipetrolismo Risvolti economici e legislativi Crisi energetica Crisi energetica (1973) Crisi energetica (1979) Crisi petrolifera Legislazione mineraria italiana OPEC Petrodollari Picco di Hubbert Sette sorelle Altre Storia dell'industria chimica Storia dell'industria petrolifera Altri progetti Commons Wikizionario Wikimedia Commons contiene file multimediali sul Petrolio Wikizionario contiene la voce di dizionario «Petrolio» Wikisource Wikisource contiene opere originali sul Petrolio Articolo su Wikinotizie: Petrolio: oltre 72 dollari al barile 18 aprile 2006 Articolo su Wikinotizie: Economia: il petrolio sfonda la quota 84 dollari/barile 20 settembre 2007 Articolo su Wikinotizie: Economia: il petrolio sfonda quota 100 dollari 2 gennaio 2008 Collegamenti esterni Assomineraria: industria minerale e petrolifera in Italia WTRG Economics - quotazioni del petrolio e serie storiche Anche gli USA si preoccupano del picco: articolo su un documento dell'equivalente statunitense della Corte dei conti sul picco del petrolio geologia.com Analisi storica del prezzo del petrolio in dollari ed euro al cambio storico Picco Energetico Un esame visivo dei conti nazionali e regionali di produzione e di consumo di energia; dati della BP Statistical Review. Portale Chimica Portale Economia Portale Ingegneria

A circuito chiuso pancreas artificiale potrebbe combattere contro diabete di tipo 1
i ricercatori di Ingegneria del Rensselaer Polytechnic Institute stanno combinando tecniche di automazione dalla raffinazione del petrolio e di altre aree diverse per aiutare a creare un circuito chiuso pancreas artificiale. Il dispositivo verrà ...
http://www.news-medical.net/news/20110608/11846/Italian.aspx

Supporti area 95 90 85 trendline Resistenze area 100 110 Grafico daily del contratto future continuo sul petrolio aggiornato al 03 01 2008
http://www.3ndy.biz/newsletter_borsa_finanza/002_analisi_borsa/petrolio.html

Energy & Oil Prices: Natural Gas, Electricity and Oil - Bloomberg

Get updated data about energy and oil prices. Find information about natural gas & electricity price changes. Find petroleum prices and the oil buyers guide.


AspenTech evidenzia l'impegno verso le industrie di processo russe al Customer Executive Forum di Mosca
MOSCA--( BUSINESS WIRE )-- Aspen Technology, Inc. (NASDAQ: AZPN), fornitore leader di software e servizi per le industrie di processo, ha organizzato un forum dei dirigenti per sottolineare l'impegno dell'azienda verso i mercati del petrolio e del gas ...
http://www.businesswire.com/news/home/20110531005293/it

La maggior parte degli ambientalisti probabilmente non crederanno che le parole ecologico e societ petrolifera possano essere messe una accanto all altra Non hanno tutti i torti ma ci
http://www.ecologiae.com/compagnie-petrolifere-ecologiche-migliori-10/6061

Petrolio

Uno sguardo dal picco ... fabio1979 ha commentato Grafico storico prezzo del petrolio - Maggio 2011. stefano ha commentato Modellizzare il proprio collasso. ...


I cambiamenti climatici possono nuocere alla salute delle popolazioni indigene '
Inoltre, in aggiunta ai cambiamenti climatici che si verificano più grandi in questi settori, in ogni caso, un rapido cambiamento economico e sociale a causa della estrazione di minerali, foreste e risorse di petrolio (a seconda del paese), sta avendo un ...
http://www.news-medical.net/news/20110603/11013/Italian.aspx

La domanda mondiale di petrolio ancora robusta
http://www.certificatiederivati.it/forum/topic.asp?id_topic=377

Petrolio Images, Latest News, Videos, Tweets, Updates ...

Latest Petrolio images, news and videos from across the web including; blogs, Twitter updates and recent Q&A about Petrolio.


ATE-AeroSurveillance introduce il sistema ARDENT per soluzioni di sorveglianza aerea intelligenti della prossima generazione
Il sistema è compatto, leggero e progettato per ambienti di sorveglianza aerea sensibili alla potenza; è quindi ideale per la sorveglianza di oleodotti di olio e petrolio, sorveglianza marittima, sicurezza nazionale e altre applicazioni relative a ...
http://www.businesswire.com/news/home/20110613007002/it

Torno a fare un incursione sui prezzi del petrolio la cosa del tutto giustificata dal momento che ieri ore 22 il prezzo NYMEX per il light sweet ha superato i 108 $ al barile che al
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/03/petrolio-oltre-i-70-al-barile.html

Petrolio - Wikipedia

Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Pier Paolo Pasolini, vedi Petrolio (romanzo) ... Il primo a sostenere che petrolio e metano sono prodotti della ...




http://www.controcorrentesatirica.com/index-gennaio.php

CRUDE OIL PRICE: Oil | Energy | Petroleum | Oil Price | Crude ...

Crude Oil Prices Charts. Latest News on Oil, Energy and Petroleum Prices. Articles, Analysis and Market Intelligence on the Oil, Gas, Petroleum and ...



Negli ultimi giorni la quotazione del petrolio ha ripreso a salire superando la quota dei 60$ cifra che non toccava dal novembre 2008
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andrebbe ad attaccare i massimi olte i 77$ al barile La mia personale visione che il trend rialzista in atto continui fino a dopo l estate e che il petrolio tocchi almeno i 75$ Cliccare qui per ingrandire
http://borsatrend.investireoggi.it/date/2007/07/page/3

IL GRANDE BLUFF: Francamente me ne infischio (del petrolio...)

Il caro-Petrolio ed il caro-Benzina fanno bene all'economia americana e le danno smalto... alla faccia del petrolio aumentato del +35% in un paio di mesi ...




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http://ddcasatitorino.scuole.piemonte.it/energia/petrolio.htm

La guerra degli sciiti e il petrolio. - Petrolio

Posto oggi uno stralcio dell'intervento di Terence Ward* ad Aspo5. E' sicuramente di ... Sostituire rapidamente il petrolio con qualcosa di vagamente alternativo costerebbe ...



Tanti sarebbero gli aspetti da analizzare decisamente molto complessi Vi proponiamo qui alcuni post interessanti che mostrano i risvolti di questa vicenda Debora Billi curatrice del blog Petrolio riflette sugli aumenti del prezzo della benzina e gli effetti sulla politica estera Di nuovo venti di guerra soffiano nel golfo Persico e
http://politicaesocieta.blogosfere.it/2007/05/iran-petrolio-e-stati-uniti-la-blogosfera-riflette-sulle-relazioni-internazionali.html