Łódź
Świnoujście
.eu
.pl
1º gennaio
1º maggio
1025
10 aprile
11 novembre
1241
12 marzo
13 dicembre
14 aprile
1699
16 aprile
1772
1791
1793
1795
1918
1921
1922
1939
1945
1948
1956
1980
1989
1990
1994
1996
1997
1998
1999
19 febbraio
2000
2002
2003
2004
2007
2010
21 dicembre
24 ottobre
31 marzo
3 maggio
5 aprile
7 giugno
8 giugno
992
9 novembre
Abcasia
Accordi di Schengen
Agnieszka Holland
Agricoltura
Albania
Aleksander Kwaśniewski
Alleanza della Sinistra Democratica (Polonia)
Alleati
Alta Slesia
Andorra
Andrzej Wajda
Anni 1990
Area
Asia
Atene
Austria
Autostrade in Polonia
Azerbaigian
Bandiera polacca
Behemoth (gruppo musicale)
Belgio
Białystok
Bielorussi
Bielorussia
Bielsko-Biała
Blocco orientale
Bohdan Chmielnicki
Bolscevismo
Bosnia-Erzegovina
Breslavia
Bronisław Komorowski
Bulgaria
Bydgoszcz
Bytom
Cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale
Canada
Capitale (città)
Carpazi
Cattolicesimo
Chiesa cattolica polacca
Chiesa evangelica augustea polacca
Chiesa nativa polacca
Chiesa slava polacca
Chilometro quadro
Chilowatt
Chorzów
Cipro
Città del Vaticano
Commissione europea
Confederazione Polacco-Lituana
Świnoujście
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1º gennaio
1º maggio
1025
10 aprile
11 novembre
1241
12 marzo
13 dicembre
14 aprile
1699
16 aprile
1772
1791
1793
1795
1918
1921
1922
1939
1945
1948
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1980
1989
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1997
1998
1999
19 febbraio
2000
2002
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21 dicembre
24 ottobre
31 marzo
3 maggio
5 aprile
7 giugno
8 giugno
992
9 novembre
Abcasia
Accordi di Schengen
Agnieszka Holland
Agricoltura
Albania
Aleksander Kwaśniewski
Alleanza della Sinistra Democratica (Polonia)
Alleati
Alta Slesia
Andorra
Andrzej Wajda
Anni 1990
Area
Asia
Atene
Austria
Autostrade in Polonia
Azerbaigian
Bandiera polacca
Behemoth (gruppo musicale)
Belgio
Białystok
Bielorussi
Bielorussia
Bielsko-Biała
Blocco orientale
Bohdan Chmielnicki
Bolscevismo
Bosnia-Erzegovina
Breslavia
Bronisław Komorowski
Bulgaria
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Bytom
Cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale
Canada
Capitale (città)
Carpazi
Cattolicesimo
Chiesa cattolica polacca
Chiesa evangelica augustea polacca
Chiesa nativa polacca
Chiesa slava polacca
Chilometro quadro
Chilowatt
Chorzów
Cipro
Città del Vaticano
Commissione europea
Confederazione Polacco-Lituana
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Polonia (disambigua).
Repubblica di Polonia
(dettagli)
(dettagli)
Dati amministrativi
Nome completo
Repubblica di Polonia
Nome ufficiale
Rzeczpospolita Polska
Lingue ufficiali
polacco język polski
Capitale
Varsavia (1 746 000 ab. / 2007)
Politica
Forma di governo
Repubblica Parlamentare
Presidente
Bronisław Komorowski
Primo Ministro
Donald Tusk
Indipendenza
11 novembre 1918 dall'Austria, Russia e Germania
Ingresso nell'ONU
24 ottobre 1945 3
Ingresso nell'UE
1º maggio 2004
Superficie
Totale
312.685 km² (68º)
% delle acque
2,6 %
Popolazione
Totale
38.073.745 ab. (2004) (34º)
Densità
123,5 ab./km²
Geografia
Continente
Europa
Fuso orario
UTC+1
UTC+2 in ora legale
Economia
Valuta
Złoty
PIL (PPA)
666.052 milioni di $ (21º)
PIL pro capite (PPA)
15.536 $ (2008) (51º)
ISU (2007)
0,880 (alto) (41º)
Consumo energetico
0,35 kW/ab.
Varie
TLD
.pl, .eu
Prefisso tel.
+48
Sigla autom.
PL
Inno nazionale
Mazurek Dąbrowskiego
Festa nazionale
3 maggio e 11 novembre
1 Vedi anche Motti non ufficiali della Polonia.
2 Bielorusso, Casciubo, Tedesco e Ucraino sono parlati in cinque voivodati. Non sono, comunque, considerati lingue ufficiali.
3 è uno dei 51 Stati membri che nel 1945 diedero vita all'ONU.
Castello di Będzin.
Polonia 992-1025.
La Confederazione Polacco-Lituana al suo apice.
Palazzo di Wilanów.
La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia (in polacco Rzeczpospolita Polska) è uno stato membro dell'Unione Europea e situato nell'Europa centro-orientale. Ha un popolazione di 38.626.349 abitanti e una superficie di 312.685 km². La capitale è Varsavia.
Confina a ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, ad est con l'Ucraina e la Bielorussia, a nordest con la Lituania e l'exclave russa di Kaliningrad e a nord con il Mar Baltico.
La Polonia è una repubblica parlamentare; l'attuale presidente della repubblica è Bronisław Komorowski, mentre il primo ministro (dal 9 novembre 2007) è Donald Tusk.
Lo stato polacco ha una storia lunga più di un millennio; nel XVI secolo, sotto la dinastia Jagellone, era uno dei più ricchi e potenti paesi d'Europa. Il 3 maggio 1791, la Confederazione Polacco-Lituana definì la Costituzione Polacca di Maggio, la prima costituzione scritta d'Europa. Poco dopo, la Polonia cessò di esistere per 123 anni, in quanto spartita tra Russia, Austria e Prussia. L'indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla Prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica Polacca. Dopo la Seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell'Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la Seconda guerra mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista. Nel 1999 la Polonia è stata ammessa alla NATO. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º maggio 2004.
Indice
1 Geografia
1.1 Etnie
1.2 Lingue
1.3 Religioni
2 Storia
2.1 La spartizione e la sottomissione allo straniero
2.2 L'indipendenza
2.3 La seconda guerra mondiale
2.4 Il regime comunista
2.5 La democrazia
2.6 Relazioni con l'Unione europea
2.7 La bandiera
3 Ordinamento dello stato
3.1 Divisioni amministrative
3.2 Città principali
4 Economia
5 Trasporti
6 Forze armate
7 Telecomunicazioni
8 Cultura
8.1 Cinema
8.2 Musica
8.3 Cucina
9 Galleria immagini
10 Note
11 Voci correlate
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni
modifica Geografia
Per approfondire, vedi la voce Geografia della Polonia.
Topografia
Il territorio della Polonia è costituito in gran parte da una vasta pianura che si estende dal mar Baltico, a nord, fino ai monti Carpazi, a sud.
La costa del mar Baltico manca di porti naturali, se si escludono quello di Danzica e di Stettino. La regione a nord-est del Paese, chiamata Distretto dei Laghi, è scarsamente popolata e manca di risorse per l'agricoltura e l'industria. A sud ed a ovest del Distretto dei Laghi si estende una vasta regione pianeggiante che corre fino ai Sudeti (a sud-ovest) al confine con la Repubblica Ceca e la Slovacchia e fino ai Carpazi al confine con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l'Ucraina (a sud-est).
modifica Etnie
Per approfondire, vedi la voce Polacchi.
Nella sua storia l'attuale territorio della Polonia ha ospitato molte lingue, culture e religioni. Comunque, il risultato della Seconda guerra mondiale, e la seguente migrazione ad ovest nell'area fra la Linea Curzon e la Linea Oder-Neisse, ha dato alla Polonia una certa omogeneità.
36.983.700 persone, il 96.74%, oggi si considerano polacchi; 471.500 (1.25%) hanno dichiarato un'altra nazionalità; 774.900 (2.03%) non hanno dichiarato alcuna nazionalità. Le minoranze etniche ufficialmente riconosciute includono: Tedeschi, Ucraini, Lituani, Ebrei e Bielorussi. Quasi estinta in Polonia (ed in buona parte residente in parti della Polonia ora facenti parte di Russia, Ucraina, Bielorussia e Lituania) è la minoranza dei tartari polacchi, un gruppo migrato in Polonia tra la fine del '400 e l'inizio del '500, islamico e in genere parlante il polacco.
modifica Lingue
La lingua polacca, del ceppo delle lingue slave, è quella ufficiale, ma nel Voivodato di Pomerania oltre 50.000 persone parlano una lingua slava affine, ma diversa dal polacco, il casciubo. Esistono comunque minoranze linguistiche tedesche, ucraine, bielorusse e russe.
modifica Religioni
Per approfondire, vedi le voci Chiesa cattolica polacca e Chiesa evangelica augustea polacca.
Santuario di Częstochowa
I polacchi sono per la maggior parte cattolici ma solo il 40% risulta praticante. Il resto della popolazione consiste in minoranze ortodosse (500.000 persone) e protestanti (circa 100.000 appartenenti alle chiese protestanti tradizionali). I Testimoni di Geova sono all'incirca 127.000. Ridotta invece ai minimi termini la storica comunità ebraica (circa 3 milioni di persone nel 1939) a causa delle persecuzioni naziste e dell'emigrazione, principalmente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Israele dei superstiti della Shoah. In Polonia esiste anche una piccola minoranza neopagana (approssimativamente poche migliaia di persone), attiva dall'inizio del XIX secolo, la confederazione Polacco-Lituana fu l'ultimo stato d'Europa ad avere al suo interno consistenti minoranze pagane, che si convertitono al cristianesimo (in genere cattolico) al principio del '400. Attualmente esistono due istituzioni principali che amministrano il Neopaganesimo slavo (religione neopagana ispirata all'antica spiritualità slava), ovvero la Chiesa nativa polacca e la Chiesa slava polacca. La Polonia, grazie alla notevole ed insolita tolleranza dimostrata nell'età moderna e alla fine del medioevo dalla confederazione Polacco-Lituana, ospita al suo interno una delle comunità mussulmana sunnite più antica d'Europa, quella dei Tartari polacchi, diffusa soprattutto nel Podlasie, (con moschee storiche a Kruszyniany e a Bohoniki).
Dal 25 al 28 maggio 2006, si è recato in storica visita apostolica in Polonia, Papa Benedetto XVI.
modifica Storia
Per approfondire, vedi le voci Storia della Polonia, Presidenti della Polonia e Primi Ministri della Polonia.
L'antico regno polacco cominciò a prendere una forma unitaria nella metà del X secolo, sotto la dinastia dei Piast esattamente sotto Mieszko (Miecislao), infatti risulta che nel 966, dopo aver riunito intorno alla rocca di Gniezno una prima rudimentale comunità nazionale, qui scelse anche la bandiera che risulta essere quella attuale della Repubblica di Polonia, un'aquila bianca su campo rosso, si narra per mezzo del ritrovamento di un nido di aquilotti durante i lavori di costruzione della città di Gniezno. Miecislao si converte poi al cristianesimo, si narra per compiacere sua moglie, una principessa Boema, ma anche per godere della protezione della Chiesa ed evitare la colonizzazione germanica.
Nel XII secolo, la Polonia si frammentò in molti piccoli stati, che nel 1241 vennero depredati dalle armate Mongole dell'Orda d'Oro. Sotto la dinastia Jagellone, venne accordata un'alleanza con la vicina Lituania, e l'epoca d'oro arrivò nel XV secolo con l'unione tra i due stati (Unione di Lublino), nella Confederazione Polacco-Lituana. I sudditi polacchi godevano di grande libertà e un sistema parlamentare, anche se i benefici di quest'ultimo erano limitati alla szlachta (nobiltà). Da quel tempo i polacchi si sono dati il nome di Nazione della gente libera.
Nella metà del Seicento, una ribellione di cosacchi condotta da Bohdan Chmielnicki diede inizio all'epoca turbolenta del Potop (Diluvio). Vi furono numerose guerre contro l'impero ottomano, la Russia, la Svezia, la Transilvania e la Prussia-Brandeburgo che finirono nel 1699.
modifica La spartizione e la sottomissione allo straniero
Nei successivi 80 anni, l'elettività del sovrano e il principio del liberum veto nel Sejm provocarono lo svanire del potere centrale ed il raggiungimento di un punto morto nelle istituzioni, indebolirono la nazione, e portarono alla sottomissione da parte di Austria, Prussia e Russia, e soprattutto dell'ultima.
L'Illuminismo in Polonia fomentò un crescente movimento nazionale per restaurare lo stato, il cui risultato fu la prima costituzione scritta di Europa, nel 1791, la Costituzione Polacca di Maggio (festeggiata ancora oggi il 3 maggio). Il processo di riforme causò un intervento esterno e una serie di spartizioni della Polonia fra i tre imperi di Austria, Russia e Prussia nel 1772, 1793 e 1795; al termine, la Polonia venne completamente cancellata dalle carte geografiche. I polacchi risentirono la mancanza di libertà e più volte si ribellarono contro gli oppressori (vedi Elenco delle ribellioni polacche).
Napoleone creò uno stato dipendente dalla Francia in territorio polacco, il Granducato di Varsavia, governato da Federico Augusto I di Sassonia.
Dopo le guerre napoleoniche, una ricostituzione dello stato polacco, il Regno di Polonia conosciuto come "Polonia del Congresso", governato dallo zar russo, possedeva una costituzione liberale. Tuttavia gli zar Russi ridussero presto le libertà della Polonia, finché la Russia annesse di fatto il paese. Più tardi, nel XIX secolo, la Galizia governata dall'Austria divenne l'oasi polacca di libertà.
Durante la Prima guerra mondiale tutti gli alleati concordarono nella ricostituzione della Polonia come stato cuscinetto tra Germania e Unione Sovietica ed il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson la proclamò nel punto 13 dei suoi quattordici punti.
modifica L'indipendenza
Poco dopo la capitolazione della Germania nel novembre 1918, la Polonia riguadagnò l'indipendenza come Seconda Repubblica Polacca.
Ad oriente però la tensione crebbe nei confronti della Russia, allora alle prese con una guerra civile e con le difficoltà della nascente Rivoluzione Bolscevica che, per sua stessa natura, doveva essere esportata raggiungendo le masse operaie dell'Europa occidentale, anch'esse duramente provate dalla guerra. Dopo qualche tentativo diplomatico, iniziarono diverse scaramucce di frontiera con scontri armati sempre più violenti.Lo scenario cambiò nel giro di un altro mese con la controffensiva sovietica; a metà di questa gli inglesi si offrirono di mediare le trattative, ma fu la Russia Bolscevica a rifiutare e voler continuare l'offensiva che la porterà fino alle porte di Varsavia. La Polonia cambiò le sorti della guerra ancora una volta con una delle battaglie più decisive della storia, definita dai giornali dell'epoca, "il miracolo della Vistola". Nel contrattacco che ne seguì, la Polonia rioccupò buona parte dei territori perduti ritornando praticamente sulle posizioni iniziali, in quella che oggi chiamiamo Bielorussia,la cui popolazione era polacca per più del 50% così come nel territorio di Vilna, e la parte più occidentale dell'Ucraina.
La Russia bolscevica, ancora alle prese con la propria guerra civile e con disordini interni, desistette dalla lotta, e col Trattato di Riga del 1921 riconobbe le frontiere polacche in Bielorussia e in Ucraina, fissando il confine russo-polacco secondo quanto stabilito alla fine della prima guerra mondiale. Il territorio di Vilna, rivendicato dalla Lituania con l'assenso dei russi, fu poi annesso alla Polonia nel 1922, tramite plebiscito (dimostrando così la prevalenza dell'etnia polacca in quei territori). Infine l'Alta Slesia fu acquisita grazie alla Guerra polacco-cecoslovacca. Tali confini restarono sostanzialmente invariati fino al settembre del 1939, tranne l'acquisizione di Cieszyn/Teschen a spese della Cecoslovacchia.
modifica La seconda guerra mondiale
La seconda repubblica polacca durò fino agli inizi della seconda guerra mondiale nel 1939, quando il suo territorio fu invaso dalla Germania di Hitler e dall'Unione Sovietica e spartito fra i due Stati aggressori sulla base di quanto stabilito dal Patto Molotov-Ribbentrop (Trattato di non aggressione), che prevedeva, tra l'altro, la spartizione della Polonia.
La Polonia era completamente impreparata di fronte alla velocità e la violenza degli attacchi tedeschi, per via del fallimento nella modernizzazione dell'esercito. La situazione si aggravò quando l'esercito polacco, impegnato duramente ad ovest dalla Wehrmacht fu attaccato anche da est dall'Armata Rossa, senza alcuna dichiarazione di guerra da parte dell'Unione SOvietica. Tutto il paese soffrì gravemente durante il periodo dell'occupazione, (vedi anche Governatorato Generale), anche perché tra tutte le nazioni coinvolte nella guerra, la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini: più di 6 milioni morirono, metà dei quali ebrei polacchi.
modifica Il regime comunista
Dopo la guerra, le frontiere della Polonia vennero spinte ad Ovest; il confine est alla linea Curzon, avallando le pretese sovietiche, dopo lo sterminio e la deportazione in Siberia della popolazione di etnia polacca e il confine ovest alla linea Oder-Neisse per circa 200 km. Dopo lo spostamento, la Polonia perse ad est 188.000 km² (15 milioni di abitanti) a favore dell'Unione Sovietica e guadagnò 122.000 km² a spese della Germania. Lo spostamento delle frontiere causò anche la migrazione verso ovest di milioni di persone, polacchi e tedeschi in fuga dai territori amputati dai rispettivi paesi ed ucraini trasportati a ripopolare le terre conquistate. La vittoria dell'Unione sovietica causò l'imposizione di un governo comunista. Nel 1948 una svolta verso lo Stalinismo rese ancor più opprimente il governo totalitario. La Repubblica Popolare di Polonia, venne ufficialmente proclamata nel 1952. Nel 1956 dopo una rivolta il regime divenne meno oppressivo, liberando molte persone dalle prigioni ed espandendo in parte le libertà personali.
Gli scioperi dei lavoratori nel 1980 portarono alla formazione di un sindacato indipendente, "Solidarność", che con il tempo divenne una forza politica, appoggiata ufficialmente dal Vaticano e dagli ambienti occidentali europei.
modifica La democrazia
"Solidarność" erose il dominio del partito comunista; nel 1989 vinse le elezioni parlamentari (vedi Rivoluzioni del 1989) e nel 1990 Lech Wałęsa divenne il primo presidente eletto. Vennero riconosciuti diversi diritti civili e umani, tra cui la libertà di parola e la democrazia. Tuttavia, il sistema politico era instabile: ci furono elezioni nel 1991, nelle quali nessun partito ottenne più del 15% dei voti o dei seggi, e nel 1993, in cui si affermarono l'Alleanza della Sinistra Democratica (SLD, post-comunista) e il Partito Popolare Polacco (PSL), ma senza che nessuno dei due ottenesse la maggioranza assoluta.
La transizione dall'economia centralizzata all'economia di mercato non fu facile. Un programma di terapia shock nei primi anni 1990 permise alla nazione di trasformare la sua economia in una delle più robuste (secondo i criteri dell'economia neoliberale) dell'Europa centrale. La Polonia fu il primo tra i paesi post-comunisti a riguadagnare sul PIL.
Organizzazioni internazionali
Membro ONU dal:
24 ottobre, 1945
Membro NATO dal:
1999
Nel 1995 il socialdemocratico Aleksander Kwaśniewski (SLD) sconfisse al ballottaggio Lech Wałęsa e gli succedette come presidente, venendo confermato nel 2000. Nel frattempo, la coalizione tra SLD e PSL veniva bocciata dagli elettori nel 1997 ma riconfermata nel 2001, nelle quali comparvero due nuove formazioni di destra, la nazionalista Diritto e Giustizia (PiS) e la conservatrice Piattaforma Civica (PO).
La Polonia entrò nella NATO il 12 marzo 1999. L'8 giugno 2003 il 77,4% dei polacchi in un referendum approvò l'adesione all'Unione Europea, cui seguì nella primavera del 2004 la partecipazione all'elezione del Parlamento Europeo.
Alle elezioni parlamentari polacche del 2005 PiS e PO conquistarono alleate una vasta maggioranza parlamentare, nell'ottobre 2005 si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno portato all'elezione di Lech Kaczyński (PiS), vanamente contrastato da Donald Tusk (PO). La maggioranza ultranazionalista guidata dal PiS contro PO è presto implosa, forzata a convocare elezioni anticipate nel 2007, nelle quali ha trionfato PO.
modifica Relazioni con l'Unione europea
Per approfondire, vedi la voce Unione Europea.
Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:
Data o periodo
Evento
5 aprile 1994
Presenta la domanda di adesione.
31 marzo 1998-13 dicembre 2002
Si tengono i negoziati di adesione.
19 febbraio 2003
La Commissione europea approva la domanda di adesione presentata dalla Polonia.
14 aprile 2003
Il Consiglio Europeo approva l'adesione della Polonia
16 aprile 2003
Ad Atene la Polonia firma il Trattato di adesione.
7 e 8 giugno 2003
Mediante un referendum i polacchi approvano la ratifica del Trattato di adesione.
1º maggio 2004
Entra in vigore il Trattato di adesione.
21 dicembre 2007
La Polonia aderisce agli Accordi di Schengen.
modifica La bandiera
Il vessillo nazionale della Polonia è una delle bandiere europee più semplici: una banda superiore bianca, e una inferiore rossa, di uguale larghezza. La bandiera polacca non è stata conservata nelle sue forme originarie per tutto il periodo del governo comunista, una delle prime decisioni fu quella di togliere l'aquila, simbolo di sovranità nazionale, e la parola Dio dal motto che compariva sulle bandiere delle forze armate polacche:"Dio,Onore, Patria"
modifica Ordinamento dello stato
Sala del Sejm.
Per approfondire, vedi le voci Politica della Polonia e Elezioni in Polonia.
La repubblica polacca è una repubblica parlamentare, la sua costituzione attuale è stata adottata nel 1997. Il potere legislativo è esercitato da un Parlamento bicamerale: il Sejm e il Senat. I partiti rappresentati in parlamento sono alquanto frammentati, tant'è che il governo è formato da una coalizione di 7 partiti.
Il potere esecutivo viene esercitato dal Primo Ministro e un Consiglio dei ministri, che vengono nominati dal Capo di Stato, ma che condividono con questo alcune competenze (difesa nazionale, politica estera) similmente al sistema francese.
Il Presidente della Repubblica viene eletto a suffragio diretto, al pari della camere del Sejm e del Senato, ha il diritto di iniziativa legislativa e il controllo politico sul governo. Fino al 10 aprile 2010 è stato Presidente Lech Kaczyński, morto in un incidente aereo a Smolensk, in Russia, insieme a molti altri membri del governo polacco. L'attuale Presidente è Bronisław Komorowski.
La struttura del governo è centrata sul Consiglio dei ministri, guidato dal Primo Ministro. Il presidente nomina il segretario conformemente alle proposte del Primo Ministro, solitamente dalla maggioranza nel Sejm. I votanti polacchi, eleggono un parlamento di due camere (Assemblea Nazionale, o Zgromadzenie Narodowe), consistente in 460 membri della camera bassa, il Sejm, e 100 membri del Senato (Senat). Con l'eccezione dei gruppi di minoranze etniche, solo i partiti politici che hanno ricevuto almeno il 5% dei voti possono entrare nel Sejm.
Il potere giudiziario è rappresentato dalla Corte Suprema (Sąd Najwyższy, giudici nominati dal presidente della repubblica sotto raccomandazione del Concilio Nazionale della Giustizia per un periodo indefinito) e dal Tribunale Costituzionale (Trybunał Konstytucyjny, giudici scelti dal Sejm con nove anni di carica).
Il Sejm (sotto approvazione del Senato), nomina il Difensore Civico o il Commissario per la Protezione dei Diritti Civili (Rzecznik Praw Obywatelskich), per una carica di cinque anni. Il Difensore Civico ha il dovere di vigilare l'osservanza e la realizzazione dei diritti e delle libertà dei cittadini, la legge e i principi della vita e della giustizia sociale.
modifica Divisioni amministrative
Divisioni amministrative della Polonia
Per approfondire, vedi la voce Voivodati della Polonia.
Dal 1º gennaio 1999, la Polonia è suddivisa in 16 voivodati. Ogni voivodato (Województwa, singolare - Województwo) ha un proprio organo parlamentare, un rappresentante ("maresciallo") e un presidente dei ministri:
Voivodato della Grande Polonia (Wielkopolskie)
Voivodato di Cuiavia-Pomerania (Kujawsko-Pomorskie)
Voivodato della Piccola Polonia (Małopolskie)
Voivodato di Łódź (Łódzkie)
Voivodato della Bassa Slesia (Dolnośląskie)
Voivodato di Lublino (Lubelskie)
Voivodato di Lebus (Lubuskie)
Voivodato di Masovia (Mazowieckie)
Voivodato di Opole (Opolskie)
Voivodato di Podlachia (Podlaskie)
Voivodato di Pomerania (Pomorskie)
Voivodato della Slesia (Śląskie)
Voivodato dei Precarpazi (Podkarpackie)
Voivodato di Santacroce (Świętokrzyskie)
Voivodato di Varmia-Masuria (Warmińsko-Mazurskie)
Voivodato della Pomerania Occidentale (Zachodniopomorskie)
modifica Città principali
Varsavia
Łódź
Breslavia
Poznań
Stettino
Danzica
Bielsko-Biała
città
abitanti (2006)
voivodati
1
Varsavia (Warszawa)
1 709 781
Masovia
2
Cracovia (Kraków)
754 624
Piccola Polonia
3
Łódź
747 152
Łódź
4
Breslavia (Wrocław)
635 932
Bassa Slesia
5
Poznań
567 882
Grande Polonia
6
Danzica (Gdańsk)
458 053
Pomerania
7
Stettino (Szczecin)
411 119
Pomerania Occidentale
8
Bydgoszcz
366 074
Cuiavia-Pomerania
9
Lublino (Lublin)
354 967
Lublino
10
Katowice
317 220
Slesia
11
Białystok
294 864
Podlachia
12
Gdynia
252 791
Pomerania
13
Częstochowa
246 890
Slesia
14
Radom
227 018
Masovia
15
Sosnowiec
226 034
Slesia
16
Kielce
208 193
Santacroce
17
Toruń
208 007
Cuiavia-Pomerania
18
Gliwice
199 451
Slesia
19
Zabrze
191 247
Slesia
20
Bytom
187 943
Slesia
21
Bielsko-Biała
176 987
Slesia
22
Olsztyn
176 864
Varmia-Masuria
23
Rzeszów
170 722
Precarpazi
24
Ruda Śląska
146 582
Slesia
25
Rybnik
141 580
Slesia
26
Tychy
131 153
Slesia
27
Dąbrowa Górnicza
130 128
Slesia
28
Opole
128 268
Opole
29
Płock
127 461
Masovia
30
Elbląg
127 275
Varmia-Masuria
31
Wałbrzych
126 465
Bassa Slesia
32
Gorzów
125 416
Lubusz
33
Włocławek
119 939
Cuiavia-Pomerania
34
Zielona Góra
118 221
Lubusz
35
Tarnów
117 560
Piccola Polonia
36
Chorzów
114 686
Slesia
37
Kalisz
108 841
Grande Polonia
38
Koszalin
107 887
Pomerania Occidentale
39
Legnica
105 750
Bassa Slesia
40
Słupsk
104 964
Pomerania
41
Grudziądz
100 000
Cuiavia-Pomerania
42
Jaworzno
96 606
Slesia
43
Jastrzębie-Zdrój
94 100
Slesia
modifica Economia
Per approfondire, vedi la voce Economia della Polonia.
Da quando è tornata la democrazia, la Polonia ha perseguito fedelmente una politica di liberalizzazione dell'economia, e oggi risalta come uno dei più fortunati esempi di transizione dal comunismo ad un'economia di mercato. La Polonia è la prima produttrice mondiale di frumento, la 4° di avena e la 6° di patate.senza fonte
modifica Trasporti
Per approfondire, vedi la voce Autostrade in Polonia.
Aeroporto di Poznań
Per gli standard dell'Europa Occidentale, la Polonia ha un'infrastruttura relativamente medio bassa di strade, autostrade, idrovie e ferrovie. La lunghezza totale delle ferrovie in Polonia è di 23.420 km. La lunghezza totale delle strade è di 364.657 km. C'è un totale di 10.283.000 automobilisti patentati in Polonia e 2.162.000 camionisti.
La Polonia ha 8 aeroporti principali, in un totale di 122 aeroporti e campi di aviazione, e 3 eliporti. La lunghezza totale dei fiumi e canali navigabili è di 3.812 km. La flotta mercantile della Polonia consiste di 114 navi, in addizione a 100 navi registrate fuori dal paese. I principali porti sono a Danzica, Gdynia, Kołobrzeg, Stettino, Świnoujście, Ustka, Varsavia e Breslavia.
modifica Forze armate
Nella storia moderna, le forze armate polacche nascono, ufficialmente, nel 1918, con la proclamazione della repubblica di polonia e già un anno dopo la loro creazione si trovarono in guerra contro le forze sovietiche durante la guerra sovietico-polacca. La loro però vita è breve, il patto Molotov-Ribbentrop sancì la spartizione della Polonia tra Germania nazista e Unione Sovietica, spartizione che si concretizzerà nel 1939 le forze polacche furono sbaragliate; oltretutto, migliaia di ufficiali polacchi vennero uccisi poco tempo dopo l'occupazione della Polonia nel massacro di Katyń. Terminata la seconda guerra mondiale le Polonia divenne uno degli stato del blocco orientale, le forze sovietiche crearono l'Armata Popolare di Polonia che ha cessato la sua esistenza con la caduta del comunismo. Ad oggi le forze armate polacche sono in una fase di ri-organizzazione e di modernizzazione in base ai parametri della NATO; dal 2007 la coscrizione non è più obbligatoria.
Le forze armate polacche (Siły Zbrojne Rzeczypospolitej Polskiej - forze armate della repubblica di Polonia) si dividono in quattro branche:
Esercito (Wojska Lądowe): conta 65.000 unità di cui 45.000 sono militari. Si divide in due distretti militari, Il Distretto Militare Slesiano con il Quartier generale a Breslavia e il Distretto Militare Pomeraniano con il Quartier generale a Bydgoszcz.
Marina (Marynarka Wojenna): la più grande dei paesi baltici, conta 14.500 unità di cui 6.500 militari. Il Quartier generale è situato a Gdynia.
Aeronautica (Siły Powietrzne): conta un personale di 26.126 unità di cui 16.000 militari.
Forze speciali (Wojska Specjalne): branca nata nel 2007, si compone di 3 unità speciali e di un comando. A Cracovia ha sede il Quartier generale.
Le funzioni di polizia militare sono affidate alla Gendarmeria militare.
modifica Telecomunicazioni
In Polonia, le azioni del settore delle telecomunicazioni nella produzione del PIL, era del 4.4% nel 2000, in crescita rispetto al 2.5% del 1996. Ciò nonostante, a dispetto delle grandi spese per l'infrastruttura del settore (la copertura è cresciuta da 78 utenti per 1000 abitanti nel 1989 ai 282 del 2000), il settore è ancora sottosviluppato. La densità delle stazioni televisive varia da regione a regione, con molti buchi nelle zone rurali. I principali gestori di telefonia fissa in Polonia sono: Telekomunikacja Polska [Dialog]è Netia. I gestori di telefonia mobile sono: Era, Orange, Plus, Heyah, Sami Swoi, Play.
modifica Cultura
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Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa della Polonia nel 2004 era al 32º posto su 164 paesi.
modifica Cinema
Krzysztof Kieslowski, Krzysztof Zanussi Stanisław Bareja, Marek Koterski, Agnieszka Holland, Andrzej Wajda, Roman Polański, Kasia Smutniak.
modifica Musica
Ampia importanza ha, nella vita culturale polacca, la musica. I generi ascoltati sono dei più svariati e frequente è l'ascolto in lingue diverse dal polacco o dall'inglese. Fra i cantanti polacchi possiamo citare: Maanam, Sistars, Goya, Kayah, Kasia Kowalska, Lady Pank, Dżem, Kult, Czesław Niemen, Pidżama Porno, Edyta Górniak, Krzysztof Krawczyk, Maryla Rodowicz, Mandaryna, Doda,Piotr Kupicha del gruppo Feel, Kombii, Budka Suflera, Sasha Strunin, Agnieszka Włodarczyk e il tenore Piotr Brzęczałka. Soprattutto polacchi amano Hey, rock band di Stettino. Una notevole importanza riveste anche la musica metal: sono molti i gruppi polacchi di fama infatti, dai leggendari Vader ai Behemoth, dai Decapitated a Graveland. Ma la gioventù polacca spesso ascolta i gruppi stranieri, soprattutto americani. Zelazowa Wola è anche il paese natale di Fryderyk Chopin.
modifica Cucina
La cucina polacca è molto varia, ma risulta difficile definirne l'origine e la tipicità. La cucina attuale infatti, è frutto dei cambiamenti storici, e delle numerose invasioni, che hanno profondamente influenzato la moda culinaria ed è il risultato della reinterpretazione delle influenze della cucina tedesca, francese, italiana ed ebraica.
Per approfondire, vedi la voce Cucina polacca.
modifica Galleria immagini
Stettino
Zamość
Bydgoszcz
Lublino
Katowice
Toruń
Bielsko-Biała
Puławy
Stargard Szczeciński
Police
Kamień Pomorski
Sulejów
modifica Note
modifica Voci correlate
Corona di Polonia
Lista dei Re Polacchi
Polacchi
Targhe automobilistiche polacche
Letteratura polacca
Elenco dei parchi nazionali della Polonia
modifica Altri progetti
Commons
Wikiquote
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Polonia
Wikiquote contiene citazioni sulla Polonia
Articolo su Wikinotizie: Polonia elezioni legislative 2005 26 settembre 2005
Articolo su Wikinotizie: Polonia elezioni presidenziali risultati 9 ottobre 2005
Articolo su Wikinotizie: Elezioni in Polonia: sconfitti i gemelli Kaczyński 22 ottobre 2007
modifica Collegamenti esterni
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Slovacchia
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^ Stato con la maggioranza del territorio e della popolazione in Asia.
^ Stato con la maggioranza del territorio in Asia ma quella della popolazione in Europa.
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Polish diaspora - Wikipedia, the free encyclopedia
The second largest Polonia in the world, and the largest in Europe, is the Polish minority in Germany. ... According to the Council of Polonia in South Africa, some 25,000-30, ...
And there's still plenty of potential in the market, experts say
Some 57 percent of Poles visit a shopping mall at least once a week, a recent study by market research agency GfK Polonia indicates. Among people in smaller towns, the percentage is even higher.
Polonia Net
Polonia.net - polski informator w USA: Polonia w Stanach Zjednoczonych, Polacy w Nowym Jorku, niezbędnik imigranta, polskie forum w USA, imprezy polonijne ...
Smuda forced to alter squad
Poland coach Franciszek Smuda has had to make changes in defence for his squad to face Argentina and France in international friendlies next month.
poblada Ldz est situada en el centro Gdansk es la ciudad con uno de los puertos ms importantes y Wroclaw que es uno de los principales centros econmicos y de desarrollo del pas Polonia goza de una de los paisajes ms bonitos y puros de Europa formado por colinas y valles adems una gran parte del territorio de Polonia es llano con pequeas colinas son sitios
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Polònia – Índex – TV3 – Televisió de Catalunya
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Do you love pierogis and kielbasa? Of course you do! Our list of the best Polish restaurants in the Detroit area includes Polonia, Lila's Pierogi and Polonus.
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Polonia - Wiktionary
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Row over status of Poles in Germany sours relations
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trzeba mie kto tego nie rozumie to go nie ma Std te problem z nasz narodow kultur tutaj jeli pastwo polskie nie zainwestuje nie bdzie nas jeszcze przez nastpne lata Polska modzie w Chicago Parada 3 Majowa 2008 M K Jednak dziaasz piszesz nie boisz si Ameryki inwestujesz w swoj przyszo i poezj Przede mn ley twj najnowszy
http://www.polishnews.com/index.php?option=com_content&view=article&id=809:polsko-w-ameryce-to-hobby&catid=63:sztukaart&Itemid=187
Cafe Polonia :: Fine Polish Cuisine
We are pleased to announce the opening of our second location in historic Salem, Massachusetts. ... Copyright 2010 Cafe Polonia | Created by CJR Business Solutions ...
Naked truth for Poland
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New York City took its smoking prohibition outdoors on Monday, adding the city's parks and beaches to the list of places where smoking is banned as part of Mayor Michael Bloomberg's campaign to promote healthy habits.
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