1920
1950
1960
2005
Agostino Carracci
Albio Tibullo
Anni 1990
Aprile
Arte
Attore (spettacolo)
Attrazione sessuale
Catechismo della Chiesa Cattolica
Catullo
Censura
Cinema pornografico
Cinematografia
Codice penale
Daniel Defoe
Dipendenza dalla pornografia
Dipendenza sessuale
Eccitazione sessuale
Erotismo
Età del consenso
Eterosessualità
Fantasia (filosofia)
Feticismo (sessualità)
File sharing
Foto
Fotoromanzo
Fumetti
Gabriele D'Annunzio
Germania
Giappone
Giovanna Casotto
Gran Bretagna
Guido Crepax
Hentai
Hustler
I Simpson
Internet
Irvine Welsh
Italia
Jane Birkin
Je t'aime... moi non plus
Junichiro Tanizaki
Lesbismo
Lingua greca
Lingua latina
Lorenzo Rocci
Lupanari
Maggiore età
Marchese de Sade
Marco Valerio Marziale
Milo Manara
Morale cattolica
Museo archeologico nazionale di Napoli
Nudità
Omosessualità
Pagina principale
Parafilia
Pedofilia
Pedopornografia
Penthouse
Pietro Aretino
Playboy
Pompei
Porno (romanzo)
Pornografia
Pornografia gay
Pornografia minorile
Postribolo
Prostituzione
Pubblicazione e spettacoli osceni
Pubertà
Publio Ovidio Nasone
Raffaello
Rapporto sessuale
Romanzo
Serge Gainsbourg
Sesso
Sesso di gruppo
Sesto Properzio
Sexy shop
Stati Uniti d'America
Venere di Willendorf
Videoteca
XX secolo
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Cliente e prostituta in una illustrazione greca
Rapporto sessuale di Julie e un atleta, disegno di Agostino Carracci
La pornografia (dal greco πόρνη, porne, "prostituta" e γραφή, graphè, "disegno" e "scritto, documento"[1] e, quindi, letteralmente "scrivere su" o "disegnare prostitute") è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali, in genere ritenuti osceni, effettuata in diverse forme: letteraria, pittorica, cinematografica, fotografica.
Ogni essere umano ha normalmente delle fantasie erotiche, cioè usa l'immaginazione per rappresentarsi delle scene eccitanti eroticamente, senza altro scopo che l'eccitazione in sé: la pornografia è la concretizzazione di queste fantasie in immagini, disegni, scritti, oggetti o altre produzioni. Poiché molte persone hanno fantasie erotiche simili, di solito il materiale pornografico prodotto da un singolo, con le scene della sua immaginazione erotica, risulta eccitante anche per molti altri. Anche se la pornografia è stata usata anche come semplice ingrediente di opere artistiche più articolate, il fine della pornografia è basicamente quello di indurre uno stato di eccitazione sessuale.
Il termine ha iniziato ad essere impiegato con questo significato agli inizi del XIX secolo, per poi diffondersi nei decenni successivi[2] allo scopo di distinguerla dal concetto di arte.
Generalmente, negli ordinamenti giuridici occidentali non è considerata illegale, ma in determinati contesti è (o è stata) soggetta a censura, e ne viene vietata la visione (in particolare a minorenni).
Da sempre si è dibattuto sul mutevole confine tra arte, erotismo e pornografia.
Indice
1 Storia della pornografia
2 Forme di pornografia
2.1 Stampa
2.2 Cinema
2.3 Letteratura, musica, arte
2.4 Pornografia ed internet
3 Pedopornografia e pornografia minorile
4 La pornografia secondo la Chiesa Cattolica
5 Note
6 Bibliografia
7 Voci correlate
8 Altri progetti
modifica Storia della pornografia
Affresco sulla parete di un postribolo a Pompei
La pornografia intesa come raffigurazione di situazioni erotiche o scene di sesso ha origini molto antiche: forme di rappresentazione esplicita di atti sessuali sono testimoniate presso la maggior parte delle civiltà della storia, ed è questione controversa se l'importanza relativa della pornografia sia correlata con il "grado di civiltà" di un popolo.
Certamente la pornografia intesa nel senso corrente è un fenomeno moderno, nato come detto precedentemente agli inizi del XIX secolo; nell'esaminare la storia di questo fenomeno, quindi, occorre estendere l'accezione di pornografia ed intendere qualsiasi genere di rappresentazione esplicita di atti sessuali, nudità e così via; tenendo però presente che, al di fuori di alcuni casi, non sempre è ipotizzabile che tale rappresentazione avesse lo scopo di provocare eccitazione nell'osservatore.
Le donne nude e le attività sessuali sono descritte in maniera minuziosa nell'arte paleolitica (vedi ad esempio la Venere di Willendorf), tuttavia, non è sicuro che lo scopo di tali opere fosse il risveglio sessuale, dato che tali immagini possono avere preferibilmente un'importanza spirituale.
Inoltre, proprio in questa epoca sorsero le famose case chiuse (definite bordelli dal linguaggio popolano), che avevano come segno distintivo alcuni disegni pornografici affissi nella porta d'ingresso, ed erano contrassegnati da lucerne a tre bocche. senza fonte
Relativamente all'epoca romana, a Pompei sono tuttora in perfetto stato di conservazione i lupanari, case chiuse sulle cui pareti sono ancora presenti rappresentazioni pornografiche. Inoltre sono state recentemente notate raffigurazioni degli organi sessuali maschili e femminili eseguita in alcune strade: per gli organi femminili era segno che la strada in cui ci si trovava era frequentata da prostitute; per l'organo sessuale maschile invece il discorso è diverso: ve ne erano moltissimi scolpiti o disegnati per le vie di Roma. infatti, l'organo maschile eretto era un simbolo portafortuna, da cui è derivato il nostro cornino di corallo. Una particolare sezione del Museo archeologico nazionale di Napoli (vietata ai minori di 14 anni e ai minori di 18 non accompagnati) contiene tutto quello che di pornografico è stato trovato negli scavi archeologici di Pompei: statue, affreschi, suppellettili (e persino giocattoli erotici), che ci fanno supporre che all'epoca questo tipo di raffigurazioni fossero comunemente diffuse.
Nell'aprile del 2005 alcuni archeologi della Germania hanno notato un grosso disegno, di circa 7.000 anni fa, raffigurante un uomo che si piega sopra una donna nel tentativo di veder soddisfatte le proprie richieste sessuali. Tale figura è stata chiamata Adonis von Zschernitz.
Per molto tempo ed, in parte, anche oggi, la pornografia è diventata bersaglio di lazzi e gag umoristiche o satiriche. Addirittura, nel 1920, furono pubblicati negli Stati Uniti d'America, alcuni fumetti d'impronta comica che prendevano bonariamente in giro il mondo della pornografia. Il titolo era Le Bibbie di Tijuana.
Nella seconda metà del XX secolo, la pornografia si è evoluta negli USA grazie ad alcune riviste specializzate per soli uomini, quali a esempio Playboy e Uomo Moderno (entrambe fondate nel 1950). Questi periodici hanno ritratto donne famose completamente nude.
Dal 1960 in poi queste riviste hanno cercato una forma di raffigurazione sessuale più esplicita. Tale ricerca è terminata negli anni novanta, quando erano ormai inseriti articoli ed immagini riguardanti l'amore lesbico, l'omosessualità, la penetrazione, il sesso di gruppo, il feticismo sessuale.
modifica Forme di pornografia
Rappresentazione pornografica cinese.
modifica Stampa
Le forme più diffuse della pornografia sono foto che ritraggono donne in atteggiamenti sessuali espliciti, immagini di rapporti sessuali eterosessuali o omosessuali con due, tre o più persone coinvolte.
La stampa dedicata alla pornografia è un mercato che non conosce recessione, composto da centinaia di pubblicazioni periodiche come a esempio Penthouse, Hustler, Private e altre. Altre riviste sono in forma di fotoromanzo porno.
Pubblicazioni di notevole successo commerciale sono i fumetti porno che in Italia e Giappone sono disegnati da fumettisti di fama mondiale. Fra i maggiori autori italiani in questo campo troviamo Guido Crepax , Milo Manara e Giovanna Casotto .
modifica Cinema
Per approfondire, vedi le voci Cinema pornografico e Pubblicazione e spettacoli osceni.
La cinematografia ha sempre avuto interesse per la pornografia ma ha trovato ostacoli nelle legislazioni delle varie nazioni. Attualmente il genere del cinema porno è un notevole affare commerciale nelle nazioni dove è consentito.
modifica Letteratura, musica, arte
Esistono forme artistiche con contenuti erotici da alcuni assimilate alla pornografia, in letteratura (valgano per tutti gli esempi di La chiave, dello scrittore giapponese Junichiro Tanizaki, tutta la bibliografia del Marchese de Sade e la letteratura popolare inglese che ha preceduto il romanzo Moll Flanders di Daniel Defoe), nei fumetti (il genere hentai giapponese), nell'arte (La fornarina di Raffaello), nella poesia (Catullo, Marziale, Tibullo, Properzio, Ovidio, Gabriele D'Annunzio e il "divino" Aretino) e nella musica (ad esempio il brano allora giudicato scandaloso Je t'aime... moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin).
Nella pittura e nella fotografia numerosissimi sono i casi di nudità al confine con la pornografia.
modifica Pornografia ed internet
« Il tuo è il sito web non-porno più visitato di Internet: sei al trilionesimo posto! »
(dai Simpson)
La grande disponibilità di pubblico e l'economicità del mezzo, rendono Internet un mezzo molto usato per la distribuzione e la fruizione di materiali a contenuto pornografico. Di fatto, con l'avvento di internet, soprattutto, per la diffusione di sistemi quali il file sharing (condivisione di file), la pornografia è divenuta immediatamente e anonimamente disponibile ovunque e per chiunque. L'ultima conseguenza di questo fenomeno ha, innanzitutto, mitigato il generico sentimento di condanna di fronte a questa forma espressiva, dall'altro ha agevolato l'esplosione o larghissima diffusione di fenomeni quali il genere "amatoriale", consistente nella realizzazione di foto e video di carattere porno-erotico ritraente persone comuni (spesso gli stessi soggetti autori del prodotto). L'impossibilità di individuare talvolta tali individui è data dalla loro abilità (anche dietro commissione) di far rimbalzare il proprio ip attraverso server che non sono raggiungibili dai tecnici delle forze dell'ordine perché ubicati in paesi come quelli dell'Est Europa, dell'Asia e del sud America dove non c'è collaborazione con le forze dell'ordine localisenza fonte.
Oltre al file sharing, altro canale principale di distribuzione della pornografia via internet è rappresentato dai siti a pagamento, un'attività sempre più lucrosa per i produttori di materiale professionale che stanno privilegiando il web ai canali di distribuzione classici quali edicole, videoteche e sexy shop.
modifica Pedopornografia e pornografia minorile
Per approfondire, vedi le voci Pedopornografia e Pornografia minorile.
La pedopornografia è la pornografia in cui sono raffigurati soggetti in età pre-puberale. Si tratta dunque di materiale pornografico destinato a individui affetti da pedofilia, ossia la devianza sessuale che consiste nell'attrazione sessuale per i bambini.
La pedopornografia viene tuttavia spesso erroneamente confusa con la pornografia minorile, ossia il materiale pornografico in cui sono coinvolti individui che, pur non avendo ancora raggiunto la maggiore età, hanno già subito le trasformazioni fisiche e mentali proprie della pubertà o che hanno comunque raggiunto l'età del consenso. Tale confusione nasce probabilmente dal fatto che in molte legislazioni viene considerata illegale e punita non solo la pedopornografia in quanto tale, ma più in generale qualsiasi forma di pornografia minorile, ossia la produzione, distribuzione e detenzione di materiale pornografico coinvolgente minori.
In Italia la detenzione, la diffusione e la produzione di pornografia minorile sono punite secondo gli articoli 600 e seguenti del codice penale. È da notare, a questo proposito, che, sia in Italia che in altre nazioni, è punita anche la produzione e successiva detenzione di materiale non destinato alla diffusione (cfr. l'eventuale caso di minori che riprendano volontariamente le proprie esperienze sessuali).
Bisogna tuttavia considerare che il raggiungimento della maggiore età è diverso da paese a paese (14, 16, 17, 18, 21 o addirittura 23 anni), ragion per cui è possibile che un prodotto pornografico coinvolgente attori diciottenni, perfettamente legale in una nazione, sia illegale in un'altra e viceversa. In altri casi la soglia di età per cui immagini di nudo o pornografiche venivano considerate pedopornografia è stata elevata a più riprese, per cui materiale legale e presente in commercio alcuni decenni prima è poi divenuto illegale (cfr. ad esempio la Gran Bretagna dove il Protection of Children Act del 1978 ha definito "bambini" tutte le persone sotto i 16 anni, modificato poi dal Sexual Offences Act del 2003 che ha alzato lo spartiacque fino ai 18 anni). Allo stesso modo alcune nazioni differenziano le età da cui sono permessi il semplice nudo, rispetto a quelle in cui sono permesse le rappresentazioni di atti sessuali espliciti.
È da ricordare, infine, che la punibilità della diffusione di prodotti pornografici con protagonisti soggetti minorenni prescinde dal vizio di volontà dei soggetti coinvolti. Se, ad esempio, due adolescenti girassero un filmato pornografico amatoriale che li ritrae coinvolti in atti sessuali e, successivamente, raggiunta la maggiore età, decidessero di distribuirlo, gli stessi sarebbero perseguibili.
modifica La pornografia secondo la Chiesa Cattolica
La morale cattolica da sempre condanna la pornografia, considerata come un atto che lede gravemente la dignità della persona umana degradandola da fine a oggetto.
Ecco come si esprime al riguardo il Catechismo della Chiesa Cattolica:
« La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l'atto coniugale, dono intimo degli sposi l'uno all'altro. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano (attori, commercianti, pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione di un mondo irreale. È una colpa grave. Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici »
(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2354)
modifica Note
^ Lorenzo Rocci, Vocabolario greco italiano, ed. Dante Alighieri, Roma, 1987, p. 1542. Πόρνη deriva a sua volta da πέρνημι, pèrnemi, che significa "vendere" (da questa radice anche il latino pretium, "prezzo").
^ Pietro Adamo, La pornografia e i suoi nemici, Il Saggiatore, Milano 1996, pag 7.
modifica Bibliografia
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Pietro Adamo, La pornografia e i suoi nemici. Un manuale per capire, un saggio per riflettere, Milano, il Saggiatore, 1996.
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