2007
2011
Alcatraz
Amnistia
Angelino Alfano
Arresto
Bibbia
Carcere Ucciardone
Carcere di Regina Coeli
Carcere minorile
Carlo Maria Martini
Cassa delle ammende
Centro di permanenza temporanea
Cesare Beccaria
Chiesa
Confino
Corte Europea dei diritti dell'uomo
Costantinopoli
Criminologia
Dei delitti e delle pene
Diritto canonico
Diritto romano
Edizioni Scientifiche Italiane
Einaudi
Ergastolo
Esilio
Espiazione
Fagnano Alto
Feltrinelli
Fondazione ISMU
Galee
Grecia antica
Il Saggiatore
Il Sirente
Indulto
Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre anni
La Tribuna
Lavoro carcerario
Libertà e diritti fondamentali
Michel Foucault
Misure cautelari personali
Mondadori
Pagina principale
Panopticon
Pena
Pena detentiva
Pierre Clémenti
Polizia
Presi per caso
Prigione
Prigione sotterranea
Reato
Reclusione#Le donne e il carcere
Repubblica di Santo Stefano
Roma
Scarceranda
Scarcerazione
Sorvegliare e punire
Suicidio
Tecnica penitenziaria
Trattamento penitenziario
2011
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Amnistia
Angelino Alfano
Arresto
Bibbia
Carcere Ucciardone
Carcere di Regina Coeli
Carcere minorile
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Prigione sotterranea
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Reclusione#Le donne e il carcere
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Suicidio
Tecnica penitenziaria
Trattamento penitenziario
Isola di Alcatraz e relativa prigione (in disuso)
La prigione è il luogo dove vengono reclusi individui privati della libertà personale in quanto riconosciuti colpevoli di reati per i quali è prevista una pena detentiva, nonché alcune categorie[1] di imputati in attesa di giudizio. Si parla in quest'ultimo caso di carcerazione preventiva.
Sinonimi utilizzati per l'istituto di detenzione sono carcere, penitenziario, galera, istituto di pena. Per estensione, si indica anche la pena inflitta ai prigionieri. Altre espressioni, anche relative alla pena, sono "bagno penale", "segrete", "reclusione", "bagni", "andare al fresco", "ai lavori forzati".
Indice
1 Etimologia
2 Storia
3 La prigione in Italia
3.1 Tipi
3.2 Le norme
3.3 La pratica
3.4 Popolazione carceraria e sovraffollamento[9]
3.4.1 La situazione nel 2009
3.5 I morti in carcere
3.5.1 I suicidi
3.6 Donne in carcere
4 Note
5 Voci correlate
6 Bibliografia
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
modifica Etimologia
Il termine indica, nell'uso corrente, sia una pena, che il luogo dove essa viene eseguita, sia una particolare tipologia edilizia destinata all'esecuzione della pena stessa.
Il termine "prigione" deriva dal latino prehensio, l'azione di catturare, mentre la parola "carcere" deriverebbe dal latino carcer, che ha radice dal verbo coercio da cui il significato di luogo ove si restringe, si rinchiude ed anche si castiga e si punisce. Il suo primo significato fu quello di 'recinto' e, più propriamente al plurale, delle sbarre del circo, dalle quali erompevano i carri partecipanti alle corse; solo in un secondo tempo, assunse quello di 'prigione', intesa come costrizione o comunque luogo in cui rinchiudere soggetti privati della libertà personale. V’è, però, qualche voce discorde che vuole l’espressione "carcere" derivante dall’ebraico carcar (tumulare, sotterrare).
Il termine "galera" deriva dalla pena inflitta al prigioniero in epoca antica, costretto a remare nelle galee.
Il termine "bagno penale" deriva dalla conversione dei bagni pubblici di Costantinopoli in prigione.
Il termine "segrete" è relativo alle prigioni dei castelli medievali.
modifica Storia
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Le prigioni nacquero, verosimilmente, col sorgere della civile convivenza umana e svolsero, inizialmente, la funzione di allontanare dalla vita attiva e separare dalla comunità quei soggetti che il potere dominante considerava minacciosi per sé e/o nocivi alla comunità stessa.senza fonte
Le esigenze di costrizione finirono con l’imporre, immediatamente, sistemi durissimi, peraltro inaspriti nei luoghi ove l’esercizio del potere divino era affidato ai responsabili della cosa pubblica, poiché si riteneva che l’offesa arrecata dal reo si estendesse alla divinità. Le testimonianze più lontane che ci sono pervenute ci descrivono prigioni orrende, cieche, ricavate nelle profondità della terra.senza fonte
Le prigioni vere e proprie, quali strutture apposite per la custodia di persone indesiderabili, entrarono, però, in uso probabilmente dopo l’origine della "città". Per quanto delle prigioni si trovi già menzione nella Bibbia, le prime notizie abbastanza precise, relative ad esse, risalgono alla Grecia ed a Roma antiche.
Presso quei due popoli le prigioni erano composte da ambienti in cui i prigionieri erano protetti da un semplice vestibolo, nel quale, in taluni casi, avevano la libertà di incontrare parenti ed amici. Il carcere, comunque, non veniva mai preso in considerazione come misura punitiva, in quanto esso serviva in linea di principio ad continendos homines, non ad puniendos.senza fonte
Alcuni studiosi ritengono che il principio finalistico del carcere, quale istituto di espiazione di pena, risalga alla Chiesa dei primi tempi della religione cristiana.
Il principio secondo il quale la pena deve essere espiata nelle carceri andrebbe fatto risalire, inoltre, all’ordinamento di diritto canonico, che prevedeva il ricorso all’afflizione del corpo per i chierici e per i laici che avessero peccato e commesso reati sulla base del principio che la Chiesa non ammetteva le cosiddette pene di sangue.senza fonte
modifica La prigione in Italia
modifica Tipi
Ingresso del carcere di Regina Coeli a Roma
In Italia, ai sensi dell'art. 59 della legge 26 luglio 1975 n. 354, gli istituti penitenziari per adulti si dividono in quattro categorie[2]:
istituti di custodia cautelare;
istituti per l'esecuzione delle pene;
istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza;
centri di osservazione.
Istituti di custodia cautelare
Sono destinati ai reclusi in attesa di giudizio. L'articolo 60 dell'ordinamento penitenziario li distingue in case circondariali e mandamentali. Le prime sarebbero per la reclusione degli imputati a disposizione di qualunque autorità giudiziaria, alle seconde quelli a disposizione del pretore, ma con la soppressione della figura del pretore per la normativa che ha istituito il giudice unico (decreto legislativo 19 febbraio 1998 n.51) e quindi lo svuotamento del concetto di "mandamento" è venuta meno la distinzione funzionale tra i due tipi di casa: entrambi sono destinati alla custodia degli imputati a disposizione dell'autorità giudiziaria e dei fermati o arrestati e dei detenuti in transito.[3]
Istituti per l'esecuzione delle pene
Previsti dall'art. 61 dell'ordinamento penitenziario sono le case di arresto per l'espiazione della pena dell'arresto (mai istituite) e le case di reclusione per l'espiazione della pena della reclusione.[4]
Istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza
Individuati dall'art.62 dell'ordinamento penitenziario, sono: le colonie agricole, le case di lavoro, le case di cura e custodia, gli ospedali psichiatrici giudiziari.[5]
Centri di osservazione
Creati come istituti autonomi o sezioni di altri istituti nel 1961 con circolare ministeriale che per l'avvio di una sperimentazione relativa all'osservazione scientifica della personalità dei detenuti; questa sperimentazione fu avviata solo nell'istituto di Rebibbia, a Roma, e successivamente abbandonata.[6]
modifica Le norme
Le condizioni di vita delle carceri italiane sono regolamentate da una legge del 1975[7], nota come Ordinamento Penitenziario. Quanto ai "principi direttivi" della norma, l'articolo 1 recita:
« Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona.
Il trattamento é improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose.
Negli istituti devono essere mantenuti l'ordine e la disciplina. Non possono essere adottate restrizioni non giustificabili con le esigenze predette o, nei confronti degli imputati, non indispensabili ai fini giudiziari.
I detenuti e gli internati sono chiamati o indicati con il loro nome.
Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono considerati colpevoli sino alla condanna definitiva.
Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti. »
modifica La pratica
L'attuazione pratica della legge quanto a "trattamento rieducativo" e "reinserimento sociale" è, stando alle cronache e alle testimonianze, generalmente assai carente. In particolare, il lavoro carcerario [8] è regolamentato da norme obsolete, che lo rendono una concessione - rara, e spesso arbitraria - anziché l'esercizio di un diritto e di una possibilità di effettivo reinserimento.
modifica Popolazione carceraria e sovraffollamento[9]
L'aumento della popolazione carceraria, anche in rapporto ai recenti ingressi immigratori[10], ha generato nell'ultimo decennio un forte sovraffollamento degli istituti di pena[11], che deteriora ulteriormente la qualità della vita dei detenuti, già provati per le condizioni di limitata libertà.
Periodicamente lo Stato cerca di ridurre le tensioni indotte dal sovraffollamento carcerario attraverso indulti o amnistie che però, in assenza di interventi strategici sulla durata dei processi e sulle misure alternative alla detenzione, creano grandi dibattiti, ansia (spesso fomentata) nella pubblica opinione, e nessun miglioramento strutturale nella situazione carceraria complessiva [12].
modifica La situazione nel 2009
Nel settembre 2009 il numero dei detenuti italiani ha raggiunto i massimi livelli dal dopoguerra, con un totale attorno ai 64.000 (99,6% della capienza massima tollerabile, in media - ma già ben oltre in molte regioni e per la popolazione maschile[13]), nonostante il calo dei numero dei reati negli ultimi due anni. Ciò ha prodotto la riduzione degli spazi disponibili, e la scomparsa degli spazi comunitari, oltre ad un raddoppio dei numero di suicidi (45 nei primi sette mesi del 2009, rispetto al 2008); il numero delle misure alternative sono scese al minimo storico (10.000).[14]
L'Italia è stata per la prima volta condannata dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo per "trattamenti inumani e degradanti", con risarcimento danni a carico[14].
Il ministro della giustizia Angelino Alfano ha annunciato un "piano carceri" con la costruzione di 17.000 posti in più entro il 2012. Lo stesso ministro, nel gennaio 2009, aveva parlato di carceri fuorilegge. A tal fine Alfano prevede di recuperare fondi dalla Cassa delle ammende, ente preposto al finanziamento dei programmi di reinserimento, per l'edilizia carceraria[14].
modifica I morti in carcere
In 10 anni nelle carceri italiane sono morti più di 1.500 detenuti: a causa di suicidi (circa un terzo del totale), assistenza sanitaria insufficiente, overdose o per cause non chiare[15]:
Anno
numero morti
suicidi
2000
165
61
2001
177
69
2002
160
52
2003
157
57
2004
156
52
2005
172
57
2006
134
50
2007
123
45
2008
142
46
2009
175
72
2010*
62
20
Totale
1660
580
* Dati aggiornati al 27 aprile 2010
modifica I suicidi
Il tasso di suicidi in carcere è altissimo: nel periodo che va dal 1980 al 2007 è stato di circa 20 volte quello registrato nella popolazione libera. La ricerca più completa sul suicidio in carcere, con dati sempre aggiornati, è curata dall'Agenzia "Ristretti Orizzonti"[15]. I suicidi avvengono prevalentemente nelle carceri più affollate e nei periodi iniziali della pena - cioè quando l'individuo deve confrontarsi con la prospettiva del tempo vuoto da trascorrere rinchiuso - e in quelli finali, quando per l'individuo ormai ridotto a dipendere anche mentalmente dall'istituzione totale in cui ha vissuto per anni e anni, privato nel tempo di relazioni, famiglia, risorse economiche proprie, la porta del carcere si apre solo verso il nulla.
modifica Donne in carcere
Per approfondire, vedi le voci Reclusione e Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre anni.
Le donne sono una percentuale assai bassa della popolazione carceraria italiana: nel 2006 erano 1.670, contro 37.335 uomini (il 4,3% in media della popolazione detenuta, a fronte di una media europea del 5%)[16]. Ciò è da attribuirsi fondamentalmente alla possibilità da parte delle detenute di accedere a trattamenti particolari (detenzione domiciliare, custodia attenuata e così via).
L'ordinamento penitenziario italiano prevede che le madri detenute con prole inferiore ai tre anni debbano usufruire di trattamenti alternativi alla detenzione finalizzati a non traumatizzare eccessivamente i figli, che fino a quell'età devono in ogni caso rimanere sotto la tutela del genitore di sesso femminile se è quest'ultima a chiederlo espressamente. Tali trattamenti spaziano dalla detenzione domiciliare al soggiorno in istituti dedicati. I bambini presenti nelle carceri italiani sono comunque molto pochi e la loro presenza è in decremento, principalmente come conseguenza dell'applicazione di particolari misure alternative alla carcerazione di cui le donne possono usufruire.senza fonte
modifica Note
^ http://www.paramond.it/old/art/0001_sussidifiltro/dir_eco_biennio/cittadino/lemmi/136.htm
^ Sito ufficiale Ministero di Grazia e Giustizia
^ Sito ufficiale Ministero di Grazia e Giustizia
^ Sito ufficiale Ministero di Grazia e Giustizia
^ Sito ufficiale Ministero di Grazia e Giustizia
^ Sito ufficiale Ministero di Grazia e Giustizia
^ Legge 26 luglio 1975 n. 354. Per il testo vedi nel sito del Ministero della Giustizia
^ Vedi anche http://www.ristretti.it/areestudio/lavoro/index.htm
^ I dati aggiornati sono sempre disponibili alla pagina http://www.ristretti.it/areestudio/statistiche/index.htm
^ I detenuti extracomunitari, a giugno 2005, erano il 32,26% dell’intera popolazione carceraria (Fonte: Fondazione ISMU [1])
^ Gli istituti penitenziari italiani sono divisi in Case Mandamentali, Case Circondariali, case di Reclusione, Centri d'Osservazione, Istituti per le Misure di Sicurezza. Ad ogni tipo d'istituto, corrisponde una particolare categoria di detenuti, determinata dalla condizione giuridica in cui si trovano i ristretti.
^ Per l'analisi statistica del sovraffollamento carcerario si vedano i dati 2006 del Ministero della Giustizia [2]
^ Andrea Maria Candidi, "Gli istituti scoppiano anche in Lombardia", Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2009
^ a b c Donatella Stasio, "Misure alternative all'attesa infinita del piano carceri", Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2009
^ a b Morire di carcere. Dossier 2000-2010. ristretti.it. URL consultato il 05-05-2010.
^ fonte: ISTAT
modifica Voci correlate
Arresto
Carcere minorile
Carcere Ucciardone
Centro di permanenza temporanea
Carcere di Regina Coeli
Confino
Criminologia
Ergastolo
Esilio
Lavoro carcerario
Libertà e diritti fondamentali
Misure cautelari personali
Panopticon
Polizia
Repubblica di Santo Stefano
Trattamento penitenziario
Tecnica penitenziaria
Scarcerazione
Scarceranda
Presi per caso
modifica Bibliografia
Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene
C. Brunetti - M. Ziccone, Manuale di Diritto Penitenziario, La Tribuna, Piacenza 2005;
C. Brunetti, Pedagogia penitenziaria, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2005.
Tommaso Buracchi, Origini ed evoluzione del carcere moderno, 2004 http://www.altrodiritto.unifi.it/asylum/buracchi/index.htm
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino 1976
Carlo Maria Martini, Non è giustizia. La colpa, il carcere e la parola di Dio, Mondadori, Milano, 2003
L. Castellano - D. Stasio, Diritti e castighi, il Saggiatore, Milano 2009. ISBN 978-88-428-1585-3
PEN, Scrittori dal Carcere - Antologia PEN di testimonianze edite e inedite, Universale Economica Feltrinelli, Milano 1998.
AA.VV., "Contabilità penitenziaria", Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2006;
Pierre Clémenti, Pensieri dal carcere, il Sirente, Fagnano Alto, 2007. ISBN 978-88-87847-12-3
Pino Rampolla, Regina Coeli, libro fotografico.
Bologna-Colcerasa L'universo della detenzione Mursia, Milano 2011 ISBN 9788842546689
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Diritto & Civiltà
Comunità di Sant'Egidio. Amici in carcere
Grafobit. Sezione su carcere e pena
La gazza ladra. Sito a cura dei detenuti della Casa Circondariale di Novara
Ristretti orizzonti. Pagine di cultura e informazione dalla Casa di Reclusione di Padova e dall'Istituto di Pena Femminile della Giudecca
Il Due: Net magazine di San Vittore.
Pianeta Carcere: Informazione e cultura sul sistema penitenziario italiano ed estero
L'Icam di Milano: galleria fotografica
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Hostel Celica – youth hostel and budget accommodation in ...
Youth hostel, budget accommodation and cheap rooms in the center of Ljubljana. Bed and breakfast from 17 EUR. Backpackers and tourist information ...
prigione - Wiktionary
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Girolamo Prigione - Wikipedia, the free encyclopedia
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Prigione
A prigione, penitentiary, o funzione correttiva è un posto in cui gli individui sono ... In prigione o residenze gli interni spendono il moltissimo tempo con ...
Prigione - Wikipedia
La prigione è il luogo dove vengono reclusi individui privati della libertà personale in ... Il termine "prigione" deriva dal latino prehensio, l'azione di ...
"Prigione A"[Author] - PubMed Result
1: Prigione A, Adjaye J. Modulation of mitochondrial biogenesis and bioenergetic metabolism upon in vitro and in vivo differentiation of human ES and iPS cells. ...
















