18 marzo
1968
1989
1996
1997
1998
1999
19 novembre
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
20 novembre
ATECO
Albania
Amartya Sen
Ammortamento
Austria
Banca Mondiale
Belgio
Benessere
Benessere interno lordo
Bielorussia
Bosnia-Erzegovina
Bruxelles
Bulgaria
Calcolo delle parità dei poteri d'acquisto
Capitale (economia)
Cipro
Commissione europea
Confronto tra PIL nominale e PIL (PPA)
Consumi intermedi
Consumo
Crescita economica
Criminalità
Croazia
Danimarca
Deflatore del PIL
Denaro
Economia sommersa
Esportazioni
Estonia
Fattore produttivo
Felicità Nazionale Lorda
Finlandia
Francia
Genuine Progress Indicator
Germania
Grecia
Herman Daly
IVA
Impronta ecologica
Index of Sustainable Economic Welfare
Indice di sviluppo umano
Inflazione
Inquinamento
Investimento
Irlanda
Italia
John Maynard Keynes
Joseph Stiglitz
Kansas University
Lavoro (economia)
Lettonia
Lingua inglese
Lista di stati per PIL (PPA)
Lista di stati per PIL (PPA) procapite
Lista di stati per PIL (nominale)
Lista di stati per PIL (nominale) procapite
Lituania
Macroeconomia
Moldavia
Nicolas Sarkozy
Non-profit
Norvegia
OCSE
Organizzazione delle Nazioni Unite
Output gap
PIL (disambigua)
Paese (area geografica)
Paesi Bassi
Pagina principale
Paradosso di Easterlin
Parlamento Europeo
Polonia
Portogallo
Prezzo base
Procapite
Prodotto interno lordo
Prodotto interno lordo potenziale
Prodotto interno lordo verde
Produzione (economia)
1968
1989
1996
1997
1998
1999
19 novembre
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Benessere
Benessere interno lordo
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Bruxelles
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Calcolo delle parità dei poteri d'acquisto
Capitale (economia)
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Confronto tra PIL nominale e PIL (PPA)
Consumi intermedi
Consumo
Crescita economica
Criminalità
Croazia
Danimarca
Deflatore del PIL
Denaro
Economia sommersa
Esportazioni
Estonia
Fattore produttivo
Felicità Nazionale Lorda
Finlandia
Francia
Genuine Progress Indicator
Germania
Grecia
Herman Daly
IVA
Impronta ecologica
Index of Sustainable Economic Welfare
Indice di sviluppo umano
Inflazione
Inquinamento
Investimento
Irlanda
Italia
John Maynard Keynes
Joseph Stiglitz
Kansas University
Lavoro (economia)
Lettonia
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Lista di stati per PIL (PPA) procapite
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Lista di stati per PIL (nominale) procapite
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Output gap
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Paese (area geografica)
Paesi Bassi
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Parlamento Europeo
Polonia
Portogallo
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Procapite
Prodotto interno lordo
Prodotto interno lordo potenziale
Prodotto interno lordo verde
Produzione (economia)
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Il Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese gross domestic product o GDP) è una grandezza aggregata macroeconomica che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette); non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.
Indice
1 Definizione
1.1 PIL nominale e PIL reale
2 Principali obiezioni al PIL
3 Alternative al PIL
3.1 Indicatore del progresso reale
3.2 Felicità nazionale lorda e Indice di sviluppo umano
3.3 Index of Sustainable Economic Welfare
3.4 Subjective well-being
4 Crescita percentuale annua del PIL in Europa
5 Crescita percentuale annua del PIL in Italia
6 Voci correlate
7 Note
8 Fonti
9 Altri progetti
modifica Definizione
Il PIL può essere considerato come:
la produzione[1] totale di beni e servizi dell'economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata delle imposte nette sui prodotti (aggiunte in quanto componenti del prezzo finale pagato dagli acquirenti); tale ammontare è pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica[2] aumentata delle imposte sui prodotti (IVA, imposte di fabbricazione, imposte sulle importazioni) e al netto dei contributi ai prodotti (contributi agli olivicultori, alle aziende comunali di trasporto, ecc.); il PIL è, infatti, il saldo del Conto della produzione;
il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti; vale infatti l'identità keynesiana Y = C + G + I + (X − M), dove Y è il PIL, C sono i consumi finali, G è la spesa dello stato, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni; l'identità vale in quanto la quota del prodotto destinata alla vendita ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una componente degli investimenti;
la somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese; nell'attività produttiva si sopportano, infatti, costi per l'acquisto di beni e servizi da consumare o trasformare (i consumi intermedi) e costi per la remunerazione dei fattori produttivi lavoro e capitale; la produzione al netto dei consumi intermedi coincide quindi con la somma delle retribuzioni dei fattori.
Il PIL è detto Interno in quanto comprende il valore dei beni e servizi prodotti all'interno di un paese (indipendentemente dalla nazionalità di chi li produce). Più precisamente (v. anche il Sistema europeo dei conti nazionali e regionali), si considera la produzione di beni e servizi:
effettuata da operatori residenti, ovvero da operatori che hanno sul territorio italiano il centro dei loro interessi, o che compiono operazioni economiche e finanziarie sul territorio italiano per un periodo di tempo di almeno un anno;
nel territorio economico italiano, che coincide con il territorio politico-amministrativo a meno delle seguenti eccezioni:
vengono compresi:
le sedi all'estero di ambasciate, consolati e basi militari;
le navi, gli aerei e le piattaforme galleggianti appartenenti a residenti;
i giacimenti situati in acque internazionali e sfruttati da residenti;
vengono escluse le zone franche extra-territoriali concesse come sedi di ambasciate, consolati e corpi militari di altri paesi;
viene convenzionalmente compreso il personale di organismi internazionali, quali la FAO, che gode dell'extraterritorialità.
Nel Sistema europeo dei conti nazionali e regionali si passa dal Conto della produzione al Conto della generazione dei redditi primari ed al Conto dell'attribuzione dei redditi primari. Il saldo del primo è il Risultato lordo di gestione (PIL meno redditi da lavoro dipendente dei residenti e meno imposte nette sui prodotti e sulla produzione), nel secondo si aggiungono al Risultato lordo di gestione, tra l'altro:
i redditi da lavoro dipendente, questa volta aggiungendo i redditi di lavoratori italiani all'estero e sottraendo i redditi percepiti in Italia da lavoratori stranieri;
i redditi da capitale netti dall'estero: i redditi da capitale (interessi, dividendi, fitti di terreni, ecc.) spettanti a residenti, al netto di quelli spettanti a non residenti.
Si ottiene così il Reddito nazionale lordo.
Il PIL è detto Lordo perché è al lordo degli Ammortamenti (per ammortamento si intende il procedimento con il quale si distribuiscono su più esercizi i costi di beni a utilità pluriennale, che possono essere di diversa natura).
È una misura basilare usata in macroeconomia.
A partire dal PIL è definibile il reddito pro-capite, pari al rapporto tra il PIL e il numero dei cittadini.
modifica PIL nominale e PIL reale
Come ogni misurazione economica, il PIL può essere misurato in termini reali o termini nominali. Misurare il PIL in termini nominali vuol dire misurarlo nel suo valore espresso in moneta attuale, esprimerlo in termini reali vuol dire depurarlo delle variazioni dei prezzi dei beni prodotti. Dividendo il PIL nominale per il PIL reale si ottiene un indice chiamato "deflatore del PIL". Il PIL reale, al contrario di quello nominale, può essere confrontato fra anni diversi.[3] Da notare che il deflatore del PIL misura la variazione dei prezzi di tutti i beni prodotti (sia essi beni di consumo o di investimento, siano essi consumati da residenti o esportati) ed è quindi diverso dal tasso di inflazione, che misura la variazione dei prezzi dei soli beni di consumo presenti sul mercato interno, compresi quelli importati.
modifica Principali obiezioni al PIL
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Il PIL tiene conto solamente delle transazioni in denaro, e trascura tutte quelle a titolo gratuito: restano quindi escluse le prestazioni nell'ambito familiare, quelle attuate dal volontariato (si pensi al valore economico del non-profit) ecc.
Il PIL tratta tutte le transazioni come positive, cosicché entrano a farne parte, ad esempio, i danni provocati dai crimini (riciclaggio di denaro), dall'inquinamento, dalle catastrofi naturali. In questo modo il PIL non fa distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo diminuiscono: persino morire, con i servizi connessi ai funerali, fa crescere il PIL.
Il Pil, come del resto tutti gli altri indicatori, non è strumento neutro ma è espressione del paradigma teorico da cui ha origine[4].
Per ovviare a questi aspetti paradossali, sono stati proposti indicatori alternativi quali l'Indice di sviluppo umano, il Genuine Progress Indicator (o GPI) e la Felicità Nazionale Lorda.
modifica Alternative al PIL
Il concetto di PIL, e anche il modo di calcolarlo, si sono perfezionati nel tempo a partire dalla sua nascita e, nel corso del tempo, il PIL si è guadagnato una posizione di preminenza circa la sua capacità di esprimere o simboleggiare il benessere di una collettività nazionale. Ma non sono state risparmiate al PIL critiche molto dure, anche a partire da un'epoca in cui il concetto non era così noto e dominante.
« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta »
(Robert Kennedy - Discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)
La sensazione che il PIL sia un numero poco significativo è sempre più condivisa. Il dibattito in materia è intenso anche a livello istituzionale. A titolo di esempio, il 19 e 20 novembre 2007 si è tenuta a Bruxelles la conferenza internazionale “Beyond GDP” (“Oltre il PIL”) organizzata dalla Commissione europea, dal Parlamento Europeo, dall'OCSE e dal WWF. La conferenza ha richiamato leader politici, rappresentanti di governo ed esponenti di istituzioni chiave come la Banca Mondiale e le Nazioni unite con l'obiettivo di chiarire quali possano essere gli indicatori più appropriati per misurare il progresso (vedi [1]). Sempre a testimoniare la crescente attenzione del mondo politico per il tema, il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso della conferenza stampa di inizio 2008, ha annunciato di aver incaricato due premi Nobel per l'economia, l'americano Joseph Stiglitz e l'indiano Amartya Sen, di riflettere su come cambiare gli indicatori della crescita in Francia. «Bisogna cambiare il nostro strumento di misura della crescita», ha detto Sarkozy, convinto che contabilità nazionale e PIL abbiano «evidenti limiti» che non rispecchiano «la qualità della vita dei francesi». (vedi [2])
Il tema interessa da anni gli studiosi di diversi ambiti della conoscenza. Recentemente si è sviluppato un intenso dibattito multi-disciplinare sorto in seguito all'evidenza empirica riguardante il diffuso disagio e le sperequazioni esistenti nelle società a reddito avanzato. Il dibattito ha portato alla creazione di numerosi indici di benessere o di crescita alternativi al PIL.
modifica Indicatore del progresso reale
Il principale indicatore proposto come alternativa al PIL che tiene conto delle principali critiche poste ad esso, è il Genuine Progress Indicator (GPI), in italiano "indicatore del progresso reale". Il GPI ha come obiettivo la misurazione dell'aumento della qualità della vita (che a volte è in contrasto con la crescita economica, che invece viene misurata dal PIL), e per raggiungere questo obiettivo distingue con pesi differenti tra spese positive (perché aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come i costi di criminalità, inquinamento, incidenti stradali). Simile a questo indice esiste un Prodotto interno lordo verde introdotto da alcune province cinesi.
modifica Felicità nazionale lorda e Indice di sviluppo umano
Un ulteriore indicatore, alternativo a GPI e PIL è la Felicità Nazionale Lorda (FIL) oppure, per valutare la qualità della vita dei cittadini dei paesi membri delle Nazioni Unite vi è l'Indice di sviluppo umano.
modifica Index of Sustainable Economic Welfare
Recentemente è stata sostenuta la proposta, ideata nel 1989 da Herman Daly e John Cobb, di utilizzare un indicatore alternativo al PIL: l'ISEW. In tale indicatore rientrano non solo il valore complessivo dei beni e dei servizi finali prodotti in un paese, ma anche i costi sociali e i danni ambientali a medio e lungo termine. In pratica, il calcolo dello sviluppo di un paese non si baserebbe più soltanto sulla mera crescita economica ma anche su fattori sociali ed ambientali che considerano la soglia dello Sviluppo Sostenibile. A questo riguardo, è recentemente stata pubblicata da Donzelli l'analisi condotta dall'Università di Siena sotto la direzione del professor Enzo Tiezzi: "La soglia della sostenibilità ovvero tutto quello che il Pil non dice".
modifica Subjective well-being
Un altro indicatore è il cosiddetto “subjective well-being” (SWB), vale a dire la percezione che gli individui hanno della propria vita e del grado di soddisfazione che provano per essa. Questo indicatore della felicità delle persone, per quanto sintetico, ha il vantaggio d’essere stato rilevato da diversi decenni e in molti paesi del mondo. Studi empirici evidenziano che il SWB stenta a crescere nel tempo in diversi paesi, come il Giappone, o diminuisce, come negli USA, nonostante il reddito pro-capite abbia avuto una evidente tendenza a crescere (vedi L.Bruni e P.L.Porta, Economics and Happiness. Reality and Paradoxes, Oxford University Press, 2005). Ciò costituisce per gli economisti un paradosso, chiamato “paradosso della felicità” o "paradosso di Easterlin", in quanto gli economisti sono abituati a pensare al reddito come ad un buon indicatore di benessere.
Tutti gli indicatori esaminati sopra hanno la comune caratteristica di riconoscere la limitata significatività del prodotto interno lordo e la sua inadeguatezza come dato espressivo del reale benessere di un Paese. In proposito, esistono tuttavia posizioni più “radicali”: quelle di chi reputa che gli indici, ovvero i numeri, siano ben poco espressivi del fatto economico e del valore. Di qui la scarsa attendibilità del PIL e il giudizio negativo sul sistema dei prezzi come sistema esclusivo di misurazione del valore e sull’economia vista come gara alla conquista di numeri sempre più grandi capaci di esprimere solo cifre sempre più grandi di denaro. Di qui, più in generale, i dubbi sulla possibilità di quantificare – qualunque sia il sistema adottato - la misura di variabili che presentano legami indissolubili con il tema della qualità della vita, ovvero di sottoporre il valore – che «ha un senso, non un prezzo» – a operazioni di misurazione in senso stretto (vedi P. Dacrema, La dittatura del PIL. Schiavi di un numero che frena lo sviluppo, Marsilio, 2007 e dello stesso autore La morte del denaro, Christian Marinotti, 2003).
modifica Crescita percentuale annua del PIL in Europa
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Nazione
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Albania
6,0
6,0
6,0
6,0
6,1
2,1
3,0*
Austria
2,4
1,7
1,8
3,5
2,0
-3,6
-0,5*
Bielorussia
11,0
8,0
6,0
8,2
10,0
-3,3
-1,5*
Belgio
2,6
1,2
2,1
2,6
1,0
-3,4
-0,5*
Bosnia-Erzegovina
5,7
5,3
5,8
6,0
5,5
-2,9
4,0*
Bulgaria
5,6
5,7
4,2
6,2
6,0
-4,8
-1,5*
Cipro
3,7
3,6
3,0
4,4
3,7
-0,8
2,0*
Croazia
3,8
3,3
3,7
5,5
2,4
-5,5
-2,5*
Danimarca
2,1
2,5
2,6
1,6
-1,2
-3,6
-3,5*
Estonia
7,8
7.5
6,7
7,2
-3,6
-13,7
-5,0*
Finlandia
3,6
1,1
2,5
4,1
0,8
-6,7
-3,5*
Francia
1,7
1,3
1,3
1,3
0,3
-2,1
1,1*
Germania
1,1
0,8
2,5
2,5
1,3
-5,0
3,6*
Grecia
4,2
3,4*
3,1
3,1
1,6
-7,4
-6,5*
Irlanda
4,5
4,8
4,7
4,2
-0,7
-7,3
-4,4*
Italia
1,1
0,0
1,9
1,9
-1,0
-5,0
1,3
Lettonia
7,0
6,5
5,6
10,0
-4,6
-17,8
-5,0*
Lituania
7,0
6,5
5,6
8,9
3,0
-16,8
-8,0*
Macedonia
2,9
3,9
4,0
5,9
5,3
-2,4
-1,5*
Moldavia
7,3
7,5
5,5
4,0
7,2
-6,6
-4,0*
Norvegia
2,9
3,2*
2,6
6,2
2,5
-1,1
1,5*
Paesi Bassi
1,7
0,5*
2,0
3,6
2,0
-4,3
0,2*
Polonia
5,3
3,5
6,2
6,5
4,9
1,7
3,0*
Portogallo
1,2
0,5*
1,0
1,8*
0,0
-3,3
-6,0*
Regno Unito
3,2
1,8
1,5
2,3
-0,3
-4,8
0,5*
Repubblica Ceca
4,4
4,4
4,6
6,5
3,5
-4,4
-1,5*
Romania
8,3
5,0*
6,4
6,0
7,1
-5,4*
-0,6*
Russia
7,2
6,4
5,6
8,1
5,6
-8,5
2,0*
Slovacchia
5,5
5,2
5,6
10,4
6,4
-5,0
0,0*
Slovenia
4,2
3,9
4,0
6,8
3,5
-6,2
-1,0*
Spagna
3,3
3,6
3,9
3,7
1,2
-4,6
-0,5*
Svezia
3,1
2,4
3,0
2,7
-0,4
-4,6
-0,5*
Svizzera[5]
2,5
2,6
3,6
3,6
1,9
-1,9
2,6
Turchia
8,9
4,6
3,5
4,7
0,9
-5,8
-3,0*
Ucraina
12,1
3,5
5,0
7,9
2,1
-14,1
-6,5*
Ungheria
4,2
3,7
4,0
1,2
0,6
FK6,4
-2,0*
Note: * = previsioni
modifica Crescita percentuale annua del PIL in Italia
1996 +2,1%
1997 +1,9%
1998 +1,4%
1999 +1,7%
2000 +3,6%
2001 +1,8%
2002 +0,3%
2003 +0,0%
2004 +1,1%
2005 +0,0%
2006 +1,9%
2007 +1,9%
2008 -1,0%
2009 -5,0% (Dato Istat diffuso il 01/03/2010)
2010 +1,3% (Dato Istat diffuso il 01/03/2011)
Valori Concatenati ISTAT
dal 2001 al 2005, Istat "Conti Economici Nazionali 2001-2005"
modifica Voci correlate
Il Benessere interno lordo: i nuovi indicatori del benessere popolare
il Genuine Progress Indicator (GPI): Indicatore del vero progresso che ha l'obiettivo di stimare l'effettiva crescita del benessere, distinguendo tra spese che incidono positivamente e negativamente
la Felicità Nazionale Lorda (FIL)
l'"impronta ecologica" è un indicatore dello sviluppo sostenibile che calcola quanti ettari di terra produttiva vengono utilizzati il sostentamento di ogni persona
Prodotto interno lordo verde
Confronto tra PIL nominale e PIL (PPA)
Lista di stati per PIL (nominale)
Lista di stati per PIL (nominale) procapite
Lista di stati per PIL (PPA) procapite
Lista di stati per PIL (PPA)
Teoria della parità dei poteri di acquisto
Calcolo delle parità dei poteri d'acquisto
Procapite
Output gap
Prodotto interno lordo potenziale
Simon Kuznets Vincitore del Nobel per l'economia e padre del PIL
modifica Note
^ Per produzione si intende:
la creazione di beni o servizi destinati alla vendita;
la creazione di beni o servizi destinati ad uso proprio da parte del produttore (valutati sulla base di beni e servizi simili destinati alla vendita);
la creazione di beni o servizi, non destinati alla vendita, da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni sociali private (non esistendo un prezzo di vendita, il relativo valore è stimato sulla base dei costi di produzione);
qualsiasi attività che crei utilità dietro compenso anche se illegale, come il contrabbando, lo spaccio di droga o lo sfruttamento della prostituzione.
Le attività illegali non vengono peraltro ancora rilevate né in Italia né in altri paesi europei, mentre esistono stime per l'economia sommersa. Non rientrano nella produzione:
i servizi domestici prestati dai membri di una famiglia;
le attività volontarie che si traducono nella fornitura di servizi;
le riparazioni eseguite in proprio sulle abitazioni (se di poco conto) e su beni durevoli;
furti, ricatti ed estorsioni (che producono solo trasferimenti di utilità).
^ Una branca di attività economica è un raggruppamento di unità produttive che svolgono tutte la medesima attività economica.
^ Per esempio, se nell'anno 2008 un paese ha prodotto 100 € di beni e servizi, valutati ai prezzi di mercato correnti (ovvero dello stesso anno 2008) e se il 2008 viene fissato come anno base di riferimento per la serie del storica del PIL, allora naturalmente il PIL nominale e quello reale si equivalgono. Ammettiamo che nel 2009 siano prodotti 110 € di beni e servizi valutati a prezzi di mercato correnti (ovvero dello stesso anno 2009); utilizzando i prezzi di mercato del 2008, invece, si valuta che il valore dei beni e servizi prodotti sia 107 €. Quindi:
Anno 2008 - PIL nominale = 100 € - PIL reale = 100 €. Sono uguali, usano gli stessi valori di mercato di riferimento.
Anno 2009 - PIL nominale = 110 € - PIL reale = 107 €. Sono diversi in quanto usano valori di mercato che si riferiscono ad anni diversi.
Crescita del PIL nominale 2008-2009 = +10%, infatti (110 - 100)/100 = 0.1 ossia, in percentuale, 10%
Crescita del PIL reale 2008-2009 = +7% (107 - 100)/100 = 0.07 ossia, in percentuale, 7%
E possiamo calcolare: a) deflatore per il 2008 = 1; b) deflatore per il 2009 = 110/107 = 1.028; c) tasso di inflazione = (1.028-1)/1 = 0.028 ossia, in percentuale, 2,8% - ciò che rispetto ai prezzi del 2008 vale 107 € con i prezzi attuali vale 110 €. Si veda anche (EN) questo articolo.
^ Salvatore Monni e Alessandro Spaventa, 2010, "Shifting the Focus from Paradigms to Goals: A New Approach Towards Defining and Assessing Wellbeing, Working paper n. 114, Department of Economics - University Roma Tre.
^ http://stats.oecd.org/Index.aspx?DataSetCode=SNA_TABLE1
modifica Fonti
Sito del Ministero del Tesoro italiano sull'indicatore ISEW
Comunicato ISTAT: Conti economici nazionali anni 2001-2007
P. Dacrema, La dittatura del PIL. Schiavi di un numero che frena lo sviluppo. editore Marsilio, 2007.
P. Dacrema, La morte del denaro. editore Christian Marinotti, 2003.
L.Bruni e P.L.Porta, Economics and Happiness. Reality and Paradoxes, Oxford University Press, 2005.
Vincenzo Siesto, La contabilità nazionale italiana, Bologna, Il Mulino, 1996.
ISTAT, I conti degli italiani, Bologna, Il Mulino, 2001.
ISTAT, Annuario statistico italiano 2008.
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Notizie natura esamina i progressi registrati nazioni africane 'nella scienza
Nel 2006, i membri dell'Unione africana ha approvato l'obiettivo di ogni nazione a spendere l'1% del suo prodotto interno lordo (PIL) in ricerca e sviluppo (R & S). E in un summit l'anno successivo, i capi di stato in Africa dichiarato il 2007 anno di ...
http://www.news-medical.net/news/20110701/17625/Italian.aspx
Nel 2006, i membri dell'Unione africana ha approvato l'obiettivo di ogni nazione a spendere l'1% del suo prodotto interno lordo (PIL) in ricerca e sviluppo (R & S). E in un summit l'anno successivo, i capi di stato in Africa dichiarato il 2007 anno di ...
http://www.news-medical.net/news/20110701/17625/Italian.aspx
interno lordo L economia cinese perde 3 846 trilioni di dollari ma resta al secondo posto mondiale Esperti questi dati dimostrano come nel Paese rimanga grave il problema della povert Pechino AsiaNews Agenzie Il valore dell economia cinese sovrastimato di circa il 40 secondo uno studio della Banca mondiale su 146 economie nazionali nel 2005 La Bm non ha pi
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11067&geo=4&size=
Gross domestic product - Wikipedia, the free encyclopedia
Countries by 2008 GDP (nominal) per capita (IMF, October 2008 estimate) ... Gross domestic product (GDP) refers to the market value of all final goods and ...
Prodotto Interno Lordo - Argomenti dai Blog - Investireoggi.it
prodotto interno lordo - Notizie, Ratings, comunicati stampa, rumors e appuntamenti su prodotto interno lordo
GIAPPONESE L economia giapponese una dei pi sviluppate e solide nel mondo Soltanto gli USA hanno un pi alto prodotto nazionale lordo La valuta giapponese Yen Esportazioni Le merci principali dell esportazione del Giappone sono automobili dispositivi elettronici e calcolatori Il singolo socio commerciale pi importante sono gli USA che
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Prodotto Interno Lordo // Current
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Tutto su Prodotto Interno Lordo | FinanzaLive
In Italia il prodotto interno lordo, nel quarto trimestre 2010, è ... Di quanto crescerà quest'anno il prodotto interno lordo in Italia dopo la caduta libera ...
Prodotto Interno Lordo (PIL) - Compara Paesi - TOP 100
Prodotto Interno Lordo (PIL) (miliardi di dollari) 1. Stati Uniti. 13,820. 2. Cina. 6,473. 3 ... Fonte: CIA World Factbook - Aggiornato a partire da Gennaio 1, 2009 ...
Tanti sono i nuovi disoccupati nei primi tre mesi dell anno Uno dei grandi successi di Papi Silvio Ieri Berlusconi ha ribadito che non intende assolutamente mollare nonostante gli scandali che lo stanno sommergendo ma anzi ha deciso di riunire il governo per mettere a punto il programma
http://www.inviatospeciale.com/2009/06/duecentoquattromila-in-meno
Bolivia Producto Interno Bruto (PIB) per capita - Economía
Gráfico de Producto Interno Bruto (PIB) per capita por año ... Producto Interno Bruto (PIB) Producto Interno Bruto (PIB) - Tasa de Crecimiento Real ...
Prodotto interno lordo (P.I.L.) dalla Tabella di transazioni ...
Prodotto interno lordo (P.I.L.) dalla Tabella di transazioni per un' ... Il PRODOTTO INTERNO LORDO di un'economia è definito come la somma delle vendite ...
Prodotto interno lordo
Il Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese gross domestic product o GDP) è una grandezza aggregata macroeconomica che esprime il valore complessivo ...
TodoAtlas
Prodotto interno lordo (PIL) Il Prodotto Interno Lordo (PIL), in Inglese GDP (Gross Domestic Product), e il valore complessivo dei beni e servizi ...
Esperti il dato indica in realt una contrazione dell economia rispetto a tre mesi fa Tutti prevedono risultati peggiori nei prossimi mesi e la perdita di milioni di posti di lavoro Pechino AsiaNews Agenzie Drammatico rallentamento dell economia cinese cresciuta solo del 6 8 nell ultimo trimestre del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007 e meno del 9 nell
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14279
















