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Sāṃkhya[da Saṃkhyā, numero] è un termine sanscrito che indica il "sistema fondato sui numeri" , ossia il sistema che enumera i principi cosmici. Con questo nome nella cultura religiosa induista si indica uno dei sei sistemi di pensiero (darśana) sviluppatisi a partire dal pieno Brahmanesimo. Secondo Vivekananda il fondatore del rationalismo indiano è stato Kapila[1], che è ritenuto dallo stesso e da Śankara il fondatore del pensiero sāṃkhya[2].
Da diversi studiosi è ritenuta una scuola non ortodossa[3] nonostante diverse sue concezioni siano rintracciabili già nei Veda[4], per via della natura non teistica, naturalistica, materialista e antispirituale del pensiero sāṃkhya[5].
È ritenuta la più antica delle sei Scuole di pensiero (Darshana) che riconoscono l'autorità dei Veda. In realtà il sistema Samkhya ne prescinde quasi totalmente, poiché se è pur vero che utilizza il concetto purusha (l'uomo originario della mitologia vedica) ne fa un semplice modello della monade mentale umana, qualcosa di simile all' "anima" nella cultura occidentale.
Secondo questo sistema filosofico, l'intera realtà scaturisce dalla relazione fra due princìpi onnipervadenti ed eterni: quello pluralistico dei puruṣa e quello evoluzionistico della prakriti, la materia. I purusha sono gli spiriti delle individualità umane, le monadi spirituali, che sono di numero infinito. Tali puri spiriti, i Purusha, sono spettatori passivi e testimoni silenziosi delle evoluzioni della prakṛti (la materia o natura) che è completamente pervasa da tre qualità costitutive, i Guna: Sattva, Rajas e Tamas. Queste entrano nella composizione di qualsiasi manifestazione della natura e corrispondono, rispettivamente, alla leggerezza, luminosità, all'attività, dinamismo e alla pesantezza, oscurità. Quando la quiete della Prakrti, cioè l'equilibrio fra i tre guna, viene alterata, si ha l'inizio di un nuovo universo e, quindi, l'avvio evolutivo del mondo manifesto. Questa alterazione dello stato originario di quiete è dovuta alla stretta vicinanza tra Purusha e Prakrti e causata dalla relazione intercorrente fra questi due princìpi. Il Purusha va infatti considerato come il perenne ispiratore che, con la sua sola presenza, dona coscienza e vitalità all'intero creato e che, all'interno della singola manifestazione e quindi dell'uomo, diviene anima e assume l'aspetto di colui che conosce e non agisce. La Prakrti, invece, con l'imperfezione che la contraddistingue, è un ente agente e non cosciente. Lo stato di assoluto isolamento (Kaivalya) del sé rispetto ai tre mondi - terreno, intermedio e divino - consiste nel riconoscere la diversità fra questi due enti attraverso la conoscenza dei 25 princìpi che strutturano il sistema Samkhya.
La filosofia Sāṃkhya è un dualismo realistico fondamentalemente ateo, escludendo qualsiasi concetto di divinità, ma limitandosi a considerare le individualità umane (i purushà) e la materia (la prakriti). Tali due principi sono considerati ontologicamente equivalenti ed anche assiologicamente, per quanto i puruṣa umani, rappresentanti la spiritualità, siano gli attori di un'ascesi spiritualistica e morale verso uno stato finale di tipo mistico. Da questo l'ipotesi che il Buddhismo originario di Siddharta possa avervi fatto riferimento. L'onnipervadenza della Prakriti è lo scenario ontologico e cosmologico in cui i purusha fluttuano alla ricerca di una perfezione individuale. Come nel Buddhismo il fine più immediato è quello del superamento della sofferenza per mezzo della conoscenza, alla quale segue l'aspirazione all'isolamento.
La scuola del Sāṃkhya è la prima a proclamare l'indipendenza della ragione umana dalla rivelazione tipica della cultura vedica tradizionale, come avviene, ad esempio, nelle Upanishad. I puri spiriti, le anime individuali, debbono liberarsi dai vincoli karmici, dal susseguirsi delle reincarnazioni e trovare la stabilità, che coincide con la beatitudine. Ciò evoca la possibilità di un "anima generale" originaria sparpagliata nelle anime individuali, però di questo concetto manca alcuna traccia nel Shamkhia, mentre è tipico del panteismo Vedanta. L'anima individuale, il corpo sottile, che, in quanto essenza già presente nella quiete originaria della Prakrti, ha la possibilità di evolvere fino al conclusivo isolamento dalla materia, svincolandosi definitivamente dal ciclo delle rinascite ed accedendo alla beatitudine mistica.
Però il Shamkhya, pur essendo una dottrina eminentemente mistica, è sostanzialmente ateo (ma di un ateismo non materialista), nel senso che tra i puruṣa e la prakṛti sono le uniche realtà, e fuori di essi non esiste nulla, nessun concetto divino risulta mai né posto né evocato.
Indice
1 Voci correlate
2 Note
3 Bibliografia
4 Collegamenti esterni
modifica Voci correlate
Ateismo
Dualismo
Guna
modifica Note
^ The Complete Works of Swami Vivekananda, Mayavati memorial edition, parte II (Almora, Advaita Ashrama, 1945), pag. 443, in V. P. Varma, pag. 295
^ Ibid.
^
« Sia il sāmkhya che il buddhismo sono eterodossi nella loro natura e ripudiano il brahman statico immobile trascendente delle upaniṣad, che sia tramite dichiarazioni esplicite o per un deliberato silenzio »
V. P. Varma, pag. 318; vedasi anche Th. Stcherbatsky, "The Dharmas of the Buddhists and the Gunas of the Sāmkhya", The Indian Historical Quarterly, Vol. I, 1934, pag. 749, in una nota di V. P. Varma, Ibid.
^ Ad esempio si fa notare che in Atharvaveda X, 8, 43 si fa riferimento ai tre guṇa (V. P. Varma, op. cit., pag. 302), che certe parole come vṛksa, che potrebbe essere la radice del concetto di prakṛti come unità, compaiono nel Ṛgveda, che il realismo ontologico del Sāṃkhya trovi sostegno nelle dottrine vediche ecc. (ivi, pag. 304)
^ Ivi, pag. 303
modifica Bibliografia
Vishwanath Prasad Varma, Early Buddhism and its Origins, Nuova Delhi, Munshiram Manoharlal [1973], 2003. ISBN 81-215-0326-4
modifica Collegamenti esterni
Il dualismo Shamkhya
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I’m an Indian: Ramdev aide Balkrishna (Lead)
A simple and unassuming versatile genius, he is the chief architect of the visionary planning of Swami Ramdev. Balkrishnaji studied Sankhya yoga, Ayurveda, Sanskrit language, Panini’s Astadhyayi, Vedas, Upanisads and Indian philosophy under the guidance ...
http://www.thaindian.com/newsportal/politics/im-an-indian-ramdev-aide-balkrishna-lead_100541519.html
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Samkhya - Wikipedia, la enciclopedia libre
El sistema sāṃkhya o samkhya (en devanagari सांख्य sāṃkhya: enumeración') es una de las ... En el sāṃkhya se considera que la materia es real, concepto que difiere del del yoga, ...
Sankhya: Definition from Answers.com
A system of Hindu philosophy based on a dualism involving the ultimate ... Samkhya, also Sankhya, Sāṃkhya, or Sāṅkhya (Sanskrit: सांख्य, IAST: sāṃkhya; simplified Chinese: 数论; ...
Sanskrit Language Study - The Theosophical Network
There has been interest expressed here in Sanskrit language study. How is this language ... Sāṃkhya texts in the Online Sanskrit Text Project, we will begin posting the Sāṃkhya ...
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life that two orthodox Hindu schools of thought, Sāṃkhya and Yoga, appear ... opposition in Sāṃkhya and Yoga between prakṛti (psychomaterial Nature) and ...
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Facts about Yoga: philosophical foundations, as discussed in Indian philosophy: Relation to Sāṃkhya: ... in close relation to the Sāṃkhya system, so much so that tradition ...
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Sāṃkhya is said to be one of the oldest metaphysical worldviews and philosophies of salvation. The word Sankhya means count, and Sāṃkhya is called ...
