Śakti
Śiva
Aśvamedha
Agni
Agnicayana
Asura
Benzaiten
Bianco
Brahmā
Brahma
Brahman
Brahmanesimo
Buddhismo
Buddhismo tibetano
Cigno (uccello)
Cina
Deva
Devi
Divinità induiste
Durgā
Durga
Fertilità
Fiume
Gaṇeśa
Gandharva
Gange
Giappone
Hanumān
India
Indo
Indra
Induismo
Kārttikeya
Kṛṣṇa
Kali
Kama (divinità)
Kubera
Lakṣmī
Lakshmi
Lingua cinese
Lingua inglese
Lista delle divinità buddhiste
Loto
Luna nuova
Mala
Mar Arabico
Moksha
Myanmar
Naga
Pārvatī
Pagina principale
Pavone
Puja
Purana
Pushkar
Rādhā
Rāma
Rajasthan
Rann di Kutch
Rig Veda
Rito liturgico
Sītā
Saṃsāra
Sanscrito
Sarasvatī
Sarasvati
Senape
Shakti
Shri
Soma (Vedismo)
Tara (Bodhisattva)
Trimurti
Upanayana
Varanasi
Vedānta
Veda
Vedismo
Viṣṇu
XVII secolo a.C.
XX secolo a.C.
Yajña
Yamuna (fiume)
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Yajña
Yamuna (fiume)
Sarasvatī (sanscrito सरस्वती, "colei che scorre") è la prima delle tre grandi dee dell'induismo, insieme a Lakshmi e Durga, e la consorte (o shakti) di Shri Brahmā, il Creatore.
Indice
1 Origine e contesto nell'induismo
1.1 Il fiume Sarasvatī
1.2 Epoca Post-Vedica
2 Raffigurazione
3 Festività
4 Sarasvatī al di fuori dell'induismo
5 Altri significati
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
modifica Origine e contesto nell'induismo
Sarasvatī è venerata sin dall'epoca vedica come dea della conoscenza e delle arti, come letteratura, musica, pittura e poesia, ma anche della verità, del perdono, delle guarigioni e delle nascite; è spesso menzionata nel Rig Veda e nei Purana come divinità fluviale.
Nei Vedānta viene invece citata come energia femminile e aspetto (shakti) di Brahman, in particolare come personificazione della sua conoscenza; come nei testi più antichi, è venerata anche come dea delle arti. I fedeli che seguono l'insegnamento dei Vedānta credono che solo attraverso l'acquisizione della conoscenza è possibile intraprendere il cammino che porta al moksha, liberazione dal Saṃsāra, e quindi solo pregando Sarasvatī di concedere la vera conoscenza è possibile raggiungere l'illuminazione necessaria per il moksha.
modifica Il fiume Sarasvatī
Divinità delle arti e fluviale
Gli inni del Rig Veda dedicati a Sarasvatī la citano come un possente fiume dalle acque creatrici, purificanti e nutrienti; la teoria più accreditata al riguardo è che questo antico fiume fosse costituito dal vecchio percorso dell'attuale fiume Yamuna, che scorreva per un tratto parallelamente al fiume Indo sul letto dell'attuale fiume Ghaggar-Hakra, per andare a sfociare nel Rann di Kutch, che all'epoca era parte integrante del Mar Arabico.
Lungo il corso del Sarasvatī sarebbero quindi nate e sviluppate le civiltà Harappan e Saraswati-Sindhu; le più antiche tracce di scrittura note in India sono state proprio trovate nelle rovine delle città che costeggiavano l'antica via fluviale. È stato ipotizzato che proprio il ruolo svolto dal fiume nello sviluppo della lingua scritta abbia ispirato l'associazione della dea come personificazione della conoscenza e delle arti della comunicazione.
Tra il XX e il XVII secolo a.C., il fiume cambiò il suo corso a causa dell'attività sismica sul suo percorso, e lo Yamuna divenne un affluente del Gange, mentre alcuni suoi affluenti confluirono nell'Indo, riducendo notevolmente la portata d'acqua del fiume; seguendo lo spostamento del fiume, gran parte della popolazione che abitava le sue rive si spostò nella valle del Gange. I testi vedici più tardi parlano del fiume che sparisce al Vinasana (letteralmente, "la sparizione"), e confluisce nel Gange come fiume invisibile; secondo alcune interpretazioni la moderna sacralità del Gange gli deriva anche dalla presenza in esso delle acque dell'antico fiume Sarasvatī, donatore di vita.
modifica Epoca Post-Vedica
Come divinità fluviale Sarasvatī è sempre stata associata alla fertilità e alla prosperità, ma anche alla purezza e alla creatività. Nell'epoca post-vedica, avendo perso il suo status di divinità fluviale, il suo nome "colei che scorre" fu applicato al pensiero e alla parola, associandola alle arti letterarie e figurative; divenne Madre Divina e consorte di Brahmā il Creatore, elevando ulteriormente la sua simbologia, come personificazione di creatività e conoscenza, venerata non solo per la conoscenza del mondo, ma anche e soprattutto per quella del divino, chiave di volta del moksha.
Il Sarasvatī Stuti dichiara che la dea è l'unica ad essere venerata da tutti i tre elementi della trimurti, Brahmā, Viṣṇu, e Śiva, così come da tutti i deva, gli asura, i gandharva e i naga.
modifica Raffigurazione
Sarasvatī è spesso rappresentata come una bella donna vestita di bianco, spesso seduta su un loto o sul suo veicolo (vaahan), un cigno; è associata al bianco in quanto colore della purezza della vera conoscenza, ma occasionalmente anche al giallo, colore dei fiori di senape, che fioriscono nel periodo delle sue festività. Non è generalmente adornata da gioielli e preziosi come Lakshmi, ed anzi è spesso in abiti austeri.
Spesso ha quattro braccia che rappresentano la mente, l'intelletto, la coscienza e l'ego, i quattro aspetti della persona coinvolti nell'apprendimento. Le mani in questi casi reggono:
I Veda, che rappresentano l'universale, divina, eterna e vera conoscenza.
Un mala di perle bianche, che rappresentano il potere della meditazione e della spiritualità.
Un'ampolla di acqua sacra, che rappresenta la forza creatrice e purificatrice.
Una vina, che rappresenta le arti.
Il suo veicolo, un cigno bianco, simboleggia il discernimento tra bene e male e tra l'eterno e l'effimero: si dice che se gli si offre una mistura di acqua e latte e riesca a bere soltanto il latte.
È spesso rappresentata accanto a un fiume, in relazione alle sue origini di divinità fluviale ed al suo stesso nome; anche il cigno potrebbe essere collegato alle sue origini.
Talvolta è posta di fianco ad un pavone, che rappresenta l'arroganza e la vanità; il pavone, simbolo di chi vuole apparire, dimostra si essere superiore a questo aspetto e denota il distacco dalle apparenze esteriori.
modifica Festività
Festival in onore di Saraswatī svolto a Varanasi
La festa principale in onore di Sarasvatī cade durante il Navaratri; in particolare nel Sud dell'India, il Sarasvatī Puja è una cerimonia molto sentita; gli ultimi tre giorni del Navaratri, a partire dal Mahalaya Amavasya (il giorno di luna nuova) sono dedicati alla dea; nel nono giorno di Navaratri (Mahanavami), tutti i libri e gli strumenti musicali sono raccolti vicino le statue della dea all'alba e venerati con preghiere speciali, e non è permesso studiare né praticare le arti, perché la dea lasci la sua benedizione sui libri e sugli strumenti. Il puja si conclude nel decimo giorno di Navaratri (Vijaya Dashami) e la dea è nuovamente venerata prima che si proceda a portar via libri e strumenti; è tradizione che questo giorno sia speso studiando e praticando le arti, ed esso è noto come Vidya-aarambham (inizio della conoscenza).
Durante il Basant Panchmi, che cade alla fine di gennaio o all'inizio di febbraio, le si rivolgono preghiere e puja, specialmente da parte di artisti, scienziati, dottori e avvocati.
A Pushkar, nel Rajasthan, c'è un tempio a lei dedicato su una montagna più alta di quella del tempio di Brahmā.
modifica Sarasvatī al di fuori dell'induismo
Come già per Tara, anche il culto di Sarasvatī fu assorbito nel pantheon buddhista e in particolare nel Sutra della Luce Dorata, che ha una sezione a lei dedicata; attraverso le prime traduzioni in cinese si diffuse in Cina, dove oggi è per lo più scomparso, e da qui in Giappone dove la dea è tuttora venerata col nome Benzaiten.
Tra gli altri nomi con cui è nota citiamo:
Arya
Bharati: "Colei che irradia conoscenza e saggezza"
Brāhmī o Brāhmani: "Sposa di Brahmā"
Hamsavahini: "Colei che cavalca un cigno (hamsa)"
Shāradā
Shonapunya
Vagishvari: "Dea della parola"
Vānī
Vinidra: "Colei che è sempre sveglia"
La dakini del buddhismo tibetano Yeshey Tsogyel è talvolta considerata manifestazione di Sarasvatī.
Sarasvatī è venerata in Myanmar come Thuyathati (သူရသ္သတီ), ed è rappresentata come una vergine seduta su uno hintha (hamsa); è molto venerata nel buddhismo burmese, soprattutto prima di prove ed esami.
modifica Altri significati
"Sarasvati" (o varianti del nome) è tuttora un nome di donna diffuso in India.
Esistono altri fiumi col nome di Sarasvati; uno di loro scorre tuttora in India dall'estremità occidentale dei monti Aravalli all'estremità orientale del Rann di Kutch.
modifica Altri progetti
Commons
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Sarasvati
modifica Collegamenti esterni
Sarasvati.it: Sito degli appassionati di strumenti musicali induisti
Sarasvatī su IlCerchioDellaLuna.it
(EN) Il Mantra di Sarasvatī
(EN) Sarasvati, The Goddess of Learning
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In the Hindu religion, Sarasvati (Sanskrit सरस्वती sarasvatī) is the goddess of learning, knowledge, and the arts including music and literature. ...
Sarasvati River - Wikipedia, the free encyclopedia
The Sarasvati River (Sanskrit: सरस्वती नदी sárasvatī nadī) is one of the chief Rigvedic ... The goddess Sarasvati was originally a personification of this river, ...
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