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2011
22 maggio
23 giugno
26 dicembre
27 febbraio
28 marzo
31 gennaio
3 febbraio
4 febbraio
4 novembre
6 aprile
9 marzo
Africa
Alaska
Arequipa
Armenia
Ashgabat
Assam
Asse terrestre
Atmosfera terrestre
Attenuazione
Bihar (India)
Bologna
Bomba atomica
Campo elettrico
Campo magnetico
Carico di rottura
Charles Francis Richter
Chiesa cattolica
Chilometro
Chimbote
Cile
Cina
Cintura di fuoco
Città del Messico
Composto chimico
Concentrazione
Costa
Crosta oceanica
Crosta terrestre
Decadimento radioattivo
Dighe
Digital object identifier
Ecuador
Effetti di sito
Elemento chimico
Ellissi
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Disambiguazione – Se stai cercando altre voci, vedi Terremoto (disambigua).
Animazione degli tsunami risultanti dal terremoto sottomarino del 2004 nel sud-est asiatico.
In geofisica i terremoti (dal latino terrae motus), detti anche sismi o scosse telluriche (dal latino Tellus, dea romana della Terra), sono vibrazioni o oscillazioni improvvise, rapide e più o meno potenti, della crosta terrestre, provocate dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo. Tale spostamento è generato dalle forze di natura tettonica che agiscono costantemente all'interno della crosta terrestre provocando la liberazione di energia in un punto interno della Terra detto ipocentro; a partire dalla frattura creatasi una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche", si propagano in tutte le direzioni, anche all'interno della Terra stessa, dando vita al fenomeno osservato in superficie; il luogo della superficie terrestre posto sulla verticale dell'ipocentro si chiama epicentro ed è generalmente quello più interessato dal fenomeno. La branca della geofisica che studia questi fenomeni è la sismologia.
Indice
1 Descrizione
1.1 Cause
1.2 Tipi di faglie
1.3 Le onde sismiche
1.3.1 Onde di compressione o longitudinali (P)
1.3.2 Onde di taglio o trasversali (S)
1.3.3 Onde superficiali (R e L)
1.4 Rilevazione e misurazione
2 Effetti e danni
2.1 I terremoti più forti degli ultimi due secoli
2.1.1 I terremoti più forti del XX e XXI secolo
2.1.2 I terremoti più disastrosi del XX e XXI secolo
3 Prevedibilità
4 Prevenzione
5 Studi e credenze
6 Note
7 Bibliografia
8 Voci correlate
9 Altri progetti
10 Collegamenti esterni
modifica Descrizione
Ogni giorno sulla Terra si verificano migliaia di terremoti: sperimentalmente si osserva che la stragrande maggioranza di terremoti al mondo avviene lungo la cosiddetta cintura di fuoco pacifica e quindi interessando spesso la crosta oceanica come zona di innesco o fratturazione. Solo qualche decina sono percepiti dalla popolazione e la maggior parte di questi ultimi causano poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti può però arrivare fino a qualche minuto.
Mappa delle zone sismiche terrestri
La fonte del terremoto è generalmente distribuita in una zona interna della crosta terrestre — nel caso dei terremoti più devastanti questa può avere un'estensione dell'ordine di un migliaio di chilometri — ma è normalmente possibile identificare un punto preciso dal quale le onde sismiche hanno avuto origine; questo si chiama "ipocentro" e qui si è originato il movimento della frattura preesistente (faglia) o la sua improvvisa generazione. La proiezione verticale dell'ipocentro sulla superficie terrestre viene invece detta "epicentro", ed è il punto in cui di solito si verificano i danni maggiori. Le onde elastiche che si propagano durante un terremoto sono di diverso tipo e in alcuni casi possono risultare in un movimento prevalentemente orizzontale o verticale del terreno (scossa ondulatoria o sussultoria).
Alcuni terremoti si manifestano o sono preceduti da sciami sismici (foreschocks) più o meno lunghi e intensi. I terremoti di maggiore magnitudo sono di solito accompagnati da eventi secondari (non necessariamente meno distruttivi) che seguono la scossa principale (mainschock) e si definiscono repliche (afterschocks, spesso definite in maniera impropria scosse di assestamento). Quando più eventi si verificano contemporaneamente o quasi, può trattarsi di terremoti indotti (il sisma innesca la fratturazione di altra roccia che era già prossima al punto critico di rottura).
Un terremoto, inoltre, può essere accompagnato da forti rumori che possono ricordare boati, rombi, tuoni, sequenze di spari, eccetera: questi suoni sono dovuti al passaggio delle onde sismiche all'atmosfera e sono più intensi in vicinanza dell'epicentro.
modifica Cause
Per approfondire, vedi la voce Teoria del rimbalzo elastico.
La superficie terrestre è in lento, ma costante movimento (vedi tettonica a zolle) e i terremoti si verificano quando la tensione risultante accumulata da stress meccanici eccede la capacità o resistenza del materiale roccioso di sopportarla cioè supera il cosiddetto carico di rottura. Questa condizione occorre molto spesso ai confini delle placche tettoniche nelle quali la litosfera terrestre può essere suddivisa. Gli eventi sismici che si verificano ai confini tra placche sono detti terremoti interplacca, quelli meno frequenti che avvengono all'interno delle placche della litosfera sono invece detti terremoti intraplacca.
La dislocazione delle placche si presume dunque sia il meccanismo scaturente dei terremoti. Causa secondaria è quella del movimento magmatico all'interno di un vulcano che possono essere indicatori di una imminente eruzione assieme al caratteristico tremore. In rarissimi casi, terremoti sono stati associati all'accumulo di grandi masse d'acqua nei bacini delle dighe, come per la diga di Kariba in Zambia, Africa, e con l'iniezione o estrazione di fluidi dalla crosta terrestre (Arsenale delle Montagne Rocciose). Tali terremoti avvengono perché la resistenza della crosta terrestre può essere modificata dalla pressione del fluido.
modifica Tipi di faglie
Per approfondire, vedi la voce Faglia.
I terremoti si verificano su fratture o spaccature della crosta terrestre note come faglie sismiche laddove cioè si accumula lo stress meccanico indotto dai movimenti tettonici. I confini tra placche tettoniche non sono infatti definiti da una semplice rottura o discontinuità, ma questa spesso si manifesta attraverso un sistema di più fratture, spesso indipendenti tra loro ed anche parallele per alcuni tratti, che rappresentano appunto le faglie. Esistono diversi tipi di faglie suddivise a seconda del movimento relativo delle porzioni tettoniche adiacenti alla frattura stessa e dell'angolo del piano di faglia. Il processo di formazione e sviluppo della faglia nonché dei terremoti stessi è noto come fagliazione e può essere studiato attraverso tecniche di analisi proprie della meccanica della frattura.
L'intensità di un sisma dipende dalla quantità di energia accumulata nel punto di rottura che dipende a sua volta in generale dal tipo di rocce coinvolte nel processo di accumulo cioè dal loro carico di rottura, dal tipo di sollecitazione o stress interno e dal tipo di faglia.
modifica Le onde sismiche
Per approfondire, vedi la voce Onde sismiche.
Si distinguono tre tipi di onde sismiche:
modifica Onde di compressione o longitudinali (P)
Le onde P fanno oscillare la roccia avanti e indietro, nella stessa direzione di propagazione dell'onda. Esse generano quindi "compressioni" e "rarefazioni" successive nel materiale in cui si propagano. La velocità di propagazione dipende dalle caratteristiche elastiche del materiale e dalla sua densità. Poiché le onde P si propagano più rapidamente, sono anche le prime (P = Primarie) a raggiungere i sismometri, e quindi ad essere registrate dai sismografi. Nella crosta terrestre tali onde viaggiano a una velocità che può raggiungere anche i 10 km al secondo. Queste onde sismiche attraversano longitudinalmente tutti i materiali.
modifica Onde di taglio o trasversali (S)
Le onde S, ovvero onde "secondarie", muovono la roccia perpendicolarmente alla loro direzione di propagazione (onde di taglio). Esse sono più lente delle onde P, viaggiando nella crosta terrestre con una velocità fra 2,3 e 4,6 km/s. Le onde S non possono propagarsi attraverso i fluidi perché questi non oppongono resistenza al taglio.
modifica Onde superficiali (R e L)
Le onde superficiali, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, non si manifestano nell'epicentro, ma solo ad una certa distanza da questo. Tali onde sono il frutto del combinarsi delle onde P e delle onde S, e sono perciò molto complesse. Le onde superficiali sono quelle che provocano i maggiori danni.
Le onde di Rayleigh, dette anche onde R, muovono le particelle secondo orbite ellittiche in un piano verticale lungo la direzione di propagazione, come avviene per le onde in acqua.
Le onde di Love, dette anche onde L, muovono invece le particelle trasversalmente alla direzione di propagazione (come le onde S), ma solo sul piano orizzontale.
Tutte le onde sismiche sono soggette ad attenuazione con la distanza in funzione delle caratteristiche del mezzo di propagazione.
modifica Rilevazione e misurazione
Le onde sismiche sono rilevabili e misurabili attraverso particolari strumenti detti sismografi usati comunemente dai sismologi e visualizzabili su sismogrammi; l'elaborazione incrociata dei dati di più sismografi sparsi su un territorio ad una certa distanza dal sisma consente di stimare in maniera abbastanza accurata l'epicentro, l'ipocentro e l'intensità del sisma; quest'ultima può essere valutata attraverso le cosiddette scale sismiche, principalmente la Scala Richter, la Scala Mercalli e la Scala di magnitudo del momento sismico.
Lo spostamento tettonico della crosta terrestre nelle 3 coordinate spaziali in seguito a un forte terremoto può essere misurato accuratamente attraverso tecniche di telerilevamento quali le rilevazioni geodetiche e l'interferometria radar-satellitare tramite SAR nell'intera area colpita a partire dall'epicentro.
modifica Effetti e danni
Danni provocati da un terremoto
I terremoti sono gli eventi naturali di gran lunga più potenti sulla terra; i sismi possono rilasciare in pochi secondi un'energia superiore a migliaia di bombe atomiche, solitamente misurata in termini di momento sismico. A tal riguardo basti pensare che un terremoto riesce a spostare in pochi secondi volumi di roccia di centinaia di chilometri cubi.
In conseguenza di ciò i terremoti possono causare gravi distruzioni e alte perdite di vite umane attraverso una serie di agenti distruttivi, il principale dei quali è il movimento violento del terreno con conseguente sollecitazione delle strutture edilizie in posa (edifici, ponti ecc..), accompagnato eventualmente anche da altri effetti secondari quali inondazioni (ad esempio cedimento di dighe), cedimenti del terreno (frane, smottamenti o liquefazione), incendi o fuoriuscite di materiali pericolosi; se il sisma avviene sotto la superficie oceanica o marina o nei pressi della linea costiera può generare maremoti o tsunami. In ogni terremoto uno o più di questi agenti possono dunque concorrere a causare ulteriori gravi danni e vittime.
I terremoti più forti, come quello del Giappone dell'11 Marzo 2011 (terremoto del Tōhoku del 2011), possono spostare di alcuni centimetri l'asse terrestre (questo ad esempio ha spostato l'asse di circa 10cm). A livello locale gli effetti di un sisma possono variare anche sensibilmente in conseguenza dei cosiddetti effetti di sito.
Il singolo evento che ha fatto registrare più vittime negli ultimi mille anni è il terremoto dello Shaanxi (Cina) del 1556, di magnitudine 8,3, a causa del quale morirono 830.000 persone[1]. Quello a più alta magnitudo, invece, è il Terremoto di Valdivia (Cile) del 1960, che raggiunse 9,5.
modifica I terremoti più forti degli ultimi due secoli
Per approfondire, vedi la voce Lista di terremoti.
La distribuzione del momento sismico nei terremoti del XX e XXI secolo. Si noti la percentuale di momento complessivo, espressa dai primi tre terremoti rispetto al totale.
modifica I terremoti più forti del XX e XXI secolo
Classifica in base alla magnitudo. Secondo quanto riportato sul sito USGS[2] sono i seguenti.
Valdivia, Cile - magnitudo 9,5 - 22 maggio 1960
Stretto di Prince William, Alaska - magnitudo 9,2 - 28 marzo 1964
Sumatra, Indonesia - magnitudo 9,1 - 26 dicembre 2004
Kamchatka, Russia - magnitudo 9,0 - 4 novembre 1952
Sendai, Giappone - magnitudo 8,9 - 11 marzo 2011
Al largo della costa dell'Ecuador - magnitudo 8,8 - 31 gennaio 1906
Concepción, Cile - magnitudo 8,8 - 27 febbraio 2010
Isole Rat, Alaska - magnitudo 8,7 - 4 febbraio 1965
Sumatra, Indonesia - magnitudo 8,7 - 28 marzo 2005
Haiyuan, Cina - magnitudo 8,6 - 16 dicembre 1920
Assam, Tibet - magnitudo 8,6 - 15 agosto 1950
Isole Andreanof, Alaska - magnitudo 8,6 - 9 marzo 1957
Regione di Atacama, Cile - magnitudo 8,5 - 11 novembre 1922
Penisola di Kamchatka, Russia - magnitudo 8,5 - 3 febbraio 1923
Mare di Banda, Indonesia - magnitudo 8,5 - 1 febbraio 1938
Isole Curili, Russia - magnitudo 8,5 - 13 ottobre 1963
Giakarta, Indonesia - magnitudo 8,5 - 12 settembre 2007
Arequipa, Camana, Perù - magnitudo 8,4 - 23 giugno 2001
Città del Messico, Messico - magnitudo 8,3 - 19 settembre 1985
Ica, Perù - magnitudo 8,0 - 15 agosto 2007
modifica I terremoti più disastrosi del XX e XXI secolo
Classifica in base al numero di morti dichiarati.[3] (I numeri sono da considerarsi sempre approssimativi e quasi sempre sottostimati).
Tangshan, Cina (1976) - 255.000 morti
Sumatra settentrionale, Indonesia (2004) - 227.898 morti
Port-au-Prince, Haiti (2010) - 222.570 morti
Haiyuan, Cina (1920) - 200.000 morti (dal punto di vista degli effetti, questo terremoto è stato classificato al massimo grado della scala Mercalli, il dodicesimo)
Qinghai, Cina (1927) - 200.000 morti
Kanto, Giappone (1923) - 143.000 morti
Messina e Reggio Calabria, Italia (1908) - 120.000 morti
Ashgabat, Turkmenistan (1948) - 110.000 morti
Sichuan orientale, Cina (2008) - 88.000 morti
Muzzarrafad, Pakistan e India (2005) - 86.000 morti
Gansu, Cina (1932) - 70.000 morti
Chimbote, Perù (1970) - 70.000 morti
Iran occidentale (1990) - 45.000 morti
Gulang, Cina (1927) - 41.000 morti
Avezzano, Italia (1915) - 33.000 morti
Erzincan, Turchia (1939) - 33.000 morti
Bam, Iran (2003) - 31.000 morti
Quetta, Pakistan (1935) - 30.000 morti
Chillan, Cile (1939) - 28.000 morti
Sendai, Giappone (2011) - 27.000 morti (non confermati)
Spitak, Armenia (1988) - 25.000 morti
Guatemala (1976) - 23.000 morti
Cina (1974) - 20.000 morti
Gujarat, India (2001) - 20.000 morti
Kangra, India (1905) - 19.000 morti
Karamursel/Golyaka, Turchia (1999) - 17.000 morti
India, (1993) - 16.000 morti
Agadir, Marocco (1960) - 15.000 morti
Tabas, Iran (1978) - 15.000 morti
Qazvin, Iran (1962) - 12.500 morti
Qaratog, Tajikistan (1907) - 12.000 morti
Khait, Tajikistan (1949) - 12.000 morti
Bihar, India-Nepal (1934) - 11.000 morti
Fuyun, Xinjiang (Sinkiang), Cina (1931) - 10.000 morti
Dasht-e Bayaz, Iran (1968) - 10.000 morti
Tonghai, Yunnan, Cina (1970) - 10.000 morti
modifica Prevedibilità
Per approfondire, vedi la voce Rischio sismico.
Alcuni terremoti, specialmente i più forti, sono anche accompagnati, preceduti o seguiti da fenomeni naturali insoliti detti precursori sismici come: lampi o bagliori (luci telluriche); modificazioni improvvise del campo magnetico, elettrico o della radioattività locale (emissione di radon); interferenze nelle comunicazioni radio; nervosismo degli animali; variazione del livello delle falde o delle acque costiere; attività vulcanica. Tutte queste manifestazioni hanno trovato riscontro nelle osservazioni e nelle testimonianze e sono state studiate e in parte confermate dalla ricerca scientifica che è giunta alla spiegazione di ognuna di esse, anche se, in mancanza di consenso unanime, non costituiscono di fatto misure effettivamente riconosciute e adottate sul fronte della previsione.
Il terremoto di Haicheng del 4 febbraio 1975 è stato storicamente il primo e unico terremoto previsto con tali tecniche[4], ma in quel caso i precursori sismici di natura geologica furono talmente intensi e regolarmente progressivi da non lasciare alcun dubbio sulla prossimità e imminenza dell'evento.
Già dall'Ottocento sono state inoltre studiate le correlazioni tra le variazioni dell'altezza della falda idrica e della gravità locale, oltre che dell'emissione di radon, ma purtroppo allo stato attuale delle conoscenze non sono ancora stati elaborati modelli che permettano di evidenziare segnali utili alla previsione efficace di un terremoto o delle sue possibili caratteristiche, intensità e localizzazione spaziotemporale.
In particolare il radon si forma dal decadimento radioattivo del radio ed essendo un gas nobile non si combina con gli altri elementi e composti chimici; pertanto gran parte del radon che si forma all'interno delle rocce rimane intrappolato in esse. Se improvvisamente si verificano movimenti, fessurazioni, compressioni e distensioni di rocce, come avviene durante o immediatamente prima di un terremoto, il radon contenuto in profondità affiora sulla superficie terrestre, dove peraltro è già presente in una certa concentrazione, aumentando la concentrazione locale con picchi improvvisi o i cosiddetti "spifferi"[5]. Nella speranza di poter realizzare un sistema di previsione a breve termine e affidabile dei terremoti, vari studi sono in corso; per tale ricerca si utilizza una rete di rivelatori di radon, opportunamente distribuiti sulla superficie delle zone interessate.
La prevedibilità dei fenomeni sismici è stata oggetto in Italia di discussioni e polemiche fuori dell'ambito scientifico, a seguito del Terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009; in occasione del tragico evento, la stampa riportò con enfasi la notizia secondo la quale Giampaolo Giuliani, un tecnico di laboratorio dell'INAF, nelle settimane precedenti il sisma aveva sostenuto l'ipotesi dell'imminenza di una scossa disastrosa; questa si sarebbe verificata, a suo dire, in marzo, a grandi linee in quella stessa regione; egli basò la sua analisi sull'aumento improvviso di emissioni di Radon[6], utilizzando però strumentazioni e metodologie previsionali che non sono state ritenute rigorosamente valide dalla comunità scientifica.
Un'altra ipotesi per la previsione di un terremoto fu quella proposta da Raffaele Bendandi, uno pseudo-scienziato auto-didatta, secondo il quale i terremoti come le maree sono dovuti all'influenza della Luna e degli altri pianeti sulla crosta terrestre.[7] Tale tesi è stata però sempre smentita dagli studi ufficiali nel campo.
Sullo studio dei precursori sismici di origine elettromagnetica si sta attivamente impegnando l'Associazione Radioamatori Italiana (ARI) predisponendo stazioni di ascolto delle emissioni elettromagnetiche in bassa frequenza ELF (Extremely Low Frequency).[8][9][10]
Anche il monitoraggio dell'eventuale sciame sismico prima di un mainshock spesso non sembra portare a risultati concreti in termini di previsione in quanto la stragrande maggioranza degli sciami sismici evolvono senza produrre catastrofi ovvero dissipandosi più o meno lentamente nel tempo secondo la Legge di Omori.senza fonte
Attualmente alcuni modelli fisici sperimentali di previsione sismica di natura statistica si sono rivelati abbastanza efficaci nel prevedere alcune sequenze di aftershock, ma abbastanza deludenti nel prevedere il mainshock[11].
Allo stadio attuale della ricerca sismologica i risultati più concreti per la previsione dei terremoti si hanno dunque per via statistica nel lungo periodo ovvero consultando mappe di pericolosità che tengono conto dei tempi di ritorno di un sisma in un dato territorio calcolandone dunque la probabilità di occorrenza. Tuttavia l'intervallo di tempo in cui si ritiene probabile il verificarsi di un sisma è piuttosto esteso, anche decine di anni, rendendo vano ogni tentativo ragionevole di prevenzione tramite evacuazione delle popolazioni.
Esistono tuttavia rilevanti voci fuori dal coro che ritengono possibile la previsione di un terremoto sia attraverso precursori sismici come il radon in alcuni casi sia attraverso raffinati modelli di previsione statistica a medio termine[12]
modifica Prevenzione
Se all'atto pratico la previsione esatta di un sisma è, allo stadio attuale della ricerca scientifica, ancora lontana, il rimedio più ragionevole e saggio contro i danni materiali ed umani dei terremoti è rappresentato dalla protezione attiva ovvero dall'uso di efficaci tecniche antisismiche di costruzione di edifici proprie dell'ingegneria sismica come ad esempio l'isolamento sismico: queste tecniche allo stadio attuale sono in grado di minimizzare i danni anche di terremoti estremamente potenti e sono diffusamente utilizzate in alcune delle aree più sismiche al mondo come il Giappone.
Per individuare zone a significativo pericolo sismico e a conseguente rischio sismico si fa usualmente ricorso a studi di sismologia storica e paleosismologia e a tecniche di microzonazione sismica fornendo relative mappe di rischio, mentre per valutare gli effetti di un sisma si può ricorrere a tecniche di simulazione (vedi simulazione di terremoto).
modifica Studi e credenze
Durante la Guerra fredda, le onde P sono state studiate per tenere sotto controllo le nazioni che praticavano esperimenti nucleari. Ognuno dei due blocchi studiava i progressi nucleari del blocco contrapposto, grazie all'utilizzo dei sismometri, al punto che i test nucleari (sotterranei o in atmosfera) furono usati sia dagli USA sia dall'URSS come una sorta di avvertimento — o comunicazione indiretta — nei confronti del nemico.
La Chiesa cattolica venera Sant'Emidio come protettore dal terremoto.
modifica Note
^ [1]
^ (EN) 10_largest_world earthquake.usgs.gov
^ (EN) world_deaths earthquake.usgs.gov
^ Tedesco, G. (2005). Introduzione allo studio dei terremoti. 144.
^ Richon, P.; Sabroux, J.-C.; Halbwachs, M.; Vandemeulebrouck, J.; Poussielgue, N.; Tabbagh, J.; Punongbayan, R. (2003). Radon anomaly in the soil of Taal volcano, the Philippines: A likely precursor of the M 7.1 Mindoro earthquake (1994). Geophysical Research Letters 30 (9): 34–41. DOI:10.1029/2003GL016902.
^ http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=693768
^ http://www.nuovaricerca.org/bendandi.htm
^ http://www.arifidenza.it/Lasezione_prociv_precursori.asp
^ http://www.fesn.org
^ http://www.precursori.org
^ http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_0_precursori_terremoto.pdf
^ http://www.menichella.it/sismolab/polemiche_su_previsione_dei_terremoti_riguardanti_INGV_Protezione_Civile_e_Giuliani.html
modifica Bibliografia
Henrik Svensen, Storia dei disastri naturali, Odoya, Bologna 2010, 320 pp., ISBN 978-88-6288-064-0
modifica Voci correlate
Per approfondire, vedi la voce Categoria:terremoti.
Effetti di sito
Epicentro
Ipocentro
Sciame sismico
Faglia
Fagliazione
Faglia di Sant'Andrea
Faglia Liquiñe-Ofqui
Geofisica
Tettonica delle placche
Terremoti tettonici
Terremoto intraplacca
Identificazione delle vittime
Maremoto
Magnitudine (geologia)
Momento sismico
Scala Richter
Scala Mercalli
Magnitudo momento
Charles Francis Richter
Giuseppe Mercalli
Sismologia
Paleosismologia
Tsunami
Terremoto simulato
Ingegneria sismica
Isolatori sismici
Isolamento sismico
Lista di terremoti
Lista di terremoti italiani
Raffaele Bendandi
Legge di Omori
modifica Altri progetti
Commons
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modifica Collegamenti esterni
Terremoto su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Terremoto")
Mappa dei terremoti nel mondo nella scorsa settimana
Centro Nazionale Terremoti: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
European-Mediterranean Seismological Centre Centro Sismologico Euro-Mediterraneo
USGS Earthquake USGS Earthquake Hazards Program
CFTI4Med Catalogue of Strong Earthquakes in Italy (461 B.C.-1997) and Mediterranean Area (760 B.C.-1500). Emanuela Guidoboni, Graziano Ferrari, Dante Mariotti, Alberto Comastri, Gabriele Tarabusi and Gianluca Valensise 2007 (INGV - SGA)
DBMI04: il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani dal 217 a.C. al 2002
Kharita - Portale CNT per la Cartografia Digitale: Ultimi terremoti registrati dalla Rete INGV (con Google Maps)
Kharita - Portale CNT per la Cartografia Digitale: Sismicità Italiana per regione 1981-2006 INGV (con Google Maps)
Portale Catastrofi
Portale Scienze della Terra
Un fuerte sismo se estaría incubando al este de Bolivia
[SANTIAGO] Un terremoto de magnitud 8,7 a 8,9 —mucho más potente de lo que se suponía— podría remecer a unos dos millones de bolivianos que viven próximos al borde oriental de los Andes Centrales, de acuerdo con un estudio publicado en la revista Nature Geoscience (8 de mayo).
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Terremoto is the 5th studio album from Italian rock band Litfiba and the band's most hard rock album. It continues on the way started with previous ...
Perú y Japón empatan 0-0 en la Copa Kirin
NIIGATA, Japón - Perú y Japón igualaron 0-0 el miércoles en el partido inaugural de la Copa Kirin de fútbol. En su primer partido desde el terremoto y tsunami del 11 de marzo en el noreste del país, Japón controló las acciones pero no pudo aprovechar las situaciones de gol que generó.
Información sobre la Seguridad contra Terremotos
Hace 150 años del último gran terremoto de San Andrés en el sur de California – un terremoto con una magnitud de 7.9 que sacudió a toda la región. ...
Haití: Informe pone en duda cifra de muertos por sismo
PUERTO PRINCIPE - Un informe elaborado a petición del gobierno estadounidense afirma que la cifra real de muertos por el sismo del año pasado en Haití es menor a los 300.000 que reportó el gobierno de la isla caribeña.
Terremoto's Hand Picked Headline News - Served Fresh Occasionally
Hand picked headline news served fresh daily. Directories for job seekers and others looking for meaningful employment. ... Changes and Additions to the Terremoto Website ...
Reportan derrame de crudo y explosión en planta nuclear de Japón
TOKIO - Un derrame de petróleo y una pequeña explosión causaron el martes un limitado daño, aunque no más fugas radiactivas, en la dañada planta nuclear en el noreste de Japón, informó la empresa operadora del complejo.
un evento quasi del tutto imprevedibile ma qualcosa proprio a L Aquila solo 5 GIORNI FA era successo Leggete questa immagine articolo tratta da il Messaggero del 1 Aprile scorso http www ilmessaggero it articolo php id53067 sezHOME INITALIA Qui di seguito un articolo di La Repubblica ora il tempo dell impegno per i soccorsi e per il lutto Verranno per i
http://candidonews.wordpress.com/2009/04/06/le-responsabilita-della-tragedia
"TERREMOTO" - Video
Watch Video about Terremoto, efecto fotográfico, fotografía by Metacafe.com ... Las Chicas Terremoto Del Folklore Siguen T...riunfando En Todo El P ...
Will Rome be shaved off the face of the Earth today?
Washington, May 11 : Hundreds of thousands of Romans are spooked by the reputed forecast of a self-taught seismologist who died more than 30 years ago that the Eternal City will be reduced to a pile of rubble following a massive earthquake on Wednesday.
Fotos del Terremoto Puerto Plata, Republica Dominicana ...
Fotos del Terremoto SANTIAGO, RD. Septiembre 22 2003. More Info: Dominican Republic M6.5 Earthquake - 22 September 2003. Hermosas Fotos de Nuestro ...
Ex-champs on TeleFutura
TeleFutura returns to Fantasy Springs Resort Casino in Indio, California on Friday with two former world champions facing unbeaten prospects.
Terremoto: Information from Answers.com
Terremoto Artist: Litfiba Release Date: May 16, 2005 Genre: Rock Previous: Terrell (2004 Album by Terrell) Next: Terremoto (2006 Album by Various
Sismo estremece Costa Rica cerca de San José
SAN JOSE - Un movimiento telúrico estremeció el viernes el territorio costarricense a las 4:40 p.m, hora local, informó el Servicio Geológico de Estados Unidos, sin que las autoridades centroamericanas reportaran de inmediato víctimas.
Peirce Semeiotic and Pragmatism p 243 11 Puede verse cmo era en 1870 cuando Peirce lleg a all En diciembre de 1908 la ciudad sera prcticamente destruida por un terremoto Fuente The Messina 1908 Earthquake 12 Rendido el emperador Napolen III el 6 de septiembre se proclama en Pars la Repblica y un Gobierno de defensa
http://www.unav.es/gep/Zina15.09.70.html
Earthquake (1974) - IMDb
Directed by Mark Robson. With Charlton Heston, Ava Gardner, George Kennedy, Lorne Greene. ... Also Known As: Terremoto See more " Filming Locations: 1329 Carroll ...
Rome Still Intact Despite Earthquake Prediction
Despite the prediction of a a long-dead pseudoscientist, no major earthquake struck Rome today.
Twitter / @el_pais/terremoto-Japon
Twitter is without a doubt the best way to share and discover what is happening right now. ... japon #tsunami #terremoto 18 minutes ago via TweetDeck ...
OCDE prevé crecimiento para EEUU y Europa en 2011
PARIS - La previsión para el crecimiento económico en Estados Unidos y Europa ha mejorado y se prevé que llegue a 2,6% y 2% respectivamente este año, dijo la OCDE en un informe publicado el miércoles.



















