1º gennaio
1704
1782
1821
1870
1871
1875
1876
1893
1900
1926
1927
1929
1941
1982
23 settembre
28 dicembre
537
8 dicembre
Ab Urbe condita libri
Acciaierie di Terni
Acquedotti di Roma#Aqua Traiana
Adige
Adriatico
Affluenti
Albula (Tevere)
Alpi Apuane
Altitudine
Ampiezza
Aniene
Anima
Anni 1950
Anni 1990
Annona (economia)
Antemnae
Appennino
Appennino Tosco-Emiliano
Arno
Augusto (imperatore romano)
Aureliano
Aventino
Bacino artificiale
Bacino idrografico
Balze di Verghereto
Basilica di San Paolo fuori le mura
Baveno
Belisario
Benito Mussolini
Biodiversità
Calcata
Canottaggio
Castel Sant'Angelo
Castel Sant'Angelo (monumento)
Chiani
Chiascio
Chiesa di San Rocco all'Augusteo
Chiesa di Santo Spirito in Sassia
Chilometro
Chilometro quadro
Circeo
Città di Castello
Claudio
Clemente VI
Cloaca Massima
Collegio Romano
Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande
Confluenza
Delta fluviale
Deruta
Diga
Emilia-Romagna
Energia elettrica
Epidemia
Est
Etruschi
Ettore Roesler Franz
Farfa
Farina
Faustolo
Firenze
Fiume
Fiume Paglia
Fiumicino
Forano
Foro Italico (Roma)
Foro romano
Gaio Giulio Cesare
Gaspar van Wittel
Ghetto di Roma
Gianicolo
Giuseppe Calandrelli
Giuseppe Garibaldi
Golena
Idrometro
Isola Sacra
Isola Tiberina
Istituto Luce
Italia
Italia centrale
Italia peninsulare
1704
1782
1821
1870
1871
1875
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1893
1900
1926
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1941
1982
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Acciaierie di Terni
Acquedotti di Roma#Aqua Traiana
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Albula (Tevere)
Alpi Apuane
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Ghetto di Roma
Gianicolo
Giuseppe Calandrelli
Giuseppe Garibaldi
Golena
Idrometro
Isola Sacra
Isola Tiberina
Istituto Luce
Italia
Italia centrale
Italia peninsulare
Tevere
Stato
Italia
Regioni
Emilia-Romagna
Toscana
Umbria
Lazio
Lunghezza
405 (392) km
Portata media
a Roma: 239 m³/s
Bacino idrografico
17.375 km²
Altitudine sorgente
1.268 m s.l.m.
Nasce
Monte Fumaiolo
Sfocia
Mar Tirreno
Il Tevere è il principale fiume dell'Italia centrale e peninsulare; con 405 km di corso è il terzo fiume italiano per lunghezza (dopo il Po e l'Adige). Secondo solo al Po per ampiezza del bacino idrografico (17.375 km²), con quasi 240 m³/s di portata media annua alla foce è anche il terzo corso d'acqua nazionale (dopo il Po e il Ticino) per volume di trasporto.
« Er barcarolo va controcorente / e quanno canta l'eco s'arisente »
(Barcarolo romano, canzone popolare romanesca)
Indice
1 Il nome
2 Il corso
3 Il Tevere a Roma
3.1 L'antichità: leggende e usi del Tevere
3.2 Porti e trasporti sul Tevere
3.3 Le "mole"
3.4 Alluvioni
3.5 Idrometri
3.6 Muraglioni
4 Il Tevere nelle vedute di Roesler Franz
5 Note
6 Bibliografia
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
modifica Il nome
L'antico toponimo del fiume era "Albula", per la tradizione in riferimento al colore chiaro delle sue acque che in realtà sono bionde.[1][2]. Un altro antico nome del Tevere è stato Rumon[3], di origine etrusca, da molti collegato al nome di Roma.[4]
Il nome attuale deriverebbe secondo la tradizione dal re latino Tiberino Silvio, che vi si sarebbe annegato.[1] In realtà già gli Etruschi lo chiamavano Thybris secondo Virgilio[5].
modifica Il corso
Diagramma degli affluenti del Tevere
Sorgente del Tevere su Monte Fumaiolo
Colonna in travertino alla sorgente del Tevere
Vista aerea della foce del Tevere
La sorgente del fiume Tevere si trova sulle pendici del Monte Fumaiolo a 1.268 m s.l.m., sul lato che volge verso la Toscana, vicino alle Balze, frazione del comune di Verghereto (in Provincia di Forlì-Cesena). Fu Mussolini che nel 1927 fece spostare i confini regionali, includendo il Monte Fumaiolo e la cosiddetta Romagna Toscana nella regione a est dell'Appennino: ciò per assecondare il suo desiderio che le sorgenti del Tevere si trovassero nel forlivese, cioè nella sua provincia di originesenza fonte. Accanto alla sorgente, negli anni trentasenza fonte è stata posta una colonna di travertino sovrastata da un'aquila (simbolo imperiale riutilizzato in epoca fascista), con incisa la frase: Qui nasce il fiume sacro ai destini di Roma.
Questo lo schema dei 405 km di corso (o 392 secondo la fonte: ARPA Umbria, questo dato è da sempre controverso) del suo percorso dall'Appennino al Tirreno:
A pochi chilometri dalla sorgente, il Tevere lascia la Romagna ed entra in Toscana (provincia di Arezzo) attraversandola per un breve tratto con regime torrentizio. Tra Pieve Santo Stefano e Sansepolcro, assieme a tre affluenti minori, da vita al Lago di Montedoglio.
Attraversa poi l'Umbria scendendo da quota 300 a quota 50 m (Alta valle tiberina).
Alla fine del tratto collinare del percorso fu realizzata durante gli anni cinquanta una diga finalizzata alla generazione di energia elettrica, all'epoca destinata soprattutto alle Acciaierie di Terni, le cui acque alimentano due bacini artificiali: il Lago di Corbara, direttamente a valle della diga, e il successivo piccolo lago di Alviano, 500 ettari di ambiente umido che ospitano un'oasi naturalistica.
Questo tratto finale del corso del Tevere in Umbria di circa 50 km costituisce il Parco fluviale del Tevere.
Da Città di Castello il fiume incrementa progressivamente nella portata, passando da 15 m3/s presso quest'ultimo centro, a 47,5 dopo la confluenza con l'affluente Chiascio, a 69,5 dopo quella con il Paglia e soprattutto a oltre 180 dopo la confluenza con il Nera, e comincia così a distendersi in numerosi ampi meandri attraverso la pianura da esso stesso generata, e segna il confine tra le province di Terni, Rieti e Viterbo.
Arrivato a Orte tra Umbria e Lazio, riceve le abbondanti acque del Nera-Velino, e si accinge a delimitare la Tuscia e la Sabina, dove il Treja, l'Aia (Imella) prima e il Farfa poi vi affluiscono, determinando una maggiore portata e i connotati fluviali. Le enormi anse si alternano a golene e aree ripariale, famoso è il fiasco che si può ammirare dai terrazzi alluvionali di Ponzano e Forano. Alla confluenza del Farfa tra i comuni di Nazzano e Montopoli si trova la Riserva naturale Tevere Farfa, area umida di importanza internazionale per l'aviofauna migratoria e per la preservazione delle biodiversità.
Lento attraversa Roma, ricevendo l'Aniene che gli incrementa a quasi 240 m3/s la portata media e infine, dopo altri 30 km, sfocia nel Mar Tirreno, ad Ostia in un delta di due soli bracci, uno naturale Fiumara grande e l'altro (il Canale di Traiano), che delimitano l'Isola Sacra ed a Fiumicino, canale artificiale. Nell'antichità i bracci erano tre essendo la foce del tevere nei pressi di Ostia Antica
Come si vede nel diagramma, il bacino del Tevere è ricco di affluenti e subaffluenti, ma il fiume riceve la maggior parte delle sue acque dalla riva sinistra, dove ha come adduttori principali il sistema Chiascio - Topino, il Nera (che raccoglie le acque del Velino) e l'Aniene. I tributari della riva destra sono il Nestore, il Paglia (con il Chiani), e il Treja, a cavallo tra le province di Roma e Viterbo, attorno al quale, in consorzio fra i comuni di Mazzano Romano e Calcata, è stato costituito dal 1982 il Parco regionale Valle del Treja.
Le principali località attraversate sono Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Città di Castello, Umbertide, Orte e Roma. Passa anche nelle immediate vicinanze di Perugia, Marsciano, Deruta e Todi.
Il fiume fu utilizzato per molti secoli come via di comunicazione: in epoca romana il naviglio mercantile poteva risalire direttamente fino a Roma, all'Emporio che era situato ai piedi dell'Aventino, mentre barche più piccole e adatte alla navigazione fluviale trasportavano merci e prodotti agricoli dall'Umbria, attraverso un sistema navigabile capillare che penetrava nella regione anche attraverso gli affluenti, in particolare Chiascio e Topino.
modifica Il Tevere a Roma
Romolo e Remo, la lupa, il Tevere e Rea Silvia, il fico e Faustolo, Rubens, 1616
Il Tevere a Roma
modifica L'antichità: leggende e usi del Tevere
Il Tevere, fin dalla sua nascita, è stato l'anima di Roma, e il fatto che la città gli debba la propria stessa esistenza è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione, con Romolo e Remo nella cesta che, arenati sotto il ficus ruminalis, succhiano il colare zuccherino dei frutti in attesa di una vera poppata.
Tutti gli insediamenti preromani il cui convergere diede luogo alla Roma storica "vedevano" il Tevere, ma dall'alto e non da vicino (si pensi ad Antemnae, ad esempio), per evidenti ragioni di difesa e perché il Tevere è sempre stato un fiume soggetto a piene improvvise.
Il punto in cui la pianura alluvionale era più sicuramente guadabile era l'Isola Tiberina, accanto alla quale (in quella zona che sarebbe poi divenuta il Foro romano a partire da un più modesto Foro boario) si localizzò in origine il punto di scambio tra le popolazioni etrusche che dominavano la riva destra (detta poi Ripa Veientana) e i villaggi del Latium vetus sulla riva sinistra (la Ripa Graeca).
L'Isola era, inoltre, il punto fin dove le navi antiche, di basso pescaggio, potevano risalire direttamente dal mare.
Poco a valle dell'Isola fu costruito (in legno, e tale rimase per diversi secoli) il primo ponte di Roma, il Ponte Sublicio. Per le popolazioni arcaiche erano così importanti, questo ponte e la sua manutenzione, che in relazione ad essi nacque il più antico e potente sacerdozio romano: il Pontifex.
Il fiume stesso era considerato una divinità, personificata nel Pater Tiberinus: la sua festa annuale (le Tiberinalia) veniva celebrata l'8 dicembre, anniversario della fondazione del tempio del dio sull'Isola Tiberina ed era un rito di purificazione e propiziatorio.
modifica Porti e trasporti sul Tevere
Il Porto di Ripetta verso il 1880 (Ettore Roesler Franz)
Resti dell'Emporio romano a Testaccio
Progredendo l'interramento del fiume, le navi non poterono più arrivare come in epoca classica fino all'Emporio (sotto l'attuale rione di Testaccio), ma merci e passeggeri continuavano a giungere a Roma via fiume, col metodo dell'alaggio, cioè su chiatte o barconi che venivano rimorchiati dalla riva: la forza motrice per risalire il Tevere, che nei periodi di magra non offriva più di due metri e mezzo di pescaggio, era generalmente costituita da buoi ma anche, al bisogno, da uomini. Il sistema era ancora in uso a metà dell'800, quando i buoi vennero sostituiti da rimorchiatori a vapore, che trascinavano tre o quattro chiatte, come avveniva sulla Senna fino a non molti anni fa.
Il porto dell'Emporio era stato abbandonato già in epoca medioevale, e il nuovo attracco si consolidò sulla riva destra (che era detta "Ripa Romea": era in effetti molto più comodo, per i pellegrini, sbarcare sulla riva dove era posto il Vaticano). Questo approdo era detto, per antonomasia, Ripa. Modificando il percorso delle mura a Porta Portese, il porto venne ricostruito nel 1642 un po' più a monte, all'interno della cinta daziaria, in corrispondenza dell'Ospizio di San Michele, e divenne il porto di "Ripa Grande", dedicato a merci e uomini in arrivo da Ostia.
Sulla riva sinistra, a monte di Castel Sant'Angelo, venne costruito nel 1704 il porto di Ripetta, dedicato soprattutto al traffico con il retroterra umbro. Ebbe sede qui l'idrometro storico del Tevere, installato nel 1821, e che aveva come "zero idrometrico" il settimo gradino della scalinata del porto stesso.
Imbarco dei battelli turistici a Ponte Garibaldi (di fronte, l'Isola Tiberina)
Sul Tevere navigavano imbarcazioni di tutti i tipi (anche a vela: per discendere il fiume da Orte ci volevano tre giorni). Oltre alle chiatte trainate da rimorchiatori, alle barchette dei pescatori, c'erano anche piccole barche per trasbordare le persone da una riva all'altra: non si dimentichi che fino alla caduta dello Stato Pontificio i ponti cittadini sul Tevere erano soltanto 4: Ponte Mollo, il Ponte di Castello, Ponte Sisto e i due ponti attraverso l'Isola Tiberina - Ponte Cestio e il Ponte dei Quattro Capi.
Per via fluviale, circumnavigando l'Italia dal lago Maggiore al Ticino, al Po, all'Adriatico e infine risalendo il Tevere fino ai piedi della basilica con un viaggio di quattro anni, arrivarono dalle cave di Baveno e Montorfano le 150 colonne monolitiche di marmo bianco del nuovo portico della Basilica di San Paolo fuori le mura.
L'ultimo grande trasporto via fiume, su una chiatta di cemento appositamente costruita, fu quello effettuato nel 1929, dei marmi provenienti dalle Alpi Apuane e destinati all'obelisco del Foro Italico, fin dove risalirono, appunto, via fiume[6].
Lo sviluppo del trasporto stradale e ferroviario, la costruzione nel tempo di ben 23 dighe di sbarramento lungo l'intero bacino e il progressivo interramento del basso corso del fiume hanno completamente annullato questo utilizzo (durato fin verso la metà dell'800), e ormai la navigazione fluviale si limita a fini sportivi (canottaggio) e turistici, con battelli che dalla fine degli anni novanta percorrono tratti del corso romano del fiume.
A causa delle soglie costruite all'altezza dell'Isola Tiberina per regolare e armonizzare il flusso del fiume, la navigazione sul fiume è divisa in due tratte, una verso monte, dall'Isola a Ponte Risorgimento, l'altra verso il mare, da Ponte Marconi a Ostia Antica.
Va tenuto presente, quando si riflette sull'uso del Tevere, che attualmente sono 36, i soggetti pubblici che hanno titolo ad intervenire sul Tevere: il numero rende evidenti, da solo, le difficoltà che presenta ogni nuovo progetto d'uso o di intervento.
modifica Le "mole"
Roesler Franz, I molini all'Isola
Un'altra presenza sul fiume, che datava dal medioevo e della quale ora non c'è più traccia, erano i molini ad acqua (a Roma detti "mole", anche nel linguaggio ufficiale della burocrazia annonaria), ancorati in gran parte, da ultimo, vicino all'Isola Tiberina.
La storia delle mole a Tevere iniziò quando Totila, tagliando durante l'assedio del 537 l'acquedotto Traiano che forniva energia ai mulini installati sul Gianicolo, costrinse Belisario a cercare una nuova soluzione per l'approvvigionamento di farina dei romani assediati. La soluzione trovata fu quella di installare coppie di barche incatenate: ogni coppia era dotata, al centro, di una ruota che azionava le macine di pietra alloggiate sulle barche stesse. La prima coppia era incatenata alle rive del fiume presso il Ponte di Agrippa (l'attuale Ponte Sisto)[7]), le altre erano collegate alla prima. A monte di questo sistema di molini galleggianti furono installate palafitte di riparo, allo scopo di deviare i tronchi con i quali i Goti cercavano di travolgerlo.
Nei secoli successivi si continua ad avere notizie dei molini sul Tevere - anche se non se ne hanno rappresentazioni sulle mappe fino alla fine del Quattrocento[8] - che appaiono però dislocati più a valle, verso l'Isola Tiberina[9].
Gaspar van Wittel, veduta di Castel Sant'Angelo con la mola
La collocazione attorno all'Isola non fu però mai esclusiva: ci furono mole sull'ansa a monte di Ponte Sisto sia sulla riva sinistra (esiste ancora in fondo a via Giulia, una via delle Mole dei Fiorentini), che sulla riva destra sotto Santo Spirito in Sassia, all'altezza all'incirca del Ponte Neroniano.
A un certo punto dell'alto medioevo (non si sa quando), i molini furono ancorati singolarmente alla riva, assumendo la struttura che conosciamo dalle rappresentazioni. L'impianto era costituito da:
un manufatto detto "torretto", sulla riva, a cui era legata, con catene di ferro, la mola[10];
un arco in muratura che poggiava da una parte sulla riva e dall'altra nel fiume;
a questo si appoggiava una passerella di legno, che collegava il sistema alla terra, consentiva di movimentare (a dorso d'asino) i carichi di cereali e di grano, e ammortizzava le variazioni di altezza del fiume;
la passerella portava all'imbarcazione più ampia, coperta e sormontata da una croce, nella quale era alloggiata la macina e avveniva la lavorazione;
la ruota, orizzontale, installata per traverso alla corrente, che trasmetteva il proprio movimento alla macina;
un'altra imbarcazione più piccola (detta "barchetto"), che supportava l'asse della ruota verso il centro del fiume.
modifica Alluvioni
Per approfondire, vedi la voce Piene del Tevere a Roma.
Memorie delle alluvioni del Tevere nei secoli a Santa Maria sopra Minerva
I muraglioni di contenimento dei Lungotevere (ma non accade diversamente a Parigi e a Firenze), rendono oggi difficile immaginare quanto "fluviale" potesse essere la città antica e quanto lo fosse ancora un secolo fa. Ma questa connessione con il fiume, che certo era una risorsa economica notevole, era anche - da sempre - ad alto rischio.
Già Livio attesta che le piene del Tevere, spesso disastrose, erano ritenute dal popolo romano annunciatrici di eventi importanti o punizione degli dei irati, e certo comportavano - oltre che distruzioni - epidemie causate dal ristagno delle acque. Ancora nel XIX secolo il fatto che l'arrivo dei Piemontesi a Roma fosse stato salutato da una disastrosa inondazione, il 28 dicembre 1870, confermò il popolo romano nella sua opinione antica e mai abbandonata.
Le grandi piene (mediamente almeno 3 o 4 per secolo) sono sempre arrivate a Roma dalla via Flaminia: a valle dell'ultima confluenza con l'Aniene il fiume, libero fin lì di distendersi su territori pianeggianti e praticamente golenali, incontrava costruzioni e ponti che lo ostacolavano (ripetutamente il Ponte Sublicio era stato trascinato via dalle alluvioni) e si incanalava rovinoso per vie e piazze.
Cesare immaginò di raddrizzare i meandri urbani del fiume deviandolo attorno al Gianicolo (cioè facendogli evitare Trastevere e la pianura dei Fori) e canalizzandolo attraverso le Paludi Pontine in direzione del Circeo. Augusto, di temperamento più realista e "amministrativo", dopo aver nominato una commissione di 700 esperti si limitò a disporre la pulizia dell'alveo fluviale e ad istituire una magistratura apposita, i Curatores alvei et riparum Tiberis, carica che Agrippa tenne per tutta la vita. Gli esperti di Tiberio suggerirono di deviare le acque del Chiani verso l'Arno, ma per l'opposizione dei fiorentini non se ne fece nulla (il progetto fu riesumato - e ugualmente abbandonato - nel 1870). A Traiano si deve il completamento del canale di Fiumicino (la cosiddetta Fossa Traiana) iniziato da Claudio, funzionale alla navigabilità del fiume, ma anche a migliorare il deflusso delle acque verso il mare.
L'ultimo imperatore che dispose una pulizia radicale dell'alveo e un'arginatura del fiume fu Aureliano.
modifica Idrometri
Il porto di Ripetta fu demolito nel 1893 per costruire il Ponte Cavour, fondamentale per l'urbanizzazione del nuovo rione dei Prati di Castello e l'idrometro sistemato sul muro laterale della chiesa di San Rocco. In corrispondenza del nuovo ponte, 5 anni dopo venne sistemato il nuovo idrometro, con lo stesso zero idrometrico. L'attuale stazione idrometrica è situata, dal 1941, 5 chilometri più a valle, a Porta Portese (via Portuense 49).
Le osservazioni sulla portata del Tevere a Roma, iniziate nel 1782 per iniziativa dell’abate Giuseppe Calandrelli, direttore dell’Osservatorio astronomico e meteorologico di Collegio Romano, costituiscono ad oggi la serie storica più rilevante tra le osservazioni sistematiche dei fiumi italiani[11].
modifica Muraglioni
Lupe sui muraglioni
La spinta definitiva a riprendere l'elaborazione di un sistema di difesa della città dalle furie del suo fiume venne certamente dalla disastrosa alluvione che salutò l'ingresso dei Piemontesi a Roma, il 28 dicembre 1870. L'inondazione arrivò, quella volta, a più di 17 metri oltre il livello normale del fiume (praticamente fino a piazza di Spagna). Il 1º gennaio 1871 fu nominata un'apposita Commissione di studio che in quattro anni non produsse risultati. Nel 1875 Garibaldi, arrivato a Roma come parlamentare, risuscitò l'idea di Cesare di deviare il corso del fiume presentando una proposta in merito. L'ipotesi suscitò gran dibattito, apparendo ad alcuni quasi blasfema, ma facendo balenare, ad altri, il sogno di ritrovamenti smisurati di tesori, archeologici o propriamente preziosi, inabissati nel fiume lungo i secoli.
La proposta di Garibaldi risuscitò comunque la Commissione, che il 23 settembre non approvò il progetto di Garibaldi, ma quello conservativo dell'ingegnere Raffaele Canevari. Esso prevedeva l'arginatura del corso del fiume da Ponte Milvio alla Basilica di San Paolo fuori le mura, la "rimozione dei ruderi ed escavamento del fondo dell'alveo" ed una stabilizzazione della sua ampiezza a 100 metri, lo "studio della situazione di un porto in luogo di quello di Ripetta nella località che si troverà più opportuna", scongiurando però l'ipotesi, che pure era stata avanzata, dell'interramento del braccio sinistro del fiume a lato dell'Isola Tiberina (quello del Ponte Quattro Capi), e quindi la sua scomparsa.
Alla fine del 1876 il Governo assegnava l'appalto del primo lotto dei lavori, che durarono 25 anni. Il Porto di Ripetta non fu mai ricostruito, ma una nuova piena disastrosa del fiume nel 1900, che superò i 16 metri, mostrò che il contenimento fornito dai muraglioni funzionava (anche se alla fine crollarono 125 metri di argine tra Ponte Garibaldi e Ponte Cestio). L'ultimo tratto dell'opera, sotto l'Aventino, fu completato nel 1926, a cinquant'anni dall'inizio.
Comunque la città non perciò perse immediatamente il contatto con il suo fiume, nacque anzi proprio allora la figura del fiumarolo[12], del cittadino cioè che passava le sue giornate in riva a Ffiume, come per antonomasia era chiamato in romanesco il Tevere. È pur vero che impietose furono le demolizioni che furono effettuate per far spazio all'arginatura, e che la standardizzazione dell'altezza delle rive fece sì che alcune delle strade storiche che corrono a lato del fiume restino al di sotto del livello dei Lungotevere, assumendo un aspetto quasi di relitto: è sufficiente, per rendersene conto, una passeggiata in Via Giulia.
modifica Il Tevere nelle vedute di Roesler Franz
Tevere a Castel Sant'Angelo
Il porto di Ripetta e Monte Brianzo
Tevere a Monte Brianzo
Tevere a Ponte Sisto
via della Fiumara allagata, al Ghetto
L'Isola Tiberina verso Ponte Cestio
Tevere a San Crisogono
Il Porto di Ripa Grande
Dai giardini della Farnesina
modifica Note
^ a b Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 3.
^ Un'altra ipotesi è che il nome risalga alle antiche popolazioni preindoeuropee - che avevano una lingua parente di quella degli attuali Baschi - e "Al" starebbe a significare acqua: sono infatti decine i corsi d'acqua e le località in tutta Europa che iniziano per Al, Alb, Alba. Ad esempio c'è un fiume Albula in Svizzera, un torrente Albula nelle Marche, un lago Albano nel Lazio. Anche Olbia, Elba, ecc sono derivate da Albis = "terra lungo un fiume, lungo un canale" (fonte: G. Semerano: Le origini della cultura europea )
^ Servio Mario Onorato, Comm. in Aen. VIII, 63
^ Pittau, Etimologia del toponimo Roma
^ Gian Enrico Manzoni, Pugnae maioris imago: intertestualità e rovesciamento nella seconda esade dell'Eneide, Editore Vita e Pensiero, Roma 2002, p. 52 e seguenti
^ Immagini di questo "trasporto eccezionale" sono reperibili nel sito dell'Istituto Luce.
^ quindi all'interno della cinta delle Mura Aureliane, che in quel punto scavalcavano il fiume fino a Porta Portese, a protezione di Trastevere e del Gianicolo e per ostacolare gi attacchi dalla via Aurelia.
^ Si veda ad esempio nella Cronica dell'Anonimo romano, Cap. XV, Dello grannissimo diluvio e piena de acqua, dove si narra di una piena di cinque giorni sotto il pontificato di Clemente VI, che «Danniao lo territorio de Roma più de dociento migliara de fiorini. Anche ruppe le catene e·lli ignegni delli mulinari e menaone da cinque bone mole, le quale connusse allo mare. Allora fuoro le mole perdute, aitre moite deslocate recuperate a granne pena.»([1]).
^ Si veda, nella stessa Cronica al cap. XVIII, sulla nascita di Cola di Rienzo: «Fu nato nello rione della Regola. Sio avitazio fu canto fiume, fra li mulinari, nella strada che vao alla Regola, dereto a Santo Tomao, sotto lo tempio delli Iudei»([2]).
^ In un'incisione di Piranesi il Ponte Cestio è indicato come "Ponte Ferrato", per le catene delle mole che vi erano ormeggiate: il "torretto" poteva anche essere una struttura esistente.
^ fonte: ARDIS - Regione Lazio.
^ Vd. Aroldo Coggiatti, Gente di Fiume, in "Capitolium", 1945 (XX), N° 7 - 8 - 9, pp. 41-43.
modifica Bibliografia
Cesare D'Onofrio: Il Tevere. Romana Soc. Ed., Roma 1980,
Umberto Mariotti Bianchi, I molini sul Tevere. Roma, Newton & Compton, 1996.
Armando Ravaglioli: Il Tevere fiume di Roma - Storia, curiosità, prospettive. Tascabili economici Newton, Roma 1998.
Marco Scataglini: Il viaggio del Tevere, Guide Iter, maggio 2004
Maria Margarita Segarra Lagunes: Il Tevere e Roma. Storia di una simbiosi. Gangemi Editore, Roma 2004.
Joël Le Gall: Il Tevere, fiume di Roma nell'antichità. Edizioni Quasar, Roma 2005
(prima edizione in francese: Joël Le Gall: Le Tibre, fleuve de Rome dans l'antiquité. Presses universitaires de France, Paris 1953).
Il Tevere a Roma, portolano, a cura dell'Autorità Bacino del fiume Tevere e dal CITERA - Centro Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Ambiente dell'Università "La Sapienza", in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Roma, novembre 2006
modifica Voci correlate
Cloaca Massima
Fiume
Lago di Montedoglio
Lungotevere
Piene del Tevere a Roma
Ponti di Roma
Porta Portese
modifica Altri progetti
Commons
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tevere
Il Tevere nelle immagini di Roma sparita di Ettore Roesler Franz su Commons
modifica Collegamenti esterni
Autorità di bacino del fiume Tevere
Alto-medio e basso Tevere (a cura di ARPA Umbria)
Archeologia del Tevere a cura di Francesco M. Cifarielli e Rossella Zaccagnini
I Muraglioni del Tevere, dal Corriere della Sera del 15-16 dicembre 1900
Il bacino del Tevere geologia e geomorfologia a cura dell'Autorità di bacino
Il parco fluviale del Tevere
il Parco Regionale Valle del Treja
Il problema del flusso del Tevere (a cura dell'Agenzia Regionale Difesa del Suolo)
l'Oasi naturalistica di Alviano
La storia dei muraglioni
La storia del territorio della Riserva naturale Litorale romano
Pittau: Il Tevere, il guado, Roma
Regime idrologico del Tevere e principali piene (a cura dell'Autorità di bacino del fiume Tevere)
Roma vista dal Tevere
Roma il Tevere e il suo mare
Regione Lazio Ufficio Idrografico e Mareografico di Roma
v · d · m
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Bumpy Roads Ahead for Investors as Uncertainty Remains High in 3Q 2011 According to FOREX.com Markets Outlook
The report is prepared by Mr. Dolan, Research Director Kathleen Brooks and Senior Technical Strategists Daniel Hwang, Chris Tevere, CMT and Eric Viloria , CMT. The full FOREX.com 3Q 2011 Markets Outlook Report is now available at www.forex.com under ...
http://finance.yahoo.com/news/Bumpy-Roads-Ahead-for-prnews-2957926424.html?x=0&.v=1
The report is prepared by Mr. Dolan, Research Director Kathleen Brooks and Senior Technical Strategists Daniel Hwang, Chris Tevere, CMT and Eric Viloria , CMT. The full FOREX.com 3Q 2011 Markets Outlook Report is now available at www.forex.com under ...
http://finance.yahoo.com/news/Bumpy-Roads-Ahead-for-prnews-2957926424.html?x=0&.v=1
Tevere - definition of Tevere by the Free Online Dictionary ...
Information about Tevere in the free online English dictionary and encyclopedia. ... Tevere - a river of central Italy; flows through Rome to the Tyrrhenian Sea ...
Bumpy Roads Ahead for Investors as Uncertainty Remains High in 3Q 2011 According to FOREX.com Market
The report is prepared by Mr. Dolan, Research Director Kathleen Brooks and Senior Technical Strategists Daniel Hwang, Chris Tevere, CMT and Eric Viloria , CMT. Forex and spot metals trading involve significant risk of loss and is not suitable for all investors.
http://pr-usa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=814046&Itemid=29
The report is prepared by Mr. Dolan, Research Director Kathleen Brooks and Senior Technical Strategists Daniel Hwang, Chris Tevere, CMT and Eric Viloria , CMT. Forex and spot metals trading involve significant risk of loss and is not suitable for all investors.
http://pr-usa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=814046&Itemid=29
Tevere - Wikimedia Commons
Tevere in piena sotto Ponte Quattro Capi. la più antica memoria delle ... le alluvioni del Tevere nei secoli: 1422, 1530, 1557, 1598, 1870 - memorie a ...
HOSTEL TEVERE // HOSTEL + RESTAURANT + BAR
Hostel Tevere, affordable lodging in the Mad River Valley, Warren, Vermont
Place Tevere | Italian Restaurant - Restaurants in Ontario ...
Discover Your Place Tevere Italian Restaurant! Find it in one of our stores in Ontario & Alberta. Our Italian restaurants serve Italian cuisine,
Tevere - Wikipedia
Il Tevere è il principale fiume dell'Italia centrale e peninsulare; con 405 km di corso è il terzo fiume italiano per lunghezza (dopo il Po e l'Adige) ...
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Fiume Tevere
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